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sabato 17 gennaio 2026

Ecuador: maxi‑operazione militare contro i cartelli della droga, 10mila soldati schierati

Foto tratta dal quotidiano "El Comercio"
L’Ecuador prova a reagire all’ondata di violenza che negli ultimi anni ha trasformato il Paese nel nuovo epicentro del narcotraffico latinoamericano.
Venerdì il governo del presidente Daniel Noboa ha annunciato il dispiegamento di 10mila soldati in una vasta operazione contro le bande legate ai cartelli messicani e colombiani, ritenute responsabili dell’escalation criminale che ha colpito il territorio.
La posizione geografica, tra Colombia e Perù — i due maggiori produttori mondiali di cocaina — ha reso l’Ecuador il principale porto di uscita della droga verso Stati Uniti ed Europa. Una vulnerabilità che si è tradotta in un drammatico aumento degli omicidi: nel 2025 il Paese ha registrato un tasso di 52 uccisioni ogni 100.000 abitanti, uno all’ora secondo l’Osservatorio della Criminalità Organizzata.
Il governo ha scelto una risposta muscolare. A Guayaquil, città portuale e snodo cruciale del traffico, sono arrivati centinaia di militari delle forze speciali incaricati di mettere in sicurezza la costa.
Il ministro della Difesa, Gian Carlo Loffredo, ha ordinato al comando militare di operare da lì “a tempo indeterminato”. Altri reparti sono stati inviati a Manta, principale porto peschereccio e altro hub strategico.
L’intervento si inserisce in una cooperazione crescente con Washington: già a dicembre gli Stati Uniti avevano annunciato l’invio di truppe per un’“operazione temporanea” anti‑droga. Il ministero della Difesa ecuadoriano ha adottato toni durissimi, promettendo “prigione o inferno per chiunque metta in pericolo la sicurezza”. Un messaggio che riflette la gravità della crisi e la volontà del governo di riconquistare il controllo del territorio.

martedì 2 agosto 2022

Le iguane terrestri tornano nascere alle Galapagos dopo due secoli

L'annuncio di Gustavo Manrique su Twitter
Le iguane terrestri sono tornate a nascere sull'isola di Santiago, nell'arcipelago delle Galapagos ecuadoriane, dopo quasi due secoli.
Lo ha annunciato su Twitter il ministro dell'Ambiente, dell'Acqua e della Transizione ecologica dell'Ecuador, Gustavo Manrique, ricordando come l'ultima registrazione realizzata di una popolazione sana di queste iguane rosa fosse stata per opera di Charles Darwin nel lontano 1835.
"Oggi - ha concluso il ministro - stiamo vivendo con entusiasmo il risveglio ecologico di un'isola che è stata gravemente danneggiata in passato".
Da parte sua il quotidiano "El Universo" di Guayaquil scrive che la direzione del Parco Nazionale delle Galapagos (DPNG), con l'obiettivo di continuare il ripristino ecologico dell'isola di Santiago, ha costantemente trasferito, dal 2019, 3.143 iguane terrestri (Conolophus subcristatus), adeguatamente identificabili, dall'isola di Seymour Norte. Tuttavia, prosegue il giornale, fino a poco tempo fa non c'era traccia della riproduzione di esse nell'habitat naturale.
Il recupero dell'equilibrio ecologico nell'isola di Santiago è iniziato nel 2002 con l'esecuzione del Progetto Isabela per l'eradicazione di capre e maiali, specie non autoctone che contribuirono alla temporanea estinzione delle iguane rosa. (fonte: ANSA)

