![]() |
| Immagine tratta dal sito ufficiale della Coppa Spengler |
La selezione statunitense, arrivata in Svizzera con l’obiettivo di mettersi in mostra, ha confermato fin dal girone di non essere venuta a fare da comparsa. Dopo aver messo in difficoltà il Team Canada e aver vinto il proprio gruppo trascinata dal talento di Aiden Fink, la US Collegiate Selects ha superato in semifinale lo Sparta Praga, squadra che a sua volta aveva eliminato i canadesi con un netto 5-1 nei quarti.
In finale, gli americani hanno risposto colpo su colpo ai padroni di casa: Walsh, Fink e Musa hanno replicato ai vantaggi firmati da Asplund e dalla doppietta di Tambellini, mantenendo il punteggio in bilico fino al 55’21”. Lì, il lampo di Zadina ha cambiato tutto. Nel finale, con gli statunitensi sbilanciati alla ricerca del pari, il Davos ha allungato con Corvi e Stransky (a porta vuota), fissando un risultato più severo di quanto visto sul ghiaccio.
Per l’allenatore Josh Holden si tratta della seconda Spengler da coach dopo quella del 2023, cui si aggiunge il titolo vinto da giocatore nel 2012 con il Team Canada. Un successo costruito nonostante un calendario massacrante: cinque partite in cinque giorni, gestite con lucidità e rotazioni intelligenti.
Con questo trionfo, il Davos supera definitivamente il Team Canada nel numero di vittorie complessive e sale a 17 trofei, consolidando un primato che lo conferma cuore e simbolo della competizione.
Un torneo che anche nel 2025 ha offerto ritmo, talento e storie da ricordare, ma che alla fine ha riportato la coppa dove, per tradizione, sembra sempre destinata a tornare: tra le mani dei gialloblù grigionesi.
