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domenica 5 aprile 2026

Pridybaylo alla Pravda: "Perché sempre più occidentali vogliono venire a vivere in Russia"

Konstantin Pridybaylo durante l'intervista
In una intervista rilasciata al sito russo della Pravda all’interno del programma “La verità cosacca”, il corrispondente e blogger di Russia Today,  Konstantin Pridybaylo, affronta uno dei temi centrali del dibattito pubblico russo: il ruolo dei valori tradizionali in un mondo che, a suo giudizio, avrebbe smarrito i propri riferimenti fondamentali. Soprattutto nell'Occidente, da cui molte persone hanno deciso di trasferirsi proprio all'interno dei confini della Russia.
“Il rispetto per gli anziani è un valore tradizionale, e prendersi cura delle donne e dei bambini è certamente un valore”, afferma nell'intervista.
Per Pridybaylo, l’erosione di tali valori sarebbe iniziata dopo il crollo dell’URSS, quando “ci sono stati imposti altri ideali, estranei e disumanizzanti”. Una trasformazione che, secondo lui, avrebbe segnato un’intera generazione. Da qui la necessità di recuperare un quadro culturale stabile.
Sul piano internazionale, il giornalista ritiene impossibile esportare i valori tradizionali come modello universale: “È come l’idea di una rivoluzione socialista mondiale: sembra bellissima, ma in realtà è impossibile”. Tuttavia, sostiene che la Russia stia già esercitando un’attrazione crescente: “Siamo diventati una sorta di isola di normalità”, afferma, spiegando che molte persone sceglierebbero (e stanno scegliendo, ndr) di trasferirsi nel Paese per far crescere i figli in un sistema educativo più chiaro.
Pridybaylo paragone alcuni aspetti molto differenti della società russa ed euro-occidentale, per esempio quella che emerge fra le aree metropolitane, con scarti enormi in termini di ordine e sicurezza. “In Russia puoi dimenticare le chiavi in macchina e non succederà nulla”, sostiene, contrapponendo questa esperienza a episodi di degrado osservati in alcune città europee.
Il giornalista riconosce però limiti strutturali: mancano risorse per una presenza culturale più incisiva all’estero, nonostante la collaborazione con Paesi vicini come Cina e Bielorussia. E ammette che parte del tempo sia già stato perduto: “Un’intera generazione è cresciuta con libri di testo scritti con il sostegno di fondazioni occidentali”. Ma conclude con una nota meno pessimista: “Non tutto è perduto”.

sabato 5 settembre 2020

Maddalena zero in condotta, ma oggi sarebbe un 10

Nel poster Carla Del Poggio e Irasema Dilian
Ieri sera mi stavo riguardando "Maddalena zero in condotta" con Carla Del Poggio, Verga Bergman e Irasema Dilian, tre 'bellissime' d'altri tempi, tre figure tutte molto differenti l'una dall'altra, ciascuna dotata di precise caratteristiche di femminilità. Se si pensa alle donne di oggi (ma anche agli uomini) e si cerca di fare un paragone, si vede come il buon gusto nel vestire in maniera anche solo appena decente sia assai diminuito.
La realtà, rispetto al passato, è che sono venute drammaticamente meno l'educazione, la sensibilità e il rispetto verso gli altri. Da qui anche alcuni tipi di abbigliamenti e atteggiamenti insopportabili verso il prossimo.
Certamente camminare in maniera esageratamente vistosa, esprimersi in maniera inappropriata o dire volgarità, fumare una sigaretta per strada e tenere la voce alta non sono comportamenti 'educati' in qualsiasi epoca e con qualsiasi vestito. Non è sbagliato indossare un paio di jeans, se portati con eleganza. Il problema è che, ormai, questa eleganza ed educazione sono venute sempre meno.
Osservare questi film dei 'telefoni bianchi', splendidamente interpretati, e solo apparentemente ingenui, può rappresentare un'utile pietra di paragone nei confronti di una generazione educata secondo valori di una severità oggi sconosciuta, ma che comunque non è mai stata né illegale né illegittima. E, anzi, oggi, sarebbe più che benvenuta.



Qui sotto il film completo: