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domenica 7 giugno 2026

Miriam Galanti, se la risata si trasforma in una lacrima d'ironia

Miriam Galanti (foto Bordignon)
"Vita da bionda"
di Miriam Galanti è bello. Miriam Galanti è bella. Non andrò oltre a questi concetti semplici per descrivere lo spettacolo andato in scena a Milano presso l'Accademia del comico nell'ambito del festival "Fringe". Non prenderò a prestito scritti precotti altrui trasformati con l'intelligenza artificiale di turno per tutelare la semplicità espressa da un flusso di parole e gesti coinvolgenti ed empatici, che da Miriam scivolano abbracciando il pubblico, tastandone il polso, estraendone qualche spunto, stendendo la propria vita su uno specchio riflettente l'ironia che ogni gesto quotidiano porta con sé, perché anche le tragedie possono essere vissute con il sorriso.
Miriam Galanti comincia come solo una bionda potrebbe fare, cinguettando e 'scemeggiando' giuliva su di un palcoscenico 'casalingo' davanti a pochi intimi (così vuole la gestione di questo genere di serate), che potrebbe calcare da 'influencer' e che invece preferisce influenzare con le proprie debolezze, ognuna riplasmata come pietra angolare della propria esibizione. Inutile fare 'spoiler' che toglierebbero il piacere della sorpresa a chi vi si accosti per la prima volta.
Lo spettacolo si chiude con una lacrima, anzi due: una di Miriam, l'altra dello spettatore che l'osserva, consapevole che il rigurgito di cinquanta minuti di frivolezze possono spgnersi in una pozzanghera di pensieri dedicati alla nostra vita raccontata da un palco.

sabato 19 novembre 2022

Tapum Tapum, il dramma della Grande Guerra rivisitato fra canzoni e poesia

Jessica Da Re durante lo spettacolo di Milano (foto Bordignon)
Ho avuto la fortuna di conoscere Jessica Da Re e Fabio Reolon casualmente. Posso dire di avere conosciuto due belle persone, che hanno reso meno drammatica, forse addirìttura memorabile, una pagina triste della mia vita.
Detto questo, aggiungo di avere sempre amato le 'cover', ovvero le riedizioni aggiornate di famose canzoni e, una sera, prima ancora di sapere chi e cosa fosse questo duo di origine bellunese, mi sono imbattuto in quello che è stato, da sempre, uno dei brani preferiti di mia madre, dolce e sofferto: "Stelutis Alpinis", la poesia più bella degli alpini, cantata in lingua friulana, ancora più toccante per me, che di quel magico 'corpo militare' ho sempre tanto sentito parlare dai parenti, che della 'Patria' erano originari.
"Stelutis Alpinis", rivista e riarrangiata in italiano da Fabrizio De Gregori prima, e da Jessica successivamente, è il brano di chiusura dello spettacolo "Tapum Tapum - Ricordi di guerra e di speranza", che ha aperto l'edizione di BookCity 2022, andando in scena allo Spazio Alda Merini, in via Magolfa, zona Navigli, ovviamente a Milano.
"Credo che alla poetessa il vostro lavoro piacerebbe tantissimo" è stata l'introduzione allo spettacolo da parte della presentatrice, per l'occasione, Donatella Massimilla.
Assieme al duo bellunese, la voce narrante di Laura Valente, ex cantante dei Matia Bazar, e ancora protagonista di splendide serate musicali al "Blue Note", ma per l'occasione dolcemente 'relegata' al ruolo di conduzione poetica delle splendide canzoni di Jessica e Fabio, melodie popolari cantate dai militari affossati nelle trincee in attesa delle tante carneficine che hanno costellato la Prima Guerra Mondiale.
I versi di Giuseppe Ungaretti, attaccato alla vita e all'amore accanto al compagno dilaniato dalla morte, una piccola pioggerella di sonorità celtiche, che poi sono quelle della montagna, della melodia, della dolcezza, dell'infinito struggersi che, dalle labbra di Jessica e dalle corde di Fabio, assieme alla voce di Laura, si mescola e si reimpasta per costruire un'indimenticabile serata d'arte e di bellezza.
Le presenze in sala non sono state molte, in pochi sapevano chi fosse questo trio e che cosa proponesse. Ora che però il seme è stato gettato, la prossima volta sarà d'obbligo il 'tutto esaurito'. Chi non ci sarà non avrà più scuse.

Di seguito altre immagini della serata (foto Bordignon):


mercoledì 12 febbraio 2020

Maria Grazia Cucinotta colta da malore e ricoverata in ospedale

La Cucinotta tra la Belvedere e la Andreozzi (foto di Fabio Lovino)
Maria Grazia Cucinotta, attrice, produttrice cinematografica e già modella di origine messinese, è stata colta da un improvviso malore a Castellamare di Stabia, dove si sarebbe dovuta esibire al Teatro Supercinema nella commedia "Figlie di Eva".
La Cucinotta, portata via in ambulanza quando il sipario era stato già aperto, avrebbe dovuto recitare al fianco di Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi, con la regia di Massimiliano Vado.
L'attrice, ex partecipante al concorso di Miss Italia nel 1987, era giunta in camerino già accusando un malessere, nonostante il quale, però, intendeva prendere parte alla recita. L'immediato peggioramento delle sue condizioni ha reso necessaria la chiamata di un medico e, immediatamente dopo, anche un'ambulanza con la quale l'attrice è stata portata all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il suo staff ha poi rassicurato che l'artista sta meglio e che non si tratta di un malore grave. (in basso altre due foto tratte dallo spettacolo, dal sito teatro.it)

venerdì 28 maggio 2010

Ecco che fine ha fatto Man-Lo del Grande Fratello

Chi conosce Man-Lo? Forza, fatevi avanti. Man-Lo, al secolo Man-Lo Zhang, è stata una concorrente cinese (l'unica cinese) del Grande Fratello italiano (il sesto). Ora, di quella trasmissione praticamente non so nulla, ma il fato ha fatto sì che 'rischiassi' di incrociare sui miei passi la bella (più o meno) cinesina. Sarebbe dovuta venire qui, a Toronto, per prender parte a uno spettacolo di tre serate organizzato dall'Associazione Giovani Italo-Canadese (Agic). "Animelle 1 euro per pound" il titolo della piece messa in piedi da Rocco Ricciardulli. Purtroppo però, per me e per la simpatica Man-Lo, la cinesina è stata costretta a rimanere in Italia da problemi di visto, e pertanto sostituita con una conturbante modella romagnola (così lei tiene a precisare) di origine taiwanese. Lo spettacolo non dovrebbe essere male: si parla di umanità sfruttata e disperata, oltre che di prostituzione. Temi forti, che qui, nella comunità italiana di Toronto, hanno fatto fatica a far vendere biglietti. Per cui, se vi capita di passare in Canada in questo week-end, venite pure a vederlo. E poi raccontatelo a Man-Lo.

Vedi: Debora Mancini, bellezza e comicità intelligente