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lunedì 15 giugno 2026

Stanley Cup: shutout e vittoria, il trionfo dei Carolina Hurricanes

La Stanley Cup a Carolina (foto sito NHL)
I Carolina Hurricanes hanno vinto la loro seconda Stanley Cup imponendosi per 3-0 in una gara-6 senza storia contro i Vegas Golden Knights. Così, la serie che non doveva finire mai è terminata. E anche abbastanza in fretta. Dopo tre partite che hanno fatto la storia di questo sport, hanno fatto seguito altre tre, tutte con una inerzia chiaramente inclinata verso la squadra di coach Rod Brind'Amour, che con i Canes questa coppa l'aveva alzata da giocatore, nel 2006.
A Las Vegas non c’è stata partita, è mancato quel pizzico di follia che aveva reso indimenticabile l’inizio della serie. C’è stata solo una squadra che sapeva esattamente cosa fare, come farlo e quando chiudere la porta in faccia all’avversario. Carolina ha dominato ogni centimetro del ghiaccio, soffocando ogni tentativo di reazione dei Golden Knights e trasformando la sesta partita in una lunga, inevitabile marcia verso la coppa.
Il gol di Taylor Hall, dopo appena 3'47", ha dato subito il tono della serata: un taglio alle spalle della difesa, un passaggio millimetrico di Jaccob Slavin, un polsino secco che passa sotto il braccio di Carter Hart. Un lampo, e già si è capito che Vegas non avrebbe avuto la forza di ribaltare l’inerzia della gara. La squadra di John Tortorella ha trovato solo un muro, con un nome preciso, il 'goalie undrafted', Brandon Bussi: 22 parate, alcune semplici, altre decisive, tutte con la stessa freddezza di chi non sente il peso del momento. E' lui il simbolo della svolta della serie: entrato quasi per disperazione in gara-3, ha cambiato il modo in cui Carolina difendeva, ha dato sicurezza, ritmo e convinzione. E in gara-6 ha messo il sigillo con uno 'shutout', il primo in questa finale, che non lascia spazio a discussioni.
Il raddoppio, firmato Jackson Blake a metà del secondo periodo, è stato il manifesto della nuova Carolina: pressione alta, recupero del disco, passaggio immediato, conclusione pulita. Blake, che in questa post-season è cresciuto come pochi, ha chiuso la serie con una maturità che non appartiene ai suoi anni. E' stato lui, più di chiunque altro, a incarnare la profondità degli Hurricanes: non solo stelle, ma una struttura che funziona e non lascia buchi.
Vegas, invece, si è persa. Ha tirato poco, ha tirato male, ha tirato tardi. Ha avuto un’unica vera occasione con Brett Howden nel primo periodo, neutralizzata da Bussi con un intervento che ha spento l’arena. Poi il nulla. Diciotto minuti senza un tiro tra secondo e terzo periodo. Tortorella ha provato a cambiare qualcosa inserendo Reilly Smith, al rientro dopo più di un mese, ma non è bastato. Senza William Karlsson e, soprattutto, senza idee, Vegas è sembrata una squadra arrivata al capolinea.
Il 3-0 finale, firmato da Nikolaj Ehlers a porta vuota, è stato solo la conferma di una serata già scritta. Ma il vero sigillo è arrivato poco dopo, quando Jordan Staal ha sollevato il Conn Smythe Trophy. Sei gol in questa serie, uno in ognuna delle prime cinque partite, record e storia scritta a 37 anni. Il leader silenzioso, l’uomo che ha tenuto insieme la squadra nei momenti più difficili.
E allora sì, la serie che sembrava infinita è finita. E' finita perché Carolina ha trovato la sua identità nel momento più complicato. E' finita perché Vegas, dopo aver sfidato la logica per settimane, non aveva più benzina. E' finita perché i Canes hanno imposto un ritmo che nessuno poteva reggere. Vent’anni dopo, la Stanley Cup torna a Raleigh.

Leggi anche:

Gara-1: Carolina - Vegas 4-5  
Gara-2: Carolina - Vegas 4-3 OT
Gara-3: Vegas - Carolina 5-4 OT
Gara-4: Vegas - Carolina 3-5
Gara-5: Carolina - Vegas 4-2

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venerdì 12 giugno 2026

Stanley Cup, gara-5: Staal mette ancora la firma, Carolina si prende due match-point

L'apertura del sito NHL dopo gara-6
I Carolina Hurricanes vincono gara-5 della finale di Stanley Cup per 4-2 sui Vegas Golden Knights, un risultato che li porta avanti nella serie per 3-2, regalando loro così ben due match-point, il primo dei quali, in trasferta, andrà in scena per gara-6 a Las Vegas, fissata per domenica notte. Si comincia dopo l'esecuzione di un famoso pezzo degli Scorpions, "Rock You Like A Hurricane" e, ovviamente, l'inno nazionale, alla presenza del bomber calcistico norvegese Erling Haaland (con maglietta d'ordinanza di Carolina). La partita si accende presto, perché sono gli ospiti a colpire per primi: Pavel Dorofeyev sfrutta il power-play dopo l’ingenuità di Nik Ehlers, che spedisce il puck oltre la balaustra. Dall'inizio della superiorità sono passati appena 30 secondi, sul giro‑disco Jack Eichel trova un corridoio perfetto dal lato destro, Dorofeyev si apre sul cerchio d'ingaggio e infila Brandon Bussi con una conclusione secca. La replica di Carolina non si fa attendere, la squadra di Rod Brind'Amour genera diverse buone occasioni ma fatica nelle conclusioni, tanto che il pubblico implora dalle tribune "shoot!", ovvero tira. La risposta dei Canes arriva dopo nemmeno cinque minuti, con Jordan Staal che continua la sua serie irreale. Carolina lavora bene il disco in zona offensiva, Ehlers si riscatta con un tiro teso dalla blu e lo stagionato capitano, piazzato davanti allo slot, devia con un tocco chirurgico che spiazza Carter Hart. E' il pareggio che fa esplodere il Lenovo Center e che permette a Staal di eguagliare il record di 5 gare consecutive a segno in una finale (con 6 gol realizzati finora).
Il sorpasso arriva nel secondo periodo, quando la pressione di Carolina diventa asfissiante. In superiorità numerica Andrei Svechnikov riceve sul lato sinistro, finta il passaggio centrale e sorprende Hart con un tiro rasoghiaccio che passa tra i gambali del portiere (31'58"). Un'esecuzione rapida, pulita, che premia un power-play finalmente incisivo e che porta i Canes avanti. Il colpo che indirizza la serata arriva però a due minuti dalla seconda sirena. Jordan Martinook ruba un disco sanguinoso a Shea Theodore dietro la porta, serve Sebastian Aho defilato sulla destra e il finlandese, quasi senza angolo, trova un varco impossibile sopra la spalla di Hart. Un gesto tecnico di pura classe che vale il 3‑1 e che chiude un periodo dominato in ogni zona del ghiaccio.
Il terzo periodo comincia nel segno della speranza per Vegas che, in questi playoff, è riuscita in ben 9 rimonte, di cui ben 4 nel terzo periodo. E dopo meno di due minuti Brett Howden ha il disco buono, su un rimbalzo sporco di Bussi, ma fallisce la conclusione. Ribaltamento di fronte ed è Hart a dover uscire alla disperata per sventare un attacco di Carolina. Jack Eichel prende una ingenua penalità per sgambetto: Hart è sotto pressione, ma riesce a frenare le due conclusioni dei padroni di casa. Sono però ancora gli Hurricanes a rendersi pericolosissimi con William Carrier, che coglie la traversa alle spalle di Hart. Il dominio dei padroni di casa è evidente, e si concretizza nella quarta rete, che cade ancora in power-play (Mark Stone in 'double minor' per bastone alto su Jalen Chatfield), con Andrei Svechnikov che firma la sua 6.a marcatura dei playoff, in questo caso 'servito' da Nikolaj Ehlers (10° assist in post-season) e Shayne Gostisbehere (9°). La partita sembra prendere una strada ben precisa e arriva così inatteso il secondo gol di Dorofeyev della serata (12 per lui nei playoff), una respinta corta di Bussi su una conclusione di Theodore. Gli ospiti prendono coraggio, una conclusione di Rasmus Andersson viene bloccata da Bussi. L'extra-attacker di Vegas entra con quasi tre minuti ancora da giocare e, 133 secondi dalla fine, Ehlers si prende una penalità per ritardo del gioco (disco lanciato fuori dalla balaustra): in 6-contro-4 i Golden Knights colgono un palo, rischiano di subire in contropiede il quinto gol, ma il risultato non cambia più.
Hart esce ancora con almeno 4 reti sul groppone subite in ognuna delle gare di finale di finale disputate, un record assoluto certo non invidiabile per una finale di Stanley Cup, ma soprattutto Vegas perde anche William Karlsson per infortunio. Per la prima volta gli Hurricanes si portano in vantaggio nella serie, mentre Vegas, due volte avanti nella sfida di finale, sarà ora obbligata a vincere le due partite rimanenti, infliggendo agli Hurricanes una doppia sconfitta che manca loro da metà gennaio in regular-season. Chi, dal 2000, ha vinto gara-5, si è imposto nel 75% dei casi, ovvero un 20 contro 7 che elegge Carolina come favorita per la vittoria finale.

