Visualizzazione post con etichetta Triennale Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Triennale Milano. Mostra tutti i post

domenica 16 aprile 2023

Triennale Milano presenta il Museo del Design Italiano

Un'immagine della conferenza (foto Gianluca Di Ioia)
In occasione del centenario della Triennale di Milano è stato presentato il Museo del Design Italiano, che attraversa i cento anni della storia della Triennale con un percorso che parte dalla fondazione dalla sua istituzione, nel 1923, arrivando fino ai giorni nostri.
Collocato come in precedenza nella Curva – oltre 1.300 metri quadrati al piano terra del Palazzo dell’Arte – il Museo riunisce oltre 300 pezzi scelti fra i 1.600 che compongono le collezioni dell’istituzione e altri in prestito da importanti collezioni private.
Ulteriore novità è la Design Platform: uno spazio destinato ad accogliere mostre temporanee con un focus sul design di oggi e che occupa la porzione finale della Curva.
La prima esposizione ad aprire sarà il Text (15 aprile – 17 settembre 2023, a cura di Marco Sammicheli), che racconta il comune atteggiamento di stilisti e designer di fronte alla progettazione del testo, delle interfacce e dei tessuti. Seguirà da ottobre 2023 a gennaio 2024 una mostra dedicata ad Alberto Meda.
Triennale Milano ha inoltre presentato la mostra Droog30. Design or Non-design? (15 – 23 aprile), coprodotta con Nieuwe Instituut di Rotterdam e a cura di Maria Cristina Didero e Richard Hutten, che celebra l’attività dell’innovativo gruppo di design olandese a 30 anni dalla sua prima esposizione milanese per il FuoriSalone del 1993, e la mostra Lisa Ponti. Disegni e voci (15 aprile – 7 maggio), a cura di Salvatore Licitra e Damiano Gullì, che presenta una selezione di opere dell’artista, editor, critica e scrittrice che ha fatto del disegno su fogli formato A4 il suo mezzo espressivo di elezione. Sempre dal 15 aprile, ad accogliere i visitatori all’esterno di Triennale, sarà l’opera Falena di Nico Vascellari, un'installazione composta da falci placcate d’oro che evoca dei grandi e luminosi raggi solari.

venerdì 29 ottobre 2021

Tatay, alla Triennale di Milano la videoinstallazione di Marina Ballo Charmet

"Tatay", papà in filippino
Va in scena, a partire da questo venerdì 29 ottobre e fino al 28 novembre presso la Triennale di Milano, "Tatay", videoinstallazione di Marina Ballo Charmet, realizzata con la collaborazione di Ludovico Einaudi.
La Ballo Charmet lavora con la fotografia e il video ormai dalla metà degli anni '80 e, parallelamente, opera anche come psicoterapeuta nei servizi territoriali pubblici di Milano.
Tatay – parola che significa 'papà' in filippino – è un ambiente sonoro in cui, nel buio, 12 voci si intrecciano e si susseguono a formarne una, che diventa ancestrale e primordiale. Sono le voci di padri di Paesi e lingue diversi che cantano una ninna nanna al loro bambino.
Completa l’installazione un video con l’immagine di un gesto che si ripete e si intravede: quello di un padre che culla il suo piccolo da sinistra a destra e viceversa. Secondo Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, "la videoinstallazione di Marina Ballo Charmet è una poetica e raffinata riflessione sul tema della paternità, in cui suono e immagine si intrecciano e si rafforzano a vicenda per riportare a voci e gesti privati, personali, afferenti alla sfera del quotidiano, ma al contempo universali e ancestrali".