domenica 7 giugno 2026

Stanley Cup 2026, Gara‑3: Vegas domina, crolla e risorge, vittoria all'overtime su Carolina

La foto del dopo gara inserita sul sito NHL
I Vegas Golden Knights si portano sul 2-1 nella serie di finale di Stanley Cup contro i Carolina Hurricanes al termine di una partita folle e infinita, l'ennesima di una sfida che, si spera, possa arrivare alla settima partita. Finisce 5-4 all'overtime ed è stata la gara dei record, che verranno posti alla fine di questo articolo, "first time for everything", com'è il titolo del sito NHL. Carolina riesce in una rimonta d'altri tempi, che però si blocca nel secondo overtime, chiudendo allo stesso tempo il suo record di 6-0 in trasferta nella 'post-season' e la sua serie di vittorie in fila nelle gare-3 di questa stagione.
I padroni di casa ritrovano in difesa Brayden McNabb, uscito per una violenta discata al volto in gara-2 e protetto da una visiera in ferro. Dopo un primo periodo molto equilibrato e intenso, con squadre molto attente e poche occasioni da rete, i botti arrivano nel secondo, grazie anche alle numerose pecche difensive degli Hurricanes, in particolare da parte di K'Andre Miller e Sean Walker, tardivi nel liberare il proprio terzo, e Alexander Nikishin, che svirgola clamorosamente il puck, lasciando ghiaccio libero per l'ultimo dei gol realizzati da Mitch Marner. Il parziale del 'drittel' direbbe 4-0, in realtà però le reti realizzate dai Golden Knights sono state ben sei, visto che nei primi cinque minuti Vegas ha realizzato due gol, entrambe annullate dal 'coach's challenge' operato da Rod Brind'Amour. Ma dove la panca riesce la panca fallisce, con una penalità per troppi uomini sul ghiaccio che spiana la via per il vantaggio di Vegas, che arriva dopo appena 10 secondi di superiorità grazie a Tomáš Hertl al 30'26", quinto per lui nei playoff. Il secondo periodo è un assalto continuo, un’onda che travolge Carolina e la lascia senza respiro. A grande protagonista, manco a dirlo, si erge il 'dinamico' Marner. L'ex torontino si prende la scena con una prestazione che entra direttamente nella storia: quattro punti in 20 minuti, una 'hat-trick' costruita in sei minuti e 10 secondi e diventata la più veloce mai registrata in una finale. Il primo gol nasce da un tocco fortunoso, deviato da un difensore avversario, ma gli altri due sono pura esecuzione: breakaway, freddezza, precisione. Vegas vola sul quadruplo vantaggio.
Partita chiusa? Una serie da delirio come questa dice di no e il terzo periodo lo conferma. Carolina toglie il 'goalie' Frederik Andersen (tornato 'in versione' Toronto) e inserisce Brandon Bussi. Il 'drittel' però si apre ancora nel segno dei padroni di casa che, con quattro reti di vantaggio, giocano in scioltezza e sembrano addirittura in superiorità. La vera superiorità la trova invece Carolina, che però, in fase di vantaggio, regala disco all'implacabile Mitch che, lanciato da solo a rete, subisce il fallo che regala ai Golden Knights il rigore che potrebbe valere il quinto gol. Sul disco va lo stesso Marner che, stavolta, si dimostra meno implacabile del solito, vedendosi il tiro in 'backhand' parato da Bussi. Gli Hurricanes ritrovano ritrovano ossigeno e, all'improvviso, fanno saltare per aria la gara, riscrivendo la storia in 39 secondi: Jordan Martinook, Taylor Hall e Jordan Staal firmano la tripletta più rapida mai vista in una finale di Stanley Cup, fra il 7'03" e il 7'42" del periodo, roba da stropicciarsi gli occhi, sebbene con la collaborazione di una difesa di casa un po' troppo addormentata. Il gelo cala su Vegas, il pubblico non capisce cosa stia succedendo, la panchina dei Golden Knights si contrae, John Tortorella si guarda attorno incredulo. E quando mancano meno di due minuti, con il portiere fuori e un power-play disperato per il più classico 'delay of game', arriva il pareggio: Andrei Svechnikov si avventa su un rimbalzo e lo spinge dentro in un mischione senza domani. Tortorella dalla panca cerca la scusa per una 'challenge' ma è il giocatore di Vegas a spingere quello di Carolina dentro la gabbia, e non viceversa. Si passa così al supplementare.
Il primo overtime è una lunga apnea. Occasioni sporche, gambe pesanti, portieri che tengono in piedi tutto. Marner sfiora il poker, Bussi gli chiude la porta. Dall'altra parte, un 'backhand' di Dylan Coghlan rischia di chiudere la serata, ma il puck resta lì, incastrato tra panico e miracolo. Si va al secondo supplementare, con l’arena che alterna silenzi e boati, e i giocatori che sembrano andare ognuno oltre il proprio limite. La fine arriva su un episodio che sintetizza perfettamente la follia di gara‑3: Shea Theodore tira basso dalla distanza, il disco sbatte violentemente sulle balaustre dietro la porta, rimbalza verso il traffico e colpisce il pattino di Bussi, che sta leggendo la traiettoria in modo troppo aggressivo. La deviazione è fatale, il puck entra alle spalle del 'goalie', fine. Un gol che non è un gol, un autogol che non esiste nelle statistiche, un rimbalzo che decide una partita che nessuno meritava davvero di perdere.
Vegas scampa a un crollo epocale, Carolina sfiora un’impresa mai riuscita a nessuno: rimontare quattro gol nel terzo periodo di una finale. La serie ora dice 2‑1 per i Golden Knights, e la storia ricorda che chi passa avanti dopo gara‑3, una gara cosiddetta 'pivotal', vince la Stanley Cup nell'80% dei casi. Ma dopo tre partite così, le percentuali sembrano solo numeri vuoti.

