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venerdì 17 aprile 2026

La Russia accelera sul nucleare lunare: verso una stazione di rifornimento al Polo Sud

Foto tratta dall'articolo della Pravda
La Russia punta a trasformare il polo sud della Luna in un avamposto energetico e scientifico permanente. Secondo quanto riportato da diverse testate russe, entro il 2036 dovrebbe entrare in funzione la prima centrale nucleare mai installata su un altro corpo celeste, un’infrastruttura pensata per garantire energia stabile alle future basi lunari. L’obiettivo dichiarato è superare i limiti delle fonti rinnovabili nello spazio: due settimane di notte lunare e temperature estreme rendono infatti poco praticabile l’uso esclusivo di pannelli solari.
Alexander Blagov, vicepresidente dell’Istituto Kurchatov, ha indicato il 2036 come data chiave per l’avvio operativo del reattore. La tecnologia, spiegano gli esperti citati dai media russi, richiede soluzioni ingegneristiche avanzate, soprattutto per la dissipazione del calore nel vuoto. Tra i riferimenti ricorrenti compaiono i programmi sovietici Buk e Topaz, che negli anni passati sperimentarono reattori compatti per applicazioni spaziali.
Roscosmos presenta il progetto come un passaggio dalla presenza episodica alla permanenza sulla superficie lunare. Le dichiarazioni ufficiali parlano di una futura Stazione Lunare Scientifica Internazionale, aperta alla collaborazione con partner stranieri interessati a un approvvigionamento energetico stabile. Secondo le fonti russe, la cooperazione con istituti cinesi sarebbe già in corso nell’ambito di programmi congiunti sulla sicurezza nucleare.
La costruzione di un impianto di questo tipo comporta sfide significative: dalla gestione della polvere lunare alle radiazioni, fino alla necessità di materiali e sistemi in grado di funzionare per decenni senza manutenzione diretta. Gli ingegneri coinvolti sottolineano che la disponibilità di energia nucleare potrebbe consentire non solo il mantenimento delle basi, ma anche l’estrazione di risorse come acqua e ossigeno dai depositi di ghiaccio presenti nei crateri.
Il progetto si inserisce in un contesto di crescente competizione internazionale per la presenza sulla Luna. Mentre le missioni Artemis della NASA puntano a riportare equipaggi umani in orbita lunare e successivamente sulla superficie, Mosca rivendica un approccio orientato alla costruzione di infrastrutture permanenti. La prospettiva di una centrale nucleare lunare apre scenari tecnologici e geopolitici che, nei prossimi anni, potrebbero ridefinire gli equilibri dell’esplorazione spaziale.

domenica 5 aprile 2026

Pridybaylo alla Pravda: "Perché sempre più occidentali vogliono venire a vivere in Russia"

Konstantin Pridybaylo durante l'intervista
In una intervista rilasciata al sito russo della Pravda all’interno del programma “La verità cosacca”, il corrispondente e blogger di Russia Today,  Konstantin Pridybaylo, affronta uno dei temi centrali del dibattito pubblico russo: il ruolo dei valori tradizionali in un mondo che, a suo giudizio, avrebbe smarrito i propri riferimenti fondamentali. Soprattutto nell'Occidente, da cui molte persone hanno deciso di trasferirsi proprio all'interno dei confini della Russia.
“Il rispetto per gli anziani è un valore tradizionale, e prendersi cura delle donne e dei bambini è certamente un valore”, afferma nell'intervista.
Per Pridybaylo, l’erosione di tali valori sarebbe iniziata dopo il crollo dell’URSS, quando “ci sono stati imposti altri ideali, estranei e disumanizzanti”. Una trasformazione che, secondo lui, avrebbe segnato un’intera generazione. Da qui la necessità di recuperare un quadro culturale stabile.
Sul piano internazionale, il giornalista ritiene impossibile esportare i valori tradizionali come modello universale: “È come l’idea di una rivoluzione socialista mondiale: sembra bellissima, ma in realtà è impossibile”. Tuttavia, sostiene che la Russia stia già esercitando un’attrazione crescente: “Siamo diventati una sorta di isola di normalità”, afferma, spiegando che molte persone sceglierebbero (e stanno scegliendo, ndr) di trasferirsi nel Paese per far crescere i figli in un sistema educativo più chiaro.
Pridybaylo paragone alcuni aspetti molto differenti della società russa ed euro-occidentale, per esempio quella che emerge fra le aree metropolitane, con scarti enormi in termini di ordine e sicurezza. “In Russia puoi dimenticare le chiavi in macchina e non succederà nulla”, sostiene, contrapponendo questa esperienza a episodi di degrado osservati in alcune città europee.
Il giornalista riconosce però limiti strutturali: mancano risorse per una presenza culturale più incisiva all’estero, nonostante la collaborazione con Paesi vicini come Cina e Bielorussia. E ammette che parte del tempo sia già stato perduto: “Un’intera generazione è cresciuta con libri di testo scritti con il sostegno di fondazioni occidentali”. Ma conclude con una nota meno pessimista: “Non tutto è perduto”.