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mercoledì 22 aprile 2026

Milano e la ricerca del Senno sulla Luna: BookCity 2026 a caccia di nuovi equilibri

Un momento della conferenza stampa (foto Bordignon)
Milano torna a interrogarsi sul senso della lettura e sul suo ruolo nella vita pubblica con la presentazione della 15.a edizione di Milano BookCity, in programma dal 23 al 29 novembre 2026. "Il senno sulla Luna" è il tema e la chiave simbolica per raccontare un presente che, secondo gli organizzatori, chiede lucidità, lentezza e pensiero critico. Un tema che diventa filo conduttore di una settimana dedicata ai libri come strumenti di orientamento, dialogo e comunità.
Presentata a Palazzo Marino, la manifestazione conferma la sua vocazione diffusa, capace di portare la cultura fuori dai luoghi canonici. «BookCity Milano si conferma un appuntamento centrale per la città, capace ogni anno di portare i libri e le idee fuori dai luoghi tradizionali e dentro la vita quotidiana dei quartieri, delle biblioteche, delle scuole e degli spazi pubblici», ha ricordato l’assessore Tommaso Sacchi, sottolineando come il tema ariostesco richiami la necessità di recuperare uno sguardo più consapevole.
«Il tema di quest'anno ci interroga direttamente» aggiunge Luca Formenton, presidente di Fondazione BookCity Milano. «Viviamo in un tempo in cui la ragione sembra fragile, in cui il senso critico fatica a farsi strada nel rumore del presente. I libri sono da sempre un antidoto a questa fragilità: un atto di resistenza intellettuale, uno spazio in cui ritrovare la lucidità che la quotidianità tende a sottrarci».
L’edizione 2026 introduce format che puntano sul confronto diretto: dialoghi ravvicinati, conversazioni informali, incontri che riuniscono autori e case editrici diverse attorno a un tema comune. Una scelta che supera la tradizionale divisione per generi per privilegiare percorsi trasversali. Accanto alle novità, restano centrali le nuove uscite editoriali e la riscoperta dei classici, insieme a un’attenzione crescente per la poesia e per le contaminazioni con altri linguaggi artistici.
«Nell’Orlando furioso il senno del protagonista è custodito in un’ampolla» spiega Marco Balzano, curatore del programma di #BCM26. «La fragilità e le passioni, ma soprattutto l’irrazionalità del suo comportamento e l’insensatezza delle ambizioni, minacciano la sua ragione insieme alla capacità di distinguere il meglio e di scegliere il bene. Il senno sulla Luna indica lo smarrimento in cui, in tempi di guerra e di mire violente, viviamo la nostra quotidianità e immaginiamo il futuro. Riflettere sulla follia di Orlando significa meditare sul bisogno di razionalità, sulla necessità di pace e sulla cura del nostro senso critico e intellettuale che non può mai del tutto essere demandato alla tecnologia».
Presente anche il 'venerando' giurista Piergaetano Marchetti, che ha chiosato: «Noi vorremmo avere un ruolo di militanza (parola un po' troppo abusata e fin troppo politica, ndr) civica, la nostra formula e la nostra presenza nelle biblioteche di quartiere ha un obiettivo ben preciso: quello della rocca contro la povertà educativa, evitare il pensiero unico, avere spirito critico, di essere fieri di essere una città che rappresenta un mondo importante in Europa. Di questi tempi credo che questa funzione sia molto importante. Vorremmo seminare a piene mani questo spirito di curiosità culturale, di informazione, di reazione, di spirito critico contro sovranismi e verità assolute che in questi tempi ci affliggono anche nella vita quotidiana». Uno scivolone finale con una poco comprensibile critica al sovranismo, ormai da troppo tempo criminalizzato e la cui critica aprioristica tende a fare parte proprio di quel pensiero unico che Marchetti dice di voler combattere. 
BookCity rafforzerà inoltre la sua dimensione territoriale: gli eventi raggiungeranno la Città Metropolitana e otto province lombarde, mentre nei quartieri milanesi si punterà a riportare contenuti culturali di qualità dove l’offerta è più discontinua. Una parte del palinsesto continuerà a nascere spontaneamente grazie alle proposte di editori, fondazioni e associazioni, mentre prosegue il percorso dedicato alle scuole, con nuovi progetti disponibili da fine aprile.

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):









sabato 8 luglio 2017

I media anti Casa Pound si dimenticano dei centri sociali

I centri sociali attaccano la polizia fuori da Palazzo Marino
Dunque, facciamo un po' di chiarezza. Casa Pound pochi giorni fa ha compiuto una legittima, per quanto un po' irruenta, protesta a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano (ovviamente enfatizzata dai media schierati a sinistra e subito definita 'blitz' con toni da guerra di trincea). L'obiettivo era il sindaco Giuseppe Sala, ex commissario unico di EXPO, ormai da diverso tempo alle prese con vicende poco chiare legate all'Esposizione Universale del 2015.
Fuori, nel frattempo, si schierano le solite 'squadre' leoncavalline di picchiatori vari, la cui presenza i soliti media (si ascolti il fantasioso resoconto di Telereporter) cercano di fare passare quasi come casuale e dovuta solo a un incontro con alcuni consiglieri (a cui ci si era presentati in un centinaio, ma vabbeh...). In pochi secondi partono le minacce, i tentativi di aggressione ai ragazzi di destra (che in realtà stavano tranquillissimi all'interno di Palazzo Marino) e alla polizia. In pratica si tratta della stessa gente che okkupa case impunemente senza che nessuno la sbatta in galera, e che difende clandestini e spacciatori, protetta e spalleggiata dalla giunta rossa di turno.
Questo sabato l'ineffabile ANPI (le famose migliaia di partigiani di 105 anni ancora in vita) organizza una 'riflessione' (tze...) sul tema “L’escalation dei neofascismi e il ruolo delle Istituzioni", si ribadisce, 'dopo l'irruzione di esponenti di Casa Pound in Consiglio Comunale', evento a cui prenderà parte, ovviamente, il sindaco Sala. Per la serie, se la suoneranno e se la canteranno, con tanto di presenza del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano (yuppie!). Intanto, i picchiatori e i violenti dei centri sociali continueranno impunemente ad agire indisturbati nel nome di una loro presunta idea di democrazia di comodo. George Orwell non avrebbe mai osato immaginare tanto...