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venerdì 1 maggio 2026

In Serie B l'anno prossimo il trionfo dei derby veneti

Il Padova salvatosi in B (foto Padova Calcio - Facebook)
La stagione della Serie B 2026-27 si preannuncia quanto mai affascinante per la Regione Veneto, con tre squadre molto probabilmente al via, divise fra loro da rivalità estreme e che riporteranno in auge derby da troppo tempo dimenticati.
Una contro l'altra si ritroveranno via via il Vicenza, che ha ottenuto una storica e dominante promozione dalla Serie C, il Padova, che proprio questa domenica ha avuto la certezza della permanenza in cadetteria, e quasi certamente il Verona (ci perdoneranno gli scaligeri), la cui retrocessione dalla Serie A non è matematica ma, con quattro giornate ancora da giocare e solo 12 punti a disposizione, staccati di 10 punti dalla salvezza, sembra davvero cosa purtroppo già fatta. Il tutto mentre il Venezia stacca il biglietto per la 'massima serie', in cui, a rappresentare il Triveneto, troverà la sola Udinese, per un'altra sfida forse non sentitissima ma di antica data.
Difficile dire quale sarà la sfida più sentita, probabilmente il derby veneto per eccellenza tra Verona (vincitore di uno Scudetto) e Vicenza (una Coppa Italia in bacheca), ma anche il Padova vorrà dire la sua, sia contro i 'cugini' gialloblù che contro quelli 'biancorossi'.
Siano tutti pronti a segnarsi le date: i derby del Veneto che si giocheranno la prossima stagione saranno tutte sfide da non perdersi.

lunedì 3 febbraio 2025

Milan-Inter 1-1: il pianto di Inzaghi, gli scudetti di cartone e il fallo su Jimenez

Il fallo su Jimenez
Il risultato di 1-1 fra Milan e Inter, alla fine, è più che giusto. I rossoneri sono stati bravi a imbrigliare i nerazzurri, quasi nulli per tutto il primo tempo, e nella ripresa incapaci di superare la concentrata difesa  milanista, fino a quando la stanchezza dei rossoneri, sfibrati da una partita di Champions League allucinante a Zagabria, ha aperto varchi clamorosi che i nerazzurri dapprima non sono stati in grado di sfruttare, fermati dalla sfortuna (due pali e una traversa) e due volte da un ottimo Maignan, per poi trovare il pareggio in pieno recupero con un gol viziato da un fallo su Jimenez. Ma va bene così.
La cosa che ha veramente colpito in negativo è stata l'allucinata reazione del tecnico interista, Simone Inzaghi, a fine gara: "I ragazzi sono stati magnifici, sono andati oltre: ho parlato con loro, ho fatto i complimenti. Purtroppo non sono andati oltre gli episodi: tre gol annullati, tre pali, un rigore clamoroso non dato. L'ho già rivisto, meglio che non lo rivedo perché è peggio". Da non credere. Il tecnico dell'Inter, squadra che, nella propria storia, è spesso entrata nell'iconografia popolare per una certa predisposizione alla 'piangineria', riesce a fare un grande calderone di pali (effettivamente sfortuna), gol annullati (per altrettanti fuorigioco clamorosi e inappuntabili) e un calcio di rigore che ha visto solo lui (l'intervento 'incriminato' di Hernandez sul giocatore dell'Inter è nettamente sul pallone), mentre omette chiaramente il fallo su Jimenez da cui parte l'azione del pareggio nerazzurro.
In un campionato, peraltro, dove molto spesso, come spesso capita alle squadre più forti, l'Inter ha goduto di occhi molto attenti a proprio favore sia dalla VAR che nelle comuni decisioni arbitrali.
Il web rossonero, alla fine, non lo ha perdonato: "Per chi è abituato a contare anche gli scudetti di cartone, è giusto che contino anche i gol in fuorigioco", una raffica ad alzo zero che definisce perfettamente il 'pianto greco' dell'allenatore dell'Inter.

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELLE TIFOSE DEL DERBY

domenica 2 febbraio 2025

Milan-Inter 1-1, ecco a voi le ragazze del derby...

