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sabato 22 novembre 2025

Nordafricani violenti, l'ennesima rissa, stavolta a Ostia

(foto Unsplash / Scott Rodgerson)
Secondo un vecchio adagio, la speranza è sempre quella che, almeno, "si ammazzino fra di loro".
Ma, purtroppo, anche stavolta è andata male. Una rissa tra nordafricani, presso la stazione di Ostia Lido, ha infatti portato 'semplicemente' a due accoltellati, entrambi portati in ospedale (comunque in codice rosso), mentre un terzo uomo ha riportato una ferita lacero-contusa alla testa.
La rissa è avvenuta nel parcheggio davanti alla 'metromare', nel piazzale della stazione.
Indagini e rilievi in corso da parte dei carabinieri di Ostia. (fonte: ANSA)

sabato 26 aprile 2025

Suicida Virginia Giuffré, accusò Jeffrey Epstein e il principe Andrea

La copertina del sito di Fox News con la notizia
Virginia Giuffré
, grande accusatrice del principe Andrea d'Inghilterra e dell'ormai defunto imprenditore Jeffrey Epstein per violenze sessuali, si è suicidata in Australia. Ne ha dato notizia la famiglia.
Di nazionalità statunitense, 41 anni, la Giuffré è stata ritrovata priva di vita nella sua casa in Australia.
Aveva accusato il defunto miliardario statunitense Epstein di averla usata come schiava sessuale e il principe Andrea di averla stuprata quando aveva 17 anni. Il fratello di re Carlo III, dopo avere ripetutamente negato ogni accusa, aveva evitato il processo pagando un risarcimento multimilionario.
All'inizio di aprile era stata dimessa dal Sir Charles Gairdner Hospital di Perth, una settimana dopo aver raccontato sul proprio profilo Instagram che le sarebbero rimasti solo "quattro giorni di vita" in seguito a un "drammatico incidente stradale" (uno scontro con uno scuolabus, ndr) e aun non meglio 'precisato problema ai reni. Secondo quanto riportato invece dal TgCom, il magazine americano "People" aveva raccolto nuove dichiarazioni della donna. Nell'intervista, la Giuffré aveva cambiato versione sui lividi mostrati su Instagram, lasciando intendere che non erano dovuti all'incidente stradale, ma a "problemi con l'ex marito", dalla quale si era separata a inizio anno. Inoltre, aveva specificato che i medici le avevano lasciato "quattro giorni di vita. Ma solo se in quel lasso di tempo non mi avessero curato", aveva aggiunto. Anche attorno all'incidente, però, aveva palesato timori che lo scontro con lo scuolabus non fosse stato casuale.
"Si è suicidata nella sua fattoria dopo essere stata vittima per tutta la vita di abusi e traffici sessuali", hanno dichiarato i parenti. "Alla fine il peso degli abusi è stato così pesante che per Virginia è diventato insopportabile gestirlo", ha aggiunto la famiglia della donna ricordandone "l'incredibile coraggio e il suo spirito amorevole". La Giuffré lascia tre figli: Christian, Noah ed Emily.

giovedì 27 febbraio 2025

L'ONU allarmata: ad Haiti ondata di brutalità estrema

Foto di Miguel Caireta Serra per Pexels
Haiti ha assistito ad una "ondata di brutalità estrema" nelle ultime settimane, con numerosi omicidi e migliaia di persone costrette a fuggire dalle loro case, ha avvertito un consorzio di agenzie ONU, ong e donatori.
"Intere famiglie sono state brutalmente annientate nelle loro case, mentre altre, tra cui bambini e neonati, sono state uccise a colpi di arma da fuoco mentre cercavano di scappare", ha affermato il gruppo, organizzato dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari.
Le gang controllano ampie porzioni di Haiti, inclusa la maggior parte della capitale Port-au-Prince, e la violenza è aumentata nonostante l'arrivo di centinaia di poliziotti nell'ambito di una missione di supporto alla sicurezza multinazionale (Mss) guidata dal Kenya.
"Siamo profondamente allarmati e sgomenti per l'inaccettabile e disumana intensità della violenza che sta imperversando ad Haiti, un'ondata di brutalità estrema che, dalla fine di gennaio, ha causato la perdita di molte vite umane", ha affermato il gruppo, secondo cui 4.000 persone sono state costrette a fuggire dalla zona di Kenscoff della città, insieme ad altre 2.000 dai comuni di Delmas, Port-au-Prince e Petion-ville. Il gruppo ha invitato "tutte le parti coinvolte in questa violenza a interrompere questo ciclo di terrore e porre fine a questa spirale incontrollata".
Nuovi attacchi si sono verificati nella tarda notte tra lunedì e martedì, hanno affermato i residenti di due quartieri della capitale. "Hanno incendiato la nostra casa con mio padre dentro. È crudele", ha detto un residente che è riuscito a fuggire dalla zona. Un altro ha detto che l'attacco è avvenuto la mattina presto mentre le forze di sicurezza dei vigilanti si stavano riposando. "I banditi ci hanno attaccato a sorpresa", ha detto.
L'Onu ha registrato l'anno scorso 5.600 decessi legati alla violenza delle gang, il 20% in più rispetto al 2023, oltre a 1.500 sequestri di persona e quasi 6.000 casi di violenza di genere, il 69% dei quali erano casi di violenza sessuale. (fonte: ANSA-AFP)

