sabato 26 settembre 2009

Max Bordignon arriva… Wayne Gretzky se ne va!

E’ quanto meno singolare che il mio arrivo a Toronto sia stato ‘contrappesato’ dall’addio di Wayne Gretzky da Phoenix: ‘Game Over’ titolano i giornali di queste parti, tutti presi a sottolineare come la partenza del ‘Great One’ dalla guida dei Coyotes costituisca la pietra tombale dell’hockey ‘made in Arizona’. Una scelta criticata da molti puristi, quella del Commissioner NHL Gary Bettman di estendere le franchigie dove il ghiaccio fosse per molti l’ornamento da servire con l’ombrellino per i cocktail da spiaggia.

La crisi dei Coyotes è profonda, e va ben al di là di quella che portò all’addio, da parte dell’NHL, di piazze ben più intriganti come quelle di Quebec City, Winnipeg, Hartford o Minnesota (al tempo dei North Stars), e che ne mise a rischio altre come a Buffalo, Ottawa e Pittsburgh.
Biglietti della ‘opening night’ venduti ufficialmente ad ‘appena’ 25 dollari sono il simbolo di come in Arizona l’hockey non abiti più da tempo. Il miliardario Jim Balsillie ha risposto ‘picche’ a un’eventuale offerta di subentro e compartecipazione della franchigia, dopo che per mesi gli è stata chiusa la porta in faccia, a lui e al suo progetto di portare un’altra squadra sopraconfine, in Ontario, forse in quella stessa Toronto che i Maple Leafs non sono più in grado di fare sussultare con i propri desolanti risultati.

Troppa umiliazione per gli ‘ameregani made in US’ vedere una squadra statunitense varcare il confine dopo che per anni storiche piazze canadesi
sono fuggite al sud per colpa della debolezza del dollaro di Ottawa e delle troppe tasse che si pagano al nord. Per molti però, l’unica soluzione rappresenta veramente un ‘ritorno verso il settentrione’ (per la precisione, a Hamilton), una scelta che pare essere sempre più concreta. L’esistenza dei Bulldogs a Hamilton, squadra dell’American Hockey League), non pare mettere a rischio un progetto già avviato (anche Toronto ha una squadra di AHL, i Marlies, che vive tranquillamente a fianco dei Maple Leafs). L’Ontario è pazzo perl’hockey, e sarebbe pazzo chi non sfruttasse questa pazzia.

(foto di Massimiliano Bordignon)

"Sorcini!!! Non dimenticatemi!"...

Volevo fare un post d’addio milanese, magari corredato da un vecchio brano di Nanni Svampa, invece, tra lo scarico delle foto sulla chiavetta e la preparazione delle valigie mi sono preso un po’ tardi (sveglia fissata per le 4.18am, pratiche terminate alle 4.15am).
Niente post quindi, solo il tempo stamane, poco prima delle 5, e dell’arrivo del taxi per Linate, di spedire una e-mail a un agente immobiliare di Toronto amica di amici di amico (Janice) s
perando che possa trovarmi una buona sistemazione.

Ora sono sull'aereo, nella seconda tratta, quella che mi porterà da Amsterdam a Toronto. Sono le 20.10 ora italiana (ma il post verrà pubblicato molto dopo, non appena sbarcherò, arriverò al bed and breakfast e, sempre ammesso che trovi una ‘rete’. Il volo aereo per ora è regolare, nessun problema né sull’Alita
lia che mi portava da Milano in Olanda, Né tanto meno su questo KLM.
Stamane scena da brivido: scendo dal taxi con un occhio aperto e due chiusi, prendo le valigie e, quando sono a metà della strada che mi porta verso il check-in faccio il punto della situazione: nella mano sinistra il bagaglio che terrò ‘a mano’, in quella destra il ‘valigione’, beh, poi c’è il… computer!!! Cazzo, l’ho lasciato sul taxi! Dio questa volta ha guardato: non so perché, tanto non me la pagherà mai nessuno, mi sono fatto fare la ricevuta dal tassista e, cosa ancora più strana (perché spesso vengono fatte posticce), il mio occasionale ‘chauffeur’ ha messo il suo numero di codice o come si chiama. Detto, fatto, con un filo di voce ho chiamato lo 02/4040, ho diramato le coordinater. Tempo un quarto d’ora e il ‘bambino’ comperato ieri per 650 euro tornava nelle mie amorevoli braccia. Ovvio il ‘premio’ al tassista, che ringrazio tuttora.

Non so, non mi viene nulla di poetico. Ho avuto una crisi di panico poco fa, rendendomi conto che per un mese e mezzo non vedrò le persone care. Penso che Internet sarà davvero molto importante. Chiedo aiuto anche a voi, amici. Come diceva Renato Zero durante i suoi concerti: “Sorcini!!! Non dimenticatemi!”…

(foto di Massimiliano Bordignon)

venerdì 25 settembre 2009

Aggiornamento 'live' da Amsterdam...