Una tifosa del Milan (foto Bordignon)
Derby vero, dentro e fuori dal campo. Fra Milan e Inter finisce 1-1, ma anche la bellezza femminile termina in parità.
L'eterno femminino non conosce colori, anche se di colori si è ornato attorno a San Siro.
Bionde e more, bianche e nere, le ragazze del derby arrivavano un po' da ogni dove, e tante sono state le strane, spesso accompagnate da gentile consorte o fidanzato.
Scorrendo alcune delle foto scattate si riconosce, baciata dal sole, una fanciulla arrivata appositamente dalla Tunisia, maglietta rossonera e accoppiata scarpe/calze bianche da ginnastica; una coppia di londinesi di evidente origine africana, forse nigeriana; una biondissima turca in paltò grigio e sorriso smagliante; un altrettanto bionda lituana, forse un dimessa nell'abito ma meravigliosa nel sorriso; la delicatissima inviata della testata "Calcio in pillole"; una coppia di giovani polacchi supertifosi rossoneri; una coppia di sorelle quasi gemelle, anche in questo caso tifosissime milanista, sebbene senza la relativa sciarpa d'ordinanza.
Basta e avanza come perfetto aperitivo di quella che sarà una partita ben giocata e chiusa senza ne vincitori ne vinti.

Ecco altre foto scattate prima della partita attorno allo stadio di San Siro (foto Bordignon)









venerdì 19 gennaio 2024

NHL 2023-24, Ottawa travolge Montreal nel primo derby stagionale

Il 'cerimonial puck drop' prima del match (foto Facebook)
Il primo derby canadese della stagione NHL fra Ottawa Senators e Montreal Canadiens si conclude con la netta vittoria della squadra della capitale canadese con il punteggio di 6-2.
Malgrado la pessima stagione e il rendimento ben al di sotto delle attese, i 'senatori' hanno travolto i tradizionali avversari in quella che, nel Canada orientale, rappresenta una delle tre sfide più sentite.
Se Toronto-Montreal è quella più storica e Ottawa-Toronto è la cosiddetta Battle of Ontario, lo scontro fra Ottawa e Montreal rappresenta una rivalità resa ancora più profonda dal fatto che, nella Capitale, ci sia una consistente parte di popolazione francofona che, ormai da tempo, ha abbandonato la passione per i Canadiens, sostituendosi in qualche modo agli arcirivali di Montreal, ovvero i Quebec Nordiques.
Dopo tanto tempo è tornato a risplendere il tedesco Tim Stützle, autore di un gol e due assist, a secco di marcature da ben dieci partite.

Il tabellino della partita secondo ESPN

martedì 31 gennaio 2023

Serie A, finisce in parità il derby fra Udinese e Verona

La gioia dopo il gol friulano (foto profilo Facebook Udinese)
Il derby del Triveneto fra Udinese e Verona termina con il risultato di 1-1, un pareggio giusto, frutto di un primo tempo scoppiettante e una ripresa più sonnolenta.
Non c'è il tempo di scaldarsi, in una Dacia Arena sottozero, che il Verona passa in vantaggio: sono passati poco più di 3' quando Beto perde un pallone sanguinoso sulla propria trequarti, Lazovic avanza e tira, Becao cerca di intervenire di testa e indirizza la sfera nella propria porta, proprio all'incrocio dei pali.
La reazione dei padroni di casa arriva al 12': serpentina sulla destra di Ehizibue che trova Success liberissimo in area: sulla conclusione del nigeriano, Montipò si supera e sventa la minaccia. Il portiere scaligero si ripete al 19': sulla corta respinta della barriera, Arslan lascia partire un siluro dal limite che il portiere devia d'istinto in angolo. Il pareggio è maturo e arriva al 21': ancora Ehizibue imperversa in fascia, serve Beto che, da perfetto centroboa, attende l'inserimento di Samardzic, bravo a insaccare a fil di palo con un tocco di biliardo.
Nella ripresa gli ospiti controllano più agevolmente, mentre nel finale si accendono mischie nelle due aree, che però non portano mai a impensierire davvero i portieri.
COSI' NELLA PARTITA DI ANDATA: VERONA-UDINESE 1-2

