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lunedì 13 luglio 2026

Ritrovo Devils, Scudier: "Ci vorranno anni per tornare a vedere l'hockey dei miei tempi"

Maurizio 'Niki' Scudier
Fra i grandi protagonisti del Ritrovo Devils 2026 al Celtic Soul di Rozzano, la grande festa dei Devils Milano, la squadra che, nei primi degli anni '90 del secolo scorso, dominò il mondo dell'hockey ghiaccio italiano, anche Maurizio 'Niki' Scudier, bolzanino doc ma milanese e lombardo trapiantato. Proprio vestendo le maglie dei Devils, ma anche del Varese e dei Milano Vipers, Scudier è diventato milanese d'adozione, ricevendo anch'egli una targa ricordo dai tifosi rossoneri dei Diavoli.
Un evento che forse non ti aspettavi...
"Assolutamente no, è stata una cosa inaspettata, superbellissima, complimenti ai ragazzi che hanno organizzato tutto, verranno fuori ricordi incredibili".
Com'è stata quest'esperienza in rossonero?
"Indimenticabile. Poi, oltre alla bravura dei ragazzi, c'era dietro, lo sanno tutti, la Mediolanum Sport, quindi super super professionali. Probabilmente penso che sarà difficile o ci vorranno anni per vedere i livelli di quei tempi, e quindi sono emozionato, è stato un onore e un piacere lasciare qualche ricordino diciamo indelebile in questa storia.
La domanda classica che si fa in questi casi è quale sia il giocatore con cui ti sia trovato meglio in linea e quello dal quale hai 'rubato' qualcosa...
"L'elenco è lungo. Logicamente sono passato da Jari Kurri, Mark Napier, Morrison, Craig Leavie, Murray Eaves, ma anche a Bolzano ho giocato con Pavelich, Nilsson. Ho avuto la fortuna di nascere in un periodo dove l'hockey era veramente come il calcio in queste zone. Sicuramente mi dimentico altri trenta, quaranta ragazzi, però... e da tutti cerchi di prendere qualcosina per migliorarti ogni anno, ogni mese. Logicamente poi l'altezza è quella e quindi si fa quello che si può...".
Ci 'ascoltano' anche da Bolzano, che è la tua città natale. Cosa vuoi dire agli amici di Bolzano?
"Io sono nato e cresciuto lì. Ho tantissimi amici, una squadra per dieci anni incredibile. Anche a Bolzano ragazzi storici. Non cambierei nulla di tutto quello che ho fatto da quando ero bambino ad adesso. Pensavo di vedere qualcuno anche di loro, ci saranno altre occasioni. Sono stati degli anni e un passaggio fondamentale per arrivare ad oggi".
Nasce un nuovo Milano dell'hockey adesso che parteciperà all'Ice Hockey League. Pensi che siano maturi i tempi per un ritorno dell'hockey ad alti livelli a Milano?
"Io mi auguro di sì con tutto il cuore. Il problema è sempre il settore giovanile che, purtroppo, mancando quello, manca il futuro delle società. Speriamo che con un progetto a lungo lungo termine, che nel giro di 10, 15 anni si riescano a vedere i livelli di una volta".

domenica 5 luglio 2026

Ritrovo Devils, le parole di Romano: "Tornassi indietro, sceglierei sempre l'Italia"

