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| Ella Bright (foto dal suo profilo Facebook) |
La Bright ha spiegato di aver lavorato in un ambiente protetto e professionale, sottolineando come ogni scena sia stata girata con coordinatori dell’intimità e con il pieno coinvolgimento dei suoi genitori. “Mi sono sempre sentita al sicuro”, ha dichiarato, aggiungendo che la produzione ha rispettato limiti e sensibilità. Le sequenze più delicate, ha precisato, sono state costruite “in modo da non oltrepassare nulla di ciò che non era appropriato per me”.
L’attrice ha anche risposto a chi sostiene che una minorenne non dovrebbe interpretare ruoli così complessi: “Capisco le preoccupazioni, ma conosco i miei confini e so cosa posso fare”. Per lei, la serie racconta temi reali che riguardano molti adolescenti, e affrontarli con autenticità non significa necessariamente mostrarli in modo esplicito.
La Bright ha infine invitato il pubblico a non confondere la finzione con la realtà: “Non sono una vittima e non mi sono mai sentita sfruttata”. Una presa di posizione netta, che sposta l’attenzione dal clamore mediatico alla responsabilità con cui il set ha gestito il suo ruolo.