domenica 29 gennaio 2023

Serie B: Venezia-Cittadella, un derby che scontenta tutti

Il pareggio di Antonucci (foto profilo Facebook Cittadella)
Finisce in parità il derby veneto fra Venezia e Cittadella: due anni fa si giocavano la promozione in Serie A, ora lottano per salvarsi dalla Serie C. Ma l'1-1 finale, complici le vittorie di Cosenza e Perugia, relega il Venezia all'ultimo posto e lascia al Cittadella un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione.
Al 14' grande occasione per il Venezia: cross dalla destra di Andersen per la testa di Pohjanpalo che sfiora l'incrocio dei pali. Al 26' momento chiave della partita: Giraudo aggancia in area Jajalo, per Valeri è rigore: sul dischetto va lo stesso Pohjanpalo, che trasforma con un tiro a incrociare alle spalle di Kastrati. La gioia veneziana però dura poco: al 35' contatto in area fra Ceppitelli e Antonucci, inizialmente vale tutto, ma dopo due minuti il Var interviene per una revisione della decisione. Ancora rigore, trasformato da Antonucci. Al 42' il Venezia potrebbe tornare avanti, ma Kastrati è protagonista di un grande intervento su Johnsen, che colpisce a botta sicura, ma il portiere albanese manda in angolo. In pieno recupero altro brivido per la porta di Kastrati, con Frare che colpisce la traversa della sua porta nel tentativo di liberare.
Nella ripresa al 53' è ancora Pohjanpalo ad avere sul piede il pallone del 2-1, ma è ancora Kastrati a salvare il risultato. All'81' Pohjanpalo servito da Jajalo ha l'occasione per il nuovo sorpasso, ma il suo pallonetto si alza sopra la traversa. Finale incandescente, con Haps che, appena entrato, viene espulso dopo l'intervento del Var per una tacchettata a Mattioli. Il Cittadella preme, senza però trovare il gol scacciacrisi.

Una galleria fotografica del match tratta dal profilo Facebook del Cittadella:

giovedì 19 gennaio 2023

Calhanoglu, ennesimo errore: quello del buon gusto

Chi è povero si accontenta di ciò che ha e nel mondo dei ciechi l'orbo è re. Sono due frasi classiche, scontate, ma che riassumono perfettamente la povertà intellettuale e umana di Hakan Çalhanoğlu, uno dei peggiori giocatori che abbiano mai vestito la maglia del Milan, assimilabile per incapacità, rispetto almeno alle previsioni, ai soli Patrick Kluivert e Ricardo Oliveira, cui forse si potrebbe aggiungere anche il 'mitico' Roque Junior. Se però, per il difensore brasiliano poteva valere l'attenuante della simpatia (un po' come per le donne brutte, "è un cesso, ma è simpatica"), nel caso di Çalhanoğlu l'incapacità sul campo corrisponde all'antipatia dentro e fuori dal campo.
Messo, giustamente, ai margini della squadra milanista ai tempi in cui vi giocava (parola grossa), 'Chalamerda palla persa' (come lo soprannominavo personalmente) è approdato 'a zero' (il suo reale valore) sull'altra sponda del Naviglio, cominciando a sparare proiettili carichi di livore verso il proprio ex club e gli ex compagni di squadra.
Giunto nell'Inter campione d'Italia in carica, ha osservato impotente quella da cui proveniva vincere lo scudetto, alzato proprio sul suo faccione e quello dei suoi nuovi colleghi.
Una vera iattura, oltre il limite del comico, con 'Chala' piangente e inginocchiato nel giorno del trionfo rossonero, insultato (giustamente) da quegli stessi tifosi e giocatori rossoneri che, basti leggere i giornali, aveva più volte deriso e disprezzato.
Oggi, quello stesso personaggio si permette di vantare una presunta 'rivincita' alzando il meno nobile dei trofei nazionali, una Supercoppa che certo non può pareggiare il tricolore scudettato.
Çalhanoğlu 'palla persa' ha così sbagliato l'ennesimo passaggio, quello del buon gusto.
LEGGI ANCHE: Perché tifo il Milan, ma soprattutto perché odio l'Inter