Roberto Romano in mezzo ai suoi compagni al Celtic Soul
Fra i giocatori premiati al Ritrovo Devils 2026, l'evento che celebrato la squadra tricampione d'Italia di hockey ghiaccio dei Devils Milano, fra i premiati 'alla carriera' c'è stato anche Roberto Romano, storico portiere italo-canadese che ha vestito anche la maglia della Nazionale. "Ovviamente le cose che ricordo di più sono le amicizie che ho stretto e il successo che abbiamo ottenuto come squadra", le sue parole in un'intervista. "Nei tre anni in cui sono stato qui a Milano abbiamo vinto due scudetti, ma ancora più importante è stato il fatto di avere conosciuto degli amici incredibili, che vengo a visitare quasi ogni anno, ogni volta che torno qui, oltre alla maniera in cui Berlusconi e la Mediolanum ci hanno sempre trattato, con classe e rispetto".
Romano ha giocato e vinto anche con la maglia biancorossa del Bolzano: "Anche a Bolzano ho vissuto una grande stagione - aggiunge -, terminammo vincendo il campionato quell'anno. In particolare voglio ringraziare una persona speciale, un grande giocatore, Gino Pasqualotto, un personaggio che sarà per sempre ricordato nel mondo dell'hockey".
Romano ha giocato anche fra i 'pro' dell'NHL, vestendo la maglia dei Pittsburgh Penguins: "Nella mia vita ho giocato contro tutti i più grandi, anche contro Wayne Gretzky. Ho giocato a fianco di Mario Lomieux, ma è difficile da descrivere, come 'goalie' ci devi giocare contro per capire la sua magia. E' tutto quello che posso dire".
Emozionatissimo, Romano, ha ritirato anche una targa speciale conferitagli dai tifosi. Davanti al pubblico dei tifosi una dichiarazione toccante: “Se un giorno mi troverò di fronte a Dio e mi chiederà se, tornando indietro, dovessi preferire giocare nella lega NHL o nel campionato italiano, non avrei alcun dubbio. Sceglierei gli anni giocati in Italia”.

sabato 4 luglio 2026

Devils Milano, una giornata per ricordare il passato nel segno del futuro

Foto di gruppo... con trofeo (foto Bordignon)
Un centinaio di persone, un ristorante con tre sale riempito ai limiti, come si dice, della capienza, nove giocatori (ex) e uno storico fisioterapista, premi, proiezioni di video e l'annuncio di un progetto: si può veramente definire un successo la Reunion Devils 2026, andata in scena al Celtic Soul di Rozzano, locale di Massimiliano Durante, ex giocatore degli stessi Devils Milano, presente alla giornata assieme a un folto numero di compagni, alcuni dal nome di livello assoluto. C'era il 'goalie' italo-canadese Roberto Romano, oltre 100 partite in NHL nei Pittsburgh Penguins a fianco di Mario Lemieux, c'era Mario Brian Chitarroni, prolifico attaccante che in maglia rossonera ha giocato una sola stagione realizzando però 98 punti in 53 partite vincendo uno scudetto, e trionfando con Varese nella Federation Cup nella stagione 1995-96. Alla giornata hanno preso parte anche ex giocatori italiani di grandissima esperienza, come la storica coppia bolzanina composta dal difensore Paolo Casciaro e dall'attaccante Maurizio 'Niki' Scudier, entrambi vincitori di due scudetti e un'Alpenliga con la maglia dei Devils.
Sul palco, allestito e circondato dagli storici stendardi del tifo rossonero (ma anche da quelli biancorossi degli antesignani Diavoli Milano) a ritirare premi alla carriera sono saliti anche Ricky Tessari, Alex Cintori, Gianni Spoletti, Gianluca Ghedini e il 'padrone di casa' Massimiliano Durante. Premiato anche un emozionatissimo Roberto Morosi, punta di diamante della fisioterapia sportiva italiana, che proprio nei Devils ha cominciato la propria attività, per poi trasferire le proprie competenze fino alla nazionale di sci di fondo femminile e al Milan calcio.
Ospiti a sorpresa, anche se solo al telefono, lo storico capitano Gaetano 'Gaetes' Orlando e l'altrettanto mitico 'rivale' Tony Fiore, attaccante del Milano che tanti dispiaceri nei derby ha riservato alla tifoseria rossonera, cui è stato riservato un lungo applauso e un coro d'ovazione.
E' stata anche annunciata la fondazione dell'Associazione Rossonera Hockey Ghiaccio, una realtà che si propone di custodire la storia dell'hockey milanese nella sua evoluzione dai tempi in cui erano i Diavoli Rossoneri a incarnare questo prezioso binomio cromatico, per passare ai Devils berlusconiani e arrivare infine ai giorni nostri. unendo la comunità dei tifosi con un occhio rivolto al futuro, senza la pretesa, quasi surreale, di pretendere una squadra sul ghiaccio, ma ribadendo la dignità di un movimento che da sempre ha rappresentato una fetta importante della Milano sportiva.