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mercoledì 10 giugno 2026

Stanley Cup, gara-4: Carolina si riprende la parità, Il vecchio Staal protagonista

Il sito NHL inneggia a Jordan Staal
Vegas Golden Knights
e Carolina Hurricanes continuano a costruire una finale di Stanley Cup leggendaria. Gara‑4, alla T‑Mobile Arena, è stata l’ennesima dimostrazione di una serie che non concede tregua: Carolina vince 5‑3, impatta la serie 2-2 e rimanda ogni certezza a Raleigh. Una partita che ha confermato la natura selvaggia di questa sfida, con momenti di dominio alternati e un ritmo che non permette di respirare.
L’avvio è stato un lampo: Logan Stankoven ha sbloccato dopo poco più di un minuto, raccogliendo un passaggio filtrante di Jalen Chatfield e superando Carter Hart con un tocco ravvicinato dopo essersi infilato tra due difensori. Poco dopo è arrivato il raddoppio di Jackson Blake, bravo a farsi trovare libero sul lato sinistro e a concludere di prima intenzione su un disco servito da Taylor Hall. Due affondi secchi, costruiti con velocità e precisione, che hanno gelato il pubblico di Las Vegas.
La reazione dei padroni di casa è arrivata con Mark Stone, che ha accorciato sfruttando un’azione insistita: Shea Theodore ha tenuto vivo il disco sulla linea blu, Brayden McNabb lo ha rimesso verso il centro e Stone, appostato davanti alla porta, ha deviato di prima intenzione. Carolina ha però ristabilito il doppio vantaggio con Jordan Staal che, in superiorità numerica, ha raccolto un passaggio di Shayne Gostisbehere e ha insaccato con un tocco rapido da distanza ravvicinata.
Il secondo periodo ha ribaltato l’inerzia: Vegas ha alzato il ritmo, costringendo Carolina a difendersi più bassa. William Karlsson ha riportato i suoi a contatto con un’azione costruita in velocità: Rasmus Andersson ha aperto il gioco sulla destra, Mitch Marner ha servito Karlsson nello spazio e il centro svedese ha infilato Brandon Bussi con un tiro preciso sul palo lontano. Il pareggio è arrivato con Brett Howden (14 gol per lui nei playoff), che ha approfittato di un disco recuperato da Colton Sissons per avanzare sul lato sinistro e sorprendere Bussi con una conclusione potente sotto la traversa.
Nel frattempo, Carolina ha rischiato grosso su un paio di ripartenze: Jack Eichel ha colpito la traversa dopo un’azione personale, mentre Stone ha sfiorato il vantaggio con un tocco ravvicinato respinto da Bussi con un intervento d’istinto. Da segnalare anche un duro contatto su Blake, finito contro le balaustre dopo una carica di McNabb: il giovane attaccante si è rialzato con fatica, ma ha continuato la partita.
Il terzo periodo ha riportato la partita sul binario degli Hurricanes. L’episodio decisivo è nato da un errore in uscita di Vegas: Theodore ha perso il disco sotto pressione, Seth Jarvis ha provato la conclusione, Hart ha respinto ma il rimbalzo è finito verso Jordan Staal. Il capitano, sbilanciato e in caduta, è riuscito comunque a deviare il disco sollevandolo quel tanto che bastava per superare il 'goalie' di casa. Un gesto istintivo, sporco, ma perfetto nella sua efficacia.
Vegas ha tentato l’assalto finale, togliendo Hart per l’uomo in più, ma Carolina ha chiuso i conti con Nikolaj Ehlers, che ha recuperato un disco vagante a centro pista e ha depositato nella porta sguarnita dopo aver resistito al tentativo di recupero di due difensori. La sirena ha sancito un 5‑3 che rimette tutto in equilibrio. Carolina ha mostrato carattere, sfruttando la serata di grazia di Staal e la solidità di Bussi nei momenti più delicati. Vegas ha pagato qualche leggerezza di troppo, soprattutto nelle transizioni difensive, pur confermando la capacità di rientrare in partita anche quando sembra alle corde. La serie ora torna a Raleigh, con la sensazione che ogni dettaglio possa spostare l’inerzia della coppa.

domenica 7 giugno 2026

Stanley Cup 2026, Gara‑3: Vegas domina, crolla e risorge, vittoria all'overtime su Carolina

La foto del dopo gara inserita sul sito NHL
I Vegas Golden Knights si portano sul 2-1 nella serie di finale di Stanley Cup contro i Carolina Hurricanes al termine di una partita folle e infinita, l'ennesima di una sfida che, si spera, possa arrivare alla settima partita. Finisce 5-4 all'overtime ed è stata la gara dei record, che verranno posti alla fine di questo articolo, "first time for everything", com'è il titolo del sito NHL. Carolina riesce in una rimonta d'altri tempi, che però si blocca nel secondo overtime, chiudendo allo stesso tempo il suo record di 6-0 in trasferta nella 'post-season' e la sua serie di vittorie in fila nelle gare-3 di questa stagione.
I padroni di casa ritrovano in difesa Brayden McNabb, uscito per una violenta discata al volto in gara-2 e protetto da una visiera in ferro. Dopo un primo periodo molto equilibrato e intenso, con squadre molto attente e poche occasioni da rete, i botti arrivano nel secondo, grazie anche alle numerose pecche difensive degli Hurricanes, in particolare da parte di K'Andre Miller e Sean Walker, tardivi nel liberare il proprio terzo, e Alexander Nikishin, che svirgola clamorosamente il puck, lasciando ghiaccio libero per l'ultimo dei gol realizzati da Mitch Marner. Il parziale del 'drittel' direbbe 4-0, in realtà però le reti realizzate dai Golden Knights sono state ben sei, visto che nei primi cinque minuti Vegas ha realizzato due gol, entrambi annullati dal 'coach's challenge' operato da Rod Brind'Amour. Ma dove la panca riesce la panca fallisce, con una penalità per troppi uomini sul ghiaccio che spiana la via per il vantaggio di Vegas, che arriva dopo appena 10 secondi di superiorità grazie a Tomáš Hertl al 30'26", quinto per lui nei playoff. Il secondo periodo è un assalto continuo, un’onda che travolge Carolina e la lascia senza respiro. A grande protagonista, manco a dirlo, si erge il 'dinamico' Marner. L'ex torontino si prende la scena con una prestazione che entra direttamente nella storia: quattro punti in 20 minuti, una 'hat-trick' costruita in sei minuti e 10 secondi e diventata la più veloce mai registrata in una finale. Il primo gol nasce da un tocco fortunoso, deviato da un difensore avversario, ma gli altri due sono pura esecuzione: breakaway, freddezza, precisione. Vegas vola sul quadruplo vantaggio.
Partita chiusa? Una serie da delirio come questa dice di no e il terzo periodo lo conferma. Carolina toglie il 'goalie' Frederik Andersen (tornato 'in versione' Toronto) e inserisce Brandon Bussi. Il 'drittel' però si apre ancora nel segno dei padroni di casa che, con quattro reti di vantaggio, giocano in scioltezza e sembrano addirittura in superiorità. La vera superiorità la trova invece Carolina, che però, in fase di vantaggio, regala disco all'implacabile Mitch che, lanciato da solo a rete, subisce il fallo che regala ai Golden Knights il rigore che potrebbe valere il quinto gol. Sul disco va lo stesso Marner che, stavolta, si dimostra meno implacabile del solito, vedendosi il tiro in 'backhand' parato da Bussi. Gli Hurricanes ritrovano ritrovano ossigeno e, all'improvviso, fanno saltare per aria la gara, riscrivendo la storia in 39 secondi: Jordan Martinook, Taylor Hall e Jordan Staal firmano la tripletta più rapida mai vista in una finale di Stanley Cup, fra il 7'03" e il 7'42" del periodo, roba da stropicciarsi gli occhi, sebbene con la collaborazione di una difesa di casa un po' troppo addormentata. Il gelo cala su Vegas, il pubblico non capisce cosa stia succedendo, la panchina dei Golden Knights si contrae, John Tortorella si guarda attorno incredulo. E quando mancano meno di due minuti, con il portiere fuori e un power-play disperato per il più classico 'delay of game', arriva il pareggio: Andrei Svechnikov si avventa su un rimbalzo e lo spinge dentro in un mischione senza domani. Tortorella dalla panca cerca la scusa per una 'challenge' ma è il giocatore di Vegas a spingere quello di Carolina dentro la gabbia, e non viceversa. Si passa così al supplementare.
Il primo overtime è una lunga apnea. Occasioni sporche, gambe pesanti, portieri che tengono in piedi tutto. Marner sfiora il poker, Bussi gli chiude la porta. Dall'altra parte, un 'backhand' di Dylan Coghlan rischia di chiudere la serata, ma il puck resta lì, incastrato tra panico e miracolo. Si va al secondo supplementare, con l’arena che alterna silenzi e boati, e i giocatori che sembrano andare ognuno oltre il proprio limite. La fine arriva su un episodio che sintetizza perfettamente la follia di gara‑3: Shea Theodore tira basso dalla distanza, il disco sbatte violentemente sulle balaustre dietro la porta, rimbalza verso il traffico e colpisce il pattino di Bussi, che sta leggendo la traiettoria in modo troppo aggressivo. La deviazione è fatale, il puck entra alle spalle del 'goalie', fine. Un gol che non è un gol, un autogol che non esiste nelle statistiche, un rimbalzo che decide una partita che nessuno meritava davvero di perdere.
Vegas scampa a un crollo epocale, Carolina sfiora un’impresa mai riuscita a nessuno: rimontare quattro gol nel terzo periodo di una finale. La serie ora dice 2‑1 per i Golden Knights, e la storia ricorda che chi passa avanti dopo gara‑3, una gara cosiddetta 'pivotal', vince la Stanley Cup nell'80% dei casi. Ma dopo tre partite così, le percentuali sembrano solo numeri vuoti.

