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mercoledì 8 gennaio 2025

Fact-checking addio, muore la dittatura di 'quelli che ne sanno'

Foto di Mikael Blomkvist per Pexels
Addio al fact-checking. Lo ha annunciato lo stesso 'boss' del web, Mark Zuckerberg, affermando come la sua azienda Meta abbia chiuso i propri programmi di fact-checking su Facebook e Instagram negli Stati Uniti. Immediato il commento entusiasta di Elon Musk, che ha definito l'iniziativa 'geniale'.
Fact-checking che, invece, resiste, almeno per ora in Europa, 'vecchio continente' in tutti i sensi, l'ultimo ad accodarsi alle nuove ideologie 'woke' nordamericane, e ora, purtroppo, ancora l'ultimo a mantenerle in vita e a staccarsene.
L'auspicabile fine del fact-checking anche in terra europea contribuirebbe all'abbattimento di una delle più potenti armi della censura del pensiero organizzate dai governi e dai loro spalleggiatori economici. I cosiddetti 'fact-checkers', personaggi mai dichiaratisi nella propria identità e sempre auto-definitisi 'indipendenti' (ma verso chi o che cosa?) sono stati utilizzati in massa per smontare le teorie anti-vaccino di chi proponeva valide alternative al contrasto del Covid, oppure, in misura ancora superiore, per corroborare l'idea della difesa a tutti i costi dell'Ucraina nei confronti della Russia, 'dimenticandosi' tutto ciò che dietro l'attacco russo a Kiev stava, a livello di storia e motivazioni.
Covid e Ucraina sono stati i due grandi fallimenti dei 'fact-checkers', quasi sempre accodati al mondo progressista e 'woke', in grado di imporre le proprie presunte verità a coloro che, non sempre forniti della cultura necessaria ma in grado in ogni caso di esprimere una propria opinione eun proprio pensiero, ne venivano frernati dalle 'verità sventolate' di quelli 0' che ne sanno'. Chi poii questi fossero e al soldo di chi lavorassero, questo è sempre stato un mistero saperlo. O forse era fin troppo facile immaginarlo. Quindi ringraziamo Donald Trump e la sua guerra al mondo dei 'moderni', se i moderni quelli che vogliono contrastare la verità. O imporci la loro.

martedì 19 settembre 2023

Anche su Facebook deve esistere il 'diritto di odiare'

Facebook
mi ha appena comunicato che il mio account sarà soggetto a 'restrizioni' per via di alcuni post nei quali io inciterei all'odio. Non voglio difendermi, perché hanno perfettamente ragione.
Io ritengo sia giusto e legittimo ODIARE chi invade la mia terra, ruba, rapina, spaccia e stupra la gente che ci vive, e credo sia legittimo e doveroso organizzarsi in ogni modo per respingere quest'invasione, come sarebbe stato fatto in ogni altro momento della storia, tranne in questo, in cui le legittime aspirazioni dei popoli vengono cauterizzate dal potere dominante, il 'mainstream' che ci vuole tutti uguali, tutti parte di una medesimo 'melting-pot'.
Io pretendo che le differenze vengano rispettate, si vogliano chiamare di etnia o di razza, pretendo di non essere uguale agli altri, forse migliore, magari peggiore, e che comunque NON TUTTI gli uomini abbiano gli stessi diritti.
Io lotterò sempre perché la mia GENS, nel senso stretto di famiglia, gente, popoli, abbia più forza e potere contro gli altri, i nemici e gli avversari.
Impedire all'uomo di odiare è come impedirgli di amare, è attraverso la lotta e il rinnovato impegno quotidiano che l'umanità si evolve, sempre e comunque a danno di qualcun altro.

sabato 5 marzo 2022

Facebook, prove tecniche di regime: se un post di cronaca diventa 'adescamento'...

