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mercoledì 22 marzo 2023

California, le forti piogge fanno rinascere il lago scomparso

Il lago Tulare (immagine dal web)
Il lago Tulare, in California, potrebbe tornare a 'vivere' dopo 80 anni, periodo di tempo in cui era stato dichiarato secco e ormai ufficialmente prosciugato.
Merito, si fa per dire, delle piogge mostruose che in questo periodo stanno battendo senza sosta lo stato americano. E anche se la primavera è ormai arrivata nell'emisfero settentrionale, i meteorologi hanno previsto altri 10 centimetri di pioggia e fino a 120 centimetri di neve sulle montagne.
Nella Central Valley californiana, le autorità hanno emesso ordini di evacuazione per i residenti delle comunità della contea di Tulare, dove il lago, prosciugato intorno alla Seconda Guerra Mondiale, potrebbe tornare a esistere.
"Le prospettive di acqua alta sempre più gravi in quella che si preannuncia come una stagione record per il deflusso del fiume Kings hanno portato il Distretto di Sacramento del Corpo degli Ingegneri dell'Esercito degli Stati Uniti (USACE) ad annunciare l'intenzione di iniziare un raro rilascio di acqua nel vecchio letto del lago Tulare", si legge in un comunicato del King's River Conservation District (KRCD). E ancora: "I rilasci, che raggiungono i 42 metri cubi al secondo, inizieranno a portare i flussi di piena nell'ex letto del lago nella contea di Kings".
Un tempo il lago Tulare era il più grande lago d'acqua dolce degli Stati Uniti occidentali, alimentato principalmente dallo scioglimento delle nevi della Sierra Nevada, ma da quando l'area è stata sviluppata per l'agricoltura e i fiumi sono stati deviati per l'irrigazione, il lago si è ridotto e, a metà del XX secolo, è diventato terreno agricolo. Da allora si è allagato solo periodicamente, come nel 1983, quando le montagne furono coperte da una nevicata record, e il 2023 si preannuncia in grado di rivaleggiare con quei totali.

sabato 15 gennaio 2022

Galápagos, l'Ecuador amplia la riserva marina del 60%

La meraviglia delle Isole Galapagos (foto Plastic Oceans Int.)
La riserva marina delle Galápagos
, il meraviglioso paradiso di biodiversità dell'Oceano Pacifico, è stata ufficialmente ampliata dallo stato dell'Ecuador di quasi il 60%.
A bordo di una barca scientifica ancorata al largo dell'isola di Santa Cruz (una delle cinque isole dell'arcipelago), nel Parco Nazionale delleGalapagos (PNG), il presidente ecuadoriano Guillermo Lasso ha firmato il decreto che crea una nuova riserva naturale chiamata "Fraternità".
Questa riserva marina di 60.000 km2 si aggiunge alla riserva di 138.000 km2 che esiste dal marzo 1998, famosa in particolare per le sue tartarughe e la sua ricchissima fauna marina. L'arcipelago ecuadoriano ha così ora 198.000 km2 di area marina protetta.
La creazione della "Fraternità" è un "chiaro messaggio al mondo", ha commentato Lasso aggiungendo: "E' un nuovo rapporto con la Terra, un nuovo modo di intendere il significato del progresso umano".
Dietro all'ampliamento della riserva c'è anche una questione economica: alla recente Cop26 di Glasgow, infatti, il presidente Lasso aveva annunciato la proposta di cambiare una parte del debito ecuadoriano con un maggiore impegno nella protezione della natura, sottolineando anche che, quando sarebbe andata in porto, la vicenda avrebbe rappresentato "lo scambio più grande del suo genere nella storia del mondo".
Il presidente colombiano Ivan Duque e l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton hanno partecipato all'evento, così come i rappresentanti del governo di Costa Rica e Panama.
La nuova riserva, nel nord dell'arcipelago, si estende fino al confine marittimo del Costa Rica, formando un corridoio marino che si collega all'area protetta di Cocos (Costa Rica), seguendo un corridoio naturale di migrazione della fauna marina.
Le aree protette delle isole di Malpelo (Colombia) e Coiba (Panama) saranno aggiunte in un secondo momento per creare una riserva di biosfera marina transfrontaliera, che sarà poi una zona libera dalla pesca industriale su 500.000 km2, in acque dove vivono tartarughe marine, balene, squali e mante.
Questa nuova riserva "garantirà la sopravvivenza del 40% delle specie marine del mondo", ha detto il presidente colombiano Duque.
L'arcipelago delle Galapagos, che prende il nome dalle tartarughe giganti endemiche che vi abitano, si trova a 1.000 chilometri al largo della costa dell'Ecuador ed è patrimonio mondiale e riserva della biosfera per la sua flora e fauna uniche. Questa zona protetta, dove la pesca industriale è proibita, è la seconda più grande del mondo e ospita più di 2.900 specie marine. (fonte: AGI)

Le Isole Galapagos sulla mappa e rispetto al Sud America

giovedì 18 novembre 2021

Piogge torrenziali in Canada, la Columbia Britannica dichiara lo stato di emergenza

