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mercoledì 5 gennaio 2022

Il Don Alfonso 1890 di Toronto è il miglior ristorante italiano all'estero

E' il ristorante Don Alfonso 1890 di Toronto il migliore locale italiano al di fuori dei confini nazionali. A decretarlo la classifica de "I Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo 2022 – Prosecco DOC Award" firmata da "50 Top Italy", guida online ideata da LSDM, Congresso internazionale di cucina d’autore, e dalla testata giornalistica Luciano Pignataro Wine&Food Blog.
La sede canadese dello storico locale della Penisola Sorrentina, di proprietà della famiglia Iaccarino, ha preceduto in classifica lo statunitense Fiola, di Washington, ristorante di punta dello chef Fabio Trabocchi.
Al terzo posto Da Vittorio Shanghai, altro grande nome della ristorazione tricolore legato alle figure dei fratelli Cerea di Brusaporto.
Nella top five anche Otto e Mezzo – Bombana, di Hong Kong, e Sesamo, di Marrakesh.
Delle 50 insegne presenti in classifica ben sette sono situate negli Stati Uniti e in Francia, cinque i locali nel Regno Unito e in Giappone, tre in Cina, due in Canada, così come in Australia, Germania, Svizzera e Singapore; con un ristorante ciascuno Sud Africa, Svezia, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Russia, Austria, Brasile, Repubblica Ceca, Portogallo, Belgio, Danimarca e Marocco. 23 in totale i Paesi rappresentati. (fonte: Mg - Logos)
 
Questi i primi dieci ristoranti in classifica:
  1 Don Alfonso 1890 Toronto – Toronto, Canada
  2 Fiola - Washington DC, USA 
  3 Da Vittorio Shanghai – Shanghai, Cina
  4 Otto e Mezzo Bombana - Hong Kong, Cina
  5 Sesamo – Marrakesh, Marocco
  6 Il Lago – Ginevra, Svizzera
  7 Il Ristorante Luca Fantin – Tokyo, Giappone
  8 Locanda Locatelli – Londra, Regno Unito
  9 Restaurant Passerini – Parigi, Francia
10 Tèrra – Copenaghen, Danimarca

martedì 26 ottobre 2010

Rob Ford è il nome che fa tendenza a Toronto

Poche parole, giusto prima del crollo, visto che sono appena rientrata dalla serata passata al centro elettorale di Joe Pantalone. Come, chi è Joe Pantalone? Beh, in effetti... guardate, ora non ho voglia di farla tanto lunga, proprio perché il ciglio assonnato 'cala la palpebra' e domani si torna al trabajo, comunque per voi che vivete lontano da queste parti, oggi si è votato a Toronto.
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martedì 6 luglio 2010

Avete qualcosa da dire sul G8/G20? Scrivete qui...

bacheca.jpg Un passo indietro. Torno brevemente a parlare del G8/G20 svoltosi a Toronto nei giorni scorsi per segnalarvi una cosa parecchio curiosa che esemplifica della voglia di testimoniare sempre e comunque da parte dei canadesi. Quel desiderio di parlare senza schermi e senza censure che fanno di questo angolo di mondo uno di quelli apparentemente più liberi della Terra. Il luogo è Kensington Market, probabilmente fra i più liberi mentalmente della già libera e progressista città dell'Ontario. Su una bacheca di legno potete 'appiccicare' i vostri pensieri, le vostre esperienze e ciò che avete vissuto in prima persona durante i caldi giorni del G8/G20
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venerdì 2 luglio 2010

Il G8 e il G20 sono il passato, ora c'è il Gay Pride...

