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sabato 10 agosto 2024

Jane Goodall: "Giovani e cervello umano sono la speranza per il pianeta"

La 'home page' del sito ufficiale dell'istituto di Jane Goodall
La famosa etologa britannica e pioniera nello studio degli scimpanzé, Jane Goodall, ha dichiarato durante una conferenza in Cile che "i giovani, il cervello umano e la resilienza della natura" sono i pilastri della sua speranza e che ogni individuo sceglie "l'impatto che ha sul pianeta".
"Ogni individuo ha un impatto sul pianeta ogni giorno, e noi scegliamo il tipo di impatto che abbiamo. Tutto in questa vita è interconnesso", ha dichiarato la scienziata dopo aver ricevuto un dottorato honoris causa dall'Università statale del Cile.
La Goodall, 90 anni, è stata onorata dalla principale università del Paese per essere stata "una fonte di ispirazione per innumerevoli persone in tutto il mondo" e per "il suo incrollabile impegno per la conservazione e la sua difesa della vita sostenibile" ha dichiarato il rettore dell'università, Rosa Devés.
"Se non riusciamo ad aiutare le persone a trovare il modo di vivere senza distruggere il loro ambiente, non possiamo salvare gli scimpanzé o qualsiasi altra cosa" ha spiegato la Goodall, che ha sottolineato che gli esseri umani condividono il 98,7% del loro DNA con gli scimpanzé.
Un secolo fa, secondo i dati condivisi a luglio dalla Goodall, c'erano fra uno e due milioni di scimpanzé selvatici, ma oggi sono rimasti meno di 250.000 individui in Africa, dove tutte le sottospecie sono a rischio di estinzione e una di esse, la 'Pan troglodytes verus', situata nell'ovest del continente nero, è in pericolo critico dal 2016. Questa specie svolge "un ruolo fondamentale" nella biodiversità africana come dispersore di semi nelle foreste, per cui la sua progressiva scomparsa si ripercuoterebbe sull'intero ecosistema. (fonte: AGI)

mercoledì 30 novembre 2022

Mauna Loa, dal vulcano flussi di lava alti 60 metri

Un'immagine del vulcano Mauna Loa (foto USGS)
Il vulcano Mauna Loa, alle Hawaii, ha iniziato a eruttare domenica notte per la prima volta in 40 anni flussi di lava alti fino a 60 metri. Lo riporta l'Istituto Geofisico Americano, USGS.
Nel vulcano attivo più grande al mondo, sul quale c'era un'allerta da settimane dopo i terremoti che si erano susseguiti vicino alla vetta, si sono aperte quattro fessure dalle quali escono lava e grandi nuvole di vapore.
Per i geologi al momento non vi è alcun rischio per la popolazione e le abitazioni e le autorità delle Hawaii non hanno emesso alcun ordine di evacuazione, tuttavia l'area della vetta e diverse strade limitrofe sono state chiuse e per precauzione sono stati allestiti due centri d'accoglienza. (fonte: ANSA)

martedì 2 agosto 2022

Le iguane terrestri tornano nascere alle Galapagos dopo due secoli

L'annuncio di Gustavo Manrique su Twitter
Le iguane terrestri sono tornate a nascere sull'isola di Santiago, nell'arcipelago delle Galapagos ecuadoriane, dopo quasi due secoli.
Lo ha annunciato su Twitter il ministro dell'Ambiente, dell'Acqua e della Transizione ecologica dell'Ecuador, Gustavo Manrique, ricordando come l'ultima registrazione realizzata di una popolazione sana di queste iguane rosa fosse stata per opera di Charles Darwin nel lontano 1835.
"Oggi - ha concluso il ministro - stiamo vivendo con entusiasmo il risveglio ecologico di un'isola che è stata gravemente danneggiata in passato".
Da parte sua il quotidiano "El Universo" di Guayaquil scrive che la direzione del Parco Nazionale delle Galapagos (DPNG), con l'obiettivo di continuare il ripristino ecologico dell'isola di Santiago, ha costantemente trasferito, dal 2019, 3.143 iguane terrestri (Conolophus subcristatus), adeguatamente identificabili, dall'isola di Seymour Norte. Tuttavia, prosegue il giornale, fino a poco tempo fa non c'era traccia della riproduzione di esse nell'habitat naturale.
Il recupero dell'equilibrio ecologico nell'isola di Santiago è iniziato nel 2002 con l'esecuzione del Progetto Isabela per l'eradicazione di capre e maiali, specie non autoctone che contribuirono alla temporanea estinzione delle iguane rosa. (fonte: ANSA)

