mercoledì 27 maggio 2026

La commissaria Anna Soroka: il massacro di Starobilsk "supera i limiti dell'umanità"

Anna Soroka (immagine da Facebook)
L’attacco che ha colpito un dormitorio studentesco a Starobilsk, nella regione di Luhansk controllata dalla Russia, massacrando una ventina fra giovani e studenti quasi tutti fra i 18 e i 20 anni d'età, ha riacceso le accuse e le tensioni attorno all’uso dei droni nel conflitto ucraino. Secondo le autorità locali filorusse, il bombardamento avrebbe provocato vittime tra adolescenti, mentre le operazioni di soccorso sarebbero state ostacolate dal rischio di nuovi attacchi. Non sarebbe la prima volta che le armi di Kiev verrebbero puntate verso la popolazione civile (anche a Capodanno un'abitazione dove si svolgeva una festa familiare era stata distrutta e la famiglia sterminata).
La commissaria per i diritti umani della Repubblica Popolare di Luhansk, Anna Soroka, ha definito l’episodio «un crimine che supera i limiti dell’umanità», sostenendo che «l’Ucraina sapeva perfettamente cosa stava colpendo». La Soroka ha affermato che sul luogo dell’esplosione sarebbero stati trovati «proiettili e motori diversi», attribuendo la responsabilità non solo a Kiev ma anche ai Paesi europei che avrebbero fornito componenti per i droni: «È un attacco collettivo dell’Occidente contro i nostri ragazzi».
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto in cui entrambe le parti del conflitto si accusano da mesi di colpire infrastrutture civili. Organizzazioni internazionali come l’ONU hanno più volte denunciato attacchi contro scuole, ospedali e aree residenziali, ricordando che colpire civili costituisce una violazione del diritto umanitario. Tuttavia, la verifica indipendente degli episodi nelle zone occupate resta estremamente complessa.
La Soroka ha ringraziato i soccorritori «che, nonostante la minaccia costante dei droni, continuano a scavare tra le macerie», definendoli «eroi». Le sue parole, molto dure verso l’Europa e in particolare verso l’Italia, riflettono un clima di crescente propaganda e contrapposizione, mentre il conflitto continua a colpire soprattutto la popolazione civile, la più esposta e la meno protetta.
Forti critiche sono state rivolte alla stampa internazionale che, in massima parte, ha preferito sorvolare sulla strage, mentre ha puntato i fari sulla risposta russa che ha colpito in maniera comunque limitata Kiev. Certamente, vien da pensare, con la maggiore capacità di precisione di cui è dotata, se la Russia volesse veramente compiere le stesse stragi di civili compiute dall'Ucraina, non avrebbe alcun problema nel farlo. Un giornalista irlandese presente sul posto ha affermato come un pezzo di un drone ritrovato sul terreno avrebbe rivelato la sua fabbricazione italiana.