martedì 2 febbraio 2010

Once More with feeling... @ Blue Moon, Toronto

Every single night, the same arrangement, I go out and fight the fight. Still I always feel this strange enstrangement, Nothing here is real, nothing here... E' passato un mese da quando avevo scritto per l'ultima volta sul mio blog, ma di cose ne sono successe, tante, tantissime, così che non riesco a starci dietro. Alcune ve le riproporrò strada facendo, tanto il romanzo di quello che mi succede è più un telefilm vecchio stampo che un serial televisivo a puntate. Io sono un po' come Kojak, dove l'ultima serie poteva valere come la prima, dove il faccione del fido Stavros era sempre lì, bonario, a reggere il moccolo dell'iracondo tenente di origine greca.

Da un telefilm all'altro, eccomi a parlare di Buffy, da una cui canzone ho tratto l'incipit in inglese. Stasera sono andato al Blue Moon, un pub di Toronto dove una compagnia di amici musicisti ha messo in scena un musical dedicato a Joss Whedon.

Un lunedì divertente, come solo a Toronto riesco a vivere da un po' di tempo, perché si costruiscono di un niente che riesce a darmi delle profonde soddisfazioni. Ovviamente tutti i presenti erano grandi cultori del noto telefilm di Joss Whedon, autore fra l'altro di altri 'masterpiece' come "Angel", "Firefly", "Dollhouse", oltre che sceneggiatore di film leggendari come "Alien - Resurrection", "Serenity" e "Toy Stories".
E allora ecco la serenità che si snoda fra brevi spiegazioni di cosa significhi ammazzare un vampiro a Sunnydale, presso la 'Bocca dell'inferno', e tutta la sequela di brani tratti appunto da una delle puntate della sesta stagione, completamente musicale (di altissima qualità fra l'altro) intitolata "Once more with feeling...", che Whedon avrebbe voluto inserire nella prima ma che per motivi di opportunità (fare un musical in una prima serie potrebbe non apparire molto furbo agli occhi dela produzione) ha deciso di posticipare di cinque anni.

Non la farò tanto lunga: è stata una bellissima serata, resa possibile dalla solita coppia indomabile A&L, che gentilmente mi hanno 'teletrasportato' al Blue Moon, ovvero dalla parte West a quella East di Toronto in un meno che non si dica...

Ed ecco, il mio primo video 'scaricato' su Youtube (anzi, il secondo, visto che stasera ne ho girati tre). La qualità è quella che è, del resto la mia 'digggitale' è piccolissima, ma è lei quella che ha fato le foto grandi grandi del post, per cui... allora buon ascolto con il pezzo "I've Got a Theory / Bunnies / If We're Together"!

lunedì 11 gennaio 2010

La comparsa che mi ha conquistato: Jane Kim

Come spesso capita, la televisione ci propone spesso tope meravigliose sconosciute alla massa ma che meriterebbero maggiore attenzione. E così succede che attrici, attricette e varie restano (tranne che in Italia, per merito di zio Silvio) nel limbo senza potersi 'esprimere' adeguatamente.
E' il caso della sconosciuta Jane Kim, assolutamente irresistibile non solo dal punto di vista fisico. A parte gli scherzi, la fanciulla, che ha rimediato qualche particina in serials televisivi (l'ultima come comparsa con poche battute in "Fringe") e qualche ruolo di protagonista in film di produzione orientale, è in realtà un personaggio dal profilo interessantissimo.
Vi lascio promettendovi che tornerò presto a parlare di lei, sapete del resto la mia nota passione per le 'bamboline Furgoncin'...

Consigli per 'rinnovare' il proprio look da Martin Fry

Vi chiederete 'Ma guarda che camicia ha preso il Bordi per Capodanno!'. E, in effetti, lontano da Milano, ho deciso di dare una 'rimodernatina' (si fa per dire) al mio look, giusto per tornare indietro ai miei mitici anni '80, quelli per intenderci della new-wave più spinta: Ultravox, Cure, Simple Minds, Visage, ABC (foto in alto a destra), Human League, Heaven 17, Devo, Gary Numan, John Foxx, Siouxsie & The Banshees (foto in basso a sinistra), Soft Cell e chi più ne ha più ne metta... Musica da vedere, ma anche da ascoltare, in grado di avvlgere tutti i sensi di cui è fortunatamente composto il nostro animo... così, per essere 'a la page' tornando indietro di... un quarto di secolo (ops...) raccomando a me e a voi di seguire questi semplici accorgimenti dettati da 'master' Martin Fry, leader degli ABC... come potrete capire, dei suoi tre consigli, io ne posso al massimo seguire solo due...

Da ascoltare attentamente e mettere in pratica...

A Ottawa ho finalmente trovato il Canada
(e per questo alla fine sono tornato a Toronto)

L'inizio del 2010 mi porta a Ottawa per tre giorni di vacanza nella 'steppa' del profondo Ontario, nulla a che vedere con Toronto. Città semideserta ma romantica come la camicia che ho indossato per Capodanno, costellata di edifici in perfetto 'British Style'.
Tante cards, pranzo al The Social, cena da Giovanni's (il miglior italiano di Ottawa e uno dei migliori del Canada), quindi la domenica doppio taxi per arrivare allo Scotiabank Place, vedere gli Ottawa Senators superare i Philadelphia Flyers per 7-4 e correre in stazione carico di gadgets per pigliare il bus delle 19, che impiegherà 6 ore 1/2 per arrivare a Toronto attraverso una vera bufera di neve.

Dopo un venerdì e un sabato in cui mi sono specchiato nelle stalattiti della città e nelle sue torri a orologio in stile 'Dark City', consapevole di avere visto forse il 'vero Canada' rispetto a dove vivo, domenica, rientrando a Dundas & Bay, dov'è situata la stazione dei bus, guardando le strade di Toronto pullulare di 'cabs' e vita, mi sono detto che forse ho scelto la città giusta dove vivere.

Benvenuti nella nuova decade!

Ultimo dell'anno, primo dell'anno, il ghiaccio si scioglie a Toronto, nel bicchiere dove la fiamma unge il bordo della mia bocca che lentamente intinge il proprio sorso di vita.

Comincio i nuovi 365 giorni di speranza nel 'salad bowl' più multiculturale del mondo mangiando salumi italiani e ravioli in brodo. Poi di corsa in Queen Street con la mia nuova 'vecchia' camicia neoromantica andando per club, dal Velvet Underground al Subspace, saltando il Bovine Sex per non appesantire troppo i miei compagni di viaggio. Ma alla fine di gennaio mi concederò il bis.

Quest'inizio anno promette bene, tra ambizioni e patimenti equamenti divisi per sentirmi vivo quanto basta.