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| Foto tratta dal sito del Dunfermline Athletic |
La squadra di Neil Lennon (storico ex giocatore e allenatore del Celtic) ha superato il Falkirk in una semifinale tesissima disputata all’Hampden Park di Glasgow, riempito da 25.237 spettatori, chiusa sullo 0-0 dopo 120 minuti e decisa ai rigori con un 4-2 che ha fatto esplodere di gioia i tifosi dei Pars.
Una vittoria che riporta il club, militante nello Scottish Championship (la seconda serie del calcio scozzese) all’ultimo atto della competizione per la prima volta dal 2007, confermando un percorso straordinario in questa edizione del torneo.
La partita è stata caratterizzata da poche occasioni nitide e da un’intensità crescente minuto dopo minuto. Il Dunfermline avrebbe potuto sbloccarla già nei primi istanti con Callumn Morrison, che ha fallito un’occasione clamorosa davanti a Scott Bain. Il Falkirk ha poi preso campo, ma senza trovare la precisione necessaria per impensierire davvero Aston Oxborough. Anche i supplementari non hanno cambiato l’inerzia della gara: tanta lotta, pochissimo spazio per il bel gioco e un equilibrio che sembrava destinato a non spezzarsi.
Dal dischetto, però, la squadra di Lennon ha mostrato una freddezza impeccabile, trasformando tutti i propri tentativi e trovando nel rigore decisivo di Tashan Oakley-Boothe il pass per la finale.
Un traguardo che assume un valore ancora più significativo se si considera il cammino dei Pars: sulla loro strada sono cadute Hibernian, Aberdeen e ora Falkirk, tutte squadre di categoria superiore o comunque più accreditate.
Il club, che nella sua storia ha sollevato la Coppa di Scozia due volte (1961 e 1968), torna così a giocarsi un trofeo che mancava da decenni.
L’impresa ha un sapore speciale per giocatori e tifosi: il capitano Chris Hamilton ha parlato di “giornata folle, un sogno diventato realtà”, sottolineando la forza del gruppo e la capacità di soffrire nei momenti più difficili.
Ora l’appuntamento è per il 23 maggio, sempre ad Hampden, contro la vincente di Celtic–St Mirren.
