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domenica 7 giugno 2026

Stanley Cup 2026, Gara‑3: Vegas domina, crolla e risorge, vittoria all'overtime su Carolina

La foto del dopo gara inserita sul sito NHL
I Vegas Golden Knights si portano sul 2-1 nella serie di finale di Stanley Cup contro i Carolina Hurricanes al termine di una partita folle e infinita, l'ennesima di una sfida che, si spera, possa arrivare alla settima partita. Finisce 5-4 all'overtime ed è stata la gara dei record, che verranno posti alla fine di questo articolo, "first time for everything", com'è il titolo del sito NHL. Carolina riesce in una rimonta d'altri tempi, che però si blocca nel secondo overtime, chiudendo allo stesso tempo il suo record di 6-0 in trasferta nella 'post-season' e la sua serie di vittorie in fila nelle gare-3 di questa stagione.
I padroni di casa ritrovano in difesa Brayden McNabb, uscito per una violenta discata al volto in gara-2 e protetto da una visiera in ferro. Dopo un primo periodo molto equilibrato e intenso, con squadre molto attente e poche occasioni da rete, i botti arrivano nel secondo, grazie anche alle numerose pecche difensive degli Hurricanes, in particolare da parte di K'Andre Miller e Sean Walker, tardivi nel liberare il proprio terzo, e Alexander Nikishin, che svirgola clamorosamente il puck, lasciando ghiaccio libero per l'ultimo dei gol realizzati da Mitch Marner. Il parziale del 'drittel' direbbe 4-0, in realtà però le reti realizzate dai Golden Knights sono state ben sei, visto che nei primi cinque minuti Vegas ha realizzato due gol, entrambi annullati dal 'coach's challenge' operato da Rod Brind'Amour. Ma dove la panca riesce la panca fallisce, con una penalità per troppi uomini sul ghiaccio che spiana la via per il vantaggio di Vegas, che arriva dopo appena 10 secondi di superiorità grazie a Tomáš Hertl al 30'26", quinto per lui nei playoff. Il secondo periodo è un assalto continuo, un’onda che travolge Carolina e la lascia senza respiro. A grande protagonista, manco a dirlo, si erge il 'dinamico' Marner. L'ex torontino si prende la scena con una prestazione che entra direttamente nella storia: quattro punti in 20 minuti, una 'hat-trick' costruita in sei minuti e 10 secondi e diventata la più veloce mai registrata in una finale. Il primo gol nasce da un tocco fortunoso, deviato da un difensore avversario, ma gli altri due sono pura esecuzione: breakaway, freddezza, precisione. Vegas vola sul quadruplo vantaggio.
Partita chiusa? Una serie da delirio come questa dice di no e il terzo periodo lo conferma. Carolina toglie il 'goalie' Frederik Andersen (tornato 'in versione' Toronto) e inserisce Brandon Bussi. Il 'drittel' però si apre ancora nel segno dei padroni di casa che, con quattro reti di vantaggio, giocano in scioltezza e sembrano addirittura in superiorità. La vera superiorità la trova invece Carolina, che però, in fase di vantaggio, regala disco all'implacabile Mitch che, lanciato da solo a rete, subisce il fallo che regala ai Golden Knights il rigore che potrebbe valere il quinto gol. Sul disco va lo stesso Marner che, stavolta, si dimostra meno implacabile del solito, vedendosi il tiro in 'backhand' parato da Bussi. Gli Hurricanes ritrovano ritrovano ossigeno e, all'improvviso, fanno saltare per aria la gara, riscrivendo la storia in 39 secondi: Jordan Martinook, Taylor Hall e Jordan Staal firmano la tripletta più rapida mai vista in una finale di Stanley Cup, fra il 7'03" e il 7'42" del periodo, roba da stropicciarsi gli occhi, sebbene con la collaborazione di una difesa di casa un po' troppo addormentata. Il gelo cala su Vegas, il pubblico non capisce cosa stia succedendo, la panchina dei Golden Knights si contrae, John Tortorella si guarda attorno incredulo. E quando mancano meno di due minuti, con il portiere fuori e un power-play disperato per il più classico 'delay of game', arriva il pareggio: Andrei Svechnikov si avventa su un rimbalzo e lo spinge dentro in un mischione senza domani. Tortorella dalla panca cerca la scusa per una 'challenge' ma è il giocatore di Vegas a spingere quello di Carolina dentro la gabbia, e non viceversa. Si passa così al supplementare.
Il primo overtime è una lunga apnea. Occasioni sporche, gambe pesanti, portieri che tengono in piedi tutto. Marner sfiora il poker, Bussi gli chiude la porta. Dall'altra parte, un 'backhand' di Dylan Coghlan rischia di chiudere la serata, ma il puck resta lì, incastrato tra panico e miracolo. Si va al secondo supplementare, con l’arena che alterna silenzi e boati, e i giocatori che sembrano andare ognuno oltre il proprio limite. La fine arriva su un episodio che sintetizza perfettamente la follia di gara‑3: Shea Theodore tira basso dalla distanza, il disco sbatte violentemente sulle balaustre dietro la porta, rimbalza verso il traffico e colpisce il pattino di Bussi, che sta leggendo la traiettoria in modo troppo aggressivo. La deviazione è fatale, il puck entra alle spalle del 'goalie', fine. Un gol che non è un gol, un autogol che non esiste nelle statistiche, un rimbalzo che decide una partita che nessuno meritava davvero di perdere.
Vegas scampa a un crollo epocale, Carolina sfiora un’impresa mai riuscita a nessuno: rimontare quattro gol nel terzo periodo di una finale. La serie ora dice 2‑1 per i Golden Knights, e la storia ricorda che chi passa avanti dopo gara‑3, una gara cosiddetta 'pivotal', vince la Stanley Cup nell'80% dei casi. Ma dopo tre partite così, le percentuali sembrano solo numeri vuoti.