domenica 18 febbraio 2024

Hockey ghiaccio: Devils, la prima vittoria non si scorda mai

Un'immagine della partita di sabato (foto Bordignon)
E alla fine arrivò anche la prima vittoria. Lo zucchero, per i Devils Milano, l'unica squadra milanese in attività nel mondo dell'hockey ghiaccio, giunge in fondo, inatteso ma quanto mai dolce e saporito.
I rossoneri si impongono per 4-2 sul Cadore, giunto un po' rabberciato in terra lombarda, ma dopo che, anche loro, avevano deciso di regalare spazio e ghiaccio a molti giovani del 'roster'.
Alla fine, dopo tanto penare, è proprio la freschezza dei milanesi ad avere la meglio.
Tutto malgrado il primo periodo, disputato in un regime di equilibrio, fosse stato segnato, a dodici secondi dalla fine dalla rete ospite di Dominic Pomarè.
Il secondo periodo era scoppiettante, e consentiva ai Devils di non perdere terreno nei confronti degli avversari: pareggio di Jacopo La Notte, nuovo vantaggio cadorino di Alex Talamini, nuovo pareggio di Alessio Vavasotto.
Nel terzo conclusivo il 'game winning goal' decisivo veniva realizzato da Stefano Grecchi, assistito da Bryan Suevo (per lui 1+2). A 25 secondi dalla fine la rete conclusiva di Suevo, un barlume di speranza per la prossima stagione, ultimi secondi di un anno vissuto pericolosamente, forse troppo, per i colori rossoneri.

mercoledì 9 agosto 2023

Hockey ghiaccio: Devils, il 17 settembre presentazione e amichevole con il Como

Le nuove maglie dei Devils: la prima uscita sarà il 17 settembre
Semplicemente aggressive. E molto belle, con una grande 'V' rossa che si insinua sulla casacca completamente nera e la scritta 'Devils' poggiata su uno scudo attorcigliato a forma di diaboliche corna.
Sono le maglie dei nuovi Devils, società formata sulle ceneri degli Old Boys e grazie alla fusione coni Diavoli Sesto, attraverso la cui collaborazione ha ancora ereditato un gran numero di squadre giovanili.
La scelta del nome, un evidente richiamo all'epoca d'oro dell'hockey milanese, ha suscitato un fervente dibattito sui 'social', risvegliando l'inevitabile acredine fra le due anime dell'hockey milanese, separate e inconciliabili fra loro, quella rossonera e quella rossoblù, al momento priva di squadra e anche di prospettive.
La stagione non si prospetta comunque facile per i neonati Devils, in una IHL Division 1 che quest'anno promette battaglie e scintille a tutte le latitudini.
Gli allenamenti saranno, come sempre, pochi (si parla di qualche sgambata ai primi di settembre), mentre è già stato fissato il giorno della presentazione, che avverrà il 17 settembre alle 17.30, assieme alla prima (e forse unica) amichevole precampionato, contro il forte Como (di cui i Devils sono farm-team) in occasione del Memorial Emanuele Formica.

