Malgrado tutti i tentativi di boicottaggio, non c'è stato bisogno dell'aiuto di Matteo Salvini per lanciare in tendenza su Twitter l'hashtag #iostoconOrban.
Un sentimento di libertà, una naturale vocazione per l'indipendenza del pensiero e contro le anomalie del 'politicamente corretto', hanno scatenato chi ha finalmente voluto scendere in campo, quasi nel vero senso della parola, visto che tra poche ore in campo, su quello vero, scenderanno Italia e Austria negli ottavi di finale degli Europei di calcio. E nasce da lì un altro hashtag, quello di #iononmiinginocchio, ovvero il 'sentiment' solidale (in questo caso, sì, possiamo utilizzare questa parola così abusata da certa Sinistra) con chi abbia il coraggio di alzarsi in piedi (o meglio, di restare in piedi) e dire 'basta' ala demagogia imperante di Black Lives Matter.
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sabato 26 giugno 2021
Twitter, in tendenza il libero pensiero di #iostoconOrban
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
venerdì 18 giugno 2021
Victoria's Secret si piega al 'politically correct', addio agli Angeli
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| Addio agli Angeli di Victoria's Secret (foto Getty) |
Non mi dilungo oltre, vi lascio al post di Laura, pubblicato su Facebook: "Quando vi dico che è in atto un chiaro disegno per demonizzare e criminalizzare tutto quanto è normalità, armonia e bellezza non mi credete. Adesso, come se ve ne fosse bisogno, abbiamo un'ulteriore conferma: il noto brand di intimo femminile Victoria's Secret ha deciso che non farà più sfilare in passerella i suoi iconici 'Angeli', cioè le modelle perché, a dire dell'ad del brand, che ahimé si è dovuto piegare ai nuovi standard che ci vuole imporre la solita e ben nota lobby politically correct, sarebbero espressione di una 'femminilità tossica'...".
Un passo oltre. Sempre la Tecce si sofferma sulle nuove 'icone' del brand: "La calciatrice Megan Rapinoe (decisamente bruttina, una delle 'odiatrici' preferite di Donald Trump, ndr), 35 anni, capelli rosa e una lunga militanza nell’attivismo Lgbt; la sciatrice cinese Eileen Gu, 17 anni; l’attrice indiana Priyanka Chopra, la modella transessuale brasiliana Valentina Sampaio, la fotografa femminista Amanda de Cadenet, la rifugiata del Sudan e modella Adut Akech; infine la modella plus-size Paloma Elsesser, taglia 14 (equivalente dell’italiana 50). Insomma, un iconico campionario di ciò che il sistema ha deciso di imporre: quota Lgbt (che ve lo dico a fà), la cinese che non sia mai siano colpevolizzati per la pandemia), l'attrice indiana (new entry nelle categorie protette), la trans (poteva mancare?), la femminista (embè), la rifugiata (welcome refugees!!) E chiaramente la plus size (che poi taglia 50 è obesa ma non si può dire e io non vi ho detto nulla). That'all folks".
Credo sia inutile aggiungere qualsiasi ulteriore commento. D'altra parte, ci troviamo di fronte a quella stessa umanità che considera Biancaneve e il Principe Azzurro una fiaba maschilista e diseducativa. Può bastare. E avanzare.
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
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