A proposito di numeri, eccone alcuni di questa gara indimenticabile:
1. Mitch Marner ha tirato il 14º rigore nella storia delle finali di Stanley Cup. Solo un giocatore è riuscito a segnare: Chris Pronger contro Cam Ward dei Carolina Hurricanes nella finale del 2006.
2. Mitch Marner ha realizzato l’'hat-trick' più veloce nella storia delle finali di Stanley Cup (6'10"), portando Vegas sul 4‑0 dopo due periodi. Ha così superato il record di 'un certo' Maurice Richard: 6'21" nel 1957.
3. I 4 punti realizzati da Mitch Marner in un periodo eguagliano il poker di Frank Foyston nel 1919.
4. Gli Hurricanes hanno segnato tre gol in 39 secondi, la tripletta più rapida nella storia delle finali di Stanley Cup e solo la 5.a volta in assoluto che una squadra segna 3 reti così velocemente in una partita di playoff. Il precedente record per i 3 gol più rapidi in finale apparteneva ai Montreal Canadiens del 1954, che li avevano realizzati in 56 secondi più di 72 anni fa.
5. Jordan Staal raggiunge Brad Marchand (3 partite in fila nel 2025) come secondo giocatore di 37 anni o più a segnare nelle prime 3 gare di una finale di Stanley Cup.
6. Non c’è mai stata una rimonta vincente con 4 gol di svantaggio in una finale di Stanley Cup (e solo 4 volte in qualsiasi partita di playoff). Il margine più ampio mai recuperato per vincere una gara di finale è stato di tre gol: l’ultimo caso quello degli Edmonton Oilers in gara‑4 dello scorso anno; prima ancora, l’episodio precedente risaliva ai Carolina Hurricanes in gara‑1 della finale 2006.
7. Solo una volta una squadra era riuscita a recuperare uno svantaggio di 4 o più gol in una finale di Stanley Cup, indipendentemente dal risultato finale. Accadde più di 50 anni fa, in gara‑1 della finale 1972: i New York Rangers erano sotto 5‑1, riuscirono a pareggiare 5‑5, ma persero poi 6‑5 nei tempi regolamentari contro i Boston Bruins.


Altre foto tratte dal sito NHL:

sabato 30 maggio 2026

NHL playoff: Carolina è un rullo compressore, 6-1 ai Canadiens e finale di Stanley Cup

