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domenica 15 dicembre 2024

Milan 125 anni, non c'è niente da festeggiare

(foto Luca Luperto per Pexels)
Chi avrà il coraggio di festeggiare i 125 anni del Milan stasera? Chi avrà il coraggio di cantare e ballare, in una nebbiosa giornata milanese, quasi a voler nascondere l'obbrobrio rappresentato da questa 'non' dirigenza che da troppo tempo sta funestando i colori rossoneri?
Sono 125 anni di storia oppure, più appropriatamente, 124 anni più uno? O 123 più due. Sicuramente il Milan di oggi non ha nulla di quello che, fino a pochissimo tempo fa, riusciva a riunire tifosi di diverse generazioni, nonni, padri e figli, anche nei momenti peggiori della storia milanista.
Chi non ricorda i famosi 50 mila di Milan-Cavese, la drammatica caduta in Serie B (per due volte) eppure lo stadio sempre pieno, sebbene il quanto meno discutibile Giussy Farina svendesse Milanello come sala banchetto per i matrimoni? Oppure, ancora più indietro, chin on ha sofferto per la 'fatal Verona'? O ancora, molto più avanti, per la drammatica notte di Istanbul?
Nulla di tutto ciò è però paragonabile al nulla sotto vuoto spinto che questa dirigenza è riuscita a creare, le divisioni all'interno della tifoseria sempre più laceranti, una curva inesistente che, ormai in maniera sempre più evidente, appare legata a doppio filo a interessi di bottega chiaramente foraggiati da una società allo sbando dal punto di vista degli obiettivi sportivi, pienamente consapevole, invece, di quelli legati agli interessi immediati: un progetto teso all'utile personale di chi comanda e alla truffa del tifoso.
Tutto questo al di là della, comunque vergognosa, assenza di alcuni pezzi di storia rossonera, e non è necessario scomodare Paolo Maldini o Zvone Boban. Mancheranno anche Gianni Rivera e Andriy Shevchenko. Ma che festa è? E voi che sarete là, persi nella nebbia, questa sera, non vi vergognerete almeno unpo' nel sentirvi usati una volta di più da questi ladri di tifo?

venerdì 14 gennaio 2022

Milan-Genoa 3-1, rossoneri avanti in Coppa Italia dopo una pessima partita

Il Milan fa festa a fine gara (foto sito AC Milan)
Il Milan supera il Genoa con il punteggio di 3-1 negli ottavi di finale di Coppa Italia, ma solo dopo essere passato in svantaggio per primo e costretto ai tempi supplementari da una delle peggiori squadre del campionato, presentatasi a San Siro imbottita di rincalzi. Una prestazione che diventa ancora più inquietante, specie se paragonata a quella muscolare, dinamica e vincente offerta dall'Inter sullo stesso campo appena 24 ore prima contro la Juventus nella finale di Supercoppa Italiana.
Primo tempo completamente da dimenticare (non che il resto sia stato meglio), con Rebic, Krunic e Giroud non pervenuti in campo, ma con anche il resto della squadra a boccheggiare senza mai costruire azioni decenti in chiave offensiva. Troppo evidente la sufficienza e la deconcentrazione messa in campo dai titolari, e i liguri passano per primi, dopo 17', con uno splendido colpo di testa di Leo Skiri Østigård direttamente su corner, poco dopo una traversa colta da Krunic.
Il Milan non reagisce e, a inizio ripresa rischia di capitolare. Poi, lentamente, comincia a guadagnare campo e raccoglie il pareggio, con Olivier Giroud che piazza di testa in maniera perfetta un servizio al bacio 'no look' di Theo Hernandez. Ci si attende l'affondo dei rossoneri, che però non spingono e si va così all''overtime' dove Rafael Leão, subentrato al posto di Rebic e autore di alcuni spunti entusiasmanti, insacca con un cross sbagliato che si trasforma in perfetto pallonetto. Nel secondo tempo supplementare un'altra discesa di Hernandez trova smarcato a centro area Alexis Saelaemaekers che, in solitudine, fredda il pur bravo portiere ospite Šemper.
Pratica Genoa sbrigata e attesa per la sfidante dei quarti, che uscirà dalla sfida tra Lazio e Udinese. Fra le note positive i tantissimi applausi per Andriy Šhevčenko e Mauro Tassotti, rispettivamente allenatore e viceallenatore dei genoani. Note negative, oltre allo scarso gioco prodotto, gli infortunii da valutare per Tomori e, nel finale, anche per Maignan, che ha comunque concluso la partita giocando.
I miei TOP 3 della serata:
1. Rafael Leão; 2. Pierre Kalulu; 3. Olivier Giroud.