sabato 15 gennaio 2022

Galápagos, l'Ecuador amplia la riserva marina del 60%

La meraviglia delle Isole Galapagos (foto Plastic Oceans Int.)
La riserva marina delle Galápagos
, il meraviglioso paradiso di biodiversità dell'Oceano Pacifico, è stata ufficialmente ampliata dallo stato dell'Ecuador di quasi il 60%.
A bordo di una barca scientifica ancorata al largo dell'isola di Santa Cruz (una delle cinque isole dell'arcipelago), nel Parco Nazionale delleGalapagos (PNG), il presidente ecuadoriano Guillermo Lasso ha firmato il decreto che crea una nuova riserva naturale chiamata "Fraternità".
Questa riserva marina di 60.000 km2 si aggiunge alla riserva di 138.000 km2 che esiste dal marzo 1998, famosa in particolare per le sue tartarughe e la sua ricchissima fauna marina. L'arcipelago ecuadoriano ha così ora 198.000 km2 di area marina protetta.
La creazione della "Fraternità" è un "chiaro messaggio al mondo", ha commentato Lasso aggiungendo: "E' un nuovo rapporto con la Terra, un nuovo modo di intendere il significato del progresso umano".
Dietro all'ampliamento della riserva c'è anche una questione economica: alla recente Cop26 di Glasgow, infatti, il presidente Lasso aveva annunciato la proposta di cambiare una parte del debito ecuadoriano con un maggiore impegno nella protezione della natura, sottolineando anche che, quando sarebbe andata in porto, la vicenda avrebbe rappresentato "lo scambio più grande del suo genere nella storia del mondo".
Il presidente colombiano Ivan Duque e l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton hanno partecipato all'evento, così come i rappresentanti del governo di Costa Rica e Panama.
La nuova riserva, nel nord dell'arcipelago, si estende fino al confine marittimo del Costa Rica, formando un corridoio marino che si collega all'area protetta di Cocos (Costa Rica), seguendo un corridoio naturale di migrazione della fauna marina.
Le aree protette delle isole di Malpelo (Colombia) e Coiba (Panama) saranno aggiunte in un secondo momento per creare una riserva di biosfera marina transfrontaliera, che sarà poi una zona libera dalla pesca industriale su 500.000 km2, in acque dove vivono tartarughe marine, balene, squali e mante.
Questa nuova riserva "garantirà la sopravvivenza del 40% delle specie marine del mondo", ha detto il presidente colombiano Duque.
L'arcipelago delle Galapagos, che prende il nome dalle tartarughe giganti endemiche che vi abitano, si trova a 1.000 chilometri al largo della costa dell'Ecuador ed è patrimonio mondiale e riserva della biosfera per la sua flora e fauna uniche. Questa zona protetta, dove la pesca industriale è proibita, è la seconda più grande del mondo e ospita più di 2.900 specie marine. (fonte: AGI)

Le Isole Galapagos sulla mappa e rispetto al Sud America

giovedì 30 settembre 2021

Massacro nel carcere, Ecuador in crisi

Il presidente dell'Ecuador, Guillermo Lasso, ha dichiarato lo stato di emergenza dell'intero sistema carcerario dopo il massacro di martedì avvenuto nella prigione della città di Guayaquil, in cui sono morti oltre cento detenuti, a causa di uno scontro fra bande criminali.
"Stato di emergenza per il grave tumulto interno in tutti i centri che compongono il sistema di riabilitazione sociale a livello nazionale, senza alcuna eccezione, per un periodo di 60 giorni dalla firma del presente decreto dirigenziale", dice il documento firmato dal capo dello Stato.
Il provvedimento eccezionale è stato annunciato dopo che è stato pubblicato sui 'social' che il bilancio delle vittime della rivolta carceraria ammontava a circa 110 e che 70 erano state trovate nei padiglioni 9 e 10 del penitenziario di Guayaquil dopo una perquisizione effettuata da unità della Polizia. (fonte: AGI)

martedì 28 aprile 2020

Le cascate di San Rafael si sono prosciugate

Le cascate di San Rafael ora e, a destra, prima del 2 febbraio
Addio alle cascate di San Rafael, la più alta dell'Ecuador, prosciugatasi in seguito all'apertura di una voragine sotto il letto del fiume che la alimentava, evento ripreso in diretta da alcuni turisti.
Le cascate, alte più di 150 metri, si trovano nel Cayambe Coca Park, al confine con la Colombia. "Le cascate erano un'attrazione per decine di migliaia di visitatori ogni anno, un simbolo dell'ecoturismo in Ecuador", ha detto Emilio Cobo, responsabile del South America Water Program con l'International Union for the Conservation of Nature.
Stando ai dati dell'Osservatorio della Terra della NASA, la cascata ha smesso di scorrere lo scorso 2 febbraio.