Il sito degli Hurricanes con il finale
I Carolina Hurricanes volano in finale di Stanley Cup dopo avere travolto in gara-5 i Montreal Canadiens con il punteggio di 6-1, al termine di una gara senza storia fin dall'inizio, che ha confermato la differenza sempre vista sul ghiaccio tra le due squadre n questa serie, a parte la sorprendente gara-1. Anche perdendo due partite all'overtime, i canadesi sono sempre stati sovrastati dagli avversari, sia nella fisicità che nelle conclusioni a rete.
Con questo successo la squadra allenata da Rod Brind'Amour vince il Prince of Wales Trophy, solitamente assegnato alla squadra vincente della Eastern Conference, e in una finale che fin d'ora si preannuncia spettacolare, affronterà i Vegas Golden Knights, alla ricerca di quel trofeo che manca dalla stagione 2005-06. Per la formazione canadese e per il Canada l'ennesima stagione senza l'agognata vittoria di un trofeo che ormai manca dal lontano 1992-93, quando furono proprio i Canadiens a vincerlo nella finalissima contro i Los Angeles Kings (4-1 nella serie).
Ingaggio, pronti, via e dopo sei secondi Jackson Blake scappa e saetta un tiro che sorvola di poco la traversa, e ancora, nel primo minuto, è il goalie ospite, Jakub Dobeš, a salvare due volte su Sebastian Aho e una su Nikolaj Ehlers. Montreal è avvisata. Dopo due minuti arriva però la prima penalità, la subisce Andrei Svechnikov, per un 'tripping' su Lane Hutson. Carolina fino a quel momento ha una percentuale nel penalty-killing del 93,8% nei playoff, e subisce un solo tiro da parte dei Canadiens, che vedono salire il proprio power-play a 1/9 nella serie. Dopo sei minuti e mezzo Jordan Martinook ha l'occasione d'oro: tiro centralissimo ma grande risposta da parte di Dobeš. Regna la confusione ma, dopo dieci minuti, arriva meritato il vantaggio degli Hurricanes: Logan Stankoven viaggia indisturbato verso la gabbia di Dobeš, serve Taylor Hall al centro che appoggia in rete. Il gol viene contestato da Martin St. Louis alla ricerca disperata di una 'interference' sul portiere, ma la 'coach's' challenge' viene respinta e Montreal si becca pure due minuti di penalità. I Canadiens passano indenni la penalità, ma continuano a subire la pressione dei padroni di casa, come finora sempre è capitato nella serie. Carolina colleziona però una seconda penalità, ancora con Svechnikov, ma anche stavolta la superiorità porta a un nulla di fatto, con zero tiri verso la porta avversaria. Arriva invece, letale, la seconda rete dei padroni di casa, su cui stavolta Dobeš ha qualche volta, non intercettando la conclusione di Logan Stankoven, nono gol dei playoff per lui, infilando il decimo assist della post-season di Hall. Passa un minuto e mezzo e Carolina cala il tris, con il disco che rotola nel terzo della difesa canadese, Eric Robinson, scattato in contropiede, lo raccoglie e fulmina ancora una volta l'estremo ceco di Montreal, la dimostrazione di una quarta linea (Carrier-Jankowski-Robinson) molto produttiva. Il primo periodo si chiude con numeri impietosi, tutti a favore degli Hurricanes: 3-0 il risultato, 15-4 nei tiri, 10-5 nelle 'hit'. Carolina finora ha giocato come il gatto con il topo.
Il secondo periodo comincia con una clamorosa occasione per i 'Canes, ma Seth Jarvis, a porta spalancata, manca il poker. Arrivano poi due minuti di penalità per Nick Suzuki ma, almeno in questo caso, i Canadiens riescono a scamparla. I due minuti li prende poi Carolina (Alexander Nikishin per bastone alto), ma ancora una volta la gestione della superiorità da parte di Montreal è desolante. Montreal fatica addirittura a uscire dal terzo e, quando ci riesce, viene punita duramente: arriva così il quarto gol di Carolina, un'esecuzione perfetta con Hall che recupera disco e s'invola a spallate verso Dobeš, che respinge prima del rimbalzo vincente di Jackson Blake. Un minuto dopo arriva la prima occasione della serata per i Canadiens, con un palo, peraltro esterno, colpito da Ivan Demidov. ma ormai è troppo tardi. La partita diventa un monologo, con il pubblico di casa che 'copia' il coro classico di vittoria dei tifosi dei Canadiens. Si prosegue con i Canadiens che subiscono due penalità, la prima contro Lane Hutson (bastone alto), la seconda per troppi uomini sul ghiaccio. Ed è in quest'ultimo caso che arriva la cinquina: tiro dalla distanza di Ehlers, tocco al centro di Jarvis e stoccata vincente di Shayne Gostisbehere. E' il 38'02", e ormai per Montreal la partita di raleigh è come la tortura della goccia sebbene, proprio allo scadere del periodo, Alexandre Carrier scocchi per Montreal uno dei pochissimi tiri pericolosi, deviato però da Frederik Andersen.
Il terzo periodo comincia con un bel tiro di Demidov fuori di poco, segno che Montreal, perlomeno, ci voglia provare. Le squadre sembrano poter giocare in surplace, ma Jordan Martinook trova comunque un buono spunto, su cui Dobeš si impegna con bravura. Nuova penalità pro Canadiens: due minuti a Ehlers per un fallo su Jayden Struble, e un power-play che produce un paio di tiri pericolosi e una mini rissa davanti ad Andersen. Passano pochi secondi e a sedersi sulla panca puniti è Gostisbehere, ancora per gli Hurricanes. E, finalmente, dopo quasi due partite intere, arriva la prima rete dei Canadiens, realizzata da Cole Caufield, sesto gol per lui nei playoff (13 punti in totale, di cui 10 in power-play), lasciato colpevolmente solo davanti ad Andersen. Carolina replica con un bel tiro di Ehlers ben bloccato da Dobeš. A sua volta Andersen para bene lo 'snap-shot' di Newhook. A circa quattro minuti dalla fine St. Louis tenta l'impossibile e toglie il portiere, ma Carolina ne approfitta quasi subito e, a porta vuota, infila la sesta rete con Seth Jarvis e, per completare l'opera, i Canadiens si beccano un'ulteriore penalità per 'too many men on the ice'. Ormai è accademia sul ghiaccio, mentre il pubblico grida "We want the cup!", i fazzoletti bianchi sventolano al Lenovo Center e non si gioca più, tutti si abbracciano e anche per Montreal finisce la tortura, per una serie che ha visto gli Hurricanes dominare il computo dei tiri 166-89.
Il Prince of Wales Trophy viene presentato sul ghiaccio dal commissioner Bill Daly ma, come nel caso dei Vegas Golden Knights e del Clarence Campbell Bowl, anche stavolta tutti si guardano bene dal toccare la coppa, seguendo la tradizione beneaugurante anche se, in questo caso, a una delle due contendenti andrà inevitabilmente male.