martedì 25 febbraio 2025

Messico, il criminale Jesús Ricardo Patrón Sánchez estradato negli Stati Uniti

Droga e stupefacenti (foto di Raimond Klavins per Unsplash)
Jesús Ricardo Patrón Sánchez
, alias 'El H-3', esponente di spicco del cartello messicano dei Beltrán Leyva, è stato estradato negli Stati Uniti dove dovrà rispondere alle accuse di traffico di droga, armi e riciclaggio di denaro nella Corte federale di Brooklyn.
Lo ha reso noto il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Patrón Sánchez è stato processato il 22 febbraio a Brooklyn con l'accusa di essere il leader di un'organizzazione criminale (il cartello dei Beltrán Leyva), di distribuire narcotici su larga scala e di uso di una o più armi da fuoco connesse a reati di narcotraffico.
L'uomo, conosciuto nel mondo dei 'narcos' anche come 'il Diabolico', 'James Bond' e 'Xman', era stato arrestato in Messico nel 2019 ed è stato estradato il 21 febbraio scorso, riporta il sito "Milenio".
"Come si sostiene nell'accusa formale e nei documenti giudiziari, Sánchez è stato uno dei principali leader dell'organizzazione di traffico di droga conosciuta come H-2, brutalmente violenta, che ha inondato le strade degli Stati Uniti con droghe pericolose e ha protetto le sue operazioni mediante omicidi e corruzione", ha dichiarato John J. Durham, procuratore degli Stati Uniti del distretto orientale di New York. (fonte: ANSA)

mercoledì 31 luglio 2024

Southport: la verità vienne a galla, l'assassino è un africano

Le immagini degli incidenti di Southport (da Facebook)
Lo sapevamo tutti fin dall'inizio, la conferma è arrivata strada facendo, attraverso il silenzio della stampa 'asservita' e gli 'omissis' della polizia. L'assassino delle tre bambine inglesi a Southport (mentre facevano esercizi ascoltando la musica di Taylor Swift), con un bilancio che poteva essere ben peggiore, è un africano.
Ovviamente, con tutti quei distinguo del caso che tanto piacciono alle 'anime belle' di casa nostra, quelle che fanno dell'accoglienza una bandiera e del pensiero 'woke' un'alternativa accettabile alla storia vera, quella nemmeno scritta sui libri di storia, da sempre 'partner' dei vincitori (e sulla Seconda Guerra Mondiale, prima o poi, sarà necessario fare una rilettura revisionista senza paure), ma presenta e incisa nei cromosomi delle nostre famiglie, quelle che da secoli occupano la terra natìa: la polizia (e la stampa) anglo-sassone sono arrivate a definire il 17enne assassino, che è di origine ruandese, 'gallese', in quanto nato a Cardiff, la patria di chi, di cognome, fa Davies e Jones.
La Gran Bretagna, ormai, per sua stessa colpa originaria, si è consegnata mani e piedi all'invasione afroaraba, agnello sacrificale già sacrificato sull'altare del mondo globalizzato.
La solidarietà non può che andare a quello che fu un popolo guerriero, augurandogli di ritrovare quello spirito della 'fight' invocato anche da Donald Trump e che ormai rimane l'ultimo muro di cinta di fronte a quell'inesorabile movimento indotto di genti che rende autentica la teoria proposta dall'austriaco Gerd Honsik e legata all'ormai tristemente noto Piano Kalergi.

sabato 17 febbraio 2024

Navalny come il gasdotto Nordstream: le assurde accuse dell'Occidente contro la Russia

