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lunedì 18 ottobre 2021

Melissa Satta e le trasparenze in nero, Sky trova la sua regina degli ascolti

Melissa Satta durante la trasmissione di questa domenica
Ho scoperto solo stasera della presenza di Melissa Satta a SkySport, nel dopopartita dello Sky Calcio Club. In realtà, dapprima, ho scoperto la presenza di una donna stupenda in studio (volevo usare un'altra espressione, ma non avrei voluto urtare sensibilità 'femministe').
Andato immediatamente a 'sfrucugliare' nel web, ho scoperto della nuova avventura della showgirl di Boston originaria della Sardegna.
Una mise sensuale e debordante, senza vergogna della propria straripante femminilità, abito nero con soavi trasparenze, e trasparenze pure sulle cosce, una volgarità che solo una donna dalla personalità della Satta ha saputo attenuare.
Sky lascia però trasparire in maniera fin troppo evidente il mal di pancia da divorzio con Diletta Leotta. Dopo Federica Masolin, poi fatta rientrare in Formula Uno (mi chiedo se verrà riproposta, o se lei stessa lo desideri, non pare personaggio in cerca di riflettori, ecco arrivare un'altra 'bellona per forza'. Ma serve veramente, con tante brave giornaliste donne che conducono i telegiornali di Sky?
Le critiche di Paola Ferrari hanno fatto il resto e, va detto, faceva un po' effetto ascoltare questa 'Barbie' mora recitare le statistiche, immagino studiate con deferente professionalità, mentre mette in mostra le proprie curve sinuose.


martedì 12 ottobre 2021

The Accidental President vs Hillary: Sky e il palinsesto propaganda

La locandina di "The Accidental President"
Come lavorare, anche in maniera piuttosto grossolana, sulle 'menti deboli' di un pubblico sempre più grossolano e reso gregge da un QI che, nei Paesi occidentali, è crollato negli ultimi anni.
Lo dimostra perfettamente Sky, televisione all'avanguardia (si fa per dire) tra quelle 'serve' della globalizzazione assieme ai 'parenti' de La7. E così, mentre bombarda il pubblico sui rischi di un ritorno della Destra con oscuri documentari apocalittici su come nacque il nazismo, sullo sterminio degli ebrei, varie ed eventuali, mentre prepara una grande giornata dedicata a "Bella Ciao", uno dei più clamorosi 'falsi' della storia della musica, venduta come canzone partigiana quando non lo è mai stata, fa pensare la programmazione della notte dell'11 ottobre in cui, in sequenza su Sky Documentaries (e anche in contemporanea, vista la contemporanea diffusione su Sky Documentaries +1) di "The Accidental President" e "Hillary".
Il primo è un documentario, in una sola puntata, dedicato alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016, e già nel titolo manifesta tutta la propria doppiezza e ipocrisia, come se il successo di Trump fosse arrivato quasi per caso, per una più o meno fortuita concatenazione degli eventi che hanno trasportato un 'signor nessuno' in ambito politico, direttamente alla Casa Bianca. Una sorta di 'fenomeno da baraccone' da studiare in quanto tale.
Il secondo, come si intuisce dal titolo, è un documentario su Hillary Clinton, chiamata confidenzialmente per nome, e non si tratta di una sola puntata, ma di ben quattro, basandosi, come descritto nella presentazione di Sky, 'sulla vita e il lavoro di Hillary Rodham Clinton. Le immagini sono quelle classiche di una campagna elettorale: lei e Bill (il marito fedifrago che si scopò Monica Lewinsky alle sue spalle) sorridenti, lei che stringe tante mani, lei che parla di sé esponendo i suoi 'lavori' (come scritto da Sky, manco fosse un qualunque Cartesio). Dall'altra parte, intanto, continuano a scorrere contestati comizi di Trump, commentati da giornalisti spesso non favorevoli alla sua corrente politica. Eppure, proprio per lo stesso motivo che ha portato alla vittoria Trump, il paragone tra i due documentari non era assolutamente proponibile. Anche stavolta, vista a otto anni di distanza, la vittoria di Trump apppare ineccebile, frutto della volontà di un popolo, o meglio, del popolo. Un popolo che oggi, di qua e di là dell'oceano, è stato presto dimenticato.

