giovedì 4 giugno 2026

Marta Kostyuk ci riprova e accusa le tenniste russe: "Come fanno a dormire?"

Marta Kostyuk (foto tratta da Facebook)
Ci risiamo: la tennista ucraina Marta Kostyuk ci riprova, cercando di rivestire di un peso politico quello che dovrebbe essere un semplice evento sportivo, la semifinale degli Internazionali di Francia di tennis al Roland Garros, che la vedrà opposta alla russa Mirra Andreeva.
Nella palese ricerca di creare pressione sull'avversaria e di attirare verso di sé le simpatie del pubblico, la Kostyuk si butta in un 'refrain' già sentito, quello della guerra e dei russi cattivi che avrebbero attaccato il suo Paese, fino ad arrivare ad affermare: «Non so come si possa dormire tranquilli quando il tuo Paese uccide altra gente», ha dichiarato, spiegando che non stringerà la mano all’avversaria, come fa ormai dal 2022.
La giocatrice ha ricordato come molte atlete russe, tra cui Diana Shnaider e la stessa Andreeva, abbiano ripetuto di voler “solo giocare a tennis”, evitando qualsiasi riferimento al conflitto. Per la Kostyuk, però, questa neutralità sarebbe impossibile da accettare: «Sono tutti adulti, hanno telefoni, Instagram, sanno cosa succede».
La tennista ha raccontato di essersi svegliata con la notizia di nuovi bombardamenti su Kiev e di aver temuto per la propria famiglia. Una pressione che, secondo lei, rende ancora più incomprensibile il silenzio delle colleghe russe.
La Kostyuk ha ribadito che per lei rappresentare l’Ucraina è diventato più importante del risultato sportivo: «Sono qui per il mio Paese, non penso a vincere».
Insomma, una vera dichiarazione di guerra 'sportiva' contro l'avversaria, talento precoce e già cinque titoli WTA nel carnet, ma sconfitta in entrambe le occasioni in cui le due tenniste si sono incrociate.
Sarebbe però da chiedere alla Kostyuk se dormisse sonni altrettanto tranquilli quando nel maggio 2014 estremisti ucraini bruciarono vive 42 persone nell'incendio della Casa dei sindacati di Odessa, o quando, da allora, migliaia di cittadini russi caddero vittime della pulizia etnica del governo golpista di Kiev. O se dorma tranquillamente dopo il lancio di alcuni droni esplosi nelle ultime ore a San Pietroburgo.
La sensazione, come già scritto, è che la 'valorosa combattente di Zelensky' sia solo alla ricerca di un fattore di vantaggio più favorevole per mettere alle corde psicologicamente la giovane avversaria. Veramente una brutta cosa. Specie se detta da una 'sportiva'.