L'apertura de "Il Giornale", media di Destra asservito agli USA
Alexey Navalny
, considerato dal 'mainstream' occidentale, come il 'campione' dell'opposizione in terra russa contro Vladimir Putin, è morto in prigione, che sia di morte naturale o indotta è ancora da dimostrare.
Sulla vicenda si sono già tuffati i giornali e i media europei e americani, di quel mondo asservito al capitalismo americano che già si è sdraiato servendo come ufficiali le informazioni costruite dai servizi segreti d'oltreoceano. Come nel caso dell'attentato al gasdotto Nordstream e di tanti altri presunti omicidi e assassini orditi da una macchina da guerra, quella di Mosca, che nulla avrebbe da guadagnare al riguardo. Sia, ieri, dall'esplosione del Nordstream (poi, effettivamente, dimostrato essere un 'colpo' dei servizi segreti americani in combutta con quelli ucraini), come, oggi, dall'eventuale omicidio di Navalny.
Un personaggio, Navalny, definito da Wikipedia, 'enciclopedia' schiava del 'pensiero occidentale', "di posizioni nazionaliste e liberali", ma del quale, lo stesso organo 'online' non può tacere il fatto di come "nel febbraio 2021 Amnesty International ha ritirato a Navalny la designazione di 'prigioniero di coscienza', per via dei suoi video e delle sue dichiarazioni pro-nazionaliste fatte in passato che costituirebbero incitamento all'odio". Insomma, un personaggio dell'estrema Destra russa, uno dei tanti 'polli di allevamento' costruiti ad arte dagli 'amerikani' per cercare di sobillare ribellioni interne con l'intento di smuovere le fondamenta dell'impero russo.
Come recita un antico adagio, 'così come ti ho creato ti distruggo', è solo l'Occidente che poteva volere la fine di Navalny, non certo la Russia, che questo presunto oppositore ormai deteneva in carcere senza eccessivi clamori, tanto che la stessa prigione era di quelle comuni, nemmeno troppo controllata, e dalla quale il 'prigioniero' poteva scattarsi 'selfie' e scrivere lettere di propaganda. Perfino da libero Navalny era poca cosa, un oppositore senza seguito, una marionetta utile ad attrarre le televisioni presenti in Russia al soldo delle nazioni amiche dell'America, pronte a inquadrare un gruppo sparuto di presunti oppositori per trasformarli in 'il popolo russo'.
Cauterizzata qualsiasi possibile azione dell'attivista nato a Butyn nel 1976, e diventato ormai un'inutile e, anzi, pericoloso testimone delle ingerenze americane nella politica russa, ecco che, come del maiale non si butta via mai nulla, l'ultimo utilizzo 'utile' di Navalny è stato il suo ruolo di cadavere. Perché è logico supporre che, semmai qualcuno lo abbia assassinato, l'ordine primo non sia certamente arrivato da Mosca, ma da Washington, ultima speranza di poter creare disordine e malessere attorno alla figura di Putin, dopo i più che leciti dubbi che l'onesta intervista di Tucker Carlson aveva sollevato nell'opinione pubblica occidentale.

La solita vergognosa 'apertura' telecomandata de "La Repubblica"

lunedì 20 novembre 2023

Addio a Giulia, la risposta più bella arriva proprio dal 'patriarcato'

L'apertura domenicale de "La Nuova di Venezia e Mestre"
Arriva proprio dal tanto condannato 'patriarcato' la più bella risposta di solidarietà a Giulia Cecchettin e alla sua famiglia.
Mentre il vetero femminismo torna ad alitare lezzi di propaganda oscurantista soffiando sui resti del corpo martoriato senza un perché della povera ragazza veneta, è la gente, la gente con la 'G' maiuscola, a sfilare davanti all'abitazione di lei esprimendo le emozioni più vere, il dolore, la pietà, l'emozione. Niente sciacalli da queste parti, in quella parte di nazione cresciuta secondo valori sacri, i valori della famiglia, del lavoro, dell'onestà, del guardare dritti davanti a sé senza paura, perché consapevoli di avere fatto il proprio dovere di cittadini, di italiani, di lavoratori, di padri e madri di famiglia.
Non c'è spazio per gli sciacalli politici, da queste parti, non c'è spazio per 'genitori 1' e 'genitori 2'. Il Triveneto, quell'area d'Italia che triangola un 'comune sentire' di appartenenza etnica che si stende fra Veneto (Venezia Euganea), Trentino (Venezia Tridentina) e Friuli (Venezia Giulia) si erge sui valori della famiglia 'vecchio stampo', quella tanto deprecata dall'aria fritta strillata dalla pseudosinistra in salsa 'woke' che marcisce alle nostre latitudini.
E' il patriarcato, ma anche il matriarcato delle grandi famiglie dalle radici profonde, espresse da un sistema di vita che affonda la sua forza dalla forza dei secoli, perché è solo, e ribadisco 'solo', nella famiglia che si può lenire e cauterizzare il dolore di un simile dramma.
E' quello stesso sistema che ora rende omaggio a Giulia, che ne esalta il suo essere giovane donna, ma anche, purtroppo, moglie (o compagna) mancata, madre mancata, vita perduta fra tante che, come lei, sono state soppresse nel nome di un controllo che, invece, quello sì, è figlio di quello stesso 'modernismo' che ora pretende di innalzarla a vessillo di sistemi corrotti e malati.