Mi chiama e mi dice: mi scrivi qualcosa su quello che è successo in questi giorni in Canada? "Il G8 e il G20 a Toronto intendi?" faccio io. Sì, quello. E qui sorge il problema. Che ci vado a fare io, sul blog di Canada? Un post o un articolo? E voi sapete bene quale sia la differenza... Alla fine prendo il coraggio a due mani e, come spesso mi capita, alla fine so già che terminerò con il parlare di tutt'altro. E del resto, per quanto riguarda il G8/G20, gli scontri, gli arresti, i sorrisi dei capi di stato, il Berlusca che si pavoneggia in mezzo ai 'colleghi' come fosse alla festa di classe, beh, per quello ci sono tutti i giornali che avrete sicuramente letto, primo fra tutti il Corriere Canadese che ha mandato fior di inviati all'evento (tra cui la ben nota 'blogosferica' Simona Giacobbi...).
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lunedì 28 giugno 2010

G8 a Toronto: ma è molto peggio Pisa-Livorno...

Ho già scritto sotto come di tutta questa manfrina del G8/G20 non me ne importi fondamentalmente nulla. Però mi preme sottolineare un paio di cose, al di là del fatto che, a giornata compiuta, l'ultima cosa che avevo voglia di fare era andare lungo Queen Street West a beccarmi le sassate dai manifestanti o le bastonate dalla polizia. In ogni caso: la sensazione che alligna comune qui è che i 'casini' siano stati di gran lunga inferiori a quelli cui noi italoeuropei siamo abituati. Almeno secondo quanto riportato dai colleghi italiani. Due macchine della polizia date alle fiamme possono impressionare chi si trova nelle immediate vicinanze, ma non sono che il risultato di una normale domenica di pallone per un match di Prima Divisione in Italia.
Detto questo, vi riporto uno 'status' internet di una mia amica canadese, che mi sembra illuminante su come i canadesi abbiano vissuto tutto l'ambaradan della manifestazione: "The damage done in toronto may pale in comparison to the violence carried on in other countries..however this is CANADA we DO NOT compare to other countries. We are better than this. We represent freedom of speech in a respectful, peacful manner. Violence is not tolerated no matter how minute".

domenica 27 giugno 2010

Il G8 a Toronto? E perché no un bel chissenefrega?

Ne parlo solo per dovere di cronaca, altrimenti vi apparirà che viva su un altro mondo. Da 'ste parti, ovvero a Toronto, è in corso il G8/G20. Casini. Botte. Auto della 'pula' in fiamme. Gente che scappa. Gente che picchia. Fondamentalmente non me ne frega un cazzo. Non so di cosa parli 'sta gente che s'incontra a Toronto, non so cosa contestino quelli che vanno a spaccare su tutto. Forse è anche divertente. Francamente mi interessa molto ma molto di più chi sceglieranno gli Ottawa Senators al draft NHL di quest'anno. Tant'è. C'è gente che fa di queste cose per scaldarsi, fare demagogia e dare un senso alla propria esistenza. A me non frega un beneamato cazzo.

