sabato 13 giugno 2026

Epilessia, la mancanza di sonno può favorirne la comparsa

Foto Mart Production per Pexels
Il 49° Congresso Nazionale della LICE (Lega Italiana Contro l'Epilessia) andato in scena a Cagliari, ha riunito circa 800 specialisti in quello che è il principale appuntamento annuale per fare il punto sulla ricerca e sulle cure dell’epilessia in Italia.
«Il Congresso Nazionale – ha spiegato Carlo Andrea Galimberti, presidente della LICE – rappresenta un momento di riflessione e condivisione per capire lo stato della ricerca e dei trattamenti, in Italia e nel mondo». Fra i temi centrali ci sono il rapporto tra epilessia e sonno, i nuovi biomarcatori e i disturbi psichiatrici nelle persone affette da questa patologia, analizzati anche attraverso un’indagine condotta su 164 epilettologi. «LICE continua a essere in prima linea nella ricerca e rimane al fianco delle persone con epilessia nella lotta contro i pregiudizi», aggiunge Galimberti. Il presidente ricorda anche la missione storica della Lega: «Da oltre 50 anni LICE persegue gli obiettivi di migliorare diagnosi, terapia e assistenza, promuovendo ricerca, formazione e informazione scientifica». Un lavoro reso possibile dalle scuole epilettologiche italiane e dal confronto con società scientifiche internazionali.
Uno dei temi più discussi è il legame fra epilessia e sonno, affrontato in un workshop congiunto LICE–AIMS. In molte persone le crisi compaiono durante il riposo notturno, e la mancanza di sonno può favorirne la comparsa. Allo stesso tempo, le crisi e le anomalie epilettiformi possono frammentare il sonno, peggiorando memoria, apprendimento e qualità di vita. Si crea così un circolo vizioso: l’epilessia disturba il sonno e un sonno disturbato peggiora il controllo delle crisi.
Anche disturbi come apnee notturne o sindrome delle gambe senza riposo sono frequenti nelle persone con epilessia. Riconoscerli presto è fondamentale per migliorare il riposo e, indirettamente, la gestione delle crisi.
Le indagini polisonnografiche restano strumenti chiave per definire i diversi quadri clinici, insieme ai video e ai dati genetici. L’intelligenza artificiale sta aprendo nuove possibilità nell’identificazione di biomarcatori sempre più precisi, utili per personalizzare diagnosi e terapie.
«L’analisi della connettività cerebrale, durante la veglia e il sonno, sta emergendo come un biomarcatore promettente per la medicina personalizzata», ha sottolineato infine Monica Puligheddu, direttrice della Neurologia dell’AOU di Cagliari. Le moderne tecniche EEG permettono infatti di osservare come le aree cerebrali interagiscono e come questi schemi cambiano nelle diverse fasi del sonno. Informazioni preziose per prevedere l’andamento della malattia e la risposta ai trattamenti, aprendo la strada a terapie sempre più mirate.