A proposito di numeri, eccone alcuni di questa gara indimenticabile:
1. Mitch Marner ha tirato il 14º rigore nella storia delle finali di Stanley Cup. Solo un giocatore è riuscito a segnare: Chris Pronger contro Cam Ward dei Carolina Hurricanes nella finale del 2006.
2. Mitch Marner ha realizzato l’'hat-trick' più veloce nella storia delle finali di Stanley Cup (6'10"), portando Vegas sul 4‑0 dopo due periodi. Ha così superato il record di 'un certo' Maurice Richard: 6'21" nel 1957.
3. I 4 punti realizzati da Mitch Marner in un periodo eguagliano il poker di Frank Foyston nel 1919.
4. Gli Hurricanes hanno segnato tre gol in 39 secondi, la tripletta più rapida nella storia delle finali di Stanley Cup e solo la 5.a volta in assoluto che una squadra segna 3 reti così velocemente in una partita di playoff. Il precedente record per i 3 gol più rapidi in finale apparteneva ai Montreal Canadiens del 1954, che li avevano realizzati in 56 secondi più di 72 anni fa.
5. Jordan Staal raggiunge Brad Marchand (3 partite in fila nel 2025) come secondo giocatore di 37 anni o più a segnare nelle prime 3 gare di una finale di Stanley Cup.
6. Non c’è mai stata una rimonta vincente con 4 gol di svantaggio in una finale di Stanley Cup (e solo 4 volte in qualsiasi partita di playoff). Il margine più ampio mai recuperato per vincere una gara di finale è stato di tre gol: l’ultimo caso quello degli Edmonton Oilers in gara‑4 dello scorso anno; prima ancora, l’episodio precedente risaliva ai Carolina Hurricanes in gara‑1 della finale 2006.
7. Solo una volta una squadra era riuscita a recuperare uno svantaggio di 4 o più gol in una finale di Stanley Cup, indipendentemente dal risultato finale. Accadde più di 50 anni fa, in gara‑1 della finale 1972: i New York Rangers erano sotto 5‑1, riuscirono a pareggiare 5‑5, ma persero poi 6‑5 nei tempi regolamentari contro i Boston Bruins.


Altre foto tratte dal sito NHL:

mercoledì 3 giugno 2026

Stanley Cup 2026, gara-1: Vegas 'corsara', supera Carolina in una partita epica

Il sito NHL esalta la vittoria di Vegas
La finale di Stanley Cup 2026 si apre come meglio non si potrebbe con un scintillante 5-4 ottenuto dai Vegas Golden Knights in casa dei Carolina Hurricanes. Due squadre che, nel corso della partita, si sono rincorse e superate fin quasi alla sirena finale ma con gli ospiti che, alla fine, non hanno rubato nulla in attesa della seconda sfida, che si disputerà ancora a Raleigh la sera di giovedì 4 giugno.
Pronti, via, fra gli arbitri 'un certo' Wes McCauley, passano 25 secondi e tanto basta ai Carolina Hurricanes per incendiare gara-1 della finale: Nikolaj Ehlers scappa in 2 contro 1 e infila Carter Hart sotto il guanto, facendo esplodere il Lenovo Center. È l’avvio che ogni squadra sogna, un pugno sul tavolo che conferma l’identità dei 'Canes': pressione, velocità, zero esitazioni. Un minuto dopo potrebbe arrivare già il bis, ma Jaccob Slavin centra la traversa in piena corsa. Carolina vola, il pubblico è una bolgia. Vegas fatica a uscire dalla propria zona, soffocata dalla pressione avversaria. Gli Hurricanes trasformano ogni errore in un’occasione, e al 12'08" arriva il raddoppio: ancora Ehlers, ancora in fuga solitaria, questa volta con un movimento secco tra i gambali: sesto gol per lui nei playoff. La difesa dei Golden Knights è sorpresa durante un cambio, Jack Eichel non riesce a liberare il disco e Jalen Chatfield serve il danese con un passaggio perfetto. E' il 2-0 e sembra l’inizio di una serata lunga per gli ospiti. Ma Vegas non crolla. Al 13'28" Shea Theodore accorcia con un tiro dalla distanza che passa attraverso il traffico. Carolina valuta la possibilità di un 'challenge' per interferenza, poi rinuncia. Il gol ridà fiato ai Golden Knights, che chiudono il periodo in crescita e resistono a un power-play complicato, sfiorando persino il pari con Howden appena uscito dal 'penalty box'. Il primo intervallo arriva sul 2-1, con Carolina avanti nel punteggio e nei tiri (10-3), ma con Vegas di nuovo in partita.
L’inizio del secondo periodo ribalta l’inerzia: dopo appena 30 secondi di gioco Ivan Barbashev trova il 2-2 su assist di Eichel, replicando la rapidità del gol lampo di Ehlers nel primo periodo. I Golden Knights ora pattinano, pressano, credono nella rimonta. E infatti al 24'35" William Karlsson completa il sorpasso: 3-2 per Vegas, silenzio improvviso sugli spalti. Frederik Andersen, fin lì quasi perfetto in tutta la postseason, appare meno sicuro mentre i Knights aumentano ritmo e fisicità. La partita diventa una battaglia di nervi e dettagli, con Carolina che prova a ritrovare ordine e Vegas che gioca con la sicurezza di chi ha già ribaltato serate complicate. Ma gli Hurricanes non mollano. A metà periodo, quando l’inerzia sembra ormai tutta dorata, è il capitano Jordan Staal a rimettere insieme i pezzi: intercetta un disco sanguinoso perso da Hanifin, riceve da Miller e fulmina Hart con un polsino secco sotto la traversa. Il 3-3 riaccende il pubblico e restituisce alla partita il suo equilibrio (16-15 i tiri al 40' per Carolina), quello atteso in una finale tra due squadre capaci di dominare le rispettive conference. Il secondo periodo si chiude con una penalità per Chatfield che rende ancora pericolosa Vegas, ma Andersen stavolta fa buona guardia, aiutato anche dal palo destro, colpito per l'occasione da Tomas Hertl.
Il terzo periodo chiude la panelità di Chatfield, ma dopo un minuto e venti secondi Vegas passa di nuovo: Carolina fatica a liberare il proprio terzo, Theodore prende il disco dalla blù e lo scarica verso la gabbia di Andersen, là dove era pronto alla deviazione Brett Howden, autore così della sua 11.a rete dei playoff. Gli Hurricanes sentono il colpo, Vegas va ancora vicina al gol, usufruisce di una superiorità che potrebbe essere letale, ma gli Hurricanes si difendono con ordine e, ancora una volta, trovano il varco giusto per pareggiare la partita, stavolta con una saetta in diagonale di Shayne Gostisbehere che, dalla sinistra e in azione personale al 51'19", trova il gol del 4-4 sfruttando un passaggio davanti alla gabbia di Stankoven. Entusiasmo sulle tribune, Carolina ritrova spirito e iniziativa. Vegas ci prova, Dorofeyev strappa un disco prezioso in attacco e prova un tiro, fermato da Andersen, mentre dall'altra parte arriva un vero e proprio miracolo di Hart a fermare uno 'shot' a botta sicura di Jarvis. Sul ribaltamento di fronte, a 3'24" dalla fine, arriva la rete che, finalmente, decide la partita: Colton Sissons è bravissimo a pescare Tomáš Hertl con un passaggio 'no look' al centro del terzo offensivo dei padroni di casa, conclusione secca e Andersen che può solo osservare il puck scivolare in rete. Gli ultimi minuti sono convulsi, ma poco costruttivi per Carolina: con 1'47" da giocare si gioca a porta vuota ma i 'Canes', forse più abituati a comandare che a inseguire, si lasciano prendere dall'ansia e giocano male troppi dischi nei momenti decisivi. I Golden Knights strappano così la vittoria e si presenteranno a gara-2 con un vantaggio, oltre che di risultato nella serie, psicologico ottenuto a una condotta di gara spregiudicata: non si recuperano facilmente due reti di svantaggio a una squadra come Carolina. E per giunta in trasferta.