martedì 25 gennaio 2022

Tonga, l'esplosione del vulcano ha provocato tsunami fino alle Baleari

L'esplosione da un satellite, pubblicata dal Corriere del Ticino
L'eruzione del vulcano
Hunga Tonga-Hunga Ha'apai, avvenuta il 14 gennaio, ha provocato un'onda d'urto avvertita in tutto il mondo, che ha attraversato l'atmosfera e ha generato perturbazioni fino in Italia e in Spagna che, in alcuni casi hanno anche influito sul livello del mare. A Minorca, nelle Isole Baleari, è stata misurata una variazione del livello del mare di 40 centimetri.
L'eruzione ha generato un 'treno' di onde marine che si è diffuso in tutto il bacino del Pacifico, provocando un catastrofico tsunami nell'arcipelago delle Tonga e innalzando il livello del mare in altre zone costiere bagnate dallo stesso oceano. Ma il fenomeno più sorprendente è stato quello di una serie di meteo-tsunami che ha generato fino al Mare Mediterraneo, onde espansive che hanno attraversato l'atmosfera e hanno provocato una variazione del livello del mare, come quelle generate da alcuni fenomeni meteorologici.
Con il passare dei giorni, emergono maggiori dettagli sull'eruzione che ha colpito Tonga, remoto arcipelago del Pacifico composto da oltre 170 isole, praticamente tagliato fuori dal resto del mondo, ricoperto di cenere e con vaste aree devastate dopo l'eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha'apai.
Oltre ai tre decessi confermati a Tonga, due persone sono annegate in Perù (a circa 10mila chilometri dal luogo dell'eruzione) a causa delle onde anomale che sono state registrate nel Pacifico dopo l'esplosione. Sempre in Perù le forti onde hanno provocato una fuoriuscita di petrolio che ha colpito le spiagge della provincia di Callao. Questo vulcano sottomarino poco profondo univa le due piccole isole Hunga-Ha'apai e Hunga-Tonga, da cui prende il nome.
Fortunatamente si trattava di isole disabitate, dato che ora sono quasi scomparse dalla mappa dopo l'eruzione, considerata la più potente sin da quella del Pinatubo, nelle Filippine, nel 1991. L'energia rilasciata è stata di circa 10 megatoni, secondo una stima degli scienziati della NASA. Alla maggiore esplosività che caratterizza questo tipo di magma si è aggiunto un altro fattore: l'acqua, trattandosi di una caldera sottomarina, anche se non molto profonda.
"Quando la lava entra in contatto con l'acqua ci sono tre possibili scenari", ha spiegato il geologo Stavros Meletlidis, del National Geographic Institute (IGN). "Che il volume dell'acqua sia decisamente maggiore di quello della lava, come è successo a La Palma, e non ci sono quasi effetti; che l'interazione è in parti uguali, e si produce una certa esplosività, ma non molto grande; o cosa che e' successa a Tonga: che c'è più lava che acqua. L'acqua evapora improvvisamente e la pressione di questi vapori acquei si aggiunge alla pressione del vulcano, moltiplicando la pressione e moltiplicandone l'esplosività. Immagina la caldera di Santorini e immergila nel mare. Tra migliaia di anni, Tonga sarà come Santorini". (fonte: AGI)

