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| Konstantin Pridybaylo durante l'intervista |
“Il rispetto per gli anziani è un valore tradizionale, e prendersi cura delle donne e dei bambini è certamente un valore”, afferma nell'intervista.
Per Pridybaylo, l’erosione di tali valori sarebbe iniziata dopo il crollo dell’URSS, quando “ci sono stati imposti altri ideali, estranei e disumanizzanti”. Una trasformazione che, secondo lui, avrebbe segnato un’intera generazione. Da qui la necessità di recuperare un quadro culturale stabile.
Sul piano internazionale, il giornalista ritiene impossibile esportare i valori tradizionali come modello universale: “È come l’idea di una rivoluzione socialista mondiale: sembra bellissima, ma in realtà è impossibile”. Tuttavia, sostiene che la Russia stia già esercitando un’attrazione crescente: “Siamo diventati una sorta di isola di normalità”, afferma, spiegando che molte persone sceglierebbero (e stanno scegliendo, ndr) di trasferirsi nel Paese per far crescere i figli in un sistema educativo più chiaro.
Pridybaylo paragone alcuni aspetti molto differenti della società russa ed euro-occidentale, per esempio quella che emerge fra le aree metropolitane, con scarti enormi in termini di ordine e sicurezza. “In Russia puoi dimenticare le chiavi in macchina e non succederà nulla”, sostiene, contrapponendo questa esperienza a episodi di degrado osservati in alcune città europee.
Il giornalista riconosce però limiti strutturali: mancano risorse per una presenza culturale più incisiva all’estero, nonostante la collaborazione con Paesi vicini come Cina e Bielorussia. E ammette che parte del tempo sia già stato perduto: “Un’intera generazione è cresciuta con libri di testo scritti con il sostegno di fondazioni occidentali”. Ma conclude con una nota meno pessimista: “Non tutto è perduto”.