giovedì 28 maggio 2026

NHL playoff: Carolina domina, ora è a un passo dalle finali di Stanley Cup

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes mettono una mano sulla finale di Stanley Cup dominando i Montreal Canadiens con un netto 4-0 al Bell Centre, portandosi così sul 3-1 nella serie. Una partita senza storia, indirizzata già nel primo periodo da tre gol realizzati in meno di tre minuti, frutto di un 'forecheck' feroce e di una superiorità tecnica e mentale evidente. Frederik Andersen firma il suo terzo shutout di questi playoff, mentre Montreal si scioglie sotto la pressione avversaria, incapace di reagire e sostenuta solo dalle parate di Jakub Dobeš.
Il match si accende al 14'59" del primo periodo: Sebastian Aho, servito da Nikolaj Ehlers, fulmina Dobeš con una conclusione secca dalla destra in power-play. Passano appena 68 secondi e Jordan Staal raddoppia, deviando davanti alla porta un passaggio di K’Andre Miller dopo un’azione insistita sulla destra. Il colpo del 3-0 arriva a 17'46", quando Logan Stankoven chiude un due-contro-uno orchestrato da Jackson Blake, gelando definitivamente il Bell Centre.
Il secondo periodo scorre senza reti, ma è l’unico frangente in cui Montreal prova almeno a respirare, trovando qualche conclusione in più senza però impensierire davvero Andersen. Carolina, pur abbassando il ritmo, mantiene il controllo totale del ghiaccio, vince i duelli e non concede transizioni pulite ai padroni di casa. La frustrazione dei Canadiens cresce, e con essa gli errori: la squadra di Martin St. Louis non trova linee di passaggio, non costruisce zone time e finisce per sbattere contro un muro.
Nel terzo periodo la superiorità degli Hurricanes diventa schiacciante: 19-3 il conto dei tiri, con Montreal incapace persino di uscire dal proprio terzo. I tifosi, ormai rassegnati, arrivano a urlare “Shoot the Puck!” ai loro giocatori, segno di una serata storta sotto ogni punto di vista. L’empty-net di Andrei Svechnikov allunga il punteggio sul 4-0 e chiude una gara dominata sotto ogni punto di vista.
Carolina vola così verso il possibile match point in Gara 5, forte di un record impressionante: 11-1 in questi playoff e 6-0 in trasferta. Una squadra che ha trovato ritmo, identità e profondità, capace di colpire con tutte le linee e di soffocare gli avversari con un sistema difensivo impeccabile. Montreal, invece, deve ritrovare energie e fiducia per evitare l’eliminazione, ma soprattutto deve ritrovare se stessa dopo tre sconfitte consecutive che hanno messo a nudo limiti e mancanza di lucidità nei momenti chiave.
Gli Hurricanes, ora, vedono davvero vicina la finale di Stanley Cup: un traguardo che manca dal 2006 e che, per quanto mostrato in Gara-4, sembra assolutamente alla loro portata.

