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martedì 14 marzo 2023

Bolzano-Riessersee, alleanza nel nome dell'hockey

Fans del Bolzano e del Riessersee a pranzo insieme (foto Bordignon)
Qualsiasi notizia è buona, a mio avviso, per dare un po' di lustro allo spento mondo dell'hockey ghiaccio. E così, arrivata casuale, per testimonianza diretta, posso darvi conto dell'amicizia presente fra i tifosi del Bolzano, squadra impegnata nei quarti di finale dell'IceHockeyLeague contro il Linz, e quelli del Riessersee, storica formazione tedesca di Garmisch Partenkichen, in Baviera, tanto storica che il ghiaccio del lago omonimo ospitò alcune delle partite delle Olimpiadi invernali del 1936.
Luogo del 'meeting' la splendida birreria Batzen Häusl di via Andreas Hofer, dove uno sparuto gruppo di tifosi bolzanini (di cui uno con maglietta 'griffata' "Mele Marce") ha accolto una decina di 'fan' germanici, accorsi molto probabilmente per la gara del tardo pomeriggio, per una succulenta mangiata (e bevuta) a base di panini, birra e stinchi.
Una gara-3 che ha poi detto male ai biancorossi sudtirolesi, sconfitti 2-1 dai Black Wings dell'Alta Austria.
Resta il piacere dell'incontro e della condivisione sportiva, qualcosa che l'hockey, rispetto al calcio, propone molto più frequentemente, al di là di antiche scaramucce da strapaese, che videro proprio protagoniste, nel corso degli anni, ora una ora l'altra squadra di Milano e gli ultras bolzanini.
Chi vive però di hockey sente quasi sempre una comune passione, che affratella più che divide, al di là dei colori. Così, dopo la terza birra e un bicchiere di grappa al pino, mentre scivolavo verso l'uscita, ho deciso di fermarmi e brindare alla salute di questi appassionati. Ricambiato.

domenica 21 marzo 2021

L'hockey italiano ritrova il derby Bolzano-Val Pusteria

Nelle foto Max Pattis/LIHG un derby del passato
Tre nuove squadre prenderanno parte al torneo 2021-22 della Ice Hockey League, la manifestazione sovranazionale legata al mondo dell'hockey ghiaccio: Val Pusteria, Olimpia Lubiana e Znojmo, ovvero rappresentanti di Italia, Slovenia e Repubblica Ceca, per rendere ancora più interessante e competitivo il campionato più mitteleuropeo del panorama sportivo, club che si aggiungono alle nove rappresentanti attuali, di cui sei sono formazioni austriache, una italiana (il Bolzano), una slovacca e una ungherese.
Si riproporrà così, dopo molti anni, un derby tirolese tra le 'volpi' bolzanine e i 'lupi' pusteresi.
Il tutto con qualche sorriso amaro, con l'Alps League (il livello inferiore dello stesso torneo, una sorta di cadetteria, ma non automaticamente collegata alla IHL) che recrimina la perdita dei tre club transfughi, in particolare per quanto riguarda l'impoverimento della presenza italiana) e cn gli appassionati austriaci che, invece della compagine brunicense, avrebbero preferito ritrovare tra le 'big' dell'hockey nazionale il Feldkirch, una tra le squadre che ha segnato la storia del movimento nella decade degli anni '90.Anche perché, è bene ricordarlo, la IHL altro non è che una estensione dell'originale Bundesliga austriaca. Infatti, oltre ad assegnare la coppa finale, la manifestazione incorona la squadra campione d'Austria, titolo assegnato alla squadra vincente della coppa o, in caso non sia una squadra austriaca a vincerla, a quella piazzatasi meglio nei playoff.


Il saluto di benvenuto sul profilo Facebook della IHL, alle tre 'new-entry'

sabato 6 marzo 2021

Mark Pavelich addio, il mondo dell'hockey piange l'uomo del "miracolo"

Mark Pavelich con la maglia dei New York Rangers
La notizia è di queste ore e, personalmente, ne sono venuto a conoscenza leggendo un post su Facebook di Paolo Casciaro, grande difensore del Bolzano prima e dei Devils poi, protagonista del grande hockey italiano degli anni '80 e '90.
Mark Pavelich, già protagonista della nazionale degli Stati Uniti che vinse la medaglia d'oro nel 1980 a Lake Placid, il famoso 'Miracle on Ice', si è spento all’età di 63 anni in un centro di cura per la salute mentale in Minnesota (come riporta il sito internet del quotidiano svizzero "Il Corriere del Ticino").
Pavelich, dopo la vittoria alle Olimpiadi, giocò per una stagione nel Lugano, dove totalizzò 60 presenze con 24 gol e 49 assist, che gli valsero la convocazione per i Mondiali del 1981. Sul finire della decade, fra il 1987 e il 1989, giocò anche nel Bolzano, compagno proprio di Casciaro, risultando una colonna della formazione biancorossa e protagonista dello scudetto vinto nella stagione 1987-88, cui si aggiunse il terzo posto conquistato nella stagione successiva.
Pavelich aveva avuto fortuna anche nella massima lega hockeistica mondiale, l'NHL, nel periodo in cui, forse, il livello del torneo nordamericano fu il più alto di sempre: di rientro dalla Svizzera, giocò infatti per cinque stagioni nei New York Rangers e per una con i Minnesota North Stars, totalizzando 355 partite di regular-season con 329 punti (137+192, con un massimo di 82 punti nel 1983-84), cui vanno aggiunte 23 di playoff con 24 punti (7+17).
Commovente il ricordo di 'Cash' su Facebook: "Caro Mark portati la chitarra, la canzone me l'hai insegnata tu 'Knockin’On Heaven’s Door'. In paradiso ti apriranno la porta senza esitare. Ti conoscono. Tu un miracolo lo avevi già fatto... sul ghiaccio. Ciao amico mio. Ciao Mark Pavelich".
Pavelich è deceduto lo scorso 4 marzo, ma la notizia è stata resa nota solo oggi.