L'assurdo 'avviso' di Facebook sul mio post
Mentre il 'regime' di Vladimir Putin chiude i rubinetti del web a Facebook e Twitter, limitazioni decisamente minori, ma altrettanto irritanti per chi abbia uno sviluppato senso democratico avvengono in casa nostra. Prova ne è l'esempio del mio ultimo post bloccato da Facebook, di cui riporto lo 'screenshot' (peraltro si tratta del post immediatamente precedente a questo).
Non riesco a capire quale sia la violazione operata dal mio articolo postato sull'ormai sempre più illiberale 'social' di Mark Zuckerberg: qualcuno è in grado di spiegarmi cosa si intenda per 'adescamento per adulti'? Se non fosse una situazione drammatica, sia quella descritta nell'articolo che la vicenda in sé, il tutto avrebbe una 'vis comica' irresistibile.
Prove tecniche di regime...

giovedì 20 gennaio 2022

L'Islam colpisce ancora: 26.enne condannata a morte per avere condiviso immagini 'sacre'

Religione islamica, ancora follia (foto Yahoo Sports)
L'Islam colpisce ancora una vittima innocente: una giovane 26enne musulmana è infatti stata condannata a morte per impiccagione da un tribunale di Rawalpindi, in Pakistan, che l'ha dichiarata colpevole di blasfemia.
Secondo i giudici, Aneeqa Ateeq, avrebbe commesso il reato di condividere su Whatsapp e Facebook immagini ritenute 'offensive' del profeta Maometto e di altre figure sacre, tra cui una delle sue mogli.
"Ha deliberatamente e intenzionalmente contaminato personalità sacre e rette, insultando le credenze religiose dei musulmani", sono state le deliranti frasi vergate dai giudici islamici, riferendosi all'invio di materiale considerato blasfemo ad altri account 'social'.
L'imputata ha respinto le accuse raccontando di essere stata trascinata nella discussione religiosa da un suo coetaneo pachistano, incontrato 'online' nel 2019 tramite un'app di 'gaming'. Successivamente sarebbe stato proprio questo personaggio a denunciarla alle autorità, ma per Ateeq si sarebbe trattato di una vendetta perché aveva declinato la richiesta di "essere più gentile" con il ragazzo.
"Non posso commentare il giudizio in quanto la questione è molto delicata" ha dichiarato il suo avvocato, Syeda Rashida Zainab.
La speranza è che, come accaduto già in passato, la pena venga commutata in vent'anni di carcere. Il tutto per la pubblicazione di un'immagine sacra. Questo è lo stesso Islam che sta invadendo l'Europa. (fonte della notizia: AGI)
Leggi anche:
L'ultima buffonata dell'Unione Europea, lo spot 'pro Islam'
Islam, rettore talebano vieta profumi, tacchi e vestiti colorati
Quando il "Rolling Stone" scrisse: Saman uccisa dalla cultura patriarcale

sabato 15 gennaio 2022

Google, Meta e Facebook sul banco degli imputati negli Stati Uniti

Facebook
, Google e Meta sono finiti sul banco degli imputati negli Stati Uniti, accusati di aver stipulato nel 2018 un accordo illegale per aumentare il proprio dominio sul mercato della pubblicità online.
A rispondere dell'accusa sono stati chiamati in causa gli amministratori delegati di Meta, la società madre di Google e Facebook.
L'azione legale è stata avanzata da una coalizione di stati guidata dal Texas nel dicembre 2020, ma i dettagli sono stati resi noti solo ora. Secondo l'accusa, riportano i media statunitensi, il gigante della ricerca online avrebbe cercato di eliminare la concorrenza manipolando le aste di annunci, il sistema altamente sofisticato che determina quali pubblicità possano apparire sulle pagine web in base al profilo di un utente anonimo.
Nel 2021 le stesse potenze del web erano state condannate a pagare cifre 'monstre' in Russia per svariate decine di milioni di dollari, in quanto accusate di avere "ripetutamente trascurato di rimuovere contenuti vietati" dalla normativa locale. I problemi rilevati dalla Russia andavano però ben oltre l'aspetto meramente pubblicitario, ma andavano anche a colpire quello contenutistico: l'autorità garante russa delle comunicazioni, Roskomnadzor, aveva infatti affermato che Facebook e Instagram non erano riusciti a rimuovere oltre due mila pezzi che violavano le leggi russe, mentre Google manteneva 2.600 pezzi di contenuti vietati, in particolare quelli relativi ai post che promuovevano l'abuso di droga e passatempi pericolosi, come le informazioni su armi ed esplosivi fatti in casa, nonché quelli di gruppi estremisti o terroristici. (fonte: ANSA/AGI)

