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sabato 24 maggio 2025

L'intollerabile distruzione della famiglia tradizionale, le uniche vittime saranno i figli

Foto di Jessica Rockowitz per Unsplash 
Due madri o due padri? No grazie. Di fronte al miele che ha accolto la possibilità di avere figli regolarizzati anche in caso di coppie lesbiche oppure omosessuali (ma a sto punto eleggiamone pure tre, o perfino quattro, visto che, per fare un figlio, gli altri genitori sono completamente inutili), il tema qui non è quello dei genitori 'single' né tanto meno quello degli orfani, ma quello dell'incredibile massa di egoismo sotto la quale viene, ipocritamente, fatta passare questa 'necessità genitoriale' di cui non si capiscono le motivazioni.
Se due uomini, o due donne decidono di amarsi, cosa legittima, dovrebbero avere l'intelligenza di capire che la loro unione non possa, e non debba, avere alcun frutto, e a maggior ragione non possa avere il pretenderlo grazie all'uso (perché di 'uso' vero e proprio si parla) del ventre o del seme altrui.
Inoltre, mi chiedo, come regolamentare questo uso del ventre o del seme? Si paga, quanto si paga, un tanto al chilo del bambino, un tanto al tempo della gestazione? Se lo tieni in grembo per nove mesi sarai pagata un po' di più? Se poi me lo allatti ti dò un 'benefit'? Se poi me lo tieni nei weekend dopo la nascita arriva pure la mancia, sai, io sono mamma lavoratrice...
Mascherare da 'gesto caritatevole' quello che è un puro atto di egoismo contemporaneo è ancora più egoista.
C'è poi da chiedersi come crescerà questo bambino, con quali riferimenti di 'amore' diventerà grande, con il pensiero che basti pagare un 'tot' per comperare un feto, tanto basta avere i soldi perché, sia chiaro, questi 'gesti d'amore' li fanno solo quelli con la casa a Cortina, perché uno sfigato si tiene quello che ha, ed è già abbastanza, al massimo un cane.
Quando diventerà grande, l'adolescente comincerà a pensare "come hanno fatto a generarmi?"... per poi arrivare a comprendere che le 'due madri' (o i due padri, in altro modo) hanno comperato un/a padre/madre di passaggio (pure connivente e complice del misfatto), forse un morto di fame che ha venduto il proprio seme per disperazione.
Insomma, un quadretto da schifare, non si capisce se diano più la nausea le due madri/padri o il singolo (ignoto) padre/madre.
La maggior parte delle famiglie sono sane se seguono le regole di quella che debba essere la famiglia tradizionale. Una famiglia può essere benissimo matriarcale, lo sono la maggior parte delle famiglie friulane, area di cui io sono originario, dove le donne sono le vere 'guide' della casa ma anche dell'azienda (una per tutte, la storica famiglia Tosolini, leader nel mondo delle grappe), quando questa ci sia.
Una famiglia matriarcale non contraddice il senso più stretto di famiglia. Anzi, lo rafforza, perché equipara nella conduzione della stessa l'uomo e la donna. In realtà la maggior parte del disagio è stato costruito 'ad arte' da oltre mezzo secolo di televisione, cinema e altri mezzi di comunicazione, con storie costruite appositamente e propinate da interminabili polpettoni spesso americani, parto di una realtà quella sì, dove il senso della famiglia è stato completamente stritolato e mesmerizzato a favore di una società atomizzata, dove il singolo viene preferito dal 'potere' perché più facilmente condizionabile.
E i risultati si vedono nelle follie delle università americane e, ora, purtroppo, anche europee, come l'ultimo triste codice della cosiddetta 'inclusione' sviluppato dall'Università di Bari che, per fortuna, adesso Donald Trump sta smontando pezzo per pezzo, anche con metodi poco ortodossi, ma da cowboy.
Ben diversa la situazione di chi, per vari motivi, si trovi obbligato a crescere un figlio da solo/a, comunque frutto di un'unione, di qualsiasi tipo essa sia, comunque frutto di un uomo e di una donna. Alternative non ce ne sono. Soltanto la pretesa di un'umanità che ha dimenticato l'umanità stessa e le regole base di quella che sia la famiglia e del suo significato. Mai come in questo caso, meglio soli che accompagnati.
La famiglia tradizionale, patriarcale o matriarcale che sia, è l'unica risposta reale e valoriale a quel mondo moderno che, attraverso il miraggio di presunte relazioni alternative, ci illude di regalarci nuove libertà, mentre in realtà ci fa solo affondare nelle sabbie mobili di un modernismo senza ritorno.