giovedì 24 giugno 2010

We Are Enfant Terrible @ Lee's Palace, Toronto

E' passato un solo giorno dall'esibizione che mi ha fatto scoprire i We Are Enfant Terrible. I nostri eroi, francesi da Parigi (ma in realtà i due ragazzi sono di Lilla), hanno sfruttato appieno il festival NXNE per farsi conoscere dal pubblico canadese. E così, dopo essere saliti sul palco del Wrong Bar all'1 di notte dopo Big Freddie in Queen Street West, eccolì 'arretrare' di poco, fino a Bloor Street West, per arrivare al Lee's Palace, storico locale torontino dove ho già visto i Psychedelic Furs. Insomma, tutta un'altra cosa. Ma stavolta si sale sul palco alle 2. Il batterista mi riconosce e mi saluta. Il pazzo. Va dal bassista e gli fa cenno di me. Ho paura nel pensare a cosa possa avergli detto. Comunque anche il bassista mi sorride e mi saluta cordialmente. Mi manca solo di conoscere Clo, la cantante, e verrò eletto 'groupie' ufficiale del gruppo. Un paio di ragazzi dai tratti somatici orientali (ma in realtà sono di Ottawa) mi chiedono notizie del gruppo, visto che sembro in confidenza con la band. Rispondo che mi piacciono un casino, e loro di rimando mi mettono in guardia: "Se non ci piacciono è colpa tua!". Ok, ma sono sicuro di me. Il fatto è che, dopo l'esibizione dei Cold Cave all'1am davanti a quasi 500 persone (!!!, magia di Toronto, credo che poche altre città possano radunare a quest'ora, e in così tanti posti diversi, tanta gente), i reduci non saranno più di un centinaio, e tutti paiono sullo stanchino andante, oppure intenti nella consumazione della birra di prammatica. Del resto ai WAET non è concessa alcuna scenografia. Mentre i Cold Cave si erano esibiti con tanto di luci (scure) e sullo sfondo un telone con proiezione, per il gruppo francese c'è solo il palco, un loro amico al mixer e un tipo che li accompagna che si occupa della strumentazione (il manager?). Tant'è, il concerto comincia subito forte e sullo stesso stile di quello del Wrong Bar, Clo in un abitino verde affascinante ma non volgare mi appare perfino bella, nella nonchalance con cui si muove sullo stage. "To the Toronto Wild Child" biascica nel microfono quanto intona la 'hit' "Wild Child". Cyril, il batterista, è sempre più ispirato, e la maglietta, dal faccione di Yuri Gagarin sotto la scritta CCCP, è diventata quella di un Bruce Lee urlante: si arrampica sul parapetto e si lascia andare con le bacchette pronto a suonare il prossimo brano, sale sulla sedia e picchia come una bestia i dischi. Un martello. Thomas al basso/tastiere (ma anche Clo si alterna alla 'pianola') fa il suo. In breve, il centinaio di 'birrati' si entusiasma e si avventa sotto il palco a ballare, trascinati dal ritmo dei 'nostri'. Ricevo 'cinque' e complimenti da un bel po' di gente, 'ottawiani' compresi, che in qualche modo mi vede come una sorta di 'tramite' con la band. Interpreto il mio ruolo di 'claque' alla perfezione, e anch'io mi lascio trascinare dall'entusiasmo. Il concerto è perfetto, e ancora una volta finisce con Cyril che semidistrugge la batteria. Alla fine stringo la mano a Cyril, che mi dà appuntamento a martedì. Eh, già, l'NXNE finisce, ma i WAET restano a Toronto. Suoneranno al Silver Dollar Room. A la prochaine...

Vedi: We Are Enfant Terrible @ Wrong Bar, Toronto

Terremoto e tornado a Toronto in un solo giorno

Giornata tremebonda a Toronto quella di quest'oggi. Sarà l'arrivo dei 'grandi' della Terra che ha fatto inkazzare Dio? Con il G8 e il G20 dietro la porta (si comincia questo week-end) ecco che la metropoli dell'Ontario oggi ha subito una bella scossa sismica del 5.5 della scala Richter, mentre da stasera è pieno allarme tornado, anche se le zone interessate sono lievemente più a Nord (Barrie) e a Ovest (Windso).
I sindaci delle cittadine coinvolte hanno addirittura invitato la gente a trovarsi urgentemente un riparo. Ma qui comunque sono organizzati e il canale meteo è seguitissimo, oltre ai sottopancia che scorrono sugli altri canali. Quindi, almeno credo, e spero, la situazione dovrebbe essere sotto controllo.
Per altre informazioni sul Canada clicca qui

martedì 22 giugno 2010

La pompa del signor Crawford

Un signore distinto e con incipiente calvizie si aggira per le notti di Toronto con una copia di "Now" sotto braccio. Utile per scoprire dove andare a mettere i propri canini. In quale ora della notte, in quale lugubre posto nascosto, dove rifugiarsi in caso la temperatura salga oltre i 15° o la luce del sole superi quella di una camera oscura. E, nel frattempo, se passi dal distrubuitore di Mr.Crawford, perché non divertirsi a fare un po' il pirla per College Street West?

Tattoo, tattoo, come te ci sei solo tuuu...