venerdì 15 ottobre 2021

Odio e cinismo, finisce la mia ennesima 'incarcerazione' su Facebook

L'ultimo 'ban' nasce da un semplice commento a un post
Ed eccomi qua, a scontare le mie ultime ore da 'carcerato' del 'social'. Come John Belushi in "The Blues Brothers" sto per uscire a rivedere la luce.
Già ergastolano del mondo Twitter (squalifica a vita, come nemmeno il peggiore dei terroristi islamici) per avere piazzato la bandiera del Congo belga sotto il faccione di Romelo Lukaku, sono arrivato alla seconda 'incarcerazione' di un mese su Facebook dopo  l'ennesima accusa (e condanna) di 'incitamento all'odio'.
Lo ammetto, io 'odio' un gran numero di persone, che ritengo effettivamente dei grandissimi stronzi, ma non ho torto mai il cosiddetto capello ad alcuno, sebbene se lo fosse meritato.
Diciamo piuttosto che il 'social' del 'giudeo' Mark Zuckerberg (ma si potrà scrivere 'giudeo'? L'ho scritto apposta per farvi spalancare gli occhioni... adesso penserete che mi sia iscritto ai Nazisti dell'Illinois...) predilige il 'pensiero unico', quello secondo il quale siamo un mondo di eguali e di persone con i medesimi diritti, zingari compresi.
Al di là di queste chiacchiere da bar, quello che mi colpisce è di come in nessuno dei miei commenti si sia potuto rilevare un qualsiasi commento veramente razzista o di odio.
Continuo a ritenere legittimo l'utilizzo della parola 'negro', che fa parte del vocabolario della lingua italiana, per definire quell'etnia (razza, gruppo, genere) dalla melanina scura, una parola che da sempre è stata utilizzata per definire i... negri, appunto, e vorrei che qualcuno mi spiegasse da quando questa sia stata messa fuorilegge e, soprattutto, con quale decreto.
Rivendico, su un 'social', la possibilità di 'mandare a quel paese' (qualsiasi) in un impeto di rabbia, intere categorie di persone: gli zingari e i rodigini, i piemontesi e i turchi, i francesi e i tirolesi, i terroni o i mongoli, sia quelli che lo sono di razza che quelli che lo divengano per malattia. Cattivo e crudele. A volte volgare. Perché no? Sui 'social' possiamo e dobbiamo poterci esprimere, nel bene e nel male, nel più assoluto cinismo, sprezzo e disprezzo del prossimo. Qualsiasi limitazione è volgare ipocrisia e limitazione del pensiero.
Negare questo e queste libertà è rinnegare l'utilizzo stesso di Facebook, che nasce come 'bacheca' personale e di colloquio con i propri amici, che bene sanno quali siano i modi di dire personali e di chi scrive. Solo loro potranno accettare o negare i nostri comportamenti mediatici, darci o toglierci l'amicizia come segno di stima o di rimprovero.
Nel momento in cui perderemo tutti i nostri amici 'online' forse allora potremmo porci qualche domanda sui nostri comportamenti 'social', non certo per qualche inconsapevole, mai o mal spiegato presunto sballato comportamento non consono a leggi non scritte di Facebook.
Io posso scrivere la parola 'negro' mille volte e uscire a mangiare a pranzo e cena con 'neri' (va meglio?) che stimi tantissimo, senza per questo dovermi accodare al belante gregge di chi subisce una neolingua imposta dall'alto, peraltro non ufficialmente ma attraverso lo strisciante concetto da ritenersi acquisito del 'non sta bene' o del 'non si fa'.
Purtroppo, invece, per il piacere di continuare a dialogare con tanti amici e postare le foto che mi diverto a scattare, fra poche ore, scontata la 'galera social', sarò costretto a postare immagini di gattini, parlare dei pericoli attuali che corre il clima e di come sia bello accogliere quei bipedi chiamati migranti.
Dovrò adeguarmi all'ipocrisia imperante di un mondo ripugnante e in sfacelo, ostaggio di pochi padroni della mente che usano come scudi umani queste genti che dal nulla arrivano e nulla portano con sé.
Così come nel caso del vaccino anti-Covid, chino ancora una volta la testa, consapevole di quanto questo Coronavirus del pensiero sia nato già parecchi anni fa, e che di certo non basteranno un paio di punture per debellarlo.