A proposito di numeri, eccone alcuni di questa gara indimenticabile:
1. Mitch Marner ha tirato il 14º rigore nella storia delle finali di Stanley Cup. Solo un giocatore è riuscito a segnare: Chris Pronger contro Cam Ward dei Carolina Hurricanes nella finale del 2006.
2. Mitch Marner ha realizzato l’'hat-trick' più veloce nella storia delle finali di Stanley Cup (6'10"), portando Vegas sul 4‑0 dopo due periodi. Ha così superato il record di 'un certo' Maurice Richard: 6'21" nel 1957.
3. I 4 punti realizzati da Mitch Marner in un periodo eguagliano il poker di Frank Foyston nel 1919.
4. Gli Hurricanes hanno segnato tre gol in 39 secondi, la tripletta più rapida nella storia delle finali di Stanley Cup e solo la 5.a volta in assoluto che una squadra segna 3 reti così velocemente in una partita di playoff. Il precedente record per i 3 gol più rapidi in finale apparteneva ai Montreal Canadiens del 1954, che li avevano realizzati in 56 secondi più di 72 anni fa.
5. Jordan Staal raggiunge Brad Marchand (3 partite in fila nel 2025) come secondo giocatore di 37 anni o più a segnare nelle prime 3 gare di una finale di Stanley Cup.
6. Non c’è mai stata una rimonta vincente con 4 gol di svantaggio in una finale di Stanley Cup (e solo 4 volte in qualsiasi partita di playoff). Il margine più ampio mai recuperato per vincere una gara di finale è stato di tre gol: l’ultimo caso quello degli Edmonton Oilers in gara‑4 dello scorso anno; prima ancora, l’episodio precedente risaliva ai Carolina Hurricanes in gara‑1 della finale 2006.
7. Solo una volta una squadra era riuscita a recuperare uno svantaggio di 4 o più gol in una finale di Stanley Cup, indipendentemente dal risultato finale. Accadde più di 50 anni fa, in gara‑1 della finale 1972: i New York Rangers erano sotto 5‑1, riuscirono a pareggiare 5‑5, ma persero poi 6‑5 nei tempi regolamentari contro i Boston Bruins.


Altre foto tratte dal sito NHL: