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martedì 29 giugno 2010

Addio Taricone, da reality diventerai 'virtuality'

Pietro Taricone lascia la vita reale e consegna anche il corpo, dopo l'anima, a quella virtuale che lo eleggerà immediatamente a mito. Verrà pianto, tanto più profondamente quanto poco profondo era lo spessore di ciò che poteva esprimere. Verrà ricordato oltre i suoi pregi, come una 'stella' del rock senza tridimensionalità, immagine e nulla più, niente significati, nulla dietro la copertina. Eppure segnerà qualcosa di più, di oltre. Taricone è stato più di un personaggio qualsiasi. Forse è stata una creatura perfetta in pieno stile Lele Mora. "Il talento di Mr. Ripley" gli si potrebbe adattare benissimo. Ha perfino provato a redimersi dall'immagine fatua che gli era stata appiccicata. Bello, coraggioso, vittima di una morte non qualsiasi, ma riservata ai pochi che affrontano la vita guardandola negli occhi.
Gli intellettuali disprezzeranno
chi si strapperà le vesti pensandolo. Ora però tutte le donne che lo hanno serbato nel cuore potranno conservarlo per sempre come un amore impossibile, ma non più così improbabile come sarebbe stato se la vita lo avesse lasciato invecchiare a fianco della sua compagna attuale o di qualche altra starlette del mondo dello spettacolo quasi circense che frequentava. Taricone come Presley, come Warhol, come Lennon, come Martin Luther King? Non a livello planetario, è chiaro, ma l'Italia del 'nuovo ordine' non potrà non tributargli i dovuti omaggi che si offrono a un 'cesare' del passato. Del resto, proprio l'imperiale memoria ci ricorda come perfino i dittatori più repellenti riuscissero ad avere il proprio stuolo di paggi, puttane ed eunuchi. E, se ci pensate, con la sua struttura statuaria, il suo corpo perfetto, il suo nome quasi 'barbarico' (un bel 'generale Taricone' non vi ricorda qualche condottiero romano della Roma già decadente?), possiamo concludere che Pietro Taricone verrà immediatamente consegnato ai libri di storia della nuova Italia del futuro. Nel 'virtuality-show' della nostra vita di oggi in fin dei conti tutto è possibile...

(nelle foto Pietro Taricone e due delle donne che hanno segnato la sua vita: l'attuale compagna Kasia Smutniak, da cui ha avuto una figlia, Sophie, nel 2004, e Cristina Plevani, con cui ebbe una discussa relazione durante la trasmissione "Il Grande Fratello")

venerdì 28 maggio 2010

Ecco che fine ha fatto Man-Lo del Grande Fratello

Chi conosce Man-Lo? Forza, fatevi avanti. Man-Lo, al secolo Man-Lo Zhang, è stata una concorrente cinese (l'unica cinese) del Grande Fratello italiano (il sesto). Ora, di quella trasmissione praticamente non so nulla, ma il fato ha fatto sì che 'rischiassi' di incrociare sui miei passi la bella (più o meno) cinesina. Sarebbe dovuta venire qui, a Toronto, per prender parte a uno spettacolo di tre serate organizzato dall'Associazione Giovani Italo-Canadese (Agic). "Animelle 1 euro per pound" il titolo della piece messa in piedi da Rocco Ricciardulli. Purtroppo però, per me e per la simpatica Man-Lo, la cinesina è stata costretta a rimanere in Italia da problemi di visto, e pertanto sostituita con una conturbante modella romagnola (così lei tiene a precisare) di origine taiwanese. Lo spettacolo non dovrebbe essere male: si parla di umanità sfruttata e disperata, oltre che di prostituzione. Temi forti, che qui, nella comunità italiana di Toronto, hanno fatto fatica a far vendere biglietti. Per cui, se vi capita di passare in Canada in questo week-end, venite pure a vederlo. E poi raccontatelo a Man-Lo.

Vedi: Debora Mancini, bellezza e comicità intelligente

sabato 22 maggio 2010

E arrivò anche la 'personale' di Sarah Nile

Cito direttamente da fonte ANSA: Che Sarah Nile fosse una ragazza cui piace mettersi in mostra, lo si era capito dalle pose su Playboy e dalla partecipazione al Grande Fratello, con tanto di bacio trasgressivo a una compagna di avventura. Da oggi lo si può dire ancor di più, dal momento che a Como è stata inaugurata la sua prima mostra personale, nelle vesti di pittrice. "Ho fatto il liceo artistico, ma è stato soprattutto mio nonno belga a infondermi l'amore per la pittura", ha detto la ragazza alla presentazione, affiancata dall'assessore alla cultura del Comune di Como, che ha patrocinato l'iniziativa organizzata dallo spazio "Angel Club" di via Nulli.
In mostra fino al 23 maggio vi sono una dozzina
di opere, per lo più riproduzioni di quadri di Klimt, Picasso o Michelangelo, rivisitati e personalizzati in olio e acrilico. "Purtroppo ho sempre meno tempo per dedicarmi alla pittura perché è un periodo denso di impegni", si è lamentata l'autrice-artista, che si è riservata di fornire informazioni sui progetti futuri "per scaramanzia".

Impagabile il video che mostra la 'coppietta' Nile-Gaddi: sorrido ovviamente per non farmi cogliere da un conato. Cosa devo dirvi? Guardate, guardate... oh, sia ben chiaro, anch'io una mano sul culo dell Nile, anzi 'dell'artista Nile', la metterei volentieri ma, non so... un assessore alla cultura che parla dell'occasione fornita ai 'giovani artisti' pensando alla Nile... che dire? Prima o poi arriveranno i talebani...