mercoledì 27 maggio 2026

NHL playoff: Vegas completa lo 'sweep', per Colorado clamorosa eliminazione

L'apertura del sito NHL
I Vegas Golden Knights accedono alla loro terza finale di Stanley Cup nelle loro prime nove stagioni di vita dopo la vittoria per 2-1 sui Colorado Avalanche, completando lo 'sweep' per 4-0 e confermando una superiorità netta lungo tutta la serie che avrebbe dovuto essere molto più combattuta e che, all'inizio, vedeva proprio la squadra di Denver come favorita naturale, dopo una regular-season fantastica che l'aveva portata a vincere il Presidents’ Trophy (che, ancora una volta, non si dimostra un trofeo 'beneaugurante'). Ai 'cavalieri dorati' va così anche il Clarence Campbell Bowl, la coppa che premia normalmente la formazione vincente della Western Conference.
Nel primo periodo, la partita si sblocca grazie a una giocata che sintetizza perfettamente l’identità di questa Vegas, allenata perfettamente da un vecchio leone della panchina come John Tortorella: Brayden McNabb alza un lob millimetrico per Mark Stone, che parte alle spalle della difesa avversaria e batte Mackenzie Blackwood con freddezza. Una rete che indirizza subito il match e che riflette la capacità dei Golden Knights di sfruttare ogni dettaglio, anche contro un’avversaria abituata a imporre ritmo e volume offensivo.
Il secondo periodo resta bloccato, ma è qui che emerge la chiave della serie: Vegas limita drasticamente le occasioni di Colorado, che pure aveva dominato i turni precedenti con un record di 8-1. La squadra di John Tortorella soffoca ogni tentativo di transizione, vince i duelli lungo le balaustre e mantiene il controllo degli ingaggi (54,7%), impedendo agli Avalanche di trovare continuità offensiva. Carter Hart, quasi perfetto, chiuderà con 20 parate e una sola rete concessa negli ultimi minuti.
Nel terzo periodo arriva il gol che vale la finale: Cole Smith devia il tiro dalla blu di Dylan Coghlan per il 2-0 a quasi sei minuti dalla sirena. È la conferma della profondità del roster di Vegas, capace di trovare protagonisti diversi in ogni partita. Colorado accorcia con Gabriel Landeskog, ma senza mai dare l’impressione di poter ribaltare l’inerzia della gara. Gli Avalanche, come ammesso da coach Jared Bednar, “si sono scontrati con una macchina perfettamente oliata”, incapaci di replicare la brillantezza mostrata fino a quel momento nei playoff.
Nota di cronaca, non secondaria: il gruppo vincente attorno al Campbell Bowl, guidato proprio dal capitano, Stone, si è categoricamente rifiutato di toccare la coppa, un gesto scaramantico ritenuto beneaugurante in vista dell'unica coppa che veramente conti per un giocatore di hockey, ovvero la Stanley.
Con questa vittoria, i Golden Knights attendono ora la vincente tra Carolina Hurricanes e Montreal Canadiens, serie in cui gli Hurricanes conducono 2-1 dopo due successi consecutivi in overtime. Carolina sta dominando sul piano fisico e statistico — 93 tiri a 47 nelle prime tre gare — e ha vinto gli ultimi sei overtime disputati nei playoff, un dato che suggerisce una squadra mentalmente solida e capace di gestire la pressione nei momenti decisivi. Per Vegas, dunque, si profila una finale contro una squadra in grande fiducia, qualunque essa sia. Ma lo 'sweep' contro Colorado — una delle più sorprendenti degli ultimi anni — conferma come i Golden Knights stiano giocando il loro miglior hockey della stagione proprio nel momento più importante.

martedì 26 maggio 2026

NHL playoff: Carolina sfrutta ancora l'overtime ed espugna 3-2 Montreal in gara-3