venerdì 22 settembre 2023

Violenza sessuale di gruppo, il 30% delle vittime è minorenne

Foto di Nadine Shaabana su Unsplash
Le vittime di violenza sessuale in Italia negli ultimi 10 anni spesso sono minori.
Il dato è presente nel 'report' sulla violenza di genere curato dal Servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale.
Circa un terzo delle vittime di violenza sessuale all'interno dei confini nazionali non raggiunge la maggiore età, mentre le vittime con meno di 25 anni superano il 60% del totale, sia per quanto riguarda l'anno scorso che nei primi sette mesi di quest'anno.
Nel periodo considerato, le violenze sessuali di gruppo hanno un'incidenza costante (con una media di 106 casi l'anno), con l'eccezione del 2016 e del 2019, quando, a fronte di un incremento dei casi, diminuiscono le violenze di gruppo.
Le regioni dove è stato commesso il maggior numero di reati sono quelle del centro-nord, mentre, a eccezione della Sicilia, al sud si registrano valori più bassi.
Per quanto concerne gli autori dei crimini, per l'intero 2022 e per i primi sette mesi di quest'anno, si evince come i minorenni siano spesso vittime di autori di età compresa fra 14 e 17 anni (67%), seguiti da quelli fra i 18 ed i 24 anni (18%).

domenica 30 luglio 2023

L'assassino di Sofia è di origine marocchina, ma per La Repubblica non fa nulla

La pagina online de La Repubblica con la notizia: dov'è la notizia?
L'ennesimo femminicidio fa poca notizia, soprattutto se a compierlo è il solito straniero o figlio di stranieri.
Perché per qualcuno (come il giornale della Sinistra "La Repubblica"), non è deontologico, non è da buon giornalista, segnalare l'origine dell'assassino.
Difficile dare ragione a questa scelta, se poi la stragrande maggioranza di questi delitti viene compiuta da stranieri o figli di stranieri. Perché poi anche questa diventa notizia nella notizia. Oppure, si perdoni il gioco di parole, anche questo non fa più notizia.
E' un 'italiano di origine marocchina' l'assassino di Sofia Castelli, l'ennesimo crimine sulla persona, dai semplici furti agli omicidi o, meglio, femminicidi. Sarebbe bastato leggere il nome del reo confesso: Zakaria Atqaoui.
L'Italia e l'italiano medio ormai fanno spallucce di fronte alle centinaia di stranieri, in gran parte africani e asiatici, che quotidianamente la stanno invadendo. Questi sono però i risultati, la cosa deve essere chiara a tutti.

mercoledì 18 gennaio 2023

Ana Walshe sparita, perse le speranze di trovarla viva

Ana Walshe (foto dal profilo Instagram)
Sono ormai al lumicino le speranze di ritrovare viva Ana Walshe, per la cui sparizione, avvenuta il primo giorno dell'anno, il marito Brian è stato accusato di omicidio.
Brian Walshe è in carcere dall'8 gennaio, quando è stato fermato con l'accusa di aver cercato di depistare le indagini sulla scomparsa della moglie.
Secondo indiscrezioni, poco dopo la sparizione di Ana, l'uomo ha acquistato almeno 400 dollari di prodotti per la pulizia della casa, dove è stato trovato un coltello rotto insanguinato nello scantinato dell'abitazione a Cohasset, località del Massachusetts.
Walshe - che nel 2021 si è dichiarato colpevole di aver venduto dipinti di Andy Warhol falsi a un commerciante d'arte della California - avrebbe inoltre cercato indicazioni online su "come smembrare e far sparire un corpo di una donna di 52 chilogrammi".

