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domenica 25 aprile 2021

I delatori che si offendono per la parola 'negro'

Un giorno senza pubblicare su Facebook, pronto al rientro
Il 25 aprile 2021, sappiatelo, ci sono ancora dei 'partigiani' che, come Hiroo Onoda, il giapponese che venne arrestato perché, nel 1974, combatteva ancora la sua guerra personale sull'isola filippina di Lubang, credendo che gli americani fossero ancora gli eterni nemici dell'Impero del Sole.
In questo anno di grazia, esistono più che mai i delatori, immagino di quella Sinistra pecoreccia che, appena può, dà fiato ai propri polmoni marci e contorti per cantare falsi storici come "Bella ciao".
E così mi è bastato utilizzare, peraltro in maniera corretta e non offensiva il termine 'negro' per venire messo all'indice da Facebook. Erano gli stessi metodi comunisti con cui le Volanti Rosse di turno andavano a prendere di notte chiunque, a fine guerra, si fosse 'macchiato' di avere collaborato, in qualsiasi modo, con il regime fascista. Di costoro sono piene le fosse e le foibe, e gli assassinii perpetrati sono rivendicati con gioia da quella massa becera e vomitevole di gente che la guerra manco l'ha vista di striscio (fra l'altra se la sarebbe data a gambe levate, visto come scappa alle prime cariche della polizia) e che anche in questo 25 aprile ha deciso di scendere impunita in strada a festeggiarlo.
In ogni caso, la frase 'rea' postata sul social del sionista Mark Zuckerberg la ripeto qui, consapevole di non avere scritto nulla di male, riferendomi all'ultima pubblicità della pasta Barilla: "Perfino nella pubblicità della Barilla ti piazzano il negretto che mangia gli spaghetti. Ma che senso ha?". Già. Che senso ha riempire di negri le pubblicità che vanno sul territorio italiano? Di certo le persone dalla pelle scura, quelle che possono costituire degli utenti e dei 'compratori' sono una minima parte di un totale rappresentato invece da sbandati, clandestini, spacciatori e malavitosi. Quindi a cosa serve inserire a bella posta 'il negro'? Serve a farti abituare a quella immagine di umanità, a renderla naturale, a rendere logico qualcosa che logico non è. L'assorbimento delle etnie africane e asiatiche da parte dell'Europa, e che trova nell'Italia il suo primo laboratorio, rappresenta un piano di sostituzione etnica tanto caro ai potenti del globo, ma non è un processo naturale. Come non è naturale sbattere il 'negretto' in prima serata nella pubblicità degli spaghetti.

Il post giudicato 'incitamento all'odio'. Siamo nella dittatura di "1984"

martedì 21 aprile 2020

Mikaela Shiffrin, una canzone per l'Italia

Mikaela Shiffrin
Mikaela Shiffrin il dolore lo conosce molto bene, visto che il padre Jeff è venuto a mancare all'inizio del mese di febbraio di quest'anno. Ed è forse anche per questo, ma anche per lo sponsor Barilla che la ricopre di tanti soldi, che la bella sciatrice di Vail ha deciso di scrivere una canzone per dimostrare il proprio affetto e la propria vicinanza all'Italia, in questi tempi di Coronavirus, dimostrando peraltro di avere una bella voce e una capacità compositiva fuori dal comune.
La Shiffrin, dopo avere inizialmente incensato, guarda caso, proprio la Barilla, ha detto: "Questi sono momenti particolarmente difficili e spaventosi. Spero che troviate la forza per andare avanti, sappiate che noi siamo con voi. Vi mando tutto il mio affetto e ho scritto una canzone per voi".