domenica 21 agosto 2022

Famiglie italiane in difficoltà e continui equilibrismi secondo una ricerca Nomisma

Da una ricerca di Nomisma Spazio Sociale, coordinata dall’economista Marco Marcatili e dal sociologo Massimiliano Colombi, emerge come il 65% delle famiglie italiane ritenga il proprio reddito inadeguato per fare fronte alle necessità primarie.
Con “Sguardi Famigliari”, Nomisma ha avviato un lavoro ricorsivo di ascolto, analisi e approfondimento che contribuisce insieme ad altri soggetti già consolidati del mondo della ricerca sociale, del lavoro sociale e della solidarietà organizzata, a costruire uno sguardo più prossimo alla vita quotidiana.
Il primo esito di questa attività ha già delineato il profilo di quelle che sono state definite “famiglie equilibriste”, cioè famiglie costantemente alla ricerca di un equilibrio dinamico tra un contesto socio-economico turbolento, che produce forti impatti sugli equilibri delle famiglie, e transizioni famigliari sempre più complesse ed esposte a condizioni di vulnerabilità.
Nella categoria delle “famiglie equilibriste”, alcune condizioni famigliari sono più esposte di altre. Il campione intervistato ha evidenziato cinque tipologie di nuclei famigliari: le famiglie unipersonali “under 70”; le famiglie unipersonali “over 70”; le famiglie con figli; le famiglie con persone non autosufficienti; e infine le famiglie sandwich, cioè quelle famiglie o quegli adulti che, per posizione generazionale, ogni giorno si prendono cura allo stesso tempo dei figli e dei genitori.
Dalla ricerca si è evinto che in Italia la maggiore concentrazione di famiglie unipersonali under 70 e over 70 si trova al nord, in particolare nord ovest; nel sud e nelle isole, invece, vi è una maggior distribuzione di famiglie con figli (39%), famiglie con almeno un componente non autosufficiente (41%) e famiglie sandwich (44%).
Ciò che accomuna tutte le categorie sono le sfide che impegnano le famiglie a compiere dei veri e propri equilibrismi tra varie dimensioni che per loro natura interagiscono tra loro, aumentando notevolmente il grado di complessità: la dimensione economica e finanziaria, quella lavorativa, quella della cura delle persone fragili e quella delle relazioni che chiamano in causa la dimensione psico-sociale ed educativa.
Sul fronte della condizione economica delle famiglie, il 65% degli intervistati valuta il proprio reddito inadeguato per far fronte alle necessità primarie, quali la spesa, l’affitto, il mutuo, ecc. In particolare, le “famiglie sandwich” sono la categoria più sensibile a questo tipo di difficoltà: il 74% si trova in condizioni di disagio economico, di cui il 41% anche a causa di una diminuzione del reddito complessivo percepito dalla famiglia nell’ultimo anno. Il 72% delle famiglie con almeno un componente non autosufficiente giudica il proprio reddito inadeguato, di cui un 7% dichiara addirittura di avere un reddito gravemente insufficiente. Tra le cause che concorrono all’inadeguatezza del reddito famigliare, emergono tre questioni focali: il disallineamento tra il reddito e il costo della vita (65%), le difficoltà lavorative (sia quelle causate dalla pandemia, sia quelle non causate dall’emergenza sanitaria, entrambe pari al 9%) e le spese elevate non legate alla casa (8%).
Chi è anziano, solo e senza reti sociali vive la questione economica come decisiva per il proprio equilibrio di vita, ragione per cui l’80% delle famiglie unipersonali over 70 intervistate individua nella sproporzione tra reddito percepito e costo della vita il motivo dell’inadeguatezza delle proprie entrate, situazione percepita analogamente dalle famiglie con figli (68%).
Anche di fronte ad un miglioramento generale delle condizioni economiche, testimoniato dalla minore percentuale di chi dichiara che non riuscirebbe ad affrontare una spesa imprevista di 5.000 – 20% rispetto al 24% dello scorso anno – si registra un lieve peggioramento della percezione della capacità di affrontare eventuali problemi come la perdita di lavoro o la perdita di autonomia di un componente della famiglia.
Per far fronte all’insieme di tutte le minacce appena citate, circa una famiglia su tre pensa di doversela cavare autonomamente, in particolare per le famiglie unipersonali under70 (50%). Per il 30% dell’intero campione, il ricorso ai genitori appare come una via praticabile, in particolar modo per le famiglie con figli e quelle sandwich, rispettivamente nel 49% e 41% dei casi.
Sul fronte degli strumenti a supporto delle famiglie erogati dalle istituzioni, 3 famiglie su 4 conoscono l’assegno unico per i figli a carico (77%). Un secondo strumento è costituito dai contributi economici Inps per le famiglie in difficoltà, conosciuto dal 66% del totale. Tra gli strumenti troviamo anche il bonus asilo nido, conosciuto dal 63% dei nuclei famigliari. È interessante notare come solo una famiglia su quattro (26%) pensi di usufruire dell’assegno unico per i figli.
Alla luce di questi dati, ci sono diverse vie praticabili per prendersi cura delle categorie più fragili del sistema famiglia. Innanzitutto, bisogna cominciare a guardare alla famiglia come ad un ecosistema socio-culturale, specialmente dal momento in cui le “condizioni famigliari” interrogano il lavoro sociale, le associazioni e le istituzioni. È necessario, inoltre, sostenere la costruzione di legami con “nuovi vicini” che lavorino insieme per far fronte a una sfida comune: investire per una cura ricostituente di una fiducia concreta legata a diversi contesti di vita; emerge quindi una nuova sfida per il Volontariato, irrobustendo uno “sguardo famigliare” che vada a rinforzare una capacità di azione con le famiglie, un “volontariato di domicilio” con una particolare attenzione alle persone più fragili.

