domenica 7 giugno 2026

Miriam Galanti, se la risata si trasforma in una lacrima d'ironia

Miriam Galanti (foto Bordignon)
"Vita da bionda"
di Miriam Galanti è bello. Miriam Galanti è bella. Non andrò oltre a questi concetti semplici per descrivere lo spettacolo andato in scena a Milano presso l'Accademia del comico nell'ambito del festival "Fringe". Non prenderò a prestito scritti precotti altrui trasformati con l'intelligenza artificiale di turno per tutelare la semplicità espressa da un flusso di parole e gesti coinvolgenti ed empatici, che da Miriam scivolano abbracciando il pubblico, tastandone il polso, estraendone qualche spunto, stendendo la propria vita su uno specchio riflettente l'ironia che ogni gesto quotidiano porta con sé, perché anche le tragedie possono essere vissute con il sorriso.
Miriam Galanti comincia come solo una bionda potrebbe fare, cinguettando e 'scemeggiando' giuliva su di un palcoscenico 'casalingo' davanti a pochi intimi (così vuole la gestione di questo genere di serate), che potrebbe calcare da 'influencer' e che invece preferisce influenzare con le proprie debolezze, ognuna riplasmata come pietra angolare della propria esibizione. Inutile fare 'spoiler' che toglierebbero il piacere della sorpresa a chi vi si accosti per la prima volta.
Lo spettacolo si chiude con una lacrima, anzi due: una di Miriam, l'altra dello spettatore che l'osserva, consapevole che il rigurgito di cinquanta minuti di frivolezze possono spgnersi in una pozzanghera di pensieri dedicati alla nostra vita raccontata da un palco.