domenica 4 settembre 2022

Milan-Inter 3-2: Curva Sud spettacolare, campioni contro piangina

La coreografia della Curva Sud prima del derby
Tradizione meneghina, io campione, tu piangina
. Eccolo il doppio striscione esposto dalla Curva Sud del Milan in occasione del derby vinto per 3-2 sull'Inter, corroborato dal solito splendido disegno a pastello grande da ricoprire tutta la curva milanista.
Una coreografia che riprende e conferma la grande qualità dei 'grafici' del tifo rossonero, dal sempre rimpianto Pedro a Pacio. Ed è proprio Marco 'Pacio' Pacini, sul proprio profilo Instagram, a raccontare qualche numero della 'coreo' di questo derby: "Il calendario è stato bastardo e ci ha regalato il derby in casa alla 5ª di campionato, una trentina di 'pazzi' si è messa al lavoro fin da subito, mentre la gente era al mare, tutti i weekend compreso Ferragosto, sotto un sole devastante a temperature improponibili. 5.500mt di stoffa pitturata, 2.300 bombolette, 7.000mt di scotch, 15.000 fogli di plastica colorati, questi sono solo alcuni dei numeri del lavoro mastodontico che abbiamo realizzato per questo derby".
Se lo striscione preparato da tempo ha colto nel segno di una reale tradizione del tifo milanese, con i milanisti storicamente più dediti all'attaccamento alla squadra e gli interisti spesso a caccia di scusanti in occasione delle sconfitte, splendido è stato l''instant' striscione esposto dalla Sud in cui campeggiava un esilarante "Pippo Inzaghi figlio unico", con un evidente riferimento a Simone Inzaghi, allenatore dell'Inter e fratello dello storico attaccante (e poi tecnico) milanista.
Di fronte a una 'coreo' nerazzurra non esaltante ("Io che amo solo te") ancora una volta il Milan ha vinto il derby, prima che sul campo, sugli spalti.

Lo striscione dedicato ai fratelli Inzaghi durante la partita

Milan-Inter 3-2: Maignan l'eroe, Leao una sentenza

La festa del Milan a fine partita (foto sito AC Milan)
Il Derby della Madonnina numero 233 premia il Milan, che vince con merito per 3-2, s'impone su un'Inter che, per dieci minuti nel secondo tempo, sembra poter recuperare lo svantaggio. Ora i rossoneri si collocano temporaneamente in testa alla classifica, assieme al Napoli, in attesa del completamento della giornata.
La squadra rossonera ha vinto la stracittadina in maniera più che meritata, rifilando ai 'cugini' la seconda sconfitta in cinque gare di campionato.
San Siro trasformato in una autentica bolgia e l'Inter che, dopo avere cominciato la gara sotto tono e avere consegnato gioco e campo al Milan, passa per prima al 21' con una fuga centrale di Brozovic, che taglia come il burro la difesa milanista, servito da Correa e scatenato da Martinez.
Poteva essere un colpo da ko, invece il Milan resta in piedi e fa come se nulla fosse, continuando a caricare il 'biscione' e arrivando al pareggio al 28', con Tonali che sfrutta poco oltre la metà campo un banale errore di Çalhanoğlu (al solito principale bersaglio dei fischi e dei cori dei tifosi rossoneri), lancia uno scatenato Leao sulla fascia sinistra, che a sua volta scarica subito un diagonale che piena le dita di Handanovic. Rete, pareggio, San Siro nuovamente scatenato e Milan che ci crede, tanto che raccoglie in pochi minuti altre tre occasioni da gol, con Tonali, Hernandez e Leao.
La ripresa si apre in equilibrio, ma l'occasione buona capita dopo pochi minuti a Çalhanoğlu, che però spreca malamente un calcio di punizione da ottima posizione. Esce allora il Milan, condotto dalla premiata ditta Leao-Giroud, che in campo si trova come la coppia Fracci-Nureyev alla Scala. Al 54' è il portoghese a servire il francese che, ancora una volta, si gira sporcando il pallone quanto basta per superare per la terza volta nella storia Handanovic; al 60' Giroud ricambia il favore a Leao, che si inventa un gol che rimarrà nella storia dei derby, zigzagando sul lato sinistro dell'area, portandosi in solitaria davanti ad Handanovic per superarlo di giustezza.
Inzaghi in panchina si sveglia dal torpore, comprende che Correa non è uomo per le grandi occasioni e lo cambia per Dzeko, mentre Pioli a sua volta toglie De Ketelaere per fare posto a Diaz. I cambi stavolta premiano l'Inter, che trova subito il gol con Dzeko e, nel giro di dieci minuti, inanella una serie incredibile di occasioni, ed è allora Maignan a salire in cattedra compiendo almeno tre interventi decisivi.
La furia nerazzurra si spegne poco prima dell'80', ma c'è spazio ancora per ulteriori occasioni da entrambe le parti, grazie anche agli ulteriori ingressi di Origi e Mkhitaryan, entrambi bravi a creare gioco e palle-gol.
La squadra di Inzaghi ci prova sino alla fine, quando il triplice fischio di Chiffi (buona la sua conduzione arbitrale) sancisce una vittoria rossonera tutto sommato meritata di fronte a un'Inter troppo distratta.