sabato 3 dicembre 2022

Il Cannibale di Parigi è morto da uomo libero

Renée Hartevelt e Issei Sagawa
Issei Sagawa è morto, il cannibale giapponese di Parigi non c'è più e con lui se ne va la tragica storia di un uomo folle che si innamorò della propria pazzia, uccidendo senza pentimento un'amica di cui si cibò per impadronirsi della 'sua anima', come se le stesse scattando una foto perché, si sa, una posa 'è per sempre' e rapisce l'immagine sempiterna dell'attimo.
Sagawa, nato nel 1949 a Kōbe, città perfetta per chi ami cibarsi di carne, per quanto umana, non è morto in carcere, ma da uomo libero e famoso, a 73 anni, strappato alla sua bizzarra e colpevole vita da una polmonite.
Nel 1981, studente di letteratura inglese in terra francese, invitò un'amica a casa, la bella olandese Renée Hartevelt. Mentre studiavano assieme poesia si alzò, la uccise con un colpo di fucile alla testa, ne violentò il cadavere e poi la mangiò gradualmente, fino a un totale di sette chili di carne asportati dal suo corpo.
Sagawa venne arrestato mentre cercava di disseminare i resti della sua vittima nel parco del Bois de Boulogne. In Francia fu definito pazzo, e ne fu disposto il trasferimento in un istituto psichiatrico, ma il padre riuscì in seguito a farlo estradare in Giappone, dove fu dichiarato sano di mente. Le accuse messe in piedi in Francia erano cadute, e Sagawa ha potuto trascorrere la sua vita da uomo libero, impunito e mai pentito di ciò che fece. Anzi, trasse profitto finanziario da quel delitto scrivendo e vendendo libri in cui narra, tra l'altro, i passaggi atroci della fine della studentessa.
Di recente aveva detto in un'intervista al media "Vice" di essere "ossessionato dal cannibalismo". "Il mio desiderio di mangiare una donna - aggiunse - è diventato imperativo". (fonte: AGI)

giovedì 27 ottobre 2022

I predatori tra noi, dal libro di Nuzzi l'orrore di una 'normale' quotidianità

Gianluigi Nuzzi con il generale Antonio Pennino (foto Bordignon)
I predatori
, è questo il titolo dell'ultimo libro di Gianluigi Nuzzi presentato negli antichi e austeri saloni di Palazzo Cusani a Milano, in una serata organizzata, fra gli altri, dal Circolo di Cultura e Scienza Piri Piri e del Club Lions Milano Legalità e Società Civile, entrambi rappresentati sul palco dall’avvocato Edilberto Giannini, e che ha visto fra i propri protagonisti anche la professoressa Isabella Merzagora, ordinaria di Criminologia presso l'Università degli Studi di Milano.
E allora via con la presentazione del libro, che propone, con l'inquietante sottotitolo "tra noi", nella narrazione di Nuzzi, alcuni dei fatti più terribili degli ultimi anni, che hanno coinvolto la società cosiddetta 'civile', dalle storie dell'orrore di Terrazza Sentimento, con i 'predatori' che assumono i nomi di Alberto Genovese e Antonio Di Fazio, fino all'immobiliarista di Via Montenapoleone, Omar Confalonieri, che drogava e poi stuprava le donne cui si avvicinava con la scusa di intrattenere rapporti di lavoro.
Imprenditori multimilionari, spesso arricchiti all'improvvisi, giovani attratte dallo scintillio di party proibiti ma all'apparenza innocenti. Giochi perversi anestetizzati dall'uso di droghe e alcolici, ricatti che traggono alimento da promesse di scalata sociale altrimenti improbabile: Nuzzi non tralascia nulla, arricchendo il racconto di sconvolgenti dettagli ignoti ai più, ricavati da atti giudiziari inediti e da interviste esclusive con i protagonisti.
Racconta Nuzzi: "Il libro nasce dall'esperienza di 'Quarto Grado', dove si sono evidenziati tutta una serie di casi giudiziari di predatori sessuali seriali, dai quali ho capito che non siamo più di fronte a casi singoli, ma a un fenomeno fatto di persone che non usano il coltello o la pistola per bloccare la vittima, ma usano il sorriso. Sono persone molto subdole, usano benzodiazepine, usano le cosiddette droghe dello stupro e noi siamo fondamentalmente impreparati a intercettarli ed evitare che questi mettano le mani sulle persone a noi care".
Predatori che non usano il coltello, ma il sorriso, aiutati da soldi, droghe e la promessa di una fama non costruita con il lavoro ma con i regali. Vecchie storie già sentite, sulle quali oggi si alza finalmente il sipario, casi giudiziari che in comune fra loro hanno il senso di onnipotenza e il disprezzo per le donne, come ribadisce la professoressa Isabella Merzagora, notissima criminologa. "Dal punto di vista del criminologo queste vicende sono ubique, non certo milanesi, ma urbane, rurali, italiane e non solo. Inoltre non sono solo dell'oggi, perché nefandezze fatte da potenti, grazie alla protervia del loro potere, ne abbiamo viste anche nel passato. Forse adesso fanno più scandalo, e questa è forse una bella notizia, perché abbiamo delle pretese di maggior sicurezza. Credo che il filo conduttore fra tutti questi fatti sia il disprezzo per le vittime, che poi sia il disprezzo per le donne".

