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lunedì 28 giugno 2010

G8 a Toronto: ma è molto peggio Pisa-Livorno...

Ho già scritto sotto come di tutta questa manfrina del G8/G20 non me ne importi fondamentalmente nulla. Però mi preme sottolineare un paio di cose, al di là del fatto che, a giornata compiuta, l'ultima cosa che avevo voglia di fare era andare lungo Queen Street West a beccarmi le sassate dai manifestanti o le bastonate dalla polizia. In ogni caso: la sensazione che alligna comune qui è che i 'casini' siano stati di gran lunga inferiori a quelli cui noi italoeuropei siamo abituati. Almeno secondo quanto riportato dai colleghi italiani. Due macchine della polizia date alle fiamme possono impressionare chi si trova nelle immediate vicinanze, ma non sono che il risultato di una normale domenica di pallone per un match di Prima Divisione in Italia.
Detto questo, vi riporto uno 'status' internet di una mia amica canadese, che mi sembra illuminante su come i canadesi abbiano vissuto tutto l'ambaradan della manifestazione: "The damage done in toronto may pale in comparison to the violence carried on in other countries..however this is CANADA we DO NOT compare to other countries. We are better than this. We represent freedom of speech in a respectful, peacful manner. Violence is not tolerated no matter how minute".

martedì 22 giugno 2010

Tattoo, tattoo, come te ci sei solo tuuu...

Siamo, anzi, sono sempre al Wrongbar di Toronto, nella parte più rancida di Queen Street West. Corpi sudati, qualche ubriaco, rasta, Big Freddie da New Orleans che canta sul palco evidentemente omosessuale con due fanciulle che non presenterei a mia madre che si dimenano sul palco in abiti discinti. Ne parlo tra poco. Fra un concerto e l'altro però, non posso non tramandare ai posteri questo bellissimo tatuaggio che ho fotografato con licenza della bella fanciulla che lo 'indossava'. Lo so, c'è di meglio, ma io trovo questo assolutamente affascinante...

Vedi: I We Are Enfant Enfant Terrible nella notte del Wrongbar

domenica 27 settembre 2009

Metti una colazione al Drake Hotel...

Toronto, Ontario, Canada. Il fuso orario fa scherzi strani. E così non so se ho voglia di un cappuccino o di eggs & bacon, che qui fra l’altro prendono tranquillamente mischiate. E se ci fosse una pasta alle vongole? Per quella c’è Little Italy, mentre qui sono seduto in un posto veramente ‘cool’ quando è da poco trascorso il mezzogiorno. Sto parlando del Drake Hotel, in Queen Street West, una delle vie più 'trendy' della città più trendy del Canada.

Le cameriere sono tutte vestite sul ‘dark’ andante, le loro gambe affusolate sono avvolte in aderenti fusò luccicanti. Il posto è supergiovane e mi intrippa, anche nella sua parte posteriore, quella delle camere che fanno di questo ambiente un hotel, appunto. Fra i più cari della zona. Ma la colazione è molto ‘easy’ (avete visto come mi sto americanizzando in fretta nei termini?). Cameriere fighe e molto ‘amerregane’, cibo più che discreto (scelgo delle saporite ‘uova alla benedettina’), buona birra e, a quanto vedo, anche ottimi superalcolici.
Sedute al mio fianco due ‘ex fanciulle’ con cui intavolo una splendida discussione sull’Italia nel giro di cinque minuti. Squittiscono a manetta ‘Lovely’, ‘Italy is beautiful’, ‘Ohhh, ammoure ithalliannooo…’. Una fa l’infermiera, l’altra fa l’infermiera e l’agente immobiliare (!!!).. io continuo a guardare le giovanissime cameriere che, una dietro all’altra, continuano a uscire dalla cucina manco fossero duecento. Una decina diverse ne avrò però contate… quasi una per tavolo, e della mia non mi posso veramente lamentare…

Conosco anche il proprietario del Drake, Paul Shepherd Jackson da Vancouver (da Boston, ci preme a sottolineare lui), e così gli dico che scriverò un post sul lo
cale. Perché credete altrimenti abbia fatto un articolo del genere? ;-)))