Siamo, anzi, sono sempre al Wrongbar di Toronto, nella parte più rancida di Queen Street West. Corpi sudati, qualche ubriaco, rasta, Big Freddie da New Orleans che canta sul palco evidentemente omosessuale con due fanciulle che non presenterei a mia madre che si dimenano sul palco in abiti discinti. Ne parlo tra poco. Fra un concerto e l'altro però, non posso non tramandare ai posteri questo bellissimo tatuaggio che ho fotografato con licenza della bella fanciulla che lo 'indossava'. Lo so, c'è di meglio, ma io trovo questo assolutamente affascinante...

Vedi: I We Are Enfant Enfant Terrible nella notte del Wrongbar

domenica 20 giugno 2010

We Are Enfant Terrible @ Wrong Bar, Toronto

Un po' Gang of Four, un po' Magazine, un po' Franz Ferdinand, ma anche un po' la primissima innocente Lio. Questi sono i We Are Efant Terrible, gruppo francese che ha allietato ieri la mia nottata al Wrong Bar di Queen Street West. Ma prima voglio parlare dell'NXNE, vero simbolo della Toronto musicale, che dal 1994 porta in oltre 50 club della città centinaia di band 'indie' d'ogni genere musicale. Mi sono colpevolmente perso le prime puntate dell'edizione 2010 causa stanchezza incipiente, ma ieri, puntando il dito (quasi) a caso, ho scelto il Wrong Bar avendo compreso che ci sarebbe stato qualcosa di 'alternativo', e non ho sbagliato. I WAET sono un gruppo di Parigi creatosi nel maggio 2008. Sul palco arrivano Clotilde e i suoi due amichetti, soprattutto il batterista, un pazzo scatenato che non riesce a stare seduto mentre pesta le bacchette sullo strumento che poi, almeno al Wrong Bar, ha quasi sfasciato a fine concerto. Dal loro sito: "All performed live with Guitars, Drums and re-programmed Nintendo gameboy on stage". Tra i gruppi recenti sono stati avvicinati ai Coldfrapp e ai the Ting Tings, e secondo me, a ragione specie ai secondi. Sul palco hanno un'energia eccezionale, che ha persino oscurato la loro qualità nelle prime tre canzoni, francamente suonate davvero malino, complice qualche problema di strumentazione. Tra i pezzi che mi hanno fatto più 'muovere' vi segnalo "Wild Child" e "Eagles don't Sparkle". 15 dollari per il concerto, cominciato all'1 di notte (ma con loro altri sei gruppi fino all'alba), ma ne sono valsi la pena. A fine concerto ho beccato il bassista/chitarrista e il batterista, che si aggiravano nel locale: a precisa domanda, il primo mi ha risposto che il suo gruppo preferito sono i Rolling Stones (!), il secondo ha risposto George Benson (!!!), mentre so per certo che Clotilde, la cantante/tastierista, ha il suo riferimento nei Daft Punk. E stasera, se David Bowie me lo permette, vado a vedere Iggy Pop...

Vedi: Un salto negli Eighties con i Psychedelic Furs
Vedi: Siamo uomini? No, siamo Devo!

sabato 19 giugno 2010

The Taste of Italy in College Street West

Giornata di festa a Little Italy, e il mio 'diario' si riempie di paccottiglia italiana. 'The Taste of Italy', tante bancarelle lungo College Street West, tra Bathurst e Ossington, esco da casa e mi sembra di essere in una via di mezzo tra Rimini e la Fiera di Senigallia, solo un po' più grezza e con tanta gente di tutto il mondo in più, italiani che non parlano italiano ma che girano con la maglia e il nome Baggio sulla schiena, bandierine di mille colori e una bambina tenerissima e nera che balla al suono di 'Una rotonda sul mare', pure lei con la magliettina d'ordinanza azzurra. Domani gioca la Nazionale. Cosa sarà di tanto entusiasmo? Non preoccupatevi, non cambierà (quasi) niente. Gli italocanadesi di qui torneranno a parlare inglese aspettando l'inizio del prossimo campionato di Serie A.

Vedi: Il Brasile vince e Toronto diventa Rio
Vedi: Que Viva Mexico!

venerdì 18 giugno 2010

Que Viva Mexico!