sabato 15 ottobre 2022

Charles Manson, la 'seguace' Patricia rimarrà in carcere

Patricia Krenwinkel
, una delle seguaci del guru sanguinario Charles Manson, rimarrà in carcere.
Lo ha deciso il governatore della California, Gavin Newsom, che ha bloccato la scarcerazione di colei che prese parte all'eccidio di Cielo Drive del 1969, in cui furono massacrati l'attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski e all'epoca incinta di otto mesi, e altre sei persone.
E' la 15esima volta che alla donna viene negata la libertà condizionata. "Krenwinkel ha accettato pienamente le ideologie razziste e apocalittiche di Manson", ha detto il governatore.
Lo scorso maggio, una commissione aveva ritenuto la Krenwinkel idonea al rilascio, ma secondo la legge statale l'ufficio di Newsom ha potere di veto. "Non è stata solo una vittima degli abusi di Manson, ha anche contribuito in modo significativo alla violenza e alla tragedia che sono diventate l'eredità della 'Famiglia Manson'", ha spiegato Newsom.
La Krenwinkel uccise di propria mano a pugnalate l'ospite di Sharon, la figlia del "re del caffé", Abigail Folger. L'indomani partecipò all'omicidio del commerciante Leno LaBianca e di sua moglie Rosemary, anche in questo caso con un ruolo attivo e crudele. Fu infatti lei a piantare una forchetta da cucina nell'addome dell'uomo e a scrivere frasi sui muri dell'appartamento e sul frigoriero con il suo sangue.
Manson, uno dei più noti criminali della storia, è morto in carcere nel 2017, dopo essere stato condannato a morte nel 1971 insieme a quattro dei suoi seguaci per il massacro del 1969.
Quando, nel 1972, la Corte Suprema sospese le esecuzioni in California, le sentenze capitali furono commutate in sette ergastoli. (fonte: ANSA-AFP/AGI)

giovedì 1 settembre 2022

Giovani 'risorse' scatenate, Modena in balia degli stranieri

La prima pagina de "La Gazzetta di Modena" del 31 agosto
Sono per la maggior parte stranieri, o figli di stranieri, i protagonisti delle cosiddette 'baby-gang'
, in realtà veri e propri delinquenti seriali, che hanno preso di mira Modena, splendida città della tradizione provinciale italiana, quella nella quale ti immagini che il principale problema sia come far coesistere tortellini, ragù e il parmigiano reggiano mal digerito nel nome di due eterne rivali provinciali.
Invece perdura e aumenta la violenza, come al solito per mano delle tanto amate 'risorse' cui le nostre coste continuano a spalancare le cosce italiche senza colpo ferire, accogliendo accoglienti, senza porre rimedio drastico alcuno che, parliamoci chiaro, potrebbe solo passare o dal respingimento 'in toto' degli stranieri che cerchino di arrivare sulla nostra terra, su un attento filtraggio degli stessi (via chi non si presenti con fedine penali immacolate, indipendentemente che possa dimostrare il ruolo d'origine, pena la permanenza eterna su un gommone in alto mare), fino alla prevenzione futura, possibile solo con una eventuale castrazione chimica degli stranieri, in modo da impedire una loro proliferazione smodata, la distruzione del tessuto etnico italico, e il crearsi di quella delinquenza ineluttabilmente legata alla presenza di questi personaggi che, indirettamente, infettano anche la buona creanza dei giovani italiani.
Delle 21 persone al centro dell'inchiesta (che poi cosa significa? Cosa riserverà lo Stato a questa feccia? Immaginiamo il nulla più totale) 14 sono straniere e sette italiane (che poi sarebbe da vedere nome, cognome e origine), tutti fra i 14 e 17 anni (e quindi praticamente impunibili), 34 le denunce.
Due le cosiddette bande coinvolte, dai nomi che nulla sanno di italiano: "Daisan 216" e "Sooz", con quest'ultima che tanto vorrei fosse un derivato di "Socc'mel", tipica espressione emiliana, ma della quale dubito l'apparentamento semantico.
La storia di Modena è la storia della maggioranza delle città italiane. Ormai non è più necessario guardare ai ghetti creatisi nelle metropoli, ovviamente abitati dalle 'risorse', è sufficiente andare nelle ridenti campagne del Belpaese, da Merano in giù, senza tema di smentita.
Servono provvedimenti drastici? Certamente. Quelli proposti in questo post lo sono troppo? Forse. Ma non siamo noi a doverci scusare di un presunto razzismo, sono loro che devono imparare a vivere in una nazione civile.
LEGGI ANCHE:
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lunedì 29 agosto 2022

