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domenica 2 maggio 2021

Puglia, come ti distruggo una regione con il lockdown

Come ti distruggo l'economia di una regione. Il 'caso Puglia' nel weekend del Primo Maggio, trascorso in 'zona arancione', ha visto il crollo 'accompagnato' dai decreti del Governo per un'economia basta principalmente sul turismo e sull'economia delle festività.
Secondo Coldiretti Puglia, chiusi all’interno dei propri comuni, sono stati circa due milioni i pugliesi che hanno dovuto rinunciare alle gita fuori porta e ai pranzi al ristorante o negli agriturismi, con l’unica consolazione dei panini a 'chilometro zero' preparati nei mercati contadini per brevi passeggiate in riva al mare, sul lungomare o in parchi e giardini.
E così, caccia ai cibi semplici e genuini, dai panini al Capocollo di Martina Franca e caciocavallo al classico mozzarella di bufala foggiana e prosciutto di Faeto, fino ai panini vegetariani alle melanzane e pomodori di Manduria o con la crema di cime di rapa, ravanelli e insalata, ma i consumatori hanno anche scelto l’hamburgher e le ‘bombette’ della Murgia Tarantina per le agrigrigliate fai da te.
Restano i numeri, drammatici: con la Puglia in 'arancione' restano ancora chiusi 15mila bar, trattorie, ristoranti, 6500 pizzerie e 900 agriturismi in Puglia che non hanno potuto riaprire neppure all’aperto dal 26 aprile 2021 – insiste Coldiretti Puglia - dopo mesi di lockdown, con effetti pesanti sull’insieme delle attività economiche ed occupazionali.

Primo Maggio, Salvini strappa Piazza Duomo alla Sinistra

Matteo Salvini con i lavoratori dell'UGL (foto UGL)
Un Primo Maggio alle solite, con i cadaveri della Sinistra riuniti nel classico 'concertone' di Roma, e la paccottiglia che, a cadenza annuale, li segue come tanti lemming che si lancino dalla proverbiale scogliera. Cosa che, purtroppo, accade con i lemming ma non con questa umanità 'sinistrata'.
Raccolti attorno al fantasma di un Fedez sbraitante slogan vuoti, che ormai raccolgono solo gli ultimi 'liceali figli di papà' (e gli ultimi 'figli di papà') hanno intanto perso un'altra delle loro proverbiali 'piazze di raccolta': Piazza del Duomo, a Milano, ha visto sfilare l'UGL, ovvero il sindacato erede della CISNAL e vicino alla Lega, con tanto di Matteo Salvini libero di prendere la parola su una piazza sindacale. Com'è giusto che sia. La Sinistra non abita più qui. Aggiungo: per fortuna.

venerdì 1 maggio 2020

1° maggio: rinasce un "Avanti!" tutto a marcia indietro

Parte della prima pagina del nuovo "Avanti!"
Rinasce l'"Avanti!", storico quotidiano socialista, e rinasce in un giorno a lui consono, il 1° maggio, festa dei lavoratori. Ma, sfogliando questo primo del giornale diretto da Claudio Martelli, sì proprio lui, il 'delfino' di Bettino Craxi, rimangono molti dubbi su quale sia la reale portata dell'avvenimento.
L'"Avanti!" è resterà giornale di nicchia, né penso che i suoi rianimatori si siano fatti soverchie illusioni. Ma c'è modo e modo di essere di nicchia. Non chiedo una copertina con la showgirl di turno, ma un formato un 'filo' meno pesante del ciclostilato formato fabbrica sarebbe gradito e renderebbe questa sorta di 'foglio' almeno più leggibile, visto che è lo stesso Martelli ad auspicarne l'allargamento ai più giovani.
Detto del formato, il contenuto, anche in questo caso, deludente, almeno per me.
Già la partenza è da brivido, con una pagina concessa a quegli stessi rappresentanti della 'triplice sindacale' che il PSI hanno contribuito a sotterrare e l'Italia a mandare sul lastrico.
Abbiamo poi una potente sviolinata al meridionalismo (quando il socialismo fu prettamente fenomeno settentrionale e milanese in particolare), una rabbrividente esaltazione della Festa del 1° Maggio e, scritta dallo stesso Martelli, l'idea che "il rinnovamento del socialismo propugnato da Carlo Rosselli aveva come riferimenti il liberalismo di Keynes e di Beveridge propugnatori dell’intervento pubblico in economia e del Welfare State per i lavoratori". Ci manca giusto una foto de "Il Quarto Stato" di Pelizza da Volpedo e la strage dei miei dolci ricordi socialisti degli anni '80 sarebbe stata perfetta.
La 'gerenza' del giornale
Ho sempre pensato al socialismo in chiave anticomunista, avanguardia di una borghesia e di una imprenditoria illuminata, capitalista sì ma 'con juicio', di cui il primo Silvio Berlusconi fu il grande propugnatore. Laico, imprenditore, antistatalista per antonomasia, Berlusconi 'fase uno', assieme a  Craxi, di cui rappresenta il 'sequitur' naturale, dovrebbe costituire il faro per ogni buon socialista, senza collusioni con cattolici, comunisti o fascisti vari, sovranisti compresi.
La sparizione del PSI di Craxi rappresenta il vero dramma della politica italiana, perché ha consentito al mostro dell''altra' Sinistra di impossessarsi dell'anima di coloro che, in buona fede, lo avrebbero 'detto con un garofano'.
Così, se è giustificabile ritrovare tra le prime firme del giornale Carlo Calenda, che pure una idea di industria ce l'ha, non è sopportabile trovare un certo Andrea Orlando, attuale vicesegretario del PD.
Considerazione finale: il PSI (da cui peraltro l'"Avanti!" colpevolmente, o furbescamente, si distanzia) aveva come caratteristica fondamentale di essere trainante, oltre che di una idea anticomunista, di un'ideale di lavoro e imprenditoria d'avanguardia. Questi attuali residui di socialismo rifiutato dal PD si sono invece prudentemente messi in coda della Sinistra più becera, sperando forse di raccogliere qualche briciola lasciata cadere in qualche avventurosa salita di Governo.
Oscar Wilde ci rammentava quanto fosse meglio restare zitti e apparire stupidi piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Questa nuova edizione dell'"Avanti!" ne è la sintesi giornalistica perfetta.

L'articolo di Carlo Calenda a pagina 6 del giornale