Addio, Francia crudele. E spocchiosa. E infame. E anche un po' stronza. E pure maiala (da pronunciarsi alla toscana, ovvero 'mahala'). I 'cugini' transalpini cadono 2-0 con il Messico e sono praticamente fuori dal Mondiale. Godo. La rivalità è forte. Mi aspettavo una Toronto più 'reattiva' per il successo messicano ma, almeno a giudicare dal 'polso' di College Street, dove l'altro giorno c'erano centinaia (anzi, migliaia) di brasiliani, questa volta non si sono visti più di una decina di messicani. A cui hanno dato man forte qualche argentino e uruguagio di passaggio. Solidarieta latina...

Vedi: Lo scandalo delle 'minigonne' olandesi

mercoledì 9 giugno 2010

Un salto negli Eighties con gli Psyc Furs

Un concerto splendido. Bello l'ambiente, ottima la band, un salto indietro negli anni '80, musica cristallina e aggressiva come le band new-wave (che bella parola!) sapevano fare. Psychedelic Furs al Lee's Palace di Toronto, un club tanto piccolo quanto stipato in ogni ordine di posti, con il sottoscritto a contrattare con i 'gorilla' all'ingresso (e con un bagarino di origini calabresi all'esterno) per cercare di entrare. Contrattazione riuscita, perché alla fine, io e Amanda, sono/siamo entrati e ci siamo riusciti a infilare nella parte di lato/davanti al palco. E via con "Heaven", "The Ghost in You", "Pretty in Pink" e tutti gli altri successi della band, con Richard Butler in straformissima. Ci siamo persi il gruppo di supporto, machissenefrega? La serata è perfettamente riuscita e le 'pelliccie psichedeliche' mi hanno lasciato davvero un bel ricordo...

venerdì 28 maggio 2010

Ecco che fine ha fatto Man-Lo del Grande Fratello

Chi conosce Man-Lo? Forza, fatevi avanti. Man-Lo, al secolo Man-Lo Zhang, è stata una concorrente cinese (l'unica cinese) del Grande Fratello italiano (il sesto). Ora, di quella trasmissione praticamente non so nulla, ma il fato ha fatto sì che 'rischiassi' di incrociare sui miei passi la bella (più o meno) cinesina. Sarebbe dovuta venire qui, a Toronto, per prender parte a uno spettacolo di tre serate organizzato dall'Associazione Giovani Italo-Canadese (Agic). "Animelle 1 euro per pound" il titolo della piece messa in piedi da Rocco Ricciardulli. Purtroppo però, per me e per la simpatica Man-Lo, la cinesina è stata costretta a rimanere in Italia da problemi di visto, e pertanto sostituita con una conturbante modella romagnola (così lei tiene a precisare) di origine taiwanese. Lo spettacolo non dovrebbe essere male: si parla di umanità sfruttata e disperata, oltre che di prostituzione. Temi forti, che qui, nella comunità italiana di Toronto, hanno fatto fatica a far vendere biglietti. Per cui, se vi capita di passare in Canada in questo week-end, venite pure a vederlo. E poi raccontatelo a Man-Lo.

Vedi: Debora Mancini, bellezza e comicità intelligente

mercoledì 26 maggio 2010

Una Juve pietosa ko a Toronto con la Viola

Difficile vedere partite peggiori di queste ma come queste sono più o meno tutte le gare di fine stagione. Con la differenza che, a Toronto, almeno la Fiorentina ha avuto uno Jovetic in più nel motore che le ha regalato la vittoria sulla Juventus per 1-0 con un gol al 17', una gran staffilata da fuori area su cui Manninger nulla ha potuto.
Gara giocata ovviamente a ritmi bassi, e non poteva essere altrimenti, davanti a un buon pubblico (forse 20 mila spettatori?) al Rogers Centre della cittadina canadese, solitamente adibito alle partite di baseball e malauguratamente provvisto, in questo caso, di un terreno sintetico. Campo che ha mietuto una 'vittima' per parte, ma più grave è parso l'infortunio dello juventino Brandao, portato fuori in barella mentre si contorceva dal dolore. Sulla partita, sponsorizzata anche dal Corriere Canadese, meglio stendere un velo pietoso: Jovetic ha giganteggiato in ogni parte del campo, i tanti tifosi bianconeri hanno tributato la giusta standing ovation a Del Piero uscito dopo circa venti minuti della ripresa (spenta la sua prova) e alla fine la Juve ha rischiato anche il pari con un paio di azioni sotto porta. Ma sarebbe stato troppo.

