domenica 5 aprile 2026

Artemis II, viaggio verso la Luna: foto storiche e sfide tecniche in una missione simbolo

La missione Artemis II ha superato i due terzi del tragitto verso la Luna e già consegna alla storia immagini destinate a diventare iconiche. La NASA ha diffuso una nuova fotografia, scattata dall’equipaggio: è la prima volta che l’intera struttura geologica viene osservata direttamente da occhi umani. “History in the making”, ha commentato l’agenzia, sottolineando come gli astronauti si alterneranno durante il 'flyby' per immortalare porzioni del lato nascosto mai viste prima.
A bordo di Orion, la tecnologia è protagonista: una suite di fotocamere professionali affianca gli immancabili iPhone personali, strumenti che permettono scatti spontanei come quello condiviso dal comandante Reid Wiseman, ritratto mentre osserva la Terra allontanarsi. “There are no words”, ha scritto sui social.
Il viaggio, però, non è privo di tensioni. Quando la capsula passerà dietro il lato oscuro della Luna, la comunicazione con il controllo della missione si interromperà per circa quaranta minuti, un 'blackout' che richiama le atmosfere delle missioni Apollo.
Non mancano neppure gli imprevisti più bizzarri: per la seconda volta dall’inizio del viaggio, il bagno di bordo ha mostrato malfunzionamenti legati al sistema di scarico. La NASA ha confermato che la 'toilette' resta operativa per i rifiuti solidi, mentre per le urine l’equipaggio ha utilizzato dispositivi di emergenza. “È un volo di test, stiamo imparando come i sistemi lavorano insieme”, ha spiegato Debbie Korth, vice responsabile del programma Orion.
Sul piano politico, il direttore della NASA, Jared Isaacman ha attribuito parte del successo della missione alla spinta ricevuta negli anni precedenti: secondo lui, senza il mandato presidenziale che rilanciò l’obiettivo di tornare sulla Luna e costruire una presenza stabile, Artemis II non sarebbe oggi realtà.
Il viaggio prosegue mentre l’equipaggio si prepara a osservare anche un’eclissi totale dal loro punto di vista privilegiato, studiando la corona solare con appositi occhiali protettivi. Un altro tassello di una missione che, tra scienza, simboli e imprevisti, sta riportando l’umanità a un passo dal nostro satellite naturale.