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martedì 3 febbraio 2026

Niger e Russia respingono attacco all’aeroporto di Niamey

Un soldato in azione (foto Specna Arms)
La Russia ha confermato di aver contribuito a respingere l’attacco contro il principale aeroporto del Niger, a Niamey, avvenuto la scorsa settimana e rivendicato dal gruppo Stato Islamico. L’episodio, particolarmente grave per la presenza nello scalo anche di una base militare, ha riportato l’attenzione sul crescente coinvolgimento di Mosca nel Sahel.
Secondo la giunta militare nigerina, i “partner russi” hanno avuto un ruolo decisivo nel contrastare l’assalto, durante il quale sono stati uccisi 20 aggressori e quattro soldati dell’esercito locale sono rimasti feriti.
Il Ministero degli Esteri russo ha parlato di un’operazione congiunta tra il Corpo africano del Ministero della Difesa di Mosca e le forze armate nigerine, condannando “fermamente” l’attacco.
Lo Stato Islamico ha diffuso un video tramite la sua agenzia Amaq, mostrando decine di miliziani armati che sparano nei pressi di un hangar e incendiano un aereo prima di fuggire in moto. Un’azione coordinata e spettacolare, che la giunta del Niger ha attribuito non solo ai jihadisti, ma anche – in modo controverso – al sostegno di Benin, Francia e Costa d’Avorio, accuse che rischiano di alimentare ulteriori tensioni regionali.
Il leader della giunta, Abdourahamane Tiani, ha visitato la base russa per ringraziare personalmente i militari di Mosca per la “professionalità” dimostrata. Un gesto che conferma il crescente asse tra Niamey e il Cremlino, in un contesto in cui la Russia sta ampliando la propria presenza militare e politica nel Sahel, approfittando del vuoto lasciato dalle potenze occidentali.
Dopo l’attacco dell’Ucraina e l’isolamento dall'Occidente, Mosca ha intensificato i rapporti con diversi Paesi africani. Oltre al Niger, istruttori e truppe russe sono stati segnalati in Burkina Faso, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Libia.
Il nuovo Corpo africano russo ha di fatto sostituito il gruppo paramilitare Wagner, assumendo un ruolo ufficiale nelle operazioni di sicurezza.
Secondo il Cremlino, la missione russa nel Sahel mira a “combattere il terrorismo” e “rafforzare la stabilità regionale”. Ma la crescente presenza militare di Mosca in un’area segnata da colpi di Stato, rivalità geopolitiche e insurrezioni jihadiste apre interrogativi sul futuro equilibrio del continente e sul ruolo che la Russia intende giocare nella sua nuova proiezione globale.

domenica 15 dicembre 2024

Niger, strage di civili compiuta da jihadisti

(foto di André per Pexels)
Situazione drammatica in Niger, dove 39 persone sono state uccise in due attacchi negli ultimi giorni nella parte occidentale del Paese, vicino al confine con il Burkina Faso. "Due atroci tragedie sono avvenute nelle località di Libiri e Kokorou: criminali messi alle strette dalle incessanti operazioni delle forze di difesa e di sicurezza hanno attaccato vigliaccamente popolazioni civili indifese", si legge nel bollettino delle operazioni militari pubblicato sul sito del Ministero della Difesa nigerino. "Il bilancio delle vite umane è pesante e conta 39 persone uccise, di cui 18 a Kokorou e 21 a Libiri", precisa l'esercito del Niger parlando di "molte donne e bambini" tra le vittime di "questi atti barbarici".
Le autorità locali "hanno espresso profonda indignazione e solidarietà" alle famiglie in lutto, sottolinea l'esercito.
I fatti sono accaduti tra il 12 e il 14 dicembre. Le comunità si trovano nella regione di confine di Tera, sottoposta negli ultimi giorni ad attacchi jihadisti particolarmente sanguinosi.
Le terre di confine tra Niger, Mali e Burkina Faso sono da tempo un nascondiglio per jihadisti legati allo Stato islamico e ad Al-Qaeda.
Mercoledi', organi di stampa hanno riferito che i jihadisti avevano ucciso 90 soldati e oltre 40 civili a Chatoumane, notizia smentita dal governo militare del Niger, che ha anche sospeso la radio della BBC per tre mesi dopo il suo rapporto, aggiungendo quest'ultima ad altre sanzioni imposte dalla giunta agli organi di stampa dal colpo di stato avvenuto nel luglio 2023. (fonti: ANSA/AGI/AFP)