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lunedì 19 gennaio 2026

Dramma in Spagna, scontro fra due treni provoca almeno 24 morti

L'apertura di "El Pais" sulla vicenda
Una “notte di profondo dolore per la Spagna”. Così il premier Pedro Sánchez ha definito le ore successive al gravissimo incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Adamuz, in Andalusia, dove la collisione tra due treni ad alta velocità ha provocato almeno 24 morti e 73 feriti, quindici dei quali in condizioni critiche. È il più grave incidente da quando, nel 2020, il sistema ferroviario spagnolo è stato liberalizzato.
L’impatto è avvenuto intorno alle 19.40. Un convoglio Iryo, partito da Malaga con 317 passeggeri e diretto a Madrid, ha deragliato con gli ultimi tre vagoni, finendo sulla linea adiacente proprio mentre sopraggiungeva un treno Renfe diretto a Huelva. Lo scontro è stato devastante: i primi due vagoni dell’Alvia di Renfe, con 53 persone a bordo, sono stati completamente distrutti e sono precipitati lungo un terrapieno di quattro metri. Tra le vittime figura anche il macchinista del convoglio pubblico.
Le immagini diffuse dai passeggeri hanno mostrato subito la gravità della situazione. I soccorsi sono intervenuti in una zona scoscesa e difficile da raggiungere, con le vie d’accesso chiuse per permettere l’arrivo dei mezzi di emergenza. Decine di residenti dei comuni vicini hanno portato coperte e acqua ai soccorritori, mentre il palazzetto dello sport di Adamuz è stato trasformato in un ospedale da campo. I feriti più gravi sono stati trasferiti negli ospedali della provincia, in particolare al Reina Sofía di Córdoba.
Molti sopravvissuti hanno raccontato di “due fortissime frenate” prima del caos: persone sbalzate a terra, vetri infranti, urla. “Sembrava un film dell’orrore”, ha detto un passeggero. I vigili del fuoco hanno descritto vagoni “completamente deformati”, con persone intrappolate all’interno.
Sul posto è arrivato anche il governatore Juanma Moreno, che ha parlato di “ore molto complicate” e del rischio di un bilancio ancora più pesante. L’indagine è stata affidata a un tribunale di Montoro, mentre unità militari specializzate continuano a operare tra le lamiere. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha definito l’incidente “raro e difficile da spiegare”, ricordando che il treno Iryo aveva solo quattro anni di servizio e che il tratto interessato è rettilineo.
La Casa Reale ha espresso “grande preoccupazione”, mentre messaggi di solidarietà sono arrivati da tutta Europa. Le linee ad alta velocità tra Madrid e il sud del Paese resteranno sospese per l’intera giornata di lunedì, mentre la Spagna si confronta con una tragedia che ha scosso l’intero Paese.

domenica 2 agosto 2020

L'ennesima figuraccia del Governo lascia migliaia di italiani a terra

L'articolo pubblicato oggi da "Il Giornale" sulla vicenda
Sia chiaro: io oggi ho viaggiato regolarmente sul Frecciarossa che, in giornata, mi ha portato da Milano a Latisana per raggiungere poi Lignano e rientrare in serata all'ombra della Madonnina, con un tour de force un po' stressante ma necessario per controllare le condizioni dell'appartamento al mare.
Per questo non mi sono reso conto dell'ennesima catastrofe provocata da questo 'governicchio' di 'ominicchi', scivolato sulla buccia di banana dei trasporti. Quella che, attraverso l'ennesima norma lanciata e poi ritirata, in stile commedia (o meglio tragedia) dell'arte (mancata), dal ministro della Salute, l''esperto' (si fa per dire) Roberto Speranza, ha condannato migliaia di italiani, già stressati dal 'balletto della pandemia' a rimanere intrappolati nei saloni delle varie stazioni centrali della nazione, sudati e affannati a rincorrere un tagliando per sé e per le proprie famiglie, alla ricerca del miraggio di una fuga da quella drammatica realtà in cui il 'nuovo stato normalizzato 'da Giuseppe Conte ha costretto l'italiano medio a partire dal 20 febbraio di quest'anno.
Ma non tutti, immagino, sarebbero dovuti partire per le vacanze. Molti, suppongo, avrebbero dovuto raggiungere una località per lavoro, per concludere un affare, per cercare di tornare alla normalità negata. Niente. Nulla. Non c'è pietà per l'italiano medio, condannato a rimanere in balìa del delirio sanitario di un governo 'al soldo' dell'Unione Europea, ovvero del nulla.
"Solo Italo, che ha cancellato otto treni della mattina e numerosi biglietti anche per il pomeriggio, ha stimato di aver lasciato a terra ottomila persone", racconta l'ANSA, che prosegue: "Cancellati ad esempio i tre collegamenti fra Milano e Ancona, vale a dire i collegamenti con tutte le località di mare della riviera romagnola proprio nei giorni in cui molti partono per le vacanze. Trenitalia ha inviato una mail ai viaggiatori avvisandoli che si atterrà alle nuove disposizioni previste dall'ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza". E, francamente, poco importa se oggi, in tutta fretta, il portavoce di Speranza, Nicola Del Duce, abbia assicurato che c'è stata "piena condivisione e con l'obiettivo di tutelare la sicurezza dei viaggiatori" con il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli. "Le ricostruzioni odierne su presunte divergenze con il ministro De Micheli relativamente al distanziamento sui treni a lunga percorrenza - ha assicurato - sono del tutto infondate". Quindi, non esiste solo un imbecille al governo. Ne abbiamo almeno due. Senza contare l'allegra banda rimanente, in cui trova piena legittimità l'invito del viceministro dell'Economia, Laura Castelli, rivolto ai ristoratori massacrati dal disastro economico della presunta pandemia: 'reinventarsi' la parola d'ordine, tradotta in 'meglio cambiare mestiere'. E gli imbecilli salgono a tre.

