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martedì 28 aprile 2020

Il fantasma di Conte compare in Lombardia con due mesi di ritardo

L'articolo de "Il Giornale" sulla visita del premier
Due mesi abbondanti di ritardo. La Lombardia e il popolo lombardo (con tutte le persone provenienti da altre regioni e altre nazioni che questa terra ha accolto) non devono interessare molto al presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Era infatti il 20 febbraio quando arrivò da Codogno la notizia del primo contagiato, l'inizio di quella situazione che lo stesso Conte aveva definito 'sotto controllo'. Subito dopo l'inizio della strage, complici i disservizi di uno Stato che ha avocato centralisticamente la direzione del contrasto al Coronavirus, senza peraltro riuscire a contrastarlo.
Mai prima d'ora, guerre escluse, l'Italia, e una parte d'Italia in particolare, era stata talmente travolta da un disastro naturale. Bisogna risalire al terremoto di Messina per trovare un numero di morti superiore. I disastri del Vajont, del Friuli, di Avellino e del Belice insieme non fanno le vittime della Lombardia messe insieme. Ma, evidentemente, per il premier è stato più comodo attaccare il governo che regge da anni la gestione del territorio più importante e sviluppato d'Italia, sicuramente un boccone politico ghiotto per chi tifa da quella parte della barricata. Perché mai farsi vedere nel momento del bisogno? Meglio girare alla larga dal contagio e dai morti trasportati dai camion dell'esercito per essere cremati senza nemmeno avere avuto il conforto dei parenti. Più logico farsi vedere in dirittura d'arrivo, dopo avere messo bene in chiaro che lui, il superministro, l'Avvocato del Popolo, con il popolo anche stavolta non ci ha avuto nulla a che fare, lontano, nella sua reggia romana, perso fra rassicurazioni non mantenute e l'ennesima task force creata per dissertare di decisioni che, nel migliore dei casi, possono essere semplicemente inutili, ma forse potrebbero anche risultare dannose.

L'articolo pubblicato dal quotidiano "Libero"

venerdì 21 febbraio 2020

Coronavirus: primo caso in Lombardia, a Codogno

Il Coronavirus (foto ANSA)
Il Coronavirus colpisce anche in Lombardia. Dopo alcuni ventilati casi, mai dimostrati, di persone ricoverate all'ospedale Sacco di Milano, ecco invece il primo accertato di un cittadino 38enne ricoverato all'ospedale di Codogno, provincia di Lodi, risultato positivo al test del Covid-19.
"Sono in corso le controanalisi a cura dell'Istituto Superiore di Sanità", ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, aggiungendo che l'uomo "è ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Codogno, i cui accessi al Pronto Soccorso e le cui attività programmate, a livello cautelativo, sono attualmente interrotti". "Le persone che sono state a contatto con il paziente - ha aggiunto l'assessore - sono in fase di individuazione e sottoposte a controlli specifici e alle misure necessarie".
In totale, il Coronavirus ha finora causato un bilancio di 2233 morti in Cina, secondo fonti del governo cinese.