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martedì 2 giugno 2026

Stanley Cup 2026, tutto pronto per il primo ingaggio

L'apertura del sito NHL dedicata alla finale
Carolina Hurricanes–Vegas Golden Knights
: una finale che promette intensità e storia La finale di Stanley Cup 2026 mette di fronte due squadre arrivate all’ultimo atto con percorsi diversi ma con una certezza comune: entrambe hanno dominato i rispettivi tabelloni, a est e ovest. Carolina ha travolto Senators, Flyers e Canadiens con un impressionante 12-1 complessivo, diventando la prima squadra da quasi 40 anni a raggiungere la finale con una sola sconfitta. Vegas, invece, ha cambiato pelle in corsa, trovando nuova identità sotto la guida di John Tortorella e chiudendo i playoff con un 12-4 che include lo 'sweep' ai danni dei favoriti Colorado Avalanche.
La serie si aprirà stanotte a Raleigh, dove i padroni di casa arrivano con un sistema rodato e una profondità offensiva che ha fatto la differenza per tutta la 'post-season'. La linea Blake–Hall–Stankoven ha prodotto 42 punti, mentre Taylor Hall è diventato il sesto giocatore nella storia della franchigia a chiudere una postseason con almeno 5 gol e 10 assist. Frederik Andersen, con un 1.44 di media gol subiti e il 92.8% di parate, è stato semplicemente dominante.
Dall’altra parte, Vegas porta un mix di esperienza, fisicità e talento individuale. Mitch Marner è il volto della loro corsa: 21 punti in 16 partite e una crescita costante che lo ha messo al centro dell’attenzione. La sua capacità di incidere in entrambe le zone del ghiaccio è diventata un fattore chiave. Non a caso, all’interno dello spogliatoio si riconosce che Carolina rappresenta un ostacolo enorme: «Great team, they've lost one game in playoffs», ha dichiarato il difensore Brayden McNabb, sottolineando come la pressione costante degli Hurricanes richieda “decision-making” impeccabile.
La sfida è anche un confronto tra stili diversi di gioco: Carolina punta su ritmo, forecheck aggressivo e linee capaci di generare pericolo in sequenza; Vegas risponde con struttura difensiva, transizioni rapide e un trio di stelle — Jack Eichel, Marner e Mark Stone — considerato tra i più incisivi della lega. La serie stagionale dice 2-0 per Vegas, ma i playoff raccontano sempre un’altra storia.
Entrambe le squadre arrivano “on a heater”, come si dice oltreoceano (in serie positiva). Carolina ha atteso vent’anni per tornare a questo punto, dopo la vittoria del 2006 con Rod Brind’Amour capitano e oggi allenatore. Vegas, invece, disputa la sua terza finale in nove anni di esistenza, un risultato straordinario per una franchigia così giovane.
La chiave potrebbe essere la capacità di creare spazio in una serie che si annuncia strettissima. Come sottolineato da più analisi tecniche, il rischio è che “il ghiaccio sembri un campo da basket”, tanta sarà la pressione su ogni possesso. Vegas sembra avere un vantaggio in termini di 'stelle' in campo, mentre Carolina può contare su un sistema più profondo e su un portiere in stato di grazia.
La finale di Stanley Cup sarà decisa dai dettagli e dai singoli eventi: un rimbalzo, un power-play, un'azione o una parata impossibile, tutto ciò che è nelle corde di due grandi squadre.


Alcune immagini tratte sempre dal sito NHL dedicate alla finale:

sabato 30 maggio 2026

NHL playoff: Carolina è un rullo compressore, 6-1 ai Canadiens e finale di Stanley Cup

Il sito degli Hurricanes con il finale
I Carolina Hurricanes volano in finale di Stanley Cup dopo avere travolto in gara-5 i Montreal Canadiens con il punteggio di 6-1, al termine di una gara senza storia fin dall'inizio, che ha confermato la differenza sempre vista sul ghiaccio tra le due squadre n questa serie, a parte la sorprendente gara-1. Anche perdendo due partite all'overtime, i canadesi sono sempre stati sovrastati dagli avversari, sia nella fisicità che nelle conclusioni a rete.
Con questo successo la squadra allenata da Rod Brind'Amour vince il Prince of Wales Trophy, solitamente assegnato alla squadra vincente della Eastern Conference, e in una finale che fin d'ora si preannuncia spettacolare, affronterà i Vegas Golden Knights, alla ricerca di quel trofeo che manca dalla stagione 2005-06. Per la formazione canadese e per il Canada l'ennesima stagione senza l'agognata vittoria di un trofeo che ormai manca dal lontano 1992-93, quando furono proprio i Canadiens a vincerlo nella finalissima contro i Los Angeles Kings (4-1 nella serie).
Ingaggio, pronti, via e dopo sei secondi Jackson Blake scappa e saetta un tiro che sorvola di poco la traversa, e ancora, nel primo minuto, è il goalie ospite, Jakub Dobeš, a salvare due volte su Sebastian Aho e una su Nikolaj Ehlers. Montreal è avvisata. Dopo due minuti arriva però la prima penalità, la subisce Andrei Svechnikov, per un 'tripping' su Lane Hutson. Carolina fino a quel momento ha una percentuale nel penalty-killing del 93,8% nei playoff, e subisce un solo tiro da parte dei Canadiens, che vedono salire il proprio power-play a 1/9 nella serie. Dopo sei minuti e mezzo Jordan Martinook ha l'occasione d'oro: tiro centralissimo ma grande risposta da parte di Dobeš. Regna la confusione ma, dopo dieci minuti, arriva meritato il vantaggio degli Hurricanes: Logan Stankoven viaggia indisturbato verso la gabbia di Dobeš, serve Taylor Hall al centro che appoggia in rete. Il gol viene contestato da Martin St. Louis alla ricerca disperata di una 'interference' sul portiere, ma la 'coach's' challenge' viene respinta e Montreal si becca pure due minuti di penalità. I Canadiens passano indenni la penalità, ma continuano a subire la pressione dei padroni di casa, come finora sempre è capitato nella serie. Carolina colleziona però una seconda penalità, ancora con Svechnikov, ma anche stavolta la superiorità porta a un nulla di fatto, con zero tiri verso la porta avversaria. Arriva invece, letale, la seconda rete dei padroni di casa, su cui stavolta Dobeš ha qualche volta, non intercettando la conclusione di Logan Stankoven, nono gol dei playoff per lui, infilando il decimo assist della post-season di Hall. Passa un minuto e mezzo e Carolina cala il tris, con il disco che rotola nel terzo della difesa canadese, Eric Robinson, scattato in contropiede, lo raccoglie e fulmina ancora una volta l'estremo ceco di Montreal, la dimostrazione di una quarta linea (Carrier-Jankowski-Robinson) molto produttiva. Il primo periodo si chiude con numeri impietosi, tutti a favore degli Hurricanes: 3-0 il risultato, 15-4 nei tiri, 10-5 nelle 'hit'. Carolina finora ha giocato come il gatto con il topo.
Il secondo periodo comincia con una clamorosa occasione per i 'Canes, ma Seth Jarvis, a porta spalancata, manca il poker. Arrivano poi due minuti di penalità per Nick Suzuki ma, almeno in questo caso, i Canadiens riescono a scamparla. I due minuti li prende poi Carolina (Alexander Nikishin per bastone alto), ma ancora una volta la gestione della superiorità da parte di Montreal è desolante. Montreal fatica addirittura a uscire dal terzo e, quando ci riesce, viene punita duramente: arriva così il quarto gol di Carolina, un'esecuzione perfetta con Hall che recupera disco e s'invola a spallate verso Dobeš, che respinge prima del rimbalzo vincente di Jackson Blake. Un minuto dopo arriva la prima occasione della serata per i Canadiens, con un palo, peraltro esterno, colpito da Ivan Demidov. ma ormai è troppo tardi. La partita diventa un monologo, con il pubblico di casa che 'copia' il coro classico di vittoria dei tifosi dei Canadiens. Si prosegue con i Canadiens che subiscono due penalità, la prima contro Lane Hutson (bastone alto), la seconda per troppi uomini sul ghiaccio. Ed è in quest'ultimo caso che arriva la cinquina: tiro dalla distanza di Ehlers, tocco al centro di Jarvis e stoccata vincente di Shayne Gostisbehere. E' il 38'02", e ormai per Montreal la partita di raleigh è come la tortura della goccia sebbene, proprio allo scadere del periodo, Alexandre Carrier scocchi per Montreal uno dei pochissimi tiri pericolosi, deviato però da Frederik Andersen.
Il terzo periodo comincia con un bel tiro di Demidov fuori di poco, segno che Montreal, perlomeno, ci voglia provare. Le squadre sembrano poter giocare in surplace, ma Jordan Martinook trova comunque un buono spunto, su cui Dobeš si impegna con bravura. Nuova penalità pro Canadiens: due minuti a Ehlers per un fallo su Jayden Struble, e un power-play che produce un paio di tiri pericolosi e una mini rissa davanti ad Andersen. Passano pochi secondi e a sedersi sulla panca puniti è Gostisbehere, ancora per gli Hurricanes. E, finalmente, dopo quasi due partite intere, arriva la prima rete dei Canadiens, realizzata da Cole Caufield, sesto gol per lui nei playoff (13 punti in totale, di cui 10 in power-play), lasciato colpevolmente solo davanti ad Andersen. Carolina replica con un bel tiro di Ehlers ben bloccato da Dobeš. A sua volta Andersen para bene lo 'snap-shot' di Newhook. A circa quattro minuti dalla fine St. Louis tenta l'impossibile e toglie il portiere, ma Carolina ne approfitta quasi subito e, a porta vuota, infila la sesta rete con Seth Jarvis e, per completare l'opera, i Canadiens si beccano un'ulteriore penalità per 'too many men on the ice'. Ormai è accademia sul ghiaccio, mentre il pubblico grida "We want the cup!", i fazzoletti bianchi sventolano al Lenovo Center e non si gioca più, tutti si abbracciano e anche per Montreal finisce la tortura, per una serie che ha visto gli Hurricanes dominare il computo dei tiri 166-89.
Il Prince of Wales Trophy viene presentato sul ghiaccio dal commissioner Bill Daly ma, come nel caso dei Vegas Golden Knights e del Clarence Campbell Bowl, anche stavolta tutti si guardano bene dal toccare la coppa, seguendo la tradizione beneaugurante anche se, in questo caso, a una delle due contendenti andrà inevitabilmente male.