Le incredibili possibilità della tecnica, ma soprattutto della tecnologia, mi consentono questo up-to-date, che mai prima d'ora ho fatto in maniera così tempestiva.
Mentre scrivo sono le 10.53 del mattino, mi trovo ad Amsterdam, atterrato in anticipo da Milano con destinazione Toronto.
Questo aggiornamento è reeso possibile dalla mia (non facile) comprensione su come ci si 'attacchi' a una rete wi-fi... beh, ragazzi, ho pur sempre la mia età...
Ne approfitto per salutare tutti, questo potrebbe essere davvero lo strumento che ci tiene ancorati l'un l'altro visti i costi del telefono. Unisco all'articolo un paio di foto, una relativa a due hostess tipicamente (più o meno) olandesi, e una invece che riprende la vetrata alla mia destra.

Se mi reggo in piedi, e soprattutto se regge la rete, ci si becca stasera dalle parti di Toronto, Beaconsfield Avenue... come dove? Avete presente il Drake Hotel? No? Beh, allora fatemi pensare a qualcos'altro...

PS: un pensiero speciale per una persona che mi ha appena 'spedito' tanti baci...

martedì 22 settembre 2009

Signore e signori, ecco a voi un genio!

Di seguito uno tra i migliori video disponibili in rete di Maurizio Milani, uno dei più grandi comici degli anni '90, dotato di quell'incredibile cinismo che tanto piace a me.
Purtroppo pare, per problemi personali che non approfondisco, sia stato costretto a lasciare le scene per molto tempo, per poi essere ritirato in ballo più tardi, con risultati però del tutto differenti, anche perché probabilmente 'costretto' ad abbassarsi alla 'satira di regime' contro Silvio Berlusconi. Ma ormai, purtroppo, non era più la stessa cosa... io preferisco pensarlo così...


La scena è tratta dallo spettacolo 'Cielito Lindo'. Siamo nel 1993...

'Grani&Braci', quando non è sufficiente
un bel posto per fare una bella novità...

Milano una sera di settembre, -4 giorni al volo. Attraverso la città pensando a uno sguardo, mi appiccico addosso l'idea di un obiettivo che non sia tu. Dal Ponte di Farini vedo 'Grani&Braci', il nuovo locale di cui parleremo questa sera Silvio e io, più Silvio che io, una volta di più 'portoghese' dell'informazione, infiltrato di lusso ma giustificato, consapevole portaborse con tanto di digitale dalle inusitate risorse.
Ecco la signora, non male, clic, và la tipa, mica male pure lei, clic; toh, Paolo Liguori, ma sì, clic pure a lui. Intanto il cibo mi passa davanti e si ammassa con disegni abbastanza geometrici e una certa arte che vira verso destra, con quei camerieri che paiono usciti da un film di 007, tutti dotati di auricolari e più impettiti di una guardia svizzera. Ma chemminchia, per ordinare una pizza sembra che gli devi chiedere del C4...

E' questo il nostro futuro per giustificare un'ipotesi di buon gusto? Sollevo dubbi, mentre il mio pensiero comincia a lasciare questo posticino che alla fine sarà anche bello, ma altro non è che l'ennesima copia di un finto lusso pret-a-porter dedicato all'uomo comune: "Il nostro ristorante è adatto a una clientela variegata" racconta Ileana Cestarelli, una delle responsabili. Che è come dire 'Serviamo pure i negri'... Ma che cazzo mi significa? Mi sono rotto di tutti questi posti dove TUTTI possono entrare, oppure dove la differenza è fatta solo dal portafoglio. Io vorrei un locale dove il proprietario ci mettesse la faccia e finalmente desse un po' di carattere: "Tu, non ti voglio a te dentro al mio locale, mi hai rotto il cazzo!". Oppure un ristorante con il seguente cartello: 'La direzione non è tenuta a spiegare del perché cacci a pedate nel culo alcuni clienti, mentre ad altri faccia pagare doppio le portate". Fino a tornare a un sano razzismo del tipo: "Qui non entrano italiani!"... giusto, finalmente un ristorante solo per extracomunitari... visto che già ci siamo svenduti la nostra religione e costruiremo loro le moschee, ormai tra poco ci arriviamo...

In realtà, purtroppo, nulla di n
uovo sotto al sole. Comunque, forse, da 'Grani&Braci' ci si mangia pure bene, ci potrete portare la fidanzata e magari potrete anche farci bella figura.
Fra l'altro è molto divertente, mentre si mangia, osse
rvare dalle vetrate il delirio della Milano che si affastella nell'ora di punta: di sera, se passate verso le 7, potrete gustarvi infinite colonne che certamente garantiranno una superiore percentuale di cancro ai malcapitati automobilisti in colonna, con l'aggiunta di un paio di incidenti mortali, che da quelle parti non mancano mai. Il tutto mentre starete per sbocconcellare le ultime briciole di 'Grani&Braci'...

(foto di Massimiliano Bordignon)