Il tabellino di Milan-Inter dal sito di Livescore

domenica 28 agosto 2022

Lukaku stop, ma gli interisti non si mettano a piangere

La notizia sul sito 'online' de "La Gazzetta dello Sport"
Romelu Lukaku
si ferma, potrebbe saltare il derby e l'esercito del tifo dell'Inter si prepara a versare amare lacrime.
Eppure, anche la stagione scorsa, senza il belga di origine africana, la squadra nerazzurra era considerata la più forte in assoluto, senza alcun problema favorita da tutti nei confronti del Milan.
Quindi è lecito chiedersi: di cosa hanno paura i tifosi del Biscione, se il duetto titolare Martinez-Dzeko, titolare solo fino a pochi mesi fa, veniva considerato il più forte in Italia? Se la riserva superlusso pagata fior di milioni di euro, Correa, era stato automaticamente considerato il 'castiga-Milan' per averlo infilzato ben quattro volte nella sua carriera laziale?
Insomma, lo stop di Lukaku (che poi resta tutto da dimostrare che debba saltare il derby) dovrebbe essere 'calmierato' dall'opinione diffusa secondo la quale la differenza quest'anno, a favore dell'Inter, arrivi proprio dalla forza della panchina. Nessuno osi dire il contrario, quindi, la grande favorita per la vittoria nel derby e nel campionato rimane la squadra dei 'Bauscia'.

martedì 1 marzo 2022

Milan-Inter 0-0, in Coppa Italia tutto rimandato al ritorno

Due protagonisti del derby: Perisic e Florenzi
Finisce 0-0 il derby fra Milan e Inter, andata della semifinale di Coppa Italia, per quello che viene definito 'il migliore dei peggiori risultati' con la regola del gol che vale doppio in trasferta. Tutto rimandato al 20 aprile quindi, con i nerazzurri che avranno il vantaggio del fattore campo, relativizzato, appunto, dal pericolo di subire una rete che avrebbe valore doppio.
Gara agonisticamente bella ma tecnicamente povera e infarcita di errori, che hanno impedito alle due squadre, in particolare al Milan, di andare in rete.
L'Inter è parsa spenta nell'anima e povera nelle idee, il che preoccupa visti i proclami di 'vendetta' della vigilia dopo l'inopinato ko nella sfida di campionato.
Alla fine il pari senza reti allunga l'astinenza dei nerazzurri con il gol, che dura ormai dal 16 febbraio e per ben quattro gare, in cui la squadra di Simone Inzaghi ha raccolto due pareggi (quello esterno con il Genoa in campionato e quello di questo derby) e due sconfitte con Sassuolo in campionato e Liverpool in Champions League.
Il Milan può recriminare per le azioni svolte e sprecate malamente per colpa di errori e imprecisioni in occasione dell'ultimo passaggio.
Non perfetto l'arbitraggio di Maurizio Mariani, che decide di scegliere un metro cosiddetto 'inglese', cosa che non giustifica alcuni evidenti errori come la cintura in area subita da Olivier Giroud da parte di Milan Škriniar in area che ha fatto gridare al rigore i milanisti, sebbene anche nel finale di primo tempo una trattenuta di Hakan Çalhanoğlu da parte di Alexis Saelemaekers abbia sollevato pure qualche dubbio.
I miei TOP 3 della serata:
1. Alessandro Florenzi; 2. Pierre Kalulu; 3. Rafael Leão.
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venerdì 18 febbraio 2022