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes vincono per 3-2 all'overtime anche gara-3 della loro sfida di finale della Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, portandosi in vantaggio per 2-1 nella serie. Come gara-2, anche la terza partita, giocata al Bell Centre della metropoli francofona canadese, viene così decisa nei prolungamenti, frutto di una maggiore iniziativa e conduzione del gioco da parte della squadra di Rod Brind'Amour.
Pronti, via, e arriva all'8'24" il primo vantaggio degli ospiti: disco lavorato sulla destra della gabbia difesa da Jakub Dobeš, batti e ribatti, il disco arriva a Mark Jankowski che conclude, il 'goalie' di casa ribatte e allora riprende libero Shayne Gostisbehere, che con un gran tiro insacca la sua prima rete della 'post-season'. I Canadiens trovano il pareggio al 15'28" con Mike Matheson (secondo gol dei playoff per lui), un gran tiro centrale dopo un passaggio da dietro la gabbia di Ivan Demidov. L'equilibrio però dura meno di un minuto, quanto serve a Taylor Hall per riportare avanti i suoi con un tocco dalla breve distanza.
Il secondo periodo si apre con l’unica vera fiammata offensiva dei Canadiens dopo un primo tempo passato perlopiù a inseguire il ritmo di Carolina. La penalità fischiata a Jordan Martinook offre a Montreal un power-play prezioso, trasformato in rete da Lane Hutson: il giovane difensore riceve il passaggio di Cole Caufield e, con spazio sufficiente per avanzare, infila Frederik Andersen con un polsino preciso che vale il 2-2. Il gol ridà energia al Bell Centre, ma non cambia l’inerzia complessiva: i Canadiens faticano a costruire transizioni pulite, mentre gli Hurricanes continuano a mantenere il controllo territoriale e dei ritmi. Carolina, però, non riesce a capitalizzare il proprio volume di gioco, e il periodo scorre tra pochi varchi e molte battaglie lungo le balaustre.
La serata sembra prendere una piega favorevole ai padroni di casa quando Montreal trova quello che pare il gol del sorpasso. La conclusione di Noah Dobson sorprende Andersen e fa esplodere l’arena, ma la panchina di Carolina chiede immediatamente il 'challenge': questione di millimenti ma, dopo una rapida revisione, gli arbitri confermano l''offside', annullando la rete e riportando il punteggio sulla parità. Carolina continua così a dettare i ritmi nel terzo periodo, mentre i padroni di casa tentano di resistere. Nei primi dieci minuti gli Hurricanes concedono un solo tiro verso Andersen, costringendo i Canadiens a ripiegare continuamente. La squadra ospite costruisce due buone occasioni con Hall e Jarvis, entrambe respinte da un attento Jakub Dobeš, che tiene in vita i suoi. Intanto il distacco sui tiri aumenta (29-12 per gli ospiti al 54'. Ed è clamorosa l'occasione che capita sulla stecca di Sebastian Aho che, lanciato solo verso Dobeš, non scarica ma appoggia il disco, il 'goalie' di casa chiude i gambali e impedisce al puck di entrare per quella che sembrava una rete certa. Passano pochi secondi ed è Matheson a trovare il palo esterno respingere la sua conclusione. A due minuti dalla fine una tambureggiante azione degli ospiti trova Taylor Hall pronto alla conclusione, ma ancora una volta, prima Dobeš e poi Guhle bloccano dischi pericolosissimi. Si va all'overtime con gli Hurricanes avanti su tutto: tiri (32-13), hits (29-25) e ingaggi vinti (30-23).
Il supplementare comincia con due occasioni per gli Habs, ma Suzuki e Matheson sprecano il disco. L'inerzia però è tutta dalla parte degli ospiti, un tiro dalla distanza di Jaccob Slavin viene deviato con bravura da Dobeš, poi ci prova Hall e bisogna aspettare sette minuti per la prima conclusione dei padroni di casa (bel diagonale di Alex Newhook). Clamoroso il 3-contro-2 che porta Jalen Chatfield al 69'26" a concludere quasi a botta sicura, ma il tiro è troppo centrale per impensierire Dobeš. Il pubblico invoca una penalità per sgambetto verso Eric Robinson, ma poco dopo sono gli Hurricanes a chidere due minuti, che non saranno concessi, per 'troppi uomini sul ghiaccio' da parte dei Canadiens. Dopo minuti di pressione costante, Carolina trova finalmente il varco decisivo al 74'06": Andrei Svechnikov intercetta un tentativo di uscita di Hutson e mantiene il possesso lavorando il disco lungo le balaustre. Da lì costruisce la giocata che decide la partita: serve un passaggio trasversale verso Seth Jarvis a sinistra, il puck non resta sulla stecca del compagno, ma Jarvis riesce comunque a restituirglielo rapidamente. Svechnikov, in posizione più alta, carica un tiro secco e immediato che attraversa il traffico creato da Aho davanti alla porta e sorprende Dobeš, infilando il puck sotto la traversa per il 3-2 finale. La conclusione, resa letale dallo schermo di Aho, chiude una gara in cui gli Hurricanes avevano limitato Montreal a un solo tiro tra terzo periodo e overtime, confermando la loro impressionante solidità nei supplementari in questi playoff.