martedì 24 agosto 2021

Federica Masolin è la replica di Sky a Diletta Leotta

Federica Masolin prima di Sampdoria-Milan
Dopo un esordio in campionato drammatico dal punto di vista della prestazione televisiva, Sky ha deciso di replicare alle forze messe in campo dalla rivale DAZN con una squadra di tutto rispetto in occasione del posticipo serale della prima giornata fra Sampdoria e Milan.
Protagonista in campo, come conduttrice della serata, Federica Masolin, 'prestata' direttamente dal canale Sky dedicato alla Formula Uno. Professionale, bella ed elegante, scelta assai appropriata come 'risposta' alla Diletta Leotta 'dazoniana'. Sebbene Federica, autentica leonessa dei motori, sul campo da calcio abbia mostrato ancora qualche imperfezione da limare.
La Masolin è stata peraltro aiutata da una squadra di prim'ordine, composta da Marco Bucciantini, Luca Marchegiani e Gianluca Di Marzio mentre, durante la partita, hanno realizzato la telecronaca Federico Zancan e Giancarlo Marocchi, con Massimiliano Nebuloni a bordo campo.
La Masolin si avvia così a diventare il nuovo volto femminile del calcio 'made in Sky', erede diretta di Ilaria D'Amico e, ovviamente, Diletta Leotta.

La 'squadra' di Sky in campo collegata prima della partita

domenica 22 agosto 2021

Serie A: disastro Sky, noia mortale durante le partite

Lo studio di SkySport 24 durante un telegiornale
E' una Serie A, quella vissuta sullo streaming di DAZN, drammatica per lo spettatore medio, quello abituato a schiacciare il tasto del telecomando per vedere il canale richiesto e con il palinsesto definito. L'opposto delle fastidiose alchimie del web, dov'è necessario compiere sintonizzazioni a mano, iscriversi a siti con ID e password, pagare con carta di credito e usare cavi e controcavi per collegare i sistemi informatici al televisore per potersi guardare la partita seduti comodamente in poltrona.
Di fronte a questo clamoroso handicap vissuto dai rivali, per non parlare dell'inqualificabile ritardo nel trasmettere le immagini (fino addirittura alle pause e alle disconnessioni o alle zone non coperte), Sky, che in più vanta un'esperienza maggiore e una copertura giornalistica superiore delle partite, non ha saputo minimamente organizzare una decente controffensiva, arrendendosi prima ancora che la 'guerra delle partite' fosse cominciata.
La storica tivù a pagamento altro non ha fatto che rinforzare il proprio palinsesto cercando di attirare appassionati di calcio estero. Ma, fondamentalmente, a chi frega di guardare squadre come Watford, Hoffenheim o Lilla? Una débâcle totale, resa ancora più drammatica dalla totale incapacità di trovare una formula almeno godibile per gli spettatori che, non avendo voluto sottoscrivere l'abbonamento a DAZN, siano rimasto orfani dei vari collegamenti da studio a fine gara, dei post-partita con i collegamenti da tutti i campi e dei 'senza giacca', piacessero o meno questi ultimi.
Durante le partite, quando non abbia almeno una gara collegata, Sky sparisce dall'orizzonte degli eventi: si limita a trasportare il campionato più importante per gli italiani su SkySport24, perso all'interno delle news del telegiornale, in un contesto noioso e privo di mordente nei commenti spenti di Giancarlo Marocchi, affiancato dal giornalista di turno e condotto per mano dalla pur brava Giorgia Cenni che è tanto brava quanto non è Diletta Leotta. E, per tenere il pubblico sveglio davanti a un insieme di parole condito dal nulla, sarebbe stato certamente meglio infilare in studio su uno sgabello una miss scema ma dalla minigonna conturbante. Per esempio, mi viene in mente tale Barbara Francesca Ovieni, eccessiva in tutto (anche nel cattivo gusto), 'madrina' supersexy dei pomeriggi pugliesi e co-conduttrice del programma sportivo di Telenorba nelle ultime stagioni. Buttata lì, in un calderone privo di senso, avrebbe per lo meno catturato il maschio medio italiano, a metà strada fra il 'voyeur' e l'esperto calciomane.
Nel secondo tempo spazio a Federica Frola, accompagnata dai bravi, ma anche in questo caso troppo spenti, Giancarlo Padovan e Massimo Tecca.
Addirittura patetici i collegamenti con i campi coperti da DAZN, senza il video della partita, ma con la ripresa dei telecronisti in studio che però, come tali si comportano, con grigi commenti conditi da lunghe pause.
Insomma, una Caporetto dell'informazione ma anche del varietà televisivo, dove il risultato è fare male sia una che l'altra cosa.
Zero idee, nessun Telebim, nessun disegno, nessun arbitro in studio, zero ironia o volto suadente e nessuna formazione di opinionisti schierata capace almeno di lanciare quelle polemiche che avrebbero potuto tenere incollati al teleschermo gli spettatori non ancora aspirati da DAZN.
Eppure basterebbe girare canale su di una delle tante televisioni private, che proprio sulle parole hanno impostato il proprio successo. Un esempio, il Gruppo Mediapason che, con Qui Studio a Voi Stadio, da anni fornisce una televisione più semplice e godibile di quella proposta dai superpotenti 'rivali' satellitari.