L'home page del sito del Vancouver Sun
La Columbia Britannica (British Columbia), provincia situata nel Canada occidentale, ha dichiarato lo stato di emergenza a seguito delle inondazioni che hanno colpito diverse città dell'area e causato l'evacuazione di migliaia di residenti.
Le piogge torrenziali di domenica e lunedì hanno infatti provocato smottamenti e inondazioni, registrando una vittima e tre dispersi, la morte di migliaia di animali, un vero e proprio disastro legato all'agricoltura e grossi problemi di approvvigionamento, sia dal punto di vista delle provviste che del rifornimento dei mezzi privati a due e quattro ruote.
Lo stato di emergenza mira a ripristinare il più rapidamente possibile l'accesso alle strade che sono state chiuse per diversi giorni, causando interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
Le autorità raccomandano di non viaggiare per dare la priorità alla consegna dei beni essenziali e dei servizi medici e di emergenza.
Secondo i meteorologi, le inondazioni sono state causate da una stretta fascia di umidità dalle regioni tropicali verso i poli. Fra l'altro, la Columbia Britannica ha registrato la scorsa estate temperature record con più di 500 persone morte a causa del gran caldo. (fonte: AGI)

mercoledì 12 febbraio 2020

Tempesta Ciara, disastri in Nord Europa e neve a Baghdad

Si chiama Tempesta Ciara ed è sua la colpa dei disastri provocati nel Nord Europa, con raffiche di vento superiori ai 100-150 km/h e piogge alluvionali. Gli esperti di 3bmeteo.com spiegano: "Tra le zone più colpite le Isole Britanniche, dove vi sono state numerose alluvioni; forte vento e danni in Francia, con chiusura della Tour Eiffel e circa 130 mila persone senza energia elettrica. Danni da vento e vittime si sono registrate anche in Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Svezia, dove tra l’altro si sono verificati anche temporali fuori stagione con grandine. Tempesta di vento che non ha risparmiato le Alpi, con numerosi abeti abbattuti in Austria".
Eppure, d'altra parte, si nota come "questo inverno sarà probabilmente uno dei più caldi di sempre in Europa: dal 21 dicembre a oggi le temperature sono risultate complessivamente sopra la media su quasi tutto il Vecchio Continente, ma in particolar modo sul comparto centro-orientale: tra Baltico, Finlandia, Bielorussia, Ucraina e Russia settentrionale le temperature sono risultate superiori alle medie anche di 5-6°C, un valore davvero elevato considerando che è mediato su quasi due mesi. Anomalie che invece si smorzano andando verso Ovest e in particolare su Irlanda, Francia atlantica, Spagna, Portogallo, ma anche Sud Italia".
Dall'altra parte, se l'inverno latita in Europa, per contro il Medio Oriente fa i conti con una ondata di freddo eccezionale, le cui propaggini hanno raggiunto l'Arabia Saudita a due passi dal Tropico del Cancro. La neve ha imbiancato Baghdad, dove la temperatura è scesa a -1° (non accadeva dal 2008), mentre in Siria sono state raggiunte temperature di -6°. Da segnalare infine punte di -25° sulle zone interne della Turchia e di -2° a Cipro. Il meteo non conosce confini e non guarda in faccia nessuno.

venerdì 2 novembre 2018

Maltempo senza tregua, pioverà anche nel weekend

Il maltempo proseguirà anche durante il weekend in tutta Italia. Lo dicono le previsioni di 3BMeteo.com, secondo le quali è in arrivo una nuova perturbazione che, a partire da questo venerdì, sarà responsabile di piogge e temporali localmente intensi. Edoardo Ferrara, meteorologo, aggiunge che un'attenzione particolare verrà puntata su bassa Toscana, Lazio, nord Campania e Sicilia, dove non si escludono nuovi nubifragi.
Per quanto riguarda la giornata di sabato sono previste locali precipitazioni sul Nordovest, centrali tirreniche ma soprattutto su Sicilia e Sardegna, dove saranno possibili nuovi forti temporali. Domenica è invece attesa una nuova perturbazione (un'altra!) con una passata di rovesci e temporali al Centrosud, a partire dalle tirreniche. Piogge in intensificazione anche sul Piemonte, poi gradualmente resto del Nordovest ed Emilia Romagna entro fine giornata.
La temperatura non sarà particolarmenta freddo, virando anzi su un clima diurno mite, specie sulle adriatiche, dove si potranno superare punte di 20° per via dell’insistenza di venti di Libeccio od Ostro.
Ma cosa riserva il futuro, almeno quello immediato? Anche la prossima settimana vedrà nuovi passaggi piovosi diretti soprattutto al Nord e tirreniche, in un contesto climatico relativamente mite. Certo non mancheranno anche delle parentesi asciutte e almeno parzialmente soleggiate, specie sulle adriatiche.

domenica 19 aprile 2009

Italia fredda come il Canada... ma solo 300 anni fa!

Chi, tra i nostri connazionali, vive oggi in Canada pensa, giustamente, di avere lasciato un’Italia tradizionale terra del sole e di un mare caldo per la gran parte dell’anno, una sorta di giardino dai contorni a volte quasi equatoriali. Ebbene, non è sempre stato così e, in tempi nemmeno troppo lontani, il panorama delle pianure italiane è stato freddo e glaciale quasi quanto quello del più rigido inverno canadese.
In particolare quest’anno ricorre il bicentenario dell’inverno più freddo occorso in Europa, e di conseguenza anche in Italia, nell’ultimo mezzo millennio. Quella che secondo gli storici venne definita “l’apocalisse bianca” (ma che in realtà non era che il culmine della cosiddetta “piccola glaciazione”) ebbe inizio nel dicembre 1708, quando dalla Russia cominciò a spostarsi verso ovest il raro anticiclone termico russo, che, la sera del 6 gennaio 1709, fece il suo drammatico ingresso nella Pianura Padana. Sarà questo un evento drammatico di proporzioni bibliche, uno dei più grandi disastri climatici della storia. In poche ore si gelano fontane, fiumi e laghi, compreso l’enorme lago di Garda e l’immensa laguna di Venezia... Continua a leggere sul Corriere Canadese

Un reperto veramente unico: un video tratto dalla rete che presenta una delle ultime 'piccole glaciazioni' della laguna veneta. Siamo nel 1929...