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lunedì 25 maggio 2026

NHL playoff: Vegas, leggendaria rimonta e finale in vista, 5-3 a Colorado

L'apertura del sito NHL
La notte della T-Mobile Arena racconta una rimonta storica, che potrebbe indirizzare l’intera finale della Western Conference, ora sul 3-0: i Vegas Golden Knights ribaltano uno 0-3 pesantissimo arrivato dopo i primi venti minuti di gioco, e superano 5-3 i Colorado Avalanche, portandosi sul triplo vantaggio nella serie. Una partita che sembrava già segnata dopo il primo periodo, ma che ha mostrato ancora una volta la resilienza del gruppo guidato da John Tortorella.
Gli Avalanche partono fortissimo. Al 3'21" Gabriel Landeskog apre le marcature raccogliendo il rimbalzo generato dalla discesa di Devon Toews, bravo a trasformare un recupero di Nathan MacKinnon in un’azione pericolosa. Poco dopo è Nazem Kadri a raddoppiare, finalizzando un’azione nata dal passaggio lungo di Josh Manson e rifinita dal tocco di Martin Necas. Il 3-0 arriva addirittura in inferiorità numerica: Jack Drury intercetta un disco vagante e batte Carter Hart in breakaway.
Vegas però non crolla. A 19 secondi dal via del secondo periodo Mark Stone riapre la gara deviando il passaggio di Mitch Marner sul power play. La spinta dei Golden Knights cresce e al 24'05" William Karlsson accorcia ancora, approfittando di un disco perso da Parker Kelly. Il pareggio arriva al 32'46" con Keegan Kolesar, rapido a ribadire in rete dopo la conclusione di Dylan Coghlan.
Il momento decisivo arriva nel terzo periodo: Tomas Hertl riceve un tocco intelligente di Stone, supera Sam Malinski e infila un elegante backhand sopra il guanto di Scott Wedgewood per il 4-3. Nel finale, con Colorado senza portiere, Brett Howden chiude i conti a porta vuota.
Per gli Avalanche, oltre ai gol, da segnalare il rientro di Cale Makar, in pista per oltre 27 minuti. La serata appartiene però a Vegas: Hertl, Stone, Karlsson e Marner hanno guidato una rimonta che vale un match-point pesantissimo. Gara-4 potrebbe ora già decidere tutto.