sabato 25 settembre 2021

Lorenzo Fontana al Summit di Budapest: "L'identità europea parte dalla famiglia"

La foto di Lorenzo Fontana su Twitter legata al Summit
"L'agenda globalista vuole distruggere le tradizioni e l'identità europea, partendo dalla famiglia. Per fare fronte a questa battaglia, servono degli eroi per combattere contro un totalitarismo che vuole distruggere l'Europa e ridurre gli uomini a numeri, in funzione solo dell'economia. L'uomo invece è spirito, è identità, è tradizione, è diversità e soprattutto è comunità". Così il vice segretario della Lega e responsabile dipartimento Esteri, Lorenzo Fontana, unico italiano presente, nel suo intervento al panel di alto livello sull'Europa del quarto Summit sulla Demografia di Budapest (Budapest Demographic Summit) insieme ai ministri per la famiglia e le politiche sociali di Ungheria, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Lettonia.
Preceduto dall'intervento di Mike Pence, ex vicepresidente degli Stati Uniti, Fontana si è rivolto alla platea del Summit di Budapest dicendo che "famiglie forti creano forti comunità e forti comunità creano nazioni forti".
Il Summit di Budapest - osserva una nota di Fontana - è il segno tangibile di una sinergia di varie forze politiche europee, unite dalle preoccupazione di una crisi demografica in continuo aumento e di una minaccia per le identità europee. La Lega, unica forza politica italiana invitata, pone ancora una volta la tutela della famiglia come una delle priorità del presente. (fonte: ANSA).