giovedì 28 maggio 2026

NHL playoff: Carolina domina, ora è a un passo dalle finali di Stanley Cup

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes mettono una mano sulla finale di Stanley Cup dominando i Montreal Canadiens con un netto 4-0 al Bell Centre, portandosi così sul 3-1 nella serie. Una partita senza storia, indirizzata già nel primo periodo da tre gol realizzati in meno di tre minuti, frutto di un 'forecheck' feroce e di una superiorità tecnica e mentale evidente. Frederik Andersen firma il suo terzo shutout di questi playoff, mentre Montreal si scioglie sotto la pressione avversaria, incapace di reagire e sostenuta solo dalle parate di Jakub Dobeš.
Il match si accende al 14'59" del primo periodo: Sebastian Aho, servito da Nikolaj Ehlers, fulmina Dobeš con una conclusione secca dalla destra in power-play. Passano appena 68 secondi e Jordan Staal raddoppia, deviando davanti alla porta un passaggio di K’Andre Miller dopo un’azione insistita sulla destra. Il colpo del 3-0 arriva a 17'46", quando Logan Stankoven chiude un due-contro-uno orchestrato da Jackson Blake, gelando definitivamente il Bell Centre.
Il secondo periodo scorre senza reti, ma è l’unico frangente in cui Montreal prova almeno a respirare, trovando qualche conclusione in più senza però impensierire davvero Andersen. Carolina, pur abbassando il ritmo, mantiene il controllo totale del ghiaccio, vince i duelli e non concede transizioni pulite ai padroni di casa. La frustrazione dei Canadiens cresce, e con essa gli errori: la squadra di Martin St. Louis non trova linee di passaggio, non costruisce zone time e finisce per sbattere contro un muro.
Nel terzo periodo la superiorità degli Hurricanes diventa schiacciante: 19-3 il conto dei tiri, con Montreal incapace persino di uscire dal proprio terzo. I tifosi, ormai rassegnati, arrivano a urlare “Shoot the Puck!” ai loro giocatori, segno di una serata storta sotto ogni punto di vista. L’empty-net di Andrei Svechnikov allunga il punteggio sul 4-0 e chiude una gara dominata sotto ogni punto di vista.
Carolina vola così verso il possibile match point in Gara 5, forte di un record impressionante: 11-1 in questi playoff e 6-0 in trasferta. Una squadra che ha trovato ritmo, identità e profondità, capace di colpire con tutte le linee e di soffocare gli avversari con un sistema difensivo impeccabile. Montreal, invece, deve ritrovare energie e fiducia per evitare l’eliminazione, ma soprattutto deve ritrovare se stessa dopo tre sconfitte consecutive che hanno messo a nudo limiti e mancanza di lucidità nei momenti chiave.
Gli Hurricanes, ora, vedono davvero vicina la finale di Stanley Cup: un traguardo che manca dal 2006 e che, per quanto mostrato in Gara-4, sembra assolutamente alla loro portata.

mercoledì 27 maggio 2026

NHL playoff: Vegas completa lo 'sweep', per Colorado clamorosa eliminazione

L'apertura del sito NHL
I Vegas Golden Knights accedono alla loro terza finale di Stanley Cup nelle loro prime nove stagioni di vita dopo la vittoria per 2-1 sui Colorado Avalanche, completando lo 'sweep' per 4-0 e confermando una superiorità netta lungo tutta la serie che avrebbe dovuto essere molto più combattuta e che, all'inizio, vedeva proprio la squadra di Denver come favorita naturale, dopo una regular-season fantastica che l'aveva portata a vincere il Presidents’ Trophy (che, ancora una volta, non si dimostra un trofeo 'beneaugurante'). Ai 'cavalieri dorati' va così anche il Clarence Campbell Bowl, la coppa che premia normalmente la formazione vincente della Western Conference.
Nel primo periodo, la partita si sblocca grazie a una giocata che sintetizza perfettamente l’identità di questa Vegas, allenata perfettamente da un vecchio leone della panchina come John Tortorella: Brayden McNabb alza un lob millimetrico per Mark Stone, che parte alle spalle della difesa avversaria e batte Mackenzie Blackwood con freddezza. Una rete che indirizza subito il match e che riflette la capacità dei Golden Knights di sfruttare ogni dettaglio, anche contro un’avversaria abituata a imporre ritmo e volume offensivo.
Il secondo periodo resta bloccato, ma è qui che emerge la chiave della serie: Vegas limita drasticamente le occasioni di Colorado, che pure aveva dominato i turni precedenti con un record di 8-1. La squadra di John Tortorella soffoca ogni tentativo di transizione, vince i duelli lungo le balaustre e mantiene il controllo degli ingaggi (54,7%), impedendo agli Avalanche di trovare continuità offensiva. Carter Hart, quasi perfetto, chiuderà con 20 parate e una sola rete concessa negli ultimi minuti.
Nel terzo periodo arriva il gol che vale la finale: Cole Smith devia il tiro dalla blu di Dylan Coghlan per il 2-0 a quasi sei minuti dalla sirena. È la conferma della profondità del roster di Vegas, capace di trovare protagonisti diversi in ogni partita. Colorado accorcia con Gabriel Landeskog, ma senza mai dare l’impressione di poter ribaltare l’inerzia della gara. Gli Avalanche, come ammesso da coach Jared Bednar, “si sono scontrati con una macchina perfettamente oliata”, incapaci di replicare la brillantezza mostrata fino a quel momento nei playoff.
Nota di cronaca, non secondaria: il gruppo vincente attorno al Campbell Bowl, guidato proprio dal capitano, Stone, si è categoricamente rifiutato di toccare la coppa, un gesto scaramantico ritenuto beneaugurante in vista dell'unica coppa che veramente conti per un giocatore di hockey, ovvero la Stanley.
Con questa vittoria, i Golden Knights attendono ora la vincente tra Carolina Hurricanes e Montreal Canadiens, serie in cui gli Hurricanes conducono 2-1 dopo due successi consecutivi in overtime. Carolina sta dominando sul piano fisico e statistico — 93 tiri a 47 nelle prime tre gare — e ha vinto gli ultimi sei overtime disputati nei playoff, un dato che suggerisce una squadra mentalmente solida e capace di gestire la pressione nei momenti decisivi. Per Vegas, dunque, si profila una finale contro una squadra in grande fiducia, qualunque essa sia. Ma lo 'sweep' contro Colorado — una delle più sorprendenti degli ultimi anni — conferma come i Golden Knights stiano giocando il loro miglior hockey della stagione proprio nel momento più importante.