martedì 12 ottobre 2021

L'attacco al presunto fascismo: la risposta di Sgarbi a Provenzano

Il post di Vittorio Sgarbi su Facebook
Non è sempre facile trovarsi d'accordo con il pensiero di Vittorio Sgarbi ma, in questo caso, il ragionamento fatto dallo scrittore emiliano non fa una grinza, in relazione alla levata di scudi dei cosiddetti 'antifascisti' in seguito all'assalto da parte di alcuni personaggi dell'estrema Destra alla sede romana della CGIL.
Il profilo Facebook di Sgarbi è vergato da 'post' brevi, illuminati e ficcanti. Talmente ovvi che appare incredibile come la gigantesca operazione di disinformazione in atto in Italia venga consentita, avallata e appoggiata da quelli che ormai sono sempre più da considerare come media al soldo del potere, mai come oggi.
Ancora più chiara la risposta di Sgarbi all'ex ministro del PD, Giuseppe Provenzano che, in un impeto di delirio di onnipotenza, ha richiesto lo scioglimento di Fratelli d'Italia (e qualcuno è riuscito perfino a prendere in considerazione questa cervellotica proposta).
Riporto per intero lo scritto di Sgarbi, chiaro, lucido e puntuale. Con affetto, lo dedico, anche da parte mia, al 'dotto' Provenzano.
"Secondo l’ex ministro del Pd Provenzano (uno di quelli abituati a governare senza vincere le elezioni) Giorgia Meloni sarebbe “fuori dall’arco democratico e repubblicano”.
Dentro l’arco democratico sono inevitabilmente tutti i partiti votati in democrazia da cittadini liberi. Questo non avviene nei paesi comunisti, evidentemente ancora cari a Provenzano. E se, per un esponente del Partito Democratico, è lecito riconoscersi in una storia che discende da Togliatti, complice di Stalin, e ha visto la famiglia Castro al potere, con i dissidenti uccisi o ancora in carcere, per un esponente della destra democratica è lecito coltivare il pensiero di Giovanni Gentile, ucciso dagli antifascisti, e il pensiero di Luigi Pirandello. Senza rimpianti, con convinzione. Si tratta di principi, così come nessuno nega l’importanza della architettura e dell’urbanistica fascista, riconosciuta dall’Unesco (fascista anche l’Unesco?). L’accostamento al franchismo, dal quale discendono l’attuale assetto dello Stato spagnolo; e al fascismo, dal quale discendono lo statuto della Scuola Normale di Pisa come la legge di tutela dei beni culturali,e buona parte dello Stato sociale, tra cui l’Inps,non ha niente a che fare con le “ambiguità” denunciate da Provenzano. Si tratta di “radici” che sono cresciute, come alcuni dei principi del comunismo, nel terreno democratico costituito dalla volontà degli elettori. Poco interessante per chi, come Provenzano, è abituato a governare dopo aver perso le elezioni.
L’accostamento al “neofascismo” ha lo stesso senso dell’accostamento del nome Provenzano a quello del suo omonimo mafioso, detto “Zu Binnu” o “il ragioniere”, condizione estranea a “Zu Peppe”, sragionante".

domenica 25 aprile 2021

I delatori che si offendono per la parola 'negro'