martedì 4 febbraio 2020

Alta Velocità, Mazzoncini "Migliora l'economia di qualunque territorio"

Renato Mazzoncini, a sinistra (foto Bordignon)
L'Alta Velocità in Sicilia, l'Alta Velocità sulla Napoli-Bari e l'Alta Velocità di Rete tra Roma e Reggio Calabria, oltre al Ponte sullo Stretto. Sono questi, secondo Renato Mazzoncini, già amministratore delegato di Ferrovie dello Stato fra il 2015 e il 2018, ora professore di Mobility Infrastructure and Services al Politecnico di Milano, gli elementi di forza dello sviluppo economico del Mezzogiorno. Se ne è parlato alla 48.a edizione della European Transport Conference, andata in scena al Politecnico di Milano.
Secondo Mazzoncini l'Alta Velocità diventa aspetto fondamentale per migliorare lo sviluppo del territorio, e fondamentale diventa così la stazione di Afragola, come porta verso il Sud. Importante resta però anche il Ponte sullo Stretto, per risolvere il problema di un attraversamento stabile verso la Sicilia. Anche a fronte dei due ponti previsti dal Corridoio Scandinavo Mediterraneo, i 16 chilometri del ponte di Øresund, che uniscono Danimarca e Svezia, e i tre dello Stretto di Messina, mai realizzati e di cui si discute da oltre vent'anni.
Sottolinea Mazzoncini: "L'Alta Velocità è in grado di migliorare l'economia di qualunque territorio, sicuramente del nostro Mezzogiorno. Per questo è stata inaugurata la stazione di Afragola, che serve come porta per il Sud".

giovedì 30 gennaio 2020

L'Alta Velocità fa schizzare il PIL, la conferma da uno studio

Il professor Ennio Cascetta (foto Bordignon)
Non solo fra Nord e Sud, ma anche fra TAV e NO TAV: l'Italia si divide in due fra una parte più ricca, quella delle città dotate di una stazione dell'Alta Velocità, o che si trovino a una prossimità inferiore alle due ore, e quelle delle città che superano questa distanza. In ambito economico, una differenza fra i 7 e i 7 punti e mezzo di PIL, con un peso superiore a quello del reddito pro capite.
Ne ha parlato, a Milano, Ennio Cascetta, professore di Pianificazione dei Sistemi di Trasporto presso l'Università di Napoli, durante la 48.a edizione della European Transport Conference, andata in scena al Politecnico. Anche perché, ha spiegato Cascetta, il nesso tra sviluppo infrastrutturale e crescita dell'economia è diretto, ed è per questo che diventa perciò assolutamente necessario completare la rete dell'Alta Velocità, specie al Sud, velocizzando la Salerno-Taranto e la Napoli-Palermo, portando così il 76% degli italiani a non più di un'ora di strada dalla più vicina stazione TAV.
Così commenta Cascetta, in esclusiva: "L'Alta Velocità in Italia è stata un grande successo, è un progetto che ha cambiato il Paese. All'interno del Paese, poi, l'Alta Velocità ha aumentato la divisione fra l'Italia TAV e quella NO TAV, ovvero quella parte che ne è esclusa".
(foto di Massimiliano Bordignon)