Colombia: due giornalisti uccisi, tornavano dal servizio su una festa

Dilia Contreras Cantillo, a destra nella foto con un'amica
Due giornalisti sono stati uccisi nel nord della Colombia
a colpi di arma da fuoco da assalitori a bordo di una moto. Lo ha reso noto la polizia. Le vittime lavoravano per il sito Sol Digital, nella città di Fundacion. Si tratta di Leiner Montero Ortega, 37 anni, e Dilia Contreras Cantillo, 39.
L'agguato è avvenuto mentre tornavano da un servizio su una festa popolare nei Caraibi colombiani.
La polizia ritiene che l'agguato sia nato dopo un alterco durante la festa che i giornalisti stavano seguendo, a Santa Rosa de Lima. Ma la Free Press Foundation ha esortato gli inquirenti a "prendere in considerazione il lavoro di Leiner e Dilia come giornalisti" che indagavano sul crimine. E la regione di Fundacion è considerata particolarmente a rischio, per i livelli di violenza, povertà, livello di criminalità e debolezza delle istituzioni.
L'anno scorso, secondo i dati della fondazione, 768 giornalisti in Colombia hanno subito un qualche tipo di violenza.
Da quando nel 2016 è stato firmato un accordo di pace con i ribelli delle FARC, 10 giornalisti sono stati uccisi, facendo della Colombia il terzo paese dell'America Latina più pericoloso per i giornalisti, dopo Venezuela e Messico, secondo Reporter senza frontiere. (fonte: ANSA-AFP)

martedì 23 agosto 2022

Fetty Wap si dichiara colpevole per traffico di droga

Fetty Wap
, noto rapper americano, si è dichiarato colpevole davanti alla corte federale degli Stati Uniti di favoreggiamento di traffico di droga e rimane così in custodia in attesa della sua condanna al carcere.
L'artista 31 enne, il cui vero nome è William Junior Maxwell II, conosciuto in tutto il mondo dopo suo successo del 2015 "Trap Queen", era stato citato in giudizio vicino a New York alla fine di ottobre per la sua presunta partecipazione a un vasto traffico di droga a Long Island.
Il rapper si è dichiarato colpevole di favoreggiamento nella distribuzione e possesso di cocaina presso il tribunale federale di Central Islip, nel centro dell'isola di Long Island, a est di New York City.
Secondo la procedura penale americana, il 30enne è stato incriminato da un gran giurì (che partecipa alle indagini e all'atto d'accusa) e poi dichiarato colpevole per evitare un processo. (fonte: AGI/AFP)

Atlanta: due sparatorie, un omicidio e due feriti

Dramma e un omicidio nel centro di Atlanta, città della Georgia, negli Stati Uniti. E' di un morto e due persone ferite, di cui non si conoscono le condizioni, il bilancio di due sparatorie avvenute in altrettanti palazzi nella città americana, a distanza di pochi minuti l'uno dall'altra.
Una donna avrebbe sparato a due persone negli uffici dell'amministrazione di un edificio, uccidendo una persona e ferendone un'altra.
Mentre la polizia aveva avviato la caccia alla donna, è arrivata la notizia di un'altra sparatoria, all'interno di un palazzo, poco distante, in cui una persona è rimasta ferita.
Tutta la zona del centro è stata chiusa al traffico e invitati i residenti a restare chiusi in casa.
Due ore dopo le sparatorie, una donna, di cui non è stata fornita l'identità, è stata arrestata all'aeroporto dove probabilmente era in attesa di un volo per lasciare la città.
La polizia non ha detto se le due sparatorie fossero collegate e se la donna avesse scelto obiettivi a caso. (fonte: AGI)
La città georgiana ha già fatto segnare il 'mark' dei 100 omicidi in questo 2022.