Un giorno senza pubblicare su Facebook, pronto al rientro
Il 25 aprile 2021, sappiatelo, ci sono ancora dei 'partigiani' che, come Hiroo Onoda, il giapponese che venne arrestato perché, nel 1974, combatteva ancora la sua guerra personale sull'isola filippina di Lubang, credendo che gli americani fossero ancora gli eterni nemici dell'Impero del Sole.
In questo anno di grazia, esistono più che mai i delatori, immagino di quella Sinistra pecoreccia che, appena può, dà fiato ai propri polmoni marci e contorti per cantare falsi storici come "Bella ciao".
E così mi è bastato utilizzare, peraltro in maniera corretta e non offensiva il termine 'negro' per venire messo all'indice da Facebook. Erano gli stessi metodi comunisti con cui le Volanti Rosse di turno andavano a prendere di notte chiunque, a fine guerra, si fosse 'macchiato' di avere collaborato, in qualsiasi modo, con il regime fascista. Di costoro sono piene le fosse e le foibe, e gli assassinii perpetrati sono rivendicati con gioia da quella massa becera e vomitevole di gente che la guerra manco l'ha vista di striscio (fra l'altra se la sarebbe data a gambe levate, visto come scappa alle prime cariche della polizia) e che anche in questo 25 aprile ha deciso di scendere impunita in strada a festeggiarlo.
In ogni caso, la frase 'rea' postata sul social del sionista Mark Zuckerberg la ripeto qui, consapevole di non avere scritto nulla di male, riferendomi all'ultima pubblicità della pasta Barilla: "Perfino nella pubblicità della Barilla ti piazzano il negretto che mangia gli spaghetti. Ma che senso ha?". Già. Che senso ha riempire di negri le pubblicità che vanno sul territorio italiano? Di certo le persone dalla pelle scura, quelle che possono costituire degli utenti e dei 'compratori' sono una minima parte di un totale rappresentato invece da sbandati, clandestini, spacciatori e malavitosi. Quindi a cosa serve inserire a bella posta 'il negro'? Serve a farti abituare a quella immagine di umanità, a renderla naturale, a rendere logico qualcosa che logico non è. L'assorbimento delle etnie africane e asiatiche da parte dell'Europa, e che trova nell'Italia il suo primo laboratorio, rappresenta un piano di sostituzione etnica tanto caro ai potenti del globo, ma non è un processo naturale. Come non è naturale sbattere il 'negretto' in prima serata nella pubblicità degli spaghetti.

Il post giudicato 'incitamento all'odio'. Siamo nella dittatura di "1984"

sabato 10 aprile 2021

Facebook 'down', e non solo

La pagina di Facebook 'down'
La 'caduta' di Facebook, Instagram e Whatsapp ha rappresentato una piccola, per quanto misera, soddisfazione, in un momento in cui i 'social' di Mark Zuckerberg sono ormai assurti a desposti decisionali di chi, o meno, ammettere nella sua arena comunicativa. Mezz'ora, non di più, ma sufficiente per dimostrare che anche i ricchi piangono.
Cito dal web: "Allarme rientrato per WhatsApp, down per quasi un’ora oggi, venerdì 19 marzo 2021. I problemi cominciati alle 18:25 circa, anche per Instagram che è andato in 'down', sono stati risolti alle 19:08, quando l’app di messaggistica e quella di foto hanno ripreso a funzionale. Le prime segnalazioni, in realtà, come vi abbiamo raccontato, erano già cominciate poco dopo le 18. Per un’ora social e servizi di messaggistica del gruppo di Mark Zuckerberg non permettevano di inviare e ricevere foto, in alcuni casi mostravano errore in fase di accessi. Poi i problemi sono cominciati anche per Messenger e Facebook down, ma ora il peggio sembra passato". So' soddisfazioni...

La pagina di Instagram 'down'

