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Eliminati a sorpresa, prima del via, i Florida Panthers, bicampioni in carica, in cima alla lista delle favorite ci sono i Colorado Avalanche, reduci da una stagione dominante chiusa con 121 punti e la conquista del Presidents’ Trophy, troppo spesso un titolo non troppo agognato, perché poi raramente porta con sé la vittoria della coppa più prestigiosa.
Come sempre capita, il primo turno sarà quello più delicato, dove vanno in scena le grandi sorprese, dove le cosiddette 'piccole', o sfavorite, o comunque 'underdog', si giocano tutto, e anche di più, pur di saltare l'ostacolo e continuare a vivere il sogno della Stanley Cup.
Colorado, però, sembra avere le carte in regola per invertire la tendenza. Nathan MacKinnon guida un gruppo esperto, con giocatori abituati alla pressione come Landeskog, Kadri e Lehkonen, mentre Cale Makar resta uno dei difensori più influenti della lega. In porta, la coppia Wedgewood–Blackwood ha garantito solidità per tutta la stagione, ricordando da vicino la gestione a due che accompagnò Detroit al titolo nel 2008.
Alle spalle degli Avalanche, ecco i Tampa Bay Lightning, squadra che ritrova la forma dopo un’annata segnata dagli infortuni. Il rientro di Victor Hedman resta un’incognita, ma se il capitano dovesse tornare in tempo utile, i 'Bolts' potrebbero rivelarsi una delle insidie maggiori dell’Est.
Tra le squadre più attese figura anche i Carolina Hurricanes che, secondo i pronostici potrebbe avere un percorso relativamente favorevole sino alla finale di Conference, a patto di superare gli insidiosi Ottawa Senators, autori di una favolosa seconda parte di stagione, in particolare appena dopo le Olimpiadi di Milano, al primo turno. Proprio i Senators, insieme ai Buffalo Sabres, reduci da una delle proprie migliori stagioni recenti, vengono indicati come possibili 'outsider'.
Nella Western Conference ribalta per i Dallas Stars, che sperano di recuperare subito Miro Heiskanen e Roope Hintz per affrontare una serie durissima contro i Minnesota Wild.
Capitolo Canada, nazione che più degli Stati Uniti brama una vittoria che gli manca dal 1993: Edmonton, Montreal e Ottawa arrivano ai playoff con ambizioni concrete. Gli Oilers sperano di chiudere rapidamente la serie contro Anaheim per recuperare un Leon Draisaitl non ancora al 100%, mentre i Canadiens puntano sulla solidità del giovane portiere Jakub Dobes. Ottawa, invece, è considerata una delle squadre più 'pericolose' del tabellone, a patto di trovare continuità tra i pali.
Chiudono la griglia, si fa per dire, squadre come Pittsburgh, Philadelphia, Los Angeles e Anaheim, tutte accomunate da un ruolo da 'underdog' ma con elementi in grado di sorprendere. I Penguins, in particolare, con l'eterno Sidney Crosby sul ghiaccio e l'inossidabile russo Evgeni Malkin.
Con tre serie al via sabato e il debutto degli Avalanche domenica, la Stanley Cup 2026 promette equilibrio, colpi di scena e la consueta dose di dramma sportivo che rende i playoff NHL un appuntamento unico nel panorama mondiale.
