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mercoledì 18 gennaio 2023

Scacchi, per il Gran Maestro una rivincita attesa 12 anni

Un momento della sfida (foto Lennart Ootes)
Anish Giri
, gran maestro di scacchi di origine russa ma di cittadinanza olandese, è riuscito, dopo 12 anni, a superare il suo grande rivale, il norvegese Magnus Carlsen tri-campione del mondo (tempo classico, rapid e blitz).
Giri, idolo di casa e numero 5 delle classifiche mondiali, grazie al successo su Carlsen è balzato al comando del Tata Steel Chess Tournament insieme all'uzbeko Nodirbek Abdusattorov, storica competizione giunta all'85.a edizione.
Una vittoria, contro il giocatore più forte in circolazione, che il 28enne cittadino olandese (nato a San Pietroburgo da padre nepalese e madre russa) inseguiva dal 2011. Aveva infatti 16 anni l'ultima volta che riuscì a imporsi su Carlsen, allora ventenne. E fu una vittoria strana, definita dallo stesso Giri come 'lame', sfortunata.
Lo 'score' fra i due resta comunque abbastanza squilibrato: sei vittorie e 22 patte in favore del campione del mondo in carica, appena due per il rivale. (fonte: AGI)

venerdì 2 luglio 2021

Il giorno in cui la bionda Anna disse di no all'Islam

Anna Muzyčuk (Olimpopress)
In questi giorni di genuflessioni indebite verso non meglio identificati atti di razzismo nei confronti di etnie non meglio specificate, ma tutte dalla pelle pigmentata di scuro, alcuni fra i più accorti sono tornati a fare risplendere le scelte di alcuni, va detto pochi, personaggi coraggiosi che hanno osato sfidare il pensiero comune, andando anche contro i propri interessi.
Come nel caso di Anna Muzyčuk, famosissima scacchista ucraina, che nel 2017 annunciò la sua intenzione di non difendere i titoli mondiali femminili nelle specialità Rapid e Lampo ai Campionati del Mondo previsti a Riad nel dicembre successivo, dichiarando il suo disaccordo con la situazione dei diritti delle donne in Arabia Saudita.
Nell'occasione la bella Anna, bionda come una valchiria, attaccò senza mezzi termini le rigide regole imposte dall'islamismo: "Mi rifiuto di giocare con regole speciali, come indossare l'Abaya, essere accompagnata da un uomo per uscire dall hotel. Perderò due titoli mondiali. È spiacevole, ma non posso sentirmi una persona di seconda classe".
Ripensiamo al suo gesto, questa sera, mentre undici nazionali azzurri si inginocchieranno per non meglio specificate motivazioni di solidarietà.