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mercoledì 6 maggio 2026

Biotech, un motore che spinge la Lombardia: investire in salute genera valore, innovazione e lavoro

Un momento della conferenza (foto Bordignon)
Il biotech non è solo un settore industriale: è un’infrastruttura strategica che sostiene crescita economica, occupazione qualificata e competitività territoriale. La Lombardia, che da anni rappresenta il cuore italiano delle scienze della vita, ne offre una dimostrazione concreta. Lo conferma il primo studio dedicato all’impatto del comparto sul territorio regionale, che evidenzia come gli investimenti in salute attivino filiere produttive, generino valore diffuso e contribuiscano alla resilienza del sistema economico, presentato a Monza presso il Campus Roche.
L’analisi mostra come l’attività di un grande player biotech generi un impatto complessivo pari a 467 milioni di euro sul PIL lombardo, con un effetto moltiplicatore di 1,8 euro per ogni euro di valore aggiunto diretto. Un risultato che coinvolge 46 branche economiche, in larga parte piccole e medie imprese, confermando la capacità del settore di irradiare benefici ben oltre i confini dell’industria farmaceutica.
L’impatto riguarda anche il lavoro: per ogni occupato diretto se ne attivano altri due lungo la filiera, per un totale di oltre 1.500 lavoratori equivalenti. Si tratta di occupazione altamente qualificata, con il 75% di laureati e una forte presenza femminile. Un ecosistema che attrae talenti, contrasta la fuga di cervelli e valorizza competenze trasversali, dalle scienze alla tecnologia, fino alla ricerca clinica.
“La nostra presenza sul territorio agisce non solo come promotore di salute, ma anche come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata lungo tutta la filiera regionale”, osserva Stefanos Tsamousis, general manager di Roche SpA. Un messaggio chiaro: investire in salute significa investire nello sviluppo.
Il settore diagnostico-farmaceutico, sottolinea Burçak Çelik, general manager Roche Diagnostics SpA, è oggi un acceleratore di trasformazione verso un modello sanitario più predittivo, personalizzato e sostenibile. “Riconoscere il valore generato dalle imprese del settore e il ruolo che possiamo svolgere per evolvere da un modello reattivo a uno proattivo è il primo passo per accelerare questa trasformazione”.
Il tema centrale emerso durante l’evento “Investire in salute” è la necessità di un patto tra istituzioni, industria, ricerca e professionisti. Un’alleanza per rimuovere ostacoli strutturali, snellire i processi, favorire l’adozione dell’innovazione e attrarre nuovi investimenti.
Come ha ricordato Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, “investire nella salute significa generare effetti positivi non solo sanitari e sociali, ma anche economici, a beneficio del territorio e della Regione Lombardia”. Un principio che va oltre il singolo brand: riguarda la capacità del biotech di essere un motore di sviluppo duraturo, inclusivo e orientato al benessere collettivo.

Altre immagini della giornata di Monza (foto Bordignon):









domenica 18 settembre 2022

La SMAgliante Ada per i bambini: con la malattia si può convivere

Un momento della presentazione milanese (clip Bordignon)
L'atrofia muscolare spinale (SMA) è la protagonista, per il terzo anno consecutivo, del fumetto "Le avventure della SMAgliante Ada", la dolce cagnolina costretta su di una carrozzina elettrica rosso fuoco da questa malattia genetica rara.
Il volume '3' dedicato alla 'SMAgliante Ada' è composto da una narrazione visivo-testuale di cinque nuove avventure (più una sesta, vincitrice di un contest vinto da un'alunna di prima media) nelle quali si ritrova un'Ada cresciuta, assieme ai genitori, al fratello Edo, l'amichetta Ylenia, l'assistente Tito, la professoressa Spilung, lo psicologo Jack, il pappagallino Armstrong e il compagno di scuola Ludo.
Anche il terzo libretto, promosso dall'Associazione Famiglie SMA e dai Centri Clinici NeMO, con il contributo di Roche Italia e la collaborazione di NeMOLab, contiene le tavole didattiche per un approfondimento scientifico.
Focus del volume è il racconto dell'evoluzione della ricerca scientifica e, in particolare, i passi da gigante avvenuti negli ultimi anni e che hanno permesso di conoscere meglio le malattie neuromuscolari, offrendo nuove possibilità terapeutiche proprio per la SMA.
"La disabilità in generale, e una patologia come l’atrofia muscolare spinale in particolare, sono argomenti non sempre facili da affrontare – evidenzia la presidente di Famiglie SMA, Anita Pallara – e poterne parlare attraverso un personaggio positivo come Ada e con un linguaggio universale come quello del fumetto è per noi una grande ricchezza. Vuol dire avvicinarci a un’ampia platea di ragazzi, e farlo con la delicatezza di una bella storia. Questo è l’aspetto più importante per noi: farci conoscere tanto nelle difficoltà quotidiane quanto nelle abilità che usiamo per superarle, dimostrando che in fondo i problemi e le risorse di chi ha una carrozzina elettrica non sono poi così diversi da quelli di chi non l'ha".
Temi complessi, affrontati unendo competenze multidisciplinari di psicologi, educatori, clinici e ricercatori, al fianco del team creativo, capaci di tradurre in modo semplice e innovativo l’importanza della continuità di cura, di una presa in carico mirata e della ricerca scientifica, per garantire a ogni bambino e bambina la possibilità di vivere appieno i propri progetti di vita.