mercoledì 16 novembre 2022

Marco Cappato premiato, chi difende i valori dei milanesi?

Così "La Verità" ha titolato la propria prima pagina
Ho conosciuto Marco Cappato e ne rispetto la coerenza nei principi in cui crede. Ma l'Ambrogino d'Oro che gli è stato regalato dalla 'cittadinanza' per presunti meriti di cui non conosco la profondità né l'origine, è molto grave.
Perché, se è delittuoso che venga premiato chi della morte ha fatto una bandiera, sia essa, assistita, per compiacenza, pietistica o altro, è ancora peggio che, su questa scelta, nessuno abbia alzato barricate, soprattutto da quella parte del mondo cattolico e conservatore che della difesa della vita, sempre e comunque, dovrebbe fare un muro invalicabile di punti fermi.
Premiare Cappato non è solo una sconfitta per chi creda nella vita e nei suoi principi, ma è anche un trionfo dell'ipocrisia, ben sapendo che gli Ambrogini, onorificenza cittadina milanese, sono sempre un attento dosaggio di accordi e camarille trasversali, spesso umilianti del vero valore verso l'onorificenza e la persona che la riceve.
Si immagini il triste applauso congiunto della sala (suppongo la premiazione sia stata fatta, al solito, al Teatro Dal Verme) mentre colui che predica la morte di malati terminali e tetraplegici (oltre che la libera possibilità di massacrare bambini non ancora nati con il suo sostegno all'aborto), sale le scale e stringe le mani sorridenti al sindaco di Sinistra 'per convenienza' cresciuto con una formazione di Destra, evidentemente 'di convenienza' pure questa.
Ancora di più, per l'ennesima volta, la Destra sembra avere abbandonato al proprio destino, dopo le candidature 'senza speranza' a sindaco di Parisi e Bernardo,che hanno consegnato alla Sinistra la città che, già di per sé, è tristemente la più radical-chic d'Italia.
Chi difende i milanesi? Chi difende la vita e i valori che questa porta con sé? Dov'è la Destra al Nord? L'onorificenza a Cappato porta con sé anche queste indiscutibili domande.

L'articolo sulla vicenda de "La Verità", uno dei pochi giornali a sollevare la questione