sabato 30 marzo 2019

Congresso Mondiale delle Famiglie, dalla parte dei feti

Per quelli cui non piacciono i feti di gomma, eccone uno vero
Avevo deciso di ignorare totalmente il Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona. Nulla è più lontano da me dell'idea di famiglia. Single impenitente, anticristiano, contro ogni forma di presunzione di potere, sia essa statale, religiosa o familiare. Insomma, il motto "Dio, Patria e Famiglia" non fa per me. Eppure, di fronte al movimento tellurico mediatico scaturico dall'incontro veronese, ho pensato che forse era il caso di darci un occhio.
Oscurantismo medievale, fascismo, razzismo e quant'altro: ecco le accuse che arrivano 'dagli altri', per lo più Sinistra sparsa, Cinque Stelle, varie ed eventuali, movimenti gay ed LGBT. Mi chiedo però: come può un convegno 'a favore' di qualcosa andare 'contro' qualcos'altro? Per ora le varie 'minchiate' che costituiscono l'ossatura delle accuse proferite da Sinistra (del tipo "I gay verranno puniti da Dio") le ho sentite proferire da singole persone, e non sono certo nell'atto costitutivo del programma.
A dispetto degli haters da tastiera organizzati in soldataglia dalla Sinistra e dai movimenti del 'modernismo globalizzante', non si può non essere d'accordo con il rilancio di quella famiglia tanto odiata da chi il mondo lo vorrebbe sottomettere e rendere una massa uguale e informe di cittadini alle dipendenze di grandi potentati economici. La famiglia è l'ultimo grande frangiflutti contro la globalizzazione, è il deposito dei valori della tradizione, intesa come qualità pensata della vita e di tutto ciò che la rende speciale, unica, diversa, non comprimibile o asservito alle esigenze di Stati, banche e altri gruppi di potere. Ridurre l'Europa a un mondo di piccoli nuclei atomizzati fa il gioco di chi invoca l'arrivo dei clandestini in virtù di un presunto ripopolamento. Una famiglia forte e virtuosa garantisce radici consapevoli alla Nazione che ne potrà disporre. Per questo la famiglia 'naturale', l'unica da cui può scaturire una prole, va curata come una piantina da far crescere, rilanciata, favorita.
La solita demagogica pagina de "La Repubblica"
Se il confronto di Verona nasce per questo, ben venga. Sono favorevole a qualsiasi sgravio economico e legislativo nei confronti delle famiglie 'vere', quelle che possono portare a un'evoluzione della società. Gli amici gay potranno tranquillamente proseguire le proprie vite accoppiati nelle unioni che meglio riterranno utili per la propria vita in comune, sebbene parlare di 'matrimonio gay' sia un ossimoro, perché un matrimonio, in quanto teso alla creazione di una famiglia (quindi con prole al seguito) non può che essere l'unione di un uomo e una donna.
Le femministe e la Sinistra da strapazzo scese in piazza senza sapere nemmeno il perché, o manovrati da chi sta da tempo strutturando una campagna di odio e violenza nei confronti di chi  ha organizzato l'evento veronese, si attaccano all'unico aspetto che può creare disorientamento e discussione in ambito sociale, ovvero l'aborto. Al riguardo non ho mai avuto dubbi: per me è un omicidio senza mezzi termini, come dimostra l'idea brillante del cadeau del feto in gomma. Un'idea che ha gettato nell'orrore la ciurmaglia di Sinistra e radical chic, che invece aveva applaudito spellandosi le mani i bambini impiccati di Maurizio Cattelan, una creazione certamente più sinistra e inquietante. L'idea del feto in gomma è invece giusta e fa capire quanto sia più comodo per certa gente ipocrita gettare la polvere sotto il tappeto, coprendosi gli occhi pur di evitare l'argomento. Io avrei fatto di più. Sarei andato direttamente negli obitori, recuperato centinaia di bambini (veri) morti e li avrei consegnati, piuttosto che ai partecipanti al convegno veronese, nelle mani di chi quei bambini vuole continuare ad assassinare straparlando di diritti delle donne, inchinato alla disumanità di un mondo che vuole distruggere la famiglia naturale sostituendola con quella 'unione di genitori 1 e 2' così facilmente riducibile a un'operazione economica.