mercoledì 27 maggio 2020

Fabio Gabrielli, quando Facebook torna a essere utile

Fabio Gabrielli durante una sua diretta Facebook
Uno dei pochissimi aspetti positivi del 'lockdown da coronavirus' è stata la riscoperta del web e delle possibilità che questo garantisce.
Fra queste l'opportunità di incrociare personaggi che, direttamente nel salotto di casa nostra, ci forniscono opinioni qualificate o ci raccontano le proprie preziose esperienze.
E' così che "Sette minuti con Fabio Gabrielli", rubrica quotidiana in diretta Facebook tutti i giorni alle 13.30 con il noto filosofo, professore universitario e autore di vari saggi e articoli scientifici, fornisce uno spaccato molto interessante della nostra società, trattando da un paio di mesi temi esistenziali, psicologici, sociali, politici ed economici, con un taglio filosofico e antropologico.
Gabrielli alterna nella sua rubrica interventi in prima persona a dialoghi con vari ospiti, sulla base del tema scelto.
Interessante, fra le varie, la puntata-confronto con Giacomo Tamborini, giovane componente di comitati scientifici di varie associazioni e collaboratore di diverse testate cartacee e online.
Nel dialogo con Gabrielli, Tamborini ha fornito una prospettiva molto interessante e personale dell'attuale situazione, soffermandosi su alcuni momenti chiave del nostro tempo: timori e aspettative dei giovani, opportunità lavorative aperte da un mondo sempre più tecnologico, nuovi scenari umani tra globalizzazione e protezionismo.
Dalla prossima settimana, i “Sette minuti con Fabio Gabrielli” cambieranno format: tre giorni alla settimana, in orario serale, alle 21.

lunedì 2 marzo 2020

#Condividilarte, il nuovo hashtag per diffondere l'arte su Facebook

Un'opera 'mostruosa' di Hans Ruedi Giger
L'arte come mezzo per ingentilire il mondo del web, e di Facebook. Il vero antidoto all'odio e all'ignoranza diventa la forma più alta d'intelletto espressa dall'uomo. E' una delle ultime idee lanciate in rete attraverso l'hashtag #Condividilarte.
Il 'gioco' è semplice: chi comincia la 'catena' replica un testo predefinito associandolo a un quadro dell'artista preferito, quindi attende i primi 'like', cui assegnerà il compito di riprodurre il testo inserendoci però l'artista indicato dal primo giocatore. Il secondo giocatore prosegue e, a chiunque porrà un 'like' sul suo post, a propria volta indicherà il pittore di cui riprodurre un'opera a scelta. Un modo per conoscere e diffondere l'arte.
Ecco il testo da inserire nel proprio post: "Aderisco con piacere a questa bella iniziativa. L'idea è quella di occupare Facebook con l'arte. A chi metterà 'mi piace' al post verrà assegnato un artista e, a sua volta, dovrà inserire un'opera di quell'artista, insieme a questo testo".
L'artista che ho scelto è Hans Ruedi Giger, di cui trovate un'opera riprodotta nella foto a lato.

domenica 1 marzo 2020

Natalia Monakova fra le vittime del party di Mosca

Un selfie di Natalia Monakova tratto dal suo profilo Facebook
Quando muore un angelo la tristezza è sempre grande, quasi infinita. Per me gli angeli sono le belle donne, fragili e meravigliose state che non dovrebbero mai essere toccate, e forse nemmeno consunte dal tempo, sebbene in molti casi il tempo stesso le modelli e le cambi, rendendole spesso ancora più belle e interessanti nel loro essere diverse.
La morte di Natalia Monakova è una notizia angosciosa in sé, alla pari delle altre due persone decedute nella tragedia della festa di Ekaterina Didenko, ma ancora maggiormente mi turba perché colpisce una donna, una donna intelligente, stupenda, ma anche di una fotografa impegnata nel diffondere il concetto di bello, come del resto si può vedere in queste immagini, che ho tratto dal suo profilo Facebook.


lunedì 17 febbraio 2020

Pubble censurato da Facebook, la Sinistra liberticida colpisce ancora

L'attuale profilo di Pubble su Facebook
Le mordaci vignette di Pubble, uno dei migliori disegnatori satirici espressi dalla cultura 'non di Sinistra' (e pertanto automaticamente definita di Destra, fascista, razzista, leghista, omofoba, neonazista e quant'altro), almeno per un po' non saranno visibili su Facebook.
Il sito ideato da Mark Zuckerberg, imprenditore multimilionario di origine ebraica, ancora una volta si è espresso in tutta la sua violenza liberticida. Dopo la censura operata nei confronti di alcuni movimenti di Destra, definiti neofascisti, e contrari quindi alle 'regole' del 'social' (azione poi ribaltata da una sentenza), ecco quella nei confronti del vignettista (o la vignettista?), rea di alcuni sferzanti disegni decisamente contrari al 'mainstream' del buonismo cattocomunista.
Non posso che schierarmi, ancora una volta, a fianco di quella libertà di espressione calpestata, per l'ennesima volta, a furia di segnalazioni, dai portatori di una ideologia consunta, defunta ma ancora artificialmente alimentata.

