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lunedì 14 ottobre 2024

Milano Wine Week 2024 all'Arco della Pace

Bere un drink ai Dazi di Milano (foto Bordignon)
Un pomeriggio curioso trascorso fra Corso Sempione e l'Arco della Pace, durante la Milano Wine Week, provando la nuova Nike 750 comperata da Astarita in piazza Pompeo Castelli, piccolo passo per l'umanità, un grande passo per me.
Marcella Buzzi (@mabi.musica) e Francesco Messina (@francescomessinafm) a suonare delicate canzoni in mezzo alla folla.
La Milano Wine Week come scusa per scattare foto impunemente, un deficiente 'abbronzato' che, mentre faceva jogging, ritraggo con spensieratezza, ma che si ritiene offeso dalla mia presunta invasione della privacy e, dopo avermi ripreso aspramente, mi ricambia scattandomi una foto con il suo cellulare, usato come fosse la 'pistola più veloce del west'. E' destinata a tanta idiozia l'umanità del futuro? Mentre mi scatta la 'sua' foto, come se me ne fottesse qualcosa, alzo il dito medio, faccio linguaccia e gli faccio "fuck, idiot", visto che l'imbecille in questione era anglofono, o almeno così pareva...
Per fortuna, è stato l'unico caso. Scattare immagini tra la folla è troppo divertente e, aggiungo, pubblico solo se la foto aggiunge qualcosa alla persona ritratta e non toglie. Insomma, dovrebbero ringraziarmi alla fine.

Alcune delle altre foto scattate all'Arco della Pace (foto Bordignon):






domenica 13 novembre 2022

Iran, protesta all'Arco della Pace contro il regime di Teheran

Un momento della protesta (immagine Bordignon)
Milano si associa alla protesta degli iraniani. Non erano in molti all'Arco della Pace, nel pomeriggio di domenica 13 novembre, forse un centinaio ma, va detto, la comunità degli iraniani all'ombra della Madonnina non è poi così folta.
Qualche coro sparuto, forse nemmeno troppo convinto, quasi elegante, come elegante è la presenza degli immigrati dall'Iran in giro per il mondo.
Va precisato che costoro mai andrebbero confusi con altri islamici di stirpe araba, perché con questi ultimi gli iraniani non condividono quasi nulla. Niente a che vedere con le 'maroquinades' di origine nordafricana, o altre varie grossolanerie provenienti da ricchi Paesi arabi del Golfo. L'Iran vanta una cultura profonda, Teheran era e rimane una delle capitali più attive e ferventi di passioni del mondo.
Coloro che arrivano da quelle latitudini non sono straccioni ma, al contrario, spesso intellettuali o professionisti che vengono impiegati, e lautamente remunerati nei settori più disparati. L'iraniano medio, normalmente, è inoltre persona con un livello medio di vita alto, alle volte proveniente o tuttora abituato all'utilizzo di personale al proprio servizio.
La stessa ragazza che mi ha porto il volantino con le motivazioni della protesta era molto carina ed elegante: "Stiamo gridando ad alta voce in questa manifestazione 'no alla dittatura'", vi era scritto, e ancora :"E' esattamente quello che ha provato il popolo italiano negli anni 30/40 in presenza dei nazisti. Il regime islamico è l'Hitler dell'Iran".
Si fa poi riferimenti all'omicidio di Mahsa Amini, la 22.enne iraniana, il cui nome è divenuto uno dei codici della protesta. Viene poi citata Hrana, agenzia attivista per i diritti umani, i cui numeri presentano dati drammatici: 321 morti durante le proteste contro il regime di Teheran, di cui 50 bambini, con 15mila arresti.
"Cosa chiede esattamente il popolo?" prosegue il volantino. "No alla Repubblica Islamica".
"Donna, vita, libertà", il coro che si è levato all'Arco della Pace, con i manifestanti in cerchio, in persiano "Zan Zendegi Azadi". Troppo pochi i presenti, molti i distratti, qualcuno mi ha anche chiesto cosa volessero.