martedì 25 gennaio 2022

Tonga, l'esplosione del vulcano ha provocato tsunami fino alle Baleari

L'esplosione da un satellite, pubblicata dal Corriere del Ticino
L'eruzione del vulcano
Hunga Tonga-Hunga Ha'apai, avvenuta il 14 gennaio, ha provocato un'onda d'urto avvertita in tutto il mondo, che ha attraversato l'atmosfera e ha generato perturbazioni fino in Italia e in Spagna che, in alcuni casi hanno anche influito sul livello del mare. A Minorca, nelle Isole Baleari, è stata misurata una variazione del livello del mare di 40 centimetri.
L'eruzione ha generato un 'treno' di onde marine che si è diffuso in tutto il bacino del Pacifico, provocando un catastrofico tsunami nell'arcipelago delle Tonga e innalzando il livello del mare in altre zone costiere bagnate dallo stesso oceano. Ma il fenomeno più sorprendente è stato quello di una serie di meteo-tsunami che ha generato fino al Mare Mediterraneo, onde espansive che hanno attraversato l'atmosfera e hanno provocato una variazione del livello del mare, come quelle generate da alcuni fenomeni meteorologici.
Con il passare dei giorni, emergono maggiori dettagli sull'eruzione che ha colpito Tonga, remoto arcipelago del Pacifico composto da oltre 170 isole, praticamente tagliato fuori dal resto del mondo, ricoperto di cenere e con vaste aree devastate dopo l'eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha'apai.
Oltre ai tre decessi confermati a Tonga, due persone sono annegate in Perù (a circa 10mila chilometri dal luogo dell'eruzione) a causa delle onde anomale che sono state registrate nel Pacifico dopo l'esplosione. Sempre in Perù le forti onde hanno provocato una fuoriuscita di petrolio che ha colpito le spiagge della provincia di Callao. Questo vulcano sottomarino poco profondo univa le due piccole isole Hunga-Ha'apai e Hunga-Tonga, da cui prende il nome.
Fortunatamente si trattava di isole disabitate, dato che ora sono quasi scomparse dalla mappa dopo l'eruzione, considerata la più potente sin da quella del Pinatubo, nelle Filippine, nel 1991. L'energia rilasciata è stata di circa 10 megatoni, secondo una stima degli scienziati della NASA. Alla maggiore esplosività che caratterizza questo tipo di magma si è aggiunto un altro fattore: l'acqua, trattandosi di una caldera sottomarina, anche se non molto profonda.
"Quando la lava entra in contatto con l'acqua ci sono tre possibili scenari", ha spiegato il geologo Stavros Meletlidis, del National Geographic Institute (IGN). "Che il volume dell'acqua sia decisamente maggiore di quello della lava, come è successo a La Palma, e non ci sono quasi effetti; che l'interazione è in parti uguali, e si produce una certa esplosività, ma non molto grande; o cosa che e' successa a Tonga: che c'è più lava che acqua. L'acqua evapora improvvisamente e la pressione di questi vapori acquei si aggiunge alla pressione del vulcano, moltiplicando la pressione e moltiplicandone l'esplosività. Immagina la caldera di Santorini e immergila nel mare. Tra migliaia di anni, Tonga sarà come Santorini". (fonte: AGI)