Una delle recenti vignette di Pubble

mercoledì 21 giugno 2017

Social media, Facebook comanda fra le aziende italiane

Aumenta sempre di più l'utilizzo dei social media da parte delle aziende italiane: Facebook resta il più utilizzato ma si diffondono rapidamente anche Instagram, che passa dal 29 al 69% in un anno, e LinkedIn, che passa dal 45 al 64%. Fra le attività prende piede soprattutto il monitoraggio dei concorrenti in ambito social, che dal 28 passa al 46%.
Cosa cercano le aziende italiane nel mondo social? Innanzitutto la possibilità di diffondere informazioni e interagire con gli utenti-clienti, senza dimenticare gli aspetti che riguardano il brand: quasi tutte le aziende analizzate, infatti, riconoscono gli strumenti social come una risorsa e sostengono che, se vengono gestiti male, possono provocare danni in termini di immagine e reputazione.
È quanto afferma la ricerca condotta dal Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio dell’Università di Milano-Bicocca (CRIET), che ha analizzato il comportamento di 274 aziende operanti in Italia, 268 delle quali attive sui social media. I risultati della ricerca sono stati divulgati nel corso del convegno “Marketing Innovation Hub – Ruolo e performance dei social media nella gestione aziendale” che si è svolto nell’auditorium “Guido Martinotti” dell’Ateneo milanese e che, giunto alla seconda edizione, rende possibile un confronto fra i dati registrati nel 2016 e quelli, recentissimi, rilevati quest’anno.
Dal confronto con l’edizione 2016, Facebook si conferma come il social network più utilizzato dalle imprese italiane, tanto che solo un’azienda su 20 dichiara di non farne uso. Al secondo posto troviamo YouTube, usato dall’81% dei rispondenti, e al terzo Twitter, che registra una diffusione del 70%. L’indagine mostra anche importanti trend di crescita per Instagram e LinkedIn.

giovedì 24 giugno 2010

La ragazza Facebook del giorno è Emma

E' davvero difficile trovare qualcosa da dire su Emma, la ragazza Facebook del giorno. Carina è carina, non c'è che dire, pienotta anche. Insomma, quelle curve che piacciono ai maschietti. Abbondante ma 'con juicio' direbbe il Manzoni.
Sul proprio profilo Facebook non è che mi inondi di informazioni. Attualmente risiede a Utica, New York, insomma negli Stati Uniti.
Musicalmente parlando i suoi artisti preferiti sono Legh
ost, Azerola, Bomvivant e Brandy Brewer. Non conosco nessuno dei quattro.
I suoi film preferiti sono invece "La casa de las conejitas" e "Human
Traffic". Anche in questo caso nisba, almeno per quanto ne sappia io.
E allora provate a
mandarle una richiesta di amicizia voi...

Vedi: Sandra ci ha solo il faccino da brava ragazza...
Vedi: Scarlet, la 'signora in rosso' di Facebook
Vedi: Alexandra, segni particolari bellissima
Vedi: Angelina, il suo modello è Lady Gaga
Vedi: Maya, dolce e sensuale libanese
Vedi: Yuka, il fascino orientale di Facebook
Vedi: Shirley, la più bella del mio Facebook
Vedi: La bella Shirley torna dalle parti dell'Urlo
Vedi: La bellezza delle 'chicas latinas'

sabato 19 giugno 2010

Sandra ci ha solo il faccino da brava ragazza...

Un'altra ragazza fidanzata maledizione. Sandra, la bella Sandra, la dolcissima Sandra. A meno che quello che si vide sulle foto del suo profilo Facebook non sia un amico d'infanzia o di scuola. Ma ne dubito... credo che sia invece il fortunato che sta con questo meraviglioso esemplare, nativo della Colombia, segno del Leone, ha studiato al Politecnico del suo Paese e, musicalmente parlando, ama molto gli Evanescence e Avril Lavigne. Dal punto di vista sportivo invece tifa per il Deportivo Independiente Medellin, mentre come giocatore preferito ha Cristiano Ronaldo (e ti pareva?). Ha un visino pulito da brava ragazza ma due 'argomenti' assolutamente provocanti in grado di fare sbandare qualsiasi veicolo di passaggio. Ma, come purtroppo già vi scrivevo, la sensazione è che per questi 'argomenti' la bella Sandra sia già occupata...