mercoledì 1 agosto 2018

Daisy Osakue, nessun razzismo, ma ormai la frittata... è fatta

Daisy Osakue
Prima si viene a sapere che non è stata la sola a prendersi le uova in faccia, poi che Daisy Osakue è pure iscritta al PD, infine che è la polizia stessa che ha escluso la pista del razzismo. Eppure la bella Daisy, già eretta (ed eletta) a nuovo simbolo della lotta al razzismo, continua a strillare di essere stata al centro di una vera e propria 'caccia' a sfondo razziale.
Ovviamente sulla vicenda si sono gettati tutti, presidenti, vicepresidenti, giornalisti di prima, seconda e terza categoria, con tanto di servizio di Sky (fortunatamente mi sono perso gli altri) che tira in ballo Matteo Salvini e le sue critiche a Mario Balotelli (condivisibilissime, in quanto critiche sportive) sui meriti effettivi del giocatore per poter indossare la fascia di capitano della Nazionale. Insomma, sdegno profondo e generale, preoccupazione fino ai livelli più alti dello Stato e del mondo dello Sport per la piega razzista, e dagli e dagli. Certo, si conclude dando tutto per scontato, che con Salvini ministro... certo allora che il razzismo e Salvini non c'entrano nulla!!! Così come i tanto paventati raid contro i neri, la 'cartina geografica' della 'caccia al negro' e tutte queste amenità che esaltano il mondo fatato (e anche un po' malato) della Sinistra. La polizia che sta indagando sul caso avrebbe infatti escluso la pista razzista, in quanto almeno altri due episodi analoghi a quello che ha visto protagonista la giovane atleta di colore, si sarebbero già verificati nella zona, e avrebbero visto come vittime due persone 'bianche' (visto che il colore della pelle parrebbe tanto importare a certe aree politiche).
Ancora una volta, guarda caso, le fake news, di cui continua a essere accusata promotrice la Destra, arrivano invece dalla parte opposta. Si tratta di un'ulteriore caso in cui viene cavalcato (se non addirittura creato) un evento a sfondo razzista, per farlo rientrare di diritto nell'ennesimo 'falso' di una aggressione razziale mai avvenuta.