martedì 26 maggio 2026

NHL playoff: Carolina sfrutta ancora l'overtime ed espugna 3-2 Montreal in gara-3

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes vincono per 3-2 all'overtime anche gara-3 della loro sfida di finale della Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, portandosi in vantaggio per 2-1 nella serie. Come gara-2, anche la terza partita, giocata al Bell Centre della metropoli francofona canadese, viene così decisa nei prolungamenti, frutto di una maggiore iniziativa e conduzione del gioco da parte della squadra di Rod Brind'Amour.
Pronti, via, e arriva all'8'24" il primo vantaggio degli ospiti: disco lavorato sulla destra della gabbia difesa da Jakub Dobeš, batti e ribatti, il disco arriva a Mark Jankowski che conclude, il 'goalie' di casa ribatte e allora riprende libero Shayne Gostisbehere, che con un gran tiro insacca la sua prima rete della 'post-season'. I Canadiens trovano il pareggio al 15'28" con Mike Matheson (secondo gol dei playoff per lui), un gran tiro centrale dopo un passaggio da dietro la gabbia di Ivan Demidov. L'equilibrio però dura meno di un minuto, quanto serve a Taylor Hall per riportare avanti i suoi con un tocco dalla breve distanza.
Il secondo periodo si apre con l’unica vera fiammata offensiva dei Canadiens dopo un primo tempo passato perlopiù a inseguire il ritmo di Carolina. La penalità fischiata a Jordan Martinook offre a Montreal un power-play prezioso, trasformato in rete da Lane Hutson: il giovane difensore riceve il passaggio di Cole Caufield e, con spazio sufficiente per avanzare, infila Frederik Andersen con un polsino preciso che vale il 2-2. Il gol ridà energia al Bell Centre, ma non cambia l’inerzia complessiva: i Canadiens faticano a costruire transizioni pulite, mentre gli Hurricanes continuano a mantenere il controllo territoriale e dei ritmi. Carolina, però, non riesce a capitalizzare il proprio volume di gioco, e il periodo scorre tra pochi varchi e molte battaglie lungo le balaustre.
La serata sembra prendere una piega favorevole ai padroni di casa quando Montreal trova quello che pare il gol del sorpasso. La conclusione di Noah Dobson sorprende Andersen e fa esplodere l’arena, ma la panchina di Carolina chiede immediatamente il 'challenge': questione di millimenti ma, dopo una rapida revisione, gli arbitri confermano l''offside', annullando la rete e riportando il punteggio sulla parità. Carolina continua così a dettare i ritmi nel terzo periodo, mentre i padroni di casa tentano di resistere. Nei primi dieci minuti gli Hurricanes concedono un solo tiro verso Andersen, costringendo i Canadiens a ripiegare continuamente. La squadra ospite costruisce due buone occasioni con Hall e Jarvis, entrambe respinte da un attento Jakub Dobeš, che tiene in vita i suoi. Intanto il distacco sui tiri aumenta (29-12 per gli ospiti al 54'. Ed è clamorosa l'occasione che capita sulla stecca di Sebastian Aho che, lanciato solo verso Dobeš, non scarica ma appoggia il disco, il 'goalie' di casa chiude i gambali e impedisce al puck di entrare per quella che sembrava una rete certa. Passano pochi secondi ed è Matheson a trovare il palo esterno respingere la sua conclusione. A due minuti dalla fine una tambureggiante azione degli ospiti trova Taylor Hall pronto alla conclusione, ma ancora una volta, prima Dobeš e poi Guhle bloccano dischi pericolosissimi. Si va all'overtime con gli Hurricanes avanti su tutto: tiri (32-13), hits (29-25) e ingaggi vinti (30-23).
Il supplementare comincia con due occasioni per gli Habs, ma Suzuki e Matheson sprecano il disco. L'inerzia però è tutta dalla parte degli ospiti, un tiro dalla distanza di Jaccob Slavin viene deviato con bravura da Dobeš, poi ci prova Hall e bisogna aspettare sette minuti per la prima conclusione dei padroni di casa (bel diagonale di Alex Newhook). Clamoroso il 3-contro-2 che porta Jalen Chatfield al 69'26" a concludere quasi a botta sicura, ma il tiro è troppo centrale per impensierire Dobeš. Il pubblico invoca una penalità per sgambetto verso Eric Robinson, ma poco dopo sono gli Hurricanes a chidere due minuti, che non saranno concessi, per 'troppi uomini sul ghiaccio' da parte dei Canadiens. Dopo minuti di pressione costante, Carolina trova finalmente il varco decisivo al 74'06": Andrei Svechnikov intercetta un tentativo di uscita di Hutson e mantiene il possesso lavorando il disco lungo le balaustre. Da lì costruisce la giocata che decide la partita: serve un passaggio trasversale verso Seth Jarvis a sinistra, il puck non resta sulla stecca del compagno, ma Jarvis riesce comunque a restituirglielo rapidamente. Svechnikov, in posizione più alta, carica un tiro secco e immediato che attraversa il traffico creato da Aho davanti alla porta e sorprende Dobeš, infilando il puck sotto la traversa per il 3-2 finale. La conclusione, resa letale dallo schermo di Aho, chiude una gara in cui gli Hurricanes avevano limitato Montreal a un solo tiro tra terzo periodo e overtime, confermando la loro impressionante solidità nei supplementari in questi playoff.

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lunedì 25 maggio 2026

NHL playoff: Vegas, leggendaria rimonta e finale in vista, 5-3 a Colorado

L'apertura del sito NHL
La notte della T-Mobile Arena racconta una rimonta storica, che potrebbe indirizzare l’intera finale della Western Conference, ora sul 3-0: i Vegas Golden Knights ribaltano uno 0-3 pesantissimo arrivato dopo i primi venti minuti di gioco, e superano 5-3 i Colorado Avalanche, portandosi sul triplo vantaggio nella serie. Una partita che sembrava già segnata dopo il primo periodo, ma che ha mostrato ancora una volta la resilienza del gruppo guidato da John Tortorella.
Gli Avalanche partono fortissimo. Al 3'21" Gabriel Landeskog apre le marcature raccogliendo il rimbalzo generato dalla discesa di Devon Toews, bravo a trasformare un recupero di Nathan MacKinnon in un’azione pericolosa. Poco dopo è Nazem Kadri a raddoppiare, finalizzando un’azione nata dal passaggio lungo di Josh Manson e rifinita dal tocco di Martin Necas. Il 3-0 arriva addirittura in inferiorità numerica: Jack Drury intercetta un disco vagante e batte Carter Hart in breakaway.
Vegas però non crolla. A 19 secondi dal via del secondo periodo Mark Stone riapre la gara deviando il passaggio di Mitch Marner sul power play. La spinta dei Golden Knights cresce e al 24'05" William Karlsson accorcia ancora, approfittando di un disco perso da Parker Kelly. Il pareggio arriva al 32'46" con Keegan Kolesar, rapido a ribadire in rete dopo la conclusione di Dylan Coghlan.
Il momento decisivo arriva nel terzo periodo: Tomas Hertl riceve un tocco intelligente di Stone, supera Sam Malinski e infila un elegante backhand sopra il guanto di Scott Wedgewood per il 4-3. Nel finale, con Colorado senza portiere, Brett Howden chiude i conti a porta vuota.
Per gli Avalanche, oltre ai gol, da segnalare il rientro di Cale Makar, in pista per oltre 27 minuti. La serata appartiene però a Vegas: Hertl, Stone, Karlsson e Marner hanno guidato una rimonta che vale un match-point pesantissimo. Gara-4 potrebbe ora già decidere tutto.