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sabato 12 giugno 2010

Scarlet, la 'signora in rosso' di Facebook

Una vera e propria 'signora in rosso': è Scarlet Mildred Garcia, argentina classe 1990 nativa di Tucuman, la ragazza che ho scelto quest'oggi come Miss Facebook.
E sicuramente in queste ore starà trepidando per la sua Argentina ai Mondiali sudafricani. Ha studiato economia alla Università ACME (che non è quella di
Willy il Coyote...) e ha tra le sue passioni sportive il... curling! Avete capito bene...
Che altro posso dirvi di Scarlet? Che è carina, che ha
delle amiche carine e che la sua attrice preferita è Marlee Matlin, la 'star' completamente sorda che vinse l'Oscar al proprio debutto cinematografico come miglior attrice protagonista nel 1987 per l'interpretazione nel famoso film "Figli di un Dio minore".

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mercoledì 9 giugno 2010

La ragazza Facebook del giorno: Alexandra

Segni particolari: bellissima. Questo il ritratto di Alexandra, la ragazza Facebook del giorno. Nata nel 1986 a Düsseldorf, nella Germania più produttiva e industriale, segno del Capricorno, Alexandra, malgrado la propria nordica e straripante, non si occupa di moda, sfilate o altro. Studia anzi come interprete e, udite udite, vive nella nostra splendida Italia? Dove? Questo non ve lo dirò mai. In una città... può bastare.
Posso dire che la cosa che mi ha colpito di più di lei è stato... il sorriso! Davvero! Non amo la frase 'ragazza solare', ma nel uo caso è perfetta. Ad ogni modo, anche in questo caso ci troviamo di fronte a una fanciulla già fidanzata quindi... tén gio i man, barbùn! Interessi? Tanti, forse troppi, come dice lei stessa di sé, e del resto, a una ragazza così carina, le occasioni e gli inviti per serate mondane, soprattutto se in città, non mancheranno di certo. Chissà, magari nella 'movida', un giorno capiterà anche a me di incontrarti... per ora mi accontento di salutarti... virtualmente, accodandomi alla lunga lista di 'fans' che da oggi avrai in più. Ciao, Alexandra!
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domenica 6 giugno 2010

La ragazza Facebook del giorno: Angelina

Ora non venitemi a dire che vi sembra volgare. Vengo a prendervi subito. Sensuale, affascinante, magari un po' 'eccessiva.
Angelina, nata nel febbraio 1988, israeliana, originaria di quella che siamo soliti definire la 'ex Jugoslavia' fra l'altro al momento è fidanzata. Quindi toglietevi dalla testa brutte (belle...) idee.
In ogni caso la potreste t
rovare, da qualche parte, dispersa nell'universo di Facebook, anche se io, ovviamente, non verrò mai a dirvi dove, nemmeno sotto tortura...
Castana naturale, ora è un biondo platino, forse in onore di uno dei suoi personaggi preferiti: Lady Gaga ovviamente...

Sensuale e passionale, i viaggi, la moda e il mare sono le sue grandi passioni... vorreste essere voi la prossima?

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e
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sabato 5 giugno 2010

La ragazza Facebook del giorno: Yuka

Si chiama Yuka la ragazza Facebook che vi propongo quest'oggi. Anche a lei, amante della lingerie ma pure della moda in genere, e attratta da tutto ciò che è pornografia, do lo spazio che si merita. Anzi, se ne meriterebbe di più, ma non voglio divulgare proprio 'tutte' le sue foto. Ne metterò giusto un paio, per farvi venire la cosiddetta 'acquolina', il resto starà a voi scoprirlo, sempre che vi accetti come 'amico' sul noto social network. Come potete immaginare dal nome Yuka è giapponese e, come invece potete vedere dalle foto, nutre una certa passione per i giochi di ruolo...

Vedi: Maya, dolce e sensuale libanese
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