sabato 5 marzo 2022

Messico: ucciso un giornalista, il sesto da inizio anno

La notizia diffusa dal giornale "El Universal"
Ancora un dramma della violenza criminale in Messico. Un giornalista è stato ucciso in nello Stato di Zacatecas (nel Centro-Nord del Paese), in quella che è considerata la zona più pericolosa del nazione.
Si tratta del sesto giornalista assassinato dall'inizio dell'anno. "Condanno l'atto che ha preso di mira Juan Carlos Muñiz, che lavorava per il portale di notizie "Testigo Minero", questo pomeriggio a Fresnillo. Esprimiamo la nostra solidarietà alla sua famiglia, agli amici e ai colleghi", ha detto su Twitter David Monreal, governatore dello stato settentrionale di Zacatecas.
La procura ha aperto un'indagine. I crimini contro i giornalisti (circa 150 in 20 anni) restano generalmente impuniti in Messico.
La vittima era alla guida di un taxi (era il suo secondo lavoro) quando è stato colpito da uomini armati non identificati che sono fuggiti, secondo il giornale "Milenio". (fonte: AGI)

sabato 22 gennaio 2022

Stranieri violenti: maghrebino arrestato per stupro a Milano

'Risorse' ancora protagoniste nel nostro Paese: questa volta di scena un extracomunitario di origine magrebina, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, ritenuto responsabile di violenza sessuale e rapina aggravata commessi lo scorso 21 dicembre a Segrate, ai danni di una 40enne del luogo.
L'indagine è scaturita dalla segnalazione della donna che quella sera, intorno alle 23.30, stava rientrando presso la propria abitazione di Segrate quando a un tratto, dopo avere parcheggiato l'auto in garage, è stata avvicinata, nell'ascensore del suo condominio, dallo straniero che, dopo averla percossa e minacciata di morte, l'aveva costretta a subire un rapporto sessuale orale e completo. Nella circostanza l'uomo le aveva anche rapinato il cellulare e la somma di 30 euro.
La vittima, in stato di shock, riusciva successivamente a rientrare a casa e a chiamare i Carabinieri i quali sono subito accorsi per raccogliere il suo racconto attivando le indagini, partite dalla descrizione fornita dalla persona offesa e dall'analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona.
L'uomo, Ayoub Gerrad, 27 anni, era sbarcato a Lampedusa nel 2016, uno dei tanti accolti a braccia aperte dai 'buonisti' di casa nostra, cui ora potrà rivolgersi la donna di Segrate per 'ringraziarli' della violenza subita. Gerrad nel 2018 aveva già subito una condanna a tre anni e quattro mesi a Brescia. Poi arresti e denunce per violenza, minacce, resistenza, oltraggio e danneggiamento. L’8 settembre 2021 l’ultimo ordine di allontanamento, ovviamente mai eseguito, in quanto il Marocco ha bloccato i voli di rimpatrio. E una serie di rapine erano state effettuate fra Monza, Sesto San Giovanni e Milano anche dopo la violenza sessuale.

mercoledì 19 gennaio 2022

Salvadoregno abusa della figlia 15enne, arrestato a Milano

Una 15enne latina festeggia la 'Quinceañera'
Non si fermano i casi di violenza collegati agli stranieri residenti a Milano. In questo caso protagonista un quarantaduenne salvadoregno finito in carcere su ordine del gip Alessandro Di Fazio per abusi sessuali alla figlia quindicenne.
Un'accusa terribile, documentata attraverso l’audizione protetta della minore, che ha testimoniato come l'uomo, dall'estate 2019 sino allo scorso mese di novembre, si sarebbe reso autore di frequenti condotte violente nei confronti della giovane, nonché di ripetuti atti sessuali culminati in condotte di auto ed eteroerotismo e palpeggiamenti, il tutto approfittando dei momenti di assenza della madre.
Le indagini dei Carabinieri della compagnia Duomo erano scattate lo scorso 31 dicembre, quando la quindicenne aveva chiesto alla datrice di lavoro della madre dove poter denunciare il padre che "le faceva delle cose brutte come un fidanzato brutto di notte". Poi lo scorso 12 gennaio è scattato il fermo quando il quarantaduenne aveva acquistato un volo aereo di solo andata per El Salvador.
Da parte sua, l'uomo ha tentato di difendersi: "Mia figlia si è inventata tutto solo perché delle volte le ho tolto il cellulare". Una versione ritenuta non credibile dal giudice. "Non sussistono ragioni - si legge nell'ordinanza di convalida del fermo emesso dal pm Alessandro Gobbis - per dubitare della veridicità delle dichiarazioni rese dalla vittima, alla luce della coerenza e della spontaneità che le ha caratterizzate e dall'assenza, dall'altra parte, di riscontri da quanto riferito dal padre".