lunedì 24 maggio 2010

Stile e fascino, l'ho trovata così, seduta da Musa...

L'ho incontrata l'altro giorno da Musa, piccolo ma interessante localino di Toronto sito in Dundas Street West, noto per la sua ottima lemon tart. Decisamente la ragazza, seduta nel patio esterno, aveva un certo stile, anche se non era bellissima. Ma era dotata di fascino, e la maniera in cui leggeva quel libro, beh, quella era unica, con una mano sola mentre con l'altra reggeva la tazza ricolma probabilmente del più classico caffè canadese. Stretta nel suo tailleur, mi stavo già rilassando in un attimo di voyeurismo, stringendo le mie pupille sul suo volto, quando all'improvviso di fronte a lei si è seduto il suo ragazzo. E allora ho ripreso a sorseggiare il mio, di caffè...

Vedi: Una passeggiata per Delaware Avenue...

domenica 16 maggio 2010

Tre fotografe 'doc' alla Rewind Gallery

Patty Carroll, Mary Farmilant e Jennifer Greenburg: tre donne immerse nella fotografia le cui opere erano esposte alla Rewind Gallery di Dundas Street West, a Toronto. Ci sono passato davanti per caso quest'oggi e una mano mi ha guidato all'interno.
Fra immagini rockabilly, di nitide case con famiglie accovacciate attorno alla televisione e di motel persi in ambienti decadenti, ecco l'immagine dell'America (e forse del Canada) old style, quello dei film di Spencer Tracy, di anni '50 colorati di pastello in un Sud fra piantagioni di cotone e armigeri del Ku Klux Klan... e in più Johanna, la splendida proprietaria della galleria... assieme al marito... ma questa è un'altra storia...

martedì 11 maggio 2010

Come fare una visita oculistica a Toronto...

Questa foto che ho scattato davanti alla metropolitana di Ossington a Toronto serve per tutti coloro che hanno problemi alla vista ma non hanno né tempo né voglia di andare a farsi fare una visita dall'oculista. Provate a farvi da soli il vostro test oftalmico. Fatevi un'autocertificazione e inviatela al mio indirizzo di posta. Se siete di genere femminile aggiungete i vostri dati anagrafici e un numero di telefono. Provvederò a contattarvi personalmente ed, eventualmente, fissarvi un appuntamento. Per cosa fare ancora non ho idea...

sabato 1 maggio 2010

E Toronto già mi aspettava in abito da sera...

Sono tornato a... casa, e sì, forse dopo tutto non è più così strano chiamarla così. Toronto mi ha accolto più bella che mai, con i colori di una primavera appena cominciata, a mia insaputa, mentre il vulcano islandese mi ancorava a quella Milano che non ha mai cessato di amarmi, corrisposta, ma a cui ora ho chiesto di lasciarmi libero, per andare a cercare nel mondo un po' di vita.
E poi Toronto, che abito ti sei messa quest'oggi per venirmi a incontrare? Ti vedo in un bellissimo vestito colorato, mi hai aperto le braccia, hai appoggiato il tuo mento sulla mia spalla: ora balliamo questo lento fino almeno all'estate...

NB: Nelle (mie) due foto, un'immagine del fronte di casa mia (ricordo, io sto nel basement), che è quella di sinistra con l'acero, quindi sotto Delaware Avenue (dove si trova casa mia, avanti a sinistra) fotografata fin quasi dal suo inizio.