Juventus-Torino: Diletta Leotta in cappotto lilla, ma che brutti pantaloni!

Diletta Leotta all'inizio del collegamento pre-derby
Diletta Leotta donna del derby per DAZN. La showgirl catanese, protagonista del calcio per l'emittente online, dopo i due derby di Milano, è stata la protagonista anche del prepartita del Derby della Mole fra Juventus e Torino, andato in scena questo venerdì, anticipo della 26.a giornata di Serie A.
La Leotta ha vestito per l'occasione un cappotto lilla con pantaloni larghi (a dire la verità piuttosto goffi), giacca e maglione a collo alto bianchi.
Ospiti, assieme alla Leotta, in apertura della stracittadina, sono stati Ciro Ferrara e Simone Tiribocchi.
A realizzare la telecronaca della partita è invece stato Pierluigi Pardo, coadiuvato dal commento tecnico di Massimo Ambrosini.
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domenica 6 febbraio 2022

Inter-Milan: Maignan punge i nerazzurri "San Siro è la casa del Milan"

Il 'tweet' di Mike Maignan
Mike Maignan
sempre più protagonista dei cuori dei tifosi del Milan: dopo avere parato l'impossibile nel derby vinto contro l'Inter, il portiere francese si è infatti reso protagonista di una battuta ficcante nei confronti dei 'cugini'.
Sul proprio profilo Twitter l'estremo difensore transalpino ha raccontato un aneddoto collegato alla stracittadina: "Ieri quando ho voluto parcheggiare la macchina allo stadio, il parcheggiatore mi ha detto 'Scusa ma oggi la tua macchina deve stare fuori! Questa è la casa dell’Inter questo fine settimana!'. Io gli ho risposto: 'Hai appena cambiato l’arredamento senza il mio permesso! San Siro mi è stata presentato come la casa del Milan'".
Questo l'originale: "Hier quand j'ai voulu garer ma voiture au stade, le voiturier: désolé mais aujourd'hui ta voiture doit rester dehors! C'est la maison de l'Inter ce week-end! Moi: t'as juste changé le décor sans mon autorisation! San Siro m'a été présenté comme la maison de l'AC Milan".
Il tutto corredato da quattro foto che raccontano la storia del derby di sabato: due con lui protagonista di altrettante parate, una della spettacolare coreografia della Curva Sud e una della squadra che, a fine gara, corre a ringraziare i tifosi rossoneri.
Maignan ha comunque centrato la notizia: lo stadio di San Siro (poi ribattezzato "Giuseppe Meazza" da una compiacente giunta a maggioranza interista) è stato costruito nel 1926 da Piero Pirelli, presidente del Milan, come impianto ufficiale del club rossonero, mentre l'Inter, poi divenuta Ambrosiana, giocava le proprie gare interne prima al Campo Goldoni e poi all'Arena.
Nel 1935 l'impianto venne acquistato dal Comune di Milano, ma fu solo nel 1947 che cominciò a giocarvi anche l'Inter, ovvero dopo 21 anni di attività rossonera.
Insomma, Maignan, senza saperlo, ha ribadito una verità troppo spesso dimenticata: ovvero che, in effetti, San Siro è veramente lo stadio del Milan.