sabato 15 gennaio 2022

Galápagos, l'Ecuador amplia la riserva marina del 60%

La meraviglia delle Isole Galapagos (foto Plastic Oceans Int.)
La riserva marina delle Galápagos
, il meraviglioso paradiso di biodiversità dell'Oceano Pacifico, è stata ufficialmente ampliata dallo stato dell'Ecuador di quasi il 60%.
A bordo di una barca scientifica ancorata al largo dell'isola di Santa Cruz (una delle cinque isole dell'arcipelago), nel Parco Nazionale delleGalapagos (PNG), il presidente ecuadoriano Guillermo Lasso ha firmato il decreto che crea una nuova riserva naturale chiamata "Fraternità".
Questa riserva marina di 60.000 km2 si aggiunge alla riserva di 138.000 km2 che esiste dal marzo 1998, famosa in particolare per le sue tartarughe e la sua ricchissima fauna marina. L'arcipelago ecuadoriano ha così ora 198.000 km2 di area marina protetta.
La creazione della "Fraternità" è un "chiaro messaggio al mondo", ha commentato Lasso aggiungendo: "E' un nuovo rapporto con la Terra, un nuovo modo di intendere il significato del progresso umano".
Dietro all'ampliamento della riserva c'è anche una questione economica: alla recente Cop26 di Glasgow, infatti, il presidente Lasso aveva annunciato la proposta di cambiare una parte del debito ecuadoriano con un maggiore impegno nella protezione della natura, sottolineando anche che, quando sarebbe andata in porto, la vicenda avrebbe rappresentato "lo scambio più grande del suo genere nella storia del mondo".
Il presidente colombiano Ivan Duque e l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton hanno partecipato all'evento, così come i rappresentanti del governo di Costa Rica e Panama.
La nuova riserva, nel nord dell'arcipelago, si estende fino al confine marittimo del Costa Rica, formando un corridoio marino che si collega all'area protetta di Cocos (Costa Rica), seguendo un corridoio naturale di migrazione della fauna marina.
Le aree protette delle isole di Malpelo (Colombia) e Coiba (Panama) saranno aggiunte in un secondo momento per creare una riserva di biosfera marina transfrontaliera, che sarà poi una zona libera dalla pesca industriale su 500.000 km2, in acque dove vivono tartarughe marine, balene, squali e mante.
Questa nuova riserva "garantirà la sopravvivenza del 40% delle specie marine del mondo", ha detto il presidente colombiano Duque.
L'arcipelago delle Galapagos, che prende il nome dalle tartarughe giganti endemiche che vi abitano, si trova a 1.000 chilometri al largo della costa dell'Ecuador ed è patrimonio mondiale e riserva della biosfera per la sua flora e fauna uniche. Questa zona protetta, dove la pesca industriale è proibita, è la seconda più grande del mondo e ospita più di 2.900 specie marine. (fonte: AGI)

Le Isole Galapagos sulla mappa e rispetto al Sud America

martedì 5 maggio 2020

Ancora morte dall'Asia, arrivano i calabroni assassini

Sono calabroni giganti, e hanno invaso gli Stati Uniti d'America, in particolare nello stato di Washington, provenienti dall'Asia, sfruttando probabilmente qualche nave da trasporto.
Dotati di mascelle voraci e affilate, sono lunghi oltre cinque centimetri, per delle dimensioni davvero preistoriche, e una 'velocità di crociera' che può raggiungere i 40 chilometri orari.
In Giappone questi insetti giganti uccidono in media cinquanta persone all'anno, mentre in Cina, nel 2013, ci sono state 43 vittime e 1.600 feriti. Per chi sopravvive, gli effetti possono durare mesi e comprendono infiammazioni al cuore e al fegato. I calabroni, che viaggiano a una velocità che può raggiungere i 40 chilometri orari, potrebbero essere arrivati negli Stati Uniti, dopo aver preso un 'passaggio' su un cargo internazionale.
Ancora più drammatica la situazione per gli altri insetti, in particolare per le api, negli ultimi anni già vittime del clima e delle 'cugine' vespe, già esse comunque più grandi e letali delle famose produttrici del miele. I calabroni 'killer' sarebbero in grado di distruggere un alveare e uccidere fino a 30mila api in poche ore.

martedì 28 aprile 2020

Le cascate di San Rafael si sono prosciugate

Le cascate di San Rafael ora e, a destra, prima del 2 febbraio
Addio alle cascate di San Rafael, la più alta dell'Ecuador, prosciugatasi in seguito all'apertura di una voragine sotto il letto del fiume che la alimentava, evento ripreso in diretta da alcuni turisti.
Le cascate, alte più di 150 metri, si trovano nel Cayambe Coca Park, al confine con la Colombia. "Le cascate erano un'attrazione per decine di migliaia di visitatori ogni anno, un simbolo dell'ecoturismo in Ecuador", ha detto Emilio Cobo, responsabile del South America Water Program con l'International Union for the Conservation of Nature.
Stando ai dati dell'Osservatorio della Terra della NASA, la cascata ha smesso di scorrere lo scorso 2 febbraio.