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martedì 12 ottobre 2021

The Accidental President vs Hillary: Sky e il palinsesto propaganda

La locandina di "The Accidental President"
Come lavorare, anche in maniera piuttosto grossolana, sulle 'menti deboli' di un pubblico sempre più grossolano e reso gregge da un QI che, nei Paesi occidentali, è crollato negli ultimi anni.
Lo dimostra perfettamente Sky, televisione all'avanguardia (si fa per dire) tra quelle 'serve' della globalizzazione assieme ai 'parenti' de La7. E così, mentre bombarda il pubblico sui rischi di un ritorno della Destra con oscuri documentari apocalittici su come nacque il nazismo, sullo sterminio degli ebrei, varie ed eventuali, mentre prepara una grande giornata dedicata a "Bella Ciao", uno dei più clamorosi 'falsi' della storia della musica, venduta come canzone partigiana quando non lo è mai stata, fa pensare la programmazione della notte dell'11 ottobre in cui, in sequenza su Sky Documentaries (e anche in contemporanea, vista la contemporanea diffusione su Sky Documentaries +1) di "The Accidental President" e "Hillary".
Il primo è un documentario, in una sola puntata, dedicato alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016, e già nel titolo manifesta tutta la propria doppiezza e ipocrisia, come se il successo di Trump fosse arrivato quasi per caso, per una più o meno fortuita concatenazione degli eventi che hanno trasportato un 'signor nessuno' in ambito politico, direttamente alla Casa Bianca. Una sorta di 'fenomeno da baraccone' da studiare in quanto tale.
Il secondo, come si intuisce dal titolo, è un documentario su Hillary Clinton, chiamata confidenzialmente per nome, e non si tratta di una sola puntata, ma di ben quattro, basandosi, come descritto nella presentazione di Sky, 'sulla vita e il lavoro di Hillary Rodham Clinton. Le immagini sono quelle classiche di una campagna elettorale: lei e Bill (il marito fedifrago che si scopò Monica Lewinsky alle sue spalle) sorridenti, lei che stringe tante mani, lei che parla di sé esponendo i suoi 'lavori' (come scritto da Sky, manco fosse un qualunque Cartesio). Dall'altra parte, intanto, continuano a scorrere contestati comizi di Trump, commentati da giornalisti spesso non favorevoli alla sua corrente politica. Eppure, proprio per lo stesso motivo che ha portato alla vittoria Trump, il paragone tra i due documentari non era assolutamente proponibile. Anche stavolta, vista a otto anni di distanza, la vittoria di Trump apppare ineccebile, frutto della volontà di un popolo, o meglio, del popolo. Un popolo che oggi, di qua e di là dell'oceano, è stato presto dimenticato.

domenica 8 marzo 2020

Clinton, la Lewinsky era "un modo per gestire l'ansia"

Monica Lewinsky e Bill Clinton
Sono passati 22 anni dal Sexgate, quando il presidente degli Stati Uniti del 1998, Bill Clinton, venne messo sotto impeachment per aver mentito sulla propria relazione extraconiugale con Monica Lewinsky, allora una stagista ventiduenne della Casa Bianca.
Oggi Clinton torna sulla vicenda nella nuova serie documentaria "Hillary", dedicata alla vita dell'ex first lady, la moglie di Clinton peraltro ultima pretendente al trono di presidente, sconfitta da Donald Trump. Per Clinton l'affaire con la Lewinsky era "un modo per gestire l'ansia". "Tutti noi ci portiamo dietro dei fardelli nella nostra vita - ha proseguito Clinton - e alle volte facciamo cose che non dovremmo fare. La vita di ciascuno di noi è fatta di delusioni, paure e timori".