Inter-Milan: Oliviero Orgasmo Vero, e io continuo a godere

Il tifo della Curva Sud al derby (foto sito AC Milan)
Il Milan ha vinto il derby contro la seconda squadra di Milano per 2-1 e io godo. Tanto. Eppure, in rapporto, gioisco meno quando il Milan vince il derby rispetto alla sofferenza che provo quando lo perde.
Sono riuscito a passare in tranquillità il 'sabato del villaggio sportivo' che mi avrebbe portato alle ore 18, orario d'inizio della sfida contro 'quelli là', quelli nati 'dopo' e, come si dice, nati 'male'.
In mattinata ho accompagnato mia madre per commissione varie quindi, insieme, siamo stati a fare un giro dei negozi del quartiere, dov'è riuscita a raccogliere le effusioni e gli applausi di chi non la vedeva da tempo per una zona, quella Poliziano/Piero della Francesca, che per una metropoli come Milano è quasi un grande paese', dove in tanti si conoscono e si salutano come un tempo.
Ci siamo regalati anche un pranzo al ristorante dove, per quanto mi riguarda, ho gustato una sogliola alla mugnaia con delle patatine fritte al fiammifero, con un calice di prosecco, una coppetta di maionese deliziosa e un caffè corretto con una grappa barricata che ho goduto con estrema libidine, quasi paragonabile alle due reti di 'Oliviero Orgasmo Vero'.
Tornato a casa ho guardato con simpatia, viste le mie origini, lo splendido programma di TVA Vicenza "Diretta Biancorossa", con la splendida Sara Pinna, sensuale unico sorriso per un Vicenza che sta filando diritto in Serie C.
Arriva il momento del derby, traffico con i fili di DAZN, mi siedo e osservo, irrigidendo la mia espressione sempre di più ogni minuto che passava fino alla marmorizzazione completa al gol di Perišić. Come al solito il 'derby del tifo' lo vinciamo noi, complice la scelta della curva interista di non piazzare gli striscioni (affari loro...): un 'refrain' che ricordo fin dalla fine degli anni '70 e che da allora porta sempre una sfiga immensa. "Eh, ma sugli spalti abbiamo vinto noi"... in campo c'era invece il Piccolo Diavolo di anni '80 memoria.
Comincia il secondo tempo, si mischiano sfiducia, pessimismo cosmico e fatalismo verso l'inevitabile sconfitta, ennesima prostrazione verso un'Inter non impressionante, ma che in confronto a un Milan inesistente sembra di un altro pianeta. Poi... poi arriva lui, anzi lü, implacabile all'improvviso, come un certo Maurizio Ganz.
Mister derby, ovvero Olivier Giroud piazza la prima zampata e poi anche la seconda. Non ci credo, svegliatemi. Non sta succedendo. Ciò che appariva inevitabile assume i contorni dell'incertezza. Anzi, ora più passano i secondi più il traguardo finale diventa sempre più chiaro. Battere l'Inter, vincere il derby, e poi vada come vada.
Stasera è puro 'walking on the moon', osservo in 'loop' le due reti di 'Oliviero Orgasmo Vero', ho ascoltato tutte le interviste, ho osservato con emozione lo sguardo e gli occhi dei miei alfieri rossoneri, ho ascoltato le loro parole ma anche quelle di chi, ahilui, ha perso (spiaze...), godendo ancora di più ascoltando le consuete recriminazioni sugli arbitri che da sempre costellano la storia di quelli 'nati dopo'. Come se la direzione di Guida non fosse stata chiaramente, fin dall'inizio, tesa a ignorare i contrasti, anche duri di gioco, nella consueta direzione definita "all'inglese".
Ma chissenefrega, abbiamo vinto e, per un attimo, sono stato anche sul punto di esporre la bandiera delle 'grandi occasioni'. Poi, giustamente, ci ho ripensato. Nella sua storia il Milan ha vissuto ben altri trionfi che vincere un derby contro quei 'cugini' mai amati. Probabilmente la 'seconda squadra di Milano' vincerà lo scudetto. Ma stanotte quanto godo... e buon derby a tutti!

