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mercoledì 27 maggio 2026

Sigarette elettroniche e ictus: un rischio ancora sottovalutato

Foto di Matheus Bertelli (da Pexels)
Le sigarette elettroniche vengono spesso considerate un’alternativa più “leggera” al fumo tradizionale, ma le nuove evidenze scientifiche indicano che il vaping potrebbe rappresentare un rischio emergente per il sistema vascolare e, in particolare, per l’ictus. A lanciare l’allarme è A.L.I.Ce. Italia OdV, che invita istituzioni e cittadini a non sottovalutare un fenomeno in rapida crescita, soprattutto tra i giovani.
Negli ultimi anni l’uso delle e‑cig è aumentato in modo significativo, spinto dall’idea che siano meno dannose. Ma gli aerosol rilasciati da questi dispositivi contengono nicotina, sostanze irritanti, composti organici volatili, metalli pesanti e particelle ultrafini: elementi che possono danneggiare l’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e favorire processi alla base dell’ictus.
La letteratura scientifica più recente mostra che il vaping può aumentare stress ossidativo, infiammazione, pressione arteriosa e vasocostrizione, oltre a contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche. Alcuni studi epidemiologici indicano inoltre un rischio più elevato di eventi cerebro‑cardiovascolari nei consumatori abituali, soprattutto nei dual users, cioè chi usa sia sigarette tradizionali sia elettroniche.
«Le sigarette elettroniche non possono essere considerate innocue», avverte il neurologo Massimo Del Sette, sottolineando la necessità di informare correttamente la popolazione. Preoccupa in particolare la diffusione tra adolescenti e giovani adulti: l’esposizione precoce alla nicotina può anticipare i processi di danno vascolare e aumentare la dipendenza.
Per questo A.L.I.Ce. Italia OdV chiede che le e‑cig vengano incluse tra i fattori di rischio modificabili per l’ictus, accanto a ipertensione, diabete, sedentarietà e fumo tradizionale. «È necessario informare, sensibilizzare e promuovere scelte consapevoli», afferma il presidente Andrea Vianello, ricordando che la prevenzione resta l’arma più efficace per ridurre l’impatto dell’ictus sulla società.
In un contesto in cui il vaping continua a crescere, la sfida è culturale oltre che sanitaria: conoscere i rischi significa proteggere la salute di domani.

domenica 26 febbraio 2023

Malattie fumo-correlate, ogni anno otto milioni di morti nel mondo

Donna e fumo, sinonimo di sensualità (foto Dominika Roseclay)
Sono oltre un miliardo i fumatori e ogni anno circa otto milioni di persone muoiono per malattie fumo-correlate.
Lo sottolinea l’
OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la letteratura scientifica riporta le evidenti correlazioni che persistono tra il fumo e alcune patologie in ambito urologico e andrologico: pertanto la prevenzione, la lotta al fumo e la cessazione da parte dei fumatori è l’obiettivo che ogni comunità medico-scientifica deve porsi, impegnandosi nell’analisi e nel contrasto a questo fenomeno che miete così tante vittime. AURO.it, Associazione degli Urologi Italiani, ha deciso di impegnarsi concretamente su questo tema e ha, come conseguenza, promosso la campagna conoscitiva “Per un futuro senza fumo”, con l'obiettivo di evidenziare i danni che il fumo causa all'organismo e i metodi disponibili per ridurne i danni.
Allo scopo di sensibilizzare maggiormente sia la categoria di specialisti, sia i pazienti, AURO.it ha inoltre stilato un 'Position Paper' sui rischi del fumo in ambito urologico e le possibili strategie del contenimento dei danni da fumo.
“Il primo dato che emerge dall’analisi dei risultati dell’indagine – spiega il dottor Roberto Sanseverino, presidente di AURO.it - è che solo uno su cinque tra i medici intervistati ha avuto una formazione specifica sul tabagismo e sui metodi per la cessazione dal fumo, risultano essere fumatori quattro medici su dieci e tra gli ex fumatori l’80% dichiara di aver smesso spontaneamente. L’80% dichiara di indagare sulle abitudini al fumo dei pazienti, il 70% dei medici conosce i prodotti alternativi alle sigarette ma solo il 30% li consiglierebbe ai pazienti come metodo per ridurre il rischio legato al fumo; il 30% inoltre afferma di non essere sufficientemente informato sull’argomento per poter consigliare questi prodotti”.
Smettere di fumare è il modo ideale per ridurre ed eliminare il rischio delle patologie correlate al fumo di sigaretta. Dopo un anno il rischio di malattia coronarica è dimezzato; da cinque a quindici anni il rischio di ictus si riduce al pari di quello di un non fumatore; dopo dieci anni il rischio di tumore al polmone diventa la metà.