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lunedì 19 gennaio 2026

Hockey a Lugano, l'incredibile serie di rigori e il record di Calvin Thürkauf

Il rigore decisivo di Thürkauf  (foto Bordignon)
Segnare un rigore, soprattutto nell'hockey ghiaccio non è mai facile. Le piccole misure della porta (gabbia) e la figura del portiere ingigantita da gambali e guantoni rendono particolarmente improbo lo sforzo dell'attaccante, e le percentuali di realizzazione crollano rispetto all'equivalente calcistico. Segnare quattro rigori diventa quindi impresa ancora più difficile, Se poi a segnare quattro rigori è lo stesso rigorista, e le marcature arrivano tutte nella stessa partita e tutte consecutivamente, a questo punto siamo al limite dell'evento sportivo, qualcosa di difficilmente ripetibile.
E' quello che si è visto alla Corner Arena di Lugano, dove i ticinesi si sono imposti per 4-3, dopo i tiri di rigore, appunto, contro il Langnau.
Che, comunque, è stato coprotagonista dell'impresa: primo, perché ha costretto i bianconeri di casa alla soluzione degli 'shootout', secondo perché, nel momento decisivo, ha proposto a sua volta un cecchino (quasi) infallibile. Arrivati infatti all'ultimo rigore dei cinque previsti senza particolare successo, sono stati Calvin Thürkauf e Julian Schmutz a contendersi la palma di rigorista infallibile: il primo, il capitano, dei padroni di casa, il secondo, attaccante dei 'tigrotti' del Bernese. E se Thürkauf segnava il proprio penalty regalando al Lugano il match point di turno, dall'altra parte, instancabile, Schmutz replicava, rendendo spasmodica la serie successiva. In Svizzera il rigorista può immediatamente tornare a tirare un nuovo rigore anche se sia già stato impegnato in precedenza, e così i due si sono affrontati a distanza per ben otto penalty consecutivi, i primi sette tutti segnati, l'ottavo 'finalmente' sbagliato dal bernese o, meglio, parato da Niklas Schlegel.
Al Lugano due punti preziosissimi, ai fortunati presenti la consapevolezza di avere assistito a un evento più unico che raro, suggello di una partita emozionante, giocata davanti a oltre 6mila spettatori entusiasti, con un tifo carico di energia e passione.

sabato 6 marzo 2021

Mark Pavelich addio, il mondo dell'hockey piange l'uomo del "miracolo"

Mark Pavelich con la maglia dei New York Rangers
La notizia è di queste ore e, personalmente, ne sono venuto a conoscenza leggendo un post su Facebook di Paolo Casciaro, grande difensore del Bolzano prima e dei Devils poi, protagonista del grande hockey italiano degli anni '80 e '90.
Mark Pavelich, già protagonista della nazionale degli Stati Uniti che vinse la medaglia d'oro nel 1980 a Lake Placid, il famoso 'Miracle on Ice', si è spento all’età di 63 anni in un centro di cura per la salute mentale in Minnesota (come riporta il sito internet del quotidiano svizzero "Il Corriere del Ticino").
Pavelich, dopo la vittoria alle Olimpiadi, giocò per una stagione nel Lugano, dove totalizzò 60 presenze con 24 gol e 49 assist, che gli valsero la convocazione per i Mondiali del 1981. Sul finire della decade, fra il 1987 e il 1989, giocò anche nel Bolzano, compagno proprio di Casciaro, risultando una colonna della formazione biancorossa e protagonista dello scudetto vinto nella stagione 1987-88, cui si aggiunse il terzo posto conquistato nella stagione successiva.
Pavelich aveva avuto fortuna anche nella massima lega hockeistica mondiale, l'NHL, nel periodo in cui, forse, il livello del torneo nordamericano fu il più alto di sempre: di rientro dalla Svizzera, giocò infatti per cinque stagioni nei New York Rangers e per una con i Minnesota North Stars, totalizzando 355 partite di regular-season con 329 punti (137+192, con un massimo di 82 punti nel 1983-84), cui vanno aggiunte 23 di playoff con 24 punti (7+17).
Commovente il ricordo di 'Cash' su Facebook: "Caro Mark portati la chitarra, la canzone me l'hai insegnata tu 'Knockin’On Heaven’s Door'. In paradiso ti apriranno la porta senza esitare. Ti conoscono. Tu un miracolo lo avevi già fatto... sul ghiaccio. Ciao amico mio. Ciao Mark Pavelich".
Pavelich è deceduto lo scorso 4 marzo, ma la notizia è stata resa nota solo oggi.

domenica 1 marzo 2020

Coronavirus, Ambrì corsaro a Lugano in una Resega senza tifosi

Un'immagine del derby tratta dal sito della tivù svizzera
L'Ambrì Piotta ha vinto il sesto Derby del Ticino stagionale, andando a espugnare la Resega, 'casa' del Lugano, con il punteggio di 4-1.
Il successo dei leventinesi in quello che rimane l'evento sportivo topico della regione adiacente alla Lombardia, rappresenta però solo uno zuccherino posto alla fine di una stagione tribolata, che per l'ennesima volta ha visto i biancoblù eliminati dalla corsa playoffs. Il Lugano, invece, si qualifica proprio per un soffio alla post-season, sfruttando la contemporanea sconfitta del Berna a Losanna.
La curiosità vera legata però a questo incontro, che spesso coinvolge anche molti tifosi italiani, è stata quella della disputa del match 'a porte chiuse', a causa del rischio legato al Coronavirus.
La Svizzera ha infatti adottato misure severe al riguardo, tra cui quella di fermare il campionato di calcio e, appunto, far disputare la sfida ticinese senza tifosi. Un contrasto veramente 'assordante', con un'arena totalmente deserta e le voci dei giocatori e il rumore dei pattini a fare da contrasto.
Le statistiche del Derby del Ticino:
          giocate - vinte Lugano - pari - vinte Ambrì
a Lugano    118          88          5         25
ad Ambrì    115          51          7         57
totale      233         139         12         82