Inter-Milan: Diletta Leotta e la 'coda di cavallo'

Diletta Leotta prima dell'inizio del derby
Il Milan vince il derby superando l'Inter con il punteggio di 2-1 e ringrazia Olivier Giroud, ma nella sfida della bellezza ancora una volta, pur con le solite pose, si è distinta Diletta Leotta.
La conduttrice catanese di DAZN, coadiuvata nel pre e nel post partita da Massimo Ambrosini e Borja Valero, e accompagnata successivamente nella telecronaca di Pierluigi Pardo, con il commento tecnico di Marco Parolo, si è presentata in un completo di colore nero, con giubbino, pantaloni, maglione e cinturone, i capelli raccolti in una sventolante coda di cavallo.
Un bell'effetto, senza dubbio, sebbene resti sempre l'impressione che la fanciulla si creda ancora più bella di quanto effettivamente sia.
Vale comunque la pena dedicarle una piccola galleria fotografica con 'stop frame' scattati durante il derby, giusto a corredo di una serata speciale per i colori rossoneri.




giovedì 3 febbraio 2022

Perché tifo il Milan, ma soprattutto odio l'Inter

La Curva Sud milanista durante un derby
Fra pochi giorni si giocherà il derby calcistico di Milano, Milan contro Inter, rigorosamente in quest'ordine, a prescindere da chi giochi in casa. Il Milan viene sempre prima. Perché io tifo il Milan. Perché il Milan è il 'bene', mentre l'Inter (preferibilmente scritta in minuscolo) è il 'male'. Perché se è vero che io preferisco i colori rossoneri, è ancora più vero che io odio (scusate l'assenza di congiuntivo) quelli nerazzurri.
Milan-Inter è l'eterna storia del Bene contro il Male, del povero contro il ricco, del giusto contro l'ingiusto, del buono contro il cattivo, dei buoni sentimenti contro l'avidità e il livore.
Quando scelsi i colori che scaldano il cuore li preferii senza esitare a quelli che raffreddano l'anima. Erano il rosso e il nero a colorare San Siro di gioia, le bandiere che sventolano al cielo, migliaia di anime che eruttano passione, facce ricolme di amore, anche nei momenti peggiori, fossero una partita giocata in Serie B davanti a un pubblico impazzito o nella nebbia di uno stadio semivuoto durante la tristissima Mitropa Cup.
Il Milan resta 'il Piccolo Diavolo' sempre, anima popolare e 'casciavit' anche nelle vittorie più incredibili, favolose coreografie, orgoglio dei Popolari.
Tutto l'opposto di 'quelli là', sfrontati e bavosi, quell'aria saputa da 'centro cittadino', di chi vanta tradizioni nella 'Milano bene' che noi non abbiamo mai avuto né, forse, vorremmo avere.
Lì vedi passeggiare sornioni, corroborati da un senso di superiorità mal posto, i 'bauscia', quella sicumera da 'intellighenzia'. Silenti e assenti nelle sconfitte, sempre presenti e pesanti nelle vittorie, tutto il contrario di noi, chiassosi e 'cristonatori' anche nelle partite perse malamente, sugli spalti a cantare fino al triplice fischio di chiusura.
Quanto il Milan è Renato Pozzetto e Diego Abatantuono, l'Inter è Beppe Severgnini e Michele Serra. Da una parte il 'popolo', dall'altra quella saccenza un po' sinistrorsa da 'comunisti col Rolex'.
Un bicchiere di vino, pane e salame su un tavolo di legno di una trattoria di campagna; una coppa di champagne, tartine con caviale e salmone in un ristorante del centro. Io la mia scelta l'ho fatta oltre mezzo secolo fa. Forza Milan.
Cristina Scabbia e la tradizione 'artistica' milanista

Un grido che arriva dal Naviglio, la zona 'popolare' di Milano