domenica 24 maggio 2026

NHL playoff: gara-2, Ehlers trascina Carolina alla vittoria in overtime a est

Il sito NHL con la foto di Ehlers dopo il gol decisivo
I Carolina Hurricanes lottano, dominano, soffrono, ma alla fine vincono 3-2 all'overtime gara-2 della finale di Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, siglando il primo risultato secondo pronostico di queste finali di conference. Il protagonista della serata è senza dubbio Nikolaj Ehlers, autore di una doppietta e della rete decisiva nel prolungamento. Danese, classe 1996, Ehlers è figlio d'arte, con il padre giramondo (con tappe a Klagenfurt, Biel e Berlino versione Capitals) e il figlio cresciuto proprio nelle fila del Biel/Bienne dove, nella stagione del 'lockout' (2012-13), ebbe la discreta fortuna di giocare con Patrick Kane e Tyler Seguin come compagni di linea.
Carolina parte subito forte, un disco sfiorato davanti alla porta dopo pochi secondi e, al primo tiro in porta della gara, passa: merito di Eric Robinson, secondo gol dei playoff per lui, che tocca davanti alla gabbia dei Canadiens un tiro scagliato da William Carrier. Una rete che è il segno di come gli Hurricanes intendano fare pressione sui canadesi, costretti nel proprio terzo a difesa della gabbia a reggere l'urto dei Canes, e alla vana ricerca di quei contropiedi che avevano segnato la prima sfida. Il primo segnale di vita gli ospiti lo danno ottenendo una penalità a favore per un colpo di bastone di Logan Stankoven su Kaiden Guhle, ma il power-play si chiude senza esito. Nel mezzo del nulla Montreal trova il pareggio, anche in questo caso al suo primo tiro in porta (fino a quel momento 5-0 per i padroni di casa): a segnare è Josh Anderson, bravo a deviare sotto la gabbia un passaggio dalla sinistra di Phillip Danault. Poco dopo Carolina sfiora il bis con un palo colpito da Jordan Staal. Il primo periodo si chiude con un nuovo power-play per i Canadiens, che però, anche in questo caso, termina con un nulla di fatto. Sono anzi gli Hurricanes a liberare in maniera pericolosa e a sfiorare la marcatura con un contropiede 2-contro-1 dopo un clamoroso errore di Juraj Slafkovský, che consegna il disco a Sebastian Aho che, a sua volta, libera Seth Jarvis per la più facile delle conclusioni, che però termina a lato. Zero tiri in porta in due superiorità per Montreal ma, soprattutto, 7-2 nel computo dei tiri in porta per Carolina, a sottolineare una partita dominata dai padroni di casa.
L'inizio del secondo periodo chiude senza esito anche la seconda superiorità dei Canadiens, mentre un curioso infortunio occorre al 'goalie' ospite, Jakub Dobeš, con il bastone del Carrier di Carolina che gli si infila tra i pattini impedendone i movimenti per qualche secondo. La gara prosegue comunque senza eccessivi scossoni, con le due squadre guardinghe e attente a non compiere errori: morale, il primo tiro in porta arriva dopo quattro minuti e mezzo (per Montreal). La buona occasione per gli ospiti arriva a metà partita esatta, ma il tiro di Alexandre Texier viene deviato da Frederik Andersen. Al 31'08" arriva anche una penalità per il 'goalie' ospite: Dobeš si prende due minuti per 'interference' verso Mark Jankowski, e in panca ci va Zachary Bolduc. Arriva così il il momento di Ehlers: prima un suo ingresso centrale costringe la difesa di Montreal a ripiegare in affanno, poi si trasforma in uomo della provvidenza andando a siglare il gol del nuovo vantaggio dei padroni di casa, grazie a una rete assolutamente spettacolare: al 37'03" il danese parte dal centro, protegge il disco tra Cole Caufield e Lane Hutson e infila Dobeš con un movimento fulmineo, riportando avanti Carolina. Gli Hurricanes sembrano poter controllare il finale di periodo, ma l'inerzia resta fragile: Montreal, pur limitata a pochi tiri, dà la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento.
Il terzo periodo si apre infatti con un cambio di ritmo dei Canadiens che, a furia di spingere, trovano il nuovo pareggio al 52'51", ancora grazie ad Anderson, doppietta per lui e quinto gol dei playoff, lesto a ribadire in rete un rimbalzo davanti ad Andersen dopo una mischia furibonda nel traffico dell'area piccola. Carolina accusa il colpo, arretra per qualche minuto, poi torna a spingere con decisione, sfiorando il nuovo vantaggio con un'incursione di Jarvis e un diagonale di Aho respinto da Dobeš. Il computo dei tiri in porta parla però chiaro: 24-12 al 60'.
Si arriva così all'overtime, dove la partita si decide su un dettaglio e in maniera abbastanza veloce: un disco lavorato da Jalen Chatfield in uscita, un tocco rapido di Jankowski e l’accelerazione di Ehlers, che entra nel terzo offensivo a tutta velocità e batte Dobeš con un tiro secco dal centro dello slot dopo appena 3'29" del supplementare, completando la sua serata da protagonista assoluto e fissando il 3-2 finale. Carolina pareggia così la serie e ritrova certezze in attesa di gara-3 (martedì notte), mentre Montreal torna a casa con la consapevolezza di aver sfiorato un colpo che poteva essere letale, ma anche con la necessità di dover ritrovare maggiore continuità offensiva.

sabato 23 maggio 2026

NHL playoff: Vegas concede il bis, Colorado ko a domicilio anche in gara-2

Il sito NHL festeggia i Golden Knights
I Vegas Golden Knights replicano la sorpresa di gara-1 e vanno a imporsi per 3-1 anche nella seconda sfida della finale della Western Conference in casa dei Colorado Avalanche. Un risultato che ribalta i favori del pronostico in attesa della terza sfida della serie, che andrà in scena lunedì notte a Las Vegas.
Gli ospiti non si fanno intimidire ed è Brandon Saad a concludere impensierendo Scott Wedgewood. Mitch Marner ancora protagonista dispensa assist ai compagni e la 'crease' dei padroni di casa viene spesso riempita dagli avanti dei Golden Knights. A metà del primo periodo si fa vedere anche Nathan MacKinnon, la cui conclusione dalla blù viene deviata da Carter Hart. Marner lanciato a rete trova sulla sua strada Wedgewood a negargli la gioia della rete, ma Vegas è viva ed è avanti nei tiri (al 15' sono 12-7). Al 16'59" passa Colorado: azione manovrata degli ospiti, gran tiro dalla linea di Brent Burns, Hart respinge e la replica immediata di Ross Colton si infila alle sue spalle (seconda rete della 'post-season' per lui). Pavel Dorofeyev ha la grande occasione per pareggiare i conti, ma Wedgewood devia con sicurezza il puck tirato dalla breve distanza ,a i secondi finali sono ancora di Colorado, alla ricerca del raddoppio.
Il periodo centrale non cambia l'inerzia della partita, Valeri Nichushkin ha sulla stecca il disco del raddoppio, ma a bloccarne l'esultanza ci pensa ancora Hart. La partita si fa dura e le penalità fioccano, fra cui un contestato 2+2 per Martin Necas che fa infuriare il pubblico di casa. Colorado regge però bene gli assalti avversari e, anzi, guadagna a sua volta una penalità a favore (Jack Eichel in panca puniti). Nazem Kadri ha l'occasione del secondo gol ma spara addosso ad Hart. Gli Avalanche entrano così nel terzo periodo in vantaggio, una situazione che finora gli era valso un 45-0-0, di cui 41-0-0 nella 'regular-season' e 4-0 nei playoff.
Succede poco fino alla rete del pareggio, firmata da Jack Eichel, un gran diagonale che sorprende Wedgewood, la sua prima rete in 11 partite e seconda dei playoff. Passano due minuti e arriva anche il raddoppio di Ivan Barbashev, tiro centrale dal basso verso l'alto. Gli Avalanche si trovano completamente spiazzati, non riescono a replicare e così, nel finale, sono obbligati alla classica scelta di togliere il 'goalie': cambio che serve a poco, perché è ancora Barbashev a infilare la rete sguarnita, firmare la propria doppietta e siglare il successo che porta i Golden Knights sul 2-0. Ora, con il doppio vantaggio nella serie, Vegas potrà godere anche del fattore campo per porre la propria candidatura alla finale di Stanley Cup.