domenica 28 novembre 2021

Alè, alè, alè Scudier: il tifo Devils torna a casa e ritrova un vecchio amico

Niki Scudier con i tifosi dei Devils a fine gara
Prendi un palazzetto del ghiaccio, mettici un gruppo di tifosi carichi di nostalgia ma pazzamente amanti dell'hockey, infilaci dentro una squadra che scende sul ghiaccio con i colori rossoneri, aggiungi in pista un giovanotto di belle speranze con la scritta 'Scudier' sulle spalle e mettine un'altro, un po' più stagionato, in panchina che se lo chiami "Scudier!" si gira e ti saluta e il cocktail è lì, pronto, bello da servire.
Per una sera l'Agorà ritorna PalaCandy, con un nutrito gruppo di 'scudieri' sugli spalti agghindati con le sciarpe che un tempo furono dei Devils Milano, quelli di Mike Richards e Gates Orlando, di Tony Circelli e Roberto Romano, di Mark Roberrt Napier e Murray Eaves, fino a Jari Kurri, Tom Chroske, Sergio Momesso, Mike De Angelis e i compianti Larry Rucchin e František Procházka. E, ovviamente, di quel Niki Scudier tutto preso a dare indicazioni sulla panca degli Old Boys Milano.
La partita è quel che è, trattasi della 'solita' IHL Division 1: per chi era presente al 'derby' con i Milano Bears trattasi un po' di delusione. Tanto che il Chiavenna, avversario di turno e sceso anche stavolta sul ghiaccio in formazione rimaneggiata, ha buon gioco nel contenere gli assalti avversari e addirittura, controbattere colpo su colpo e passare per primo in vantaggio.
I tifosi rossoneri (quelli 'doc' provenienti dall'universo spazio-tempo Devils) decidono che è anche il caso di fare scivolare un 'pezza da trasferta' sui tubi della tribuna, ed ecco che un bel "Squad" (che starebbe per "Squadriglia") si srotola affiancato da una drappo 'crociato' rosso su bianco con logo Milano.
Gli Old Boys riescono a rimettere in piedi la partita, dal pubblico 'ritrovato' si alza qualche timido applauso e incitamento. "Mi aspettavo di peggio, il livello non è male", azzarda qualcuno in sciarpa rossonera, proprio pochi secondi prima che il Chiavenna ritrovi il pareggio dopo una sconcertante azione difensiva dei milanesi che, in chiave hockeistica, ricorda in maniera esilarante la 'topica' fra Tatarusanu e Gabbia che ha portato al gol 'calcistico' della Fiorentina contro il Milan pochi giorni fa.
Quello che succede sul ghiaccio conta fino a un certo punto, è sugli spalti che abbondano gli abbracci (con mascherina, ovviamente), vecchie conoscenze che si ritrovano dopo un quarto di secolo (letteralmente...), pacche sulle spalle e birre scolate in compagnia. Ex-single trasformatisi in mariti, mogli, padri e madri, ed ex-fidanzati tornati single, in 25 anni non è cambiato solo l'hockey su ghiaccio milanese...
Scorrono gli ultimi minuti di gioco, il chiavennate Samuele Succetti si fa molti 'amici' (si fa per dire) in tribuna mentre entra in panca puniti ma, come in ogni bella favola che si rispetti, la parola 'fine' è lietissima per i tifosi rossoneri (quelli vecchi dei Devils e quelli nuovi degli Old Boys), con la rete decisiva del 4-3 realizzata proprio dal 'figlio di Scudier', Davide (che, scritto così, sembra rievocare antichi 'albi' di "Tex", come "Il figlio di Yama"), che insacca la rete decisiva in inferiorità numerica al 56'56": per lui due gol e un assist, mentre in tabellino finiscono a più riprese anche Bryan Suevo (un gol e tre assist), Matteo Cesarini (un gol) e Gabriele Finessi (quattro assist).
Finita? No. Per rendere il tutto perfetto mancano il giro di pista degli Old Boys davanti agli applausi del pubblico rossonero (vecchio e nuovo) e, soprattutto, l'assalto alla panchina con abbraccio (sempre rigorosamente con mascherina) con Scudier il Vecchio, foto di rito, ringraziamenti, promesse di rivedersi presto e un grido che torna a riecheggiare nel PalaCandy (ops...): "Alè, alè, alè Scudier!!!".

Per la cronaca della partita vi invito alla lettura del sempre inappuntabile articolo di HockeyTime, sito che copre tutte le partite di tutti i campionati nazionali ed esteri.

Qui sotto la galleria fotografica con le foto... mie (Massimiliano Bordignon)











giovedì 15 ottobre 2009

Accesi la tv e vidi Mark Robert Napier...

Mi aggiravo ieri sera fra il solito nugolo di televisioni canadesi che si occupano di sport, e di hockey in particolare, quando vedo un nome in sovrimpressione e mi coglie un tuffo al cuore. Guardo la figura che si staglia sul video, un signore attempato i cui tratti mi ricordano quelli di una foto che avevo scattato alla fine di una partita vinta contro il Bolzano che valeva un tricolore.
Il volto un po’ lentigginoso non mente, anche se davvero non posso credere che i 16 anni passati da allora lo abbiano cambiato così tanto. Però è lui, Mark Robert Napier, numero 65 dei Devils Milano, 'the Machine', indimenticabile compagno di linea di Gaetes Orlando e Paul Beraldo, alternato quest’ultimo a ‘un certo’ Murray Eaves, giusto perché quella squadra, forse la più forte mai vista in un palazzetto italiano, poteva permettersi questo e altro.

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