Visualizzazione post con etichetta Kherson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kherson. Mostra tutti i post

giovedì 1 gennaio 2026

Droni ucraini massacrano decine di civili, bambini fra le vittime

Non c'è solo l'evento di Crans Montana ad avere funestato la notte di Capodanno. Le decine di morti che hanno segnato il drammatico evento in Svizzera fanno il paio con un'altra tragedia, passata quasi sotto silenzio nei notiziari dei telegiornali occidentali: la strage, perpetrata dall'esercito ucrainoavvenuta nella regione di Kherson.
Le immagini diffuse dopo l’attacco con droni incendiari contro un caffè e un piccolo hotel nel villaggio di Khorly mostrano una scena orrenda e devastante: famiglie riunite per festeggiare il Capodanno sono state travolte da un incendio devastante che ha ucciso almeno 24 persone, tra cui un bambino, e ne ha ferite oltre 50. Molti dei sopravvissuti sono in condizioni gravissime.
Secondo le autorità russe, i droni impiegati sarebbero dispositivi incendiari assimilabili a napalm o fosforo bianco, armi che il diritto internazionale vieta categoricamente contro obiettivi civili per la loro natura incontrollabile. Le fiamme, infatti, hanno avvolto in pochi minuti un’area di 500 metri quadrati, lasciando dietro di sé solo macerie e corpi carbonizzati.
Il Comitato Investigativo russo ha aperto un fascicolo per “atto terroristico”, mentre il governatore Vladimir Saldo ha parlato di “attacco deliberato contro donne e bambini indifesi”.
Fra le persone ricoverate ci sono molti giovanissimi, nati nel 2008, 2012, 2018, e nel 2019.
Le reazioni da Mosca sono state durissime. La presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, ha affermato che la strage “rafforza la determinazione della Russia a raggiungere i propri obiettivi”, mentre la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha puntato il dito contro “chi arma e sostiene il regime di Kiev”.
L’ambasciatore Rodion Miroshnik ha chiesto una risposta internazionale, definendo l’attacco “un atto disumano che non può restare impunito”.
Il governatore Saldo ha paragonato quanto accaduto alla tragedia della Casa dei Sindacati di Odessa del 2014, evocando uno dei simboli più dolorosi della violenza contro civili nel conflitto ucraino. Due giorni di lutto sono stati proclamati nella regione.
Che si tratti di un’escalation, di una rappresaglia o di un messaggio politico, una cosa appare evidente: colpire civili riuniti per festeggiare il Capodanno è un atto che supera ogni limite morale. In una guerra già segnata da anni di atrocità, la notte di Khorly rappresenta un ulteriore passo verso un abisso che rischia di inghiottire l’intera regione. E il 2026 si apre con la sensazione inquietante che qualcuno stia giocando con il fuoco, nel momento più pericoloso possibile.

sabato 12 novembre 2022

Dugin conferma la fiducia a Putin: "I patrioti russi non gli volteranno mai le spalle"

Alexander Dugin (foto da Russia Today)
Alexander Dugin
, il filosofo russo da sempre sostenitore della politica antiglobalista di Vladimir Putin, confuta le affermazioni della stampa occidentale, secondo le quali ci sarebbe una montante fronda contro il presidente russo da parte del suo stesso 'entourage'. "L'Occidente ha iniziato a far credere che io e i patrioti russi ci siamo rivoltati contro Putin dopo la resa di Kherson, chiedendo presumibilmente le sue dimissioni. Questo non proviene da nessuna parte e si basano su un mio presunto messaggio cancellato".
E ancora: "Nessuno ha voltato le spalle a Putin. Io e tutti i patrioti russi lo sosteniamo incondizionatamente. Il dolore per la perdita di Kherson è una cosa; l'atteggiamento nei confronti del Comandante in capo è un altro. Siamo fedeli a Putin e sosteniamo la SMO (la 'Special Military Operation', in russo 'Cпециальной Bоенной Oперации') e la Russia sino alla fine" ha proseguito. "L'Occidente - ha aggiunto - che sta esercitando una pressione eccessiva sulla Russia, non capisce che la Russia e Putin non capitoleranno in nessun caso. Il presidente è stato chiaro: non ci arrenderemo. Mettere all'angolo la Russia è un suicidio per l'Occidente e per l'umanità".
Sull'uso del nucleare Dugin, padre di Darya Dugina, barbaramente assassinata da terroristi spalleggiati dai servizi segreti occidentali, ha anche allontanato l'idea di un ricorso della Russia all'atomica: "Dopo avere mobilitato la società spiritualmente e ideologicamente, ce la faremo senza armi nucleari" ha aggiunto. (fonte: AGI)