venerdì 22 maggio 2026

NHL playoff: Montreal apre la serie a est travolgendo Carolina

L'apertura del sito NHL
I playoff NHL, cominciati con una sorpresa a ovest, concedono la replica con una sorpresa ancora più grande a est. I Carolina Hurricanes, arrivati alla finale della Eastern Conference con un percorso netto (8-0) devono cedere il passo per la prima volta ai Montreal Canadiens. Al Lenovo Center di Raleigh gli ospiti si impongono infatti con un 6-2 che non ammette repliche grazie a una devastante prima metà di primo periodo, in cui hanno prima recuperato e poi letteralmente ribaltato gli avversari.
Partenza a razzo per i padroni di casa, che insaccano la rete del vantaggio dopo appena 33 secondi con Seth Jarvis. Potrebbe essere la rete che spezza subito l'equilibrio, ma Montreal spegne subito gli entusiasmi grazie a una sbandata difensiva dei padroni di casa, che lasciano Frederik Andersen indifeso, lasciando libero Cole Caufield di infilare l'angolino alto sfruttando un grande assist di Juraj Slafkovský da dietro la gabbia. Si capisce subito che gli ospiti non sono venuti a passeggiare al Lenovo Center: gioco aggressivo, furore su ogni disco, Carolina non se l'aspettava. Sean Walker e Nick Suzuki finiscono in panca puniti e, in 4 -contro-4, Phillip Danault parte in contropiede e infila Andersen senza lasciargli scampo (splendido l'assist di Alexandre Carrier). I padroni di casa paiono lontani parenti del 'team' che non aveva lasciato scampo alle avversarie nei primi due turnio dei playoff: arriva così la terza rete dei Canadiens, quando scocca l'8'11", merito di Alexandre Texier, che sfrutta l'ennesima indecisione della difesa di casa: disco perso nel proprio terzo, Phillip Danault e Kaiden Guhle servono al bacio un cioccolatino che Texier scarta infilando Andersen dalla breve distanza. Pubblico allibito, ma non basta. Passano poco più di tre minuti e arriva anche il poker, con Ivan Demidov, lanciato in contropiede da Alex Newhook. Terza rete per il russo, decimo giocatore dei Canadiens ad avere segnato almeno 3 reti in questa 'post-season'. Carolina usufruisce subito di una penalità a favore (Carrier, bastone alto), per rientrare in partita, ma passano 27 secondi e Sebastian Aho rovina tutto prendendosi due minuti pure lui ('roughing' verso Jake Evans).
Così come il primo periodo, anche il secondo si apre con i migliori auspici per Carolina, che riapre la partita grazie alla splendida rete in 'snap shot' di Eric Robinson (che giunge otto secondi dopo un clamoroso palo di Caufield che avrebbe già potuto chiudere il match), lanciato in contropiede da William Carrier. Tutto torna in bilico? Malgrado l'iniziale pressione dei Canes, soprattutto nei primi minuti dopo il passaggio di metà gara, non proprio, perché i Canadiens si difendono con ordine e riescono a evitare inutili penalità. E, quando uno di loro va a sedersi sulla panchina dei 'cattivi' (Mike Matheson nel finale di periodo), decide di farlo in compagnia dell'avversario (Andrei Svechnikov, per reciproche scorrettezze).
Il terzo periodo comincia in 4-contro-4 e l'imperativo per i Canes di rientrare in partita, ma nei primi quattro minuti il reparto offensivo dei padroni di casa produce un solo tiro. A peggiorare le cose arriva poi la penalità per Jordan Martinook per uno sgambetto ai danni di Guhle. Il power-play che ne segue vede solo una bella conclusione di Slafkovský ma, per il resto, Carolina tiene libero con disinvoltura il proprio terzo. Il tempo però passa e a chiudere i conti ci pensa ancora Slafkovský, che supera la blù, salta come un birillo Svechnikov e infila per la quinta volta Andersen. I Canadiens si difendono con ordine, il tempo trascorre e Carolina appare impotente, con il pubblico silente in attesa di qualcosa che possa cambiare l'inerzia di un match che sembra segnato: al 52' arriva però la penalità di Guhle (una inutile 'interference' su Jackson Blake) che potrebbe riaprire le danze, ma la confusione regna sovrana sotto il cielo di Raleigh e il disco perso malamente in difesa da K'Andre Miller ne è la testimonianza. E mentre il pubblico comincia a sciamare con 5'17" ancora da giocare, Carolina tenta la carta dell'uomo di movimento in più sul ghiaccio. Montreal però non si danna più di tanto e, anzi, realizza il sesto gol in 'empty-net' grazie ancora a Slafkovský, che finalizza un bel lavoro in fase di alleggerimento di Nick Suzuki. La partita si chiude qui, con gli Hurricanes che subiscono in una partita più gol di quanti non ne avessero subiti in totale nella serie del primo turno (5 contro Ottawa) che nel secondo (ancora 5 contro Philadelphia). Per Carolina l'obbligo di pareggiare i conti domenica, quando andrà in scena gara-2.

giovedì 21 maggio 2026

NHL playoff: Vegas espugna Denver, Golden Knights avanti a ovest

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Va ai Vegas Golden Knights gara-1 della finale della Western Conference contro i Colorado Avalanche. Una vittoria in trasferta e un po' a sorpresa, non tanto perché fosse ritenuta impossibile, ma per il modo e l'autorità con cui la squadra di Joe Tortorella l'ha ottenuta. Finisce 4-2 (0-0, 2-0, 2-2), con gli ospiti che si portano fino al triplo vantaggio per poi contenere il furioso ritorno dei padroni di casa e piazzare la rete a finale a porta sguarnita.
Colorado spinge subito e lo fa con due conclusioni ravvicinate di Brock Nelson e Nazem Kadri, poi in contropiede Keegan Kolesar fa venire i brividi a Scott Wedgewood. Ancora gli ospiti pericolosi con un classico 3-contro-2 concluso sotto rete da Tomas Hertl, ma è ancora attento Wedgewood a deviare. Gli Avalanche, privi di Cale Makar, sostituito da Jack Ahcan, replicano con una bella conclusione di Nelson trattenuta da Carter Hart. A metà del periodo arriva la prima penalità, con Brent Burns in panca puniti puniti per 'hooking' nei confronti di Brandon Saad. La superiorità degli ospiti però non sortisce nulla, Colorado si difende bene e subisce un solo tiro durante il 'penalty killing', peraltro non pericoloso. I 'cavalieri dorati' sembrano decisi a voler dimostrare di non essere le vittime designate dal pronostico e, a cinque minuti dalla prima sirena, doppiano gli avversari nel computo dei tiri (8-4). Nel finale di primo tempo la penalità tocca agli ospiti, a causa di una trattenuta di Ivan Barbashev ai danni di Sam Malinski. Gli Avalanche perdono tempo prezioso nel far girare il disco e solo alla fine ci prova Kadri, ma Hart blocca con sicurezza.
Nel secondo periodo è Noah Hanifin ad avere la buona occasione per portare avanti gli ospiti, ma ancora una volta Wedgewood si fa trovare pronto. Al 32'29" passano i Golden Knights: realizza Dylan Coghlan (prima rete per lui nella post-season), che finalizza da poco oltre la linea blù, in posizione centrale, un'azione impostata da Brandon Saad e Colton Sissons. Gli Avalanche accusano il colpo, Ross Colton raccoglie una penalità per eccessiva durezza su Rasmus Andersson e il raddoppio è servito poco dopo (35'02"), con Pavel Dorofeyev (10.a rete per lui nei playoff) che insacca dalla breve distanza un assist al bacio dalla destra di Mitch Marner, bravo a tagliare la difesa di casa dopo essersi allungato un disco che pareva perso. Colorado preme, cerca di concludere, ma Nathan MacKinnon non sembra in serata e, come il primo periodo, anche il secondo si chiude con una penalità per gli ospiti (Ben Hutton) e un mischione sotto la gabbia di Hart.
Nel periodo conclusivo, appena terminata la penalità di Hutton, arriva il tris ospite, con Brett Howden che, in backhand, infila Wedgewood dopo un tiro dello stesso Hutton appena rientrato, deviato dal 'goalie' di casa, ma non quanto basta per evitare la correzione sotto rete di Howden. Fra gli ospiti brutto colpo per lo stesso Howden, scivolato lungo sulla balaustra, mentre arriva anche il primo gol per Colorado, al 45'53", con Valeri Nichushkin a infilare Hart con una magia fra i gambali sotto rete dopo un passaggio di Colton. Da una magia all'altra, arriva finalmente quella di MacKinnon, che a poco più di due minuti dalla fine decide di seminare gli avversari come birilli e servire Gabriel Landeskog per la rete che vale il 2-3 e la riapertura completa del match. Gli ultimi due minuti sono in 'empty-net', MacKinnon saetta un disco che ballonzola davanti alla gabbia avversaria, ma che Hart riesce a fare suo. Jared Bednar chiama il 'timeout' per l'ultimo assalto, ma su una respinta è Nic Dowd a infilare la 'liberazione' di Jack Eichel dopo che il puck era rimbalzato sulla balaustra.
La partita termina qui, anche se Colorado prosegue senza portiere e puntando tutto su gara-2, che si giocherà ancora a Denver sabato 23 maggio.