domenica 24 maggio 2026

NHL playoff: gara-2, Ehlers trascina Carolina alla vittoria in overtime a est

Il sito NHL con la foto di Ehlers dopo il gol decisivo
I Carolina Hurricanes lottano, dominano, soffrono, ma alla fine vincono 3-2 all'overtime gara-2 della finale di Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, siglando il primo risultato secondo pronostico di queste finali di conference. Il protagonista della serata è senza dubbio Nikolaj Ehlers, autore di una doppietta e della rete decisiva nel prolungamento. Danese, classe 1996, Ehlers è figlio d'arte, con il padre giramondo (con tappe a Klagenfurt, Biel e Berlino versione Capitals) e il figlio cresciuto proprio nelle fila del Biel/Bienne dove, nella stagione del 'lockout' (2012-13), ebbe la discreta fortuna di giocare con Patrick Kane e Tyler Seguin come compagni di linea.
Carolina parte subito forte, un disco sfiorato davanti alla porta dopo pochi secondi e, al primo tiro in porta della gara, passa: merito di Eric Robinson, secondo gol dei playoff per lui, che tocca davanti alla gabbia dei Canadiens un tiro scagliato da William Carrier. Una rete che è il segno di come gli Hurricanes intendano fare pressione sui canadesi, costretti nel proprio terzo a difesa della gabbia a reggere l'urto dei Canes, e alla vana ricerca di quei contropiedi che avevano segnato la prima sfida. Il primo segnale di vita gli ospiti lo danno ottenendo una penalità a favore per un colpo di bastone di Logan Stankoven su Kaiden Guhle, ma il power-play si chiude senza esito. Nel mezzo del nulla Montreal trova il pareggio, anche in questo caso al suo primo tiro in porta (fino a quel momento 5-0 per i padroni di casa): a segnare è Josh Anderson, bravo a deviare sotto la gabbia un passaggio dalla sinistra di Phillip Danault. Poco dopo Carolina sfiora il bis con un palo colpito da Jordan Staal. Il primo periodo si chiude con un nuovo power-play per i Canadiens, che però, anche in questo caso, termina con un nulla di fatto. Sono anzi gli Hurricanes a liberare in maniera pericolosa e a sfiorare la marcatura con un contropiede 2-contro-1 dopo un clamoroso errore di Juraj Slafkovský, che consegna il disco a Sebastian Aho che, a sua volta, libera Seth Jarvis per la più facile delle conclusioni, che però termina a lato. Zero tiri in porta in due superiorità per Montreal ma, soprattutto, 7-2 nel computo dei tiri in porta per Carolina, a sottolineare una partita dominata dai padroni di casa.
L'inizio del secondo periodo chiude senza esito anche la seconda superiorità dei Canadiens, mentre un curioso infortunio occorre al 'goalie' ospite, Jakub Dobeš, con il bastone del Carrier di Carolina che gli si infila tra i pattini impedendone i movimenti per qualche secondo. La gara prosegue comunque senza eccessivi scossoni, con le due squadre guardinghe e attente a non compiere errori: morale, il primo tiro in porta arriva dopo quattro minuti e mezzo (per Montreal). La buona occasione per gli ospiti arriva a metà partita esatta, ma il tiro di Alexandre Texier viene deviato da Frederik Andersen. Al 31'08" arriva anche una penalità per il 'goalie' ospite: Dobeš si prende due minuti per 'interference' verso Mark Jankowski, e in panca ci va Zachary Bolduc. Arriva così il il momento di Ehlers: prima un suo ingresso centrale costringe la difesa di Montreal a ripiegare in affanno, poi si trasforma in uomo della provvidenza andando a siglare il gol del nuovo vantaggio dei padroni di casa, grazie a una rete assolutamente spettacolare: al 37'03" il danese parte dal centro, protegge il disco tra Cole Caufield e Lane Hutson e infila Dobeš con un movimento fulmineo, riportando avanti Carolina. Gli Hurricanes sembrano poter controllare il finale di periodo, ma l'inerzia resta fragile: Montreal, pur limitata a pochi tiri, dà la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento.
Il terzo periodo si apre infatti con un cambio di ritmo dei Canadiens che, a furia di spingere, trovano il nuovo pareggio al 52'51", ancora grazie ad Anderson, doppietta per lui e quinto gol dei playoff, lesto a ribadire in rete un rimbalzo davanti ad Andersen dopo una mischia furibonda nel traffico dell'area piccola. Carolina accusa il colpo, arretra per qualche minuto, poi torna a spingere con decisione, sfiorando il nuovo vantaggio con un'incursione di Jarvis e un diagonale di Aho respinto da Dobeš. Il computo dei tiri in porta parla però chiaro: 24-12 al 60'.
Si arriva così all'overtime, dove la partita si decide su un dettaglio e in maniera abbastanza veloce: un disco lavorato da Jalen Chatfield in uscita, un tocco rapido di Jankowski e l’accelerazione di Ehlers, che entra nel terzo offensivo a tutta velocità e batte Dobeš con un tiro secco dal centro dello slot dopo appena 3'29" del supplementare, completando la sua serata da protagonista assoluto e fissando il 3-2 finale. Carolina pareggia così la serie e ritrova certezze in attesa di gara-3 (martedì notte), mentre Montreal torna a casa con la consapevolezza di aver sfiorato un colpo che poteva essere letale, ma anche con la necessità di dover ritrovare maggiore continuità offensiva.

sabato 23 maggio 2026

NHL playoff: Vegas concede il bis, Colorado ko a domicilio anche in gara-2

Il sito NHL festeggia i Golden Knights
I Vegas Golden Knights replicano la sorpresa di gara-1 e vanno a imporsi per 3-1 anche nella seconda sfida della finale della Western Conference in casa dei Colorado Avalanche. Un risultato che ribalta i favori del pronostico in attesa della terza sfida della serie, che andrà in scena lunedì notte a Las Vegas.
Gli ospiti non si fanno intimidire ed è Brandon Saad a concludere impensierendo Scott Wedgewood. Mitch Marner ancora protagonista dispensa assist ai compagni e la 'crease' dei padroni di casa viene spesso riempita dagli avanti dei Golden Knights. A metà del primo periodo si fa vedere anche Nathan MacKinnon, la cui conclusione dalla blù viene deviata da Carter Hart. Marner lanciato a rete trova sulla sua strada Wedgewood a negargli la gioia della rete, ma Vegas è viva ed è avanti nei tiri (al 15' sono 12-7). Al 16'59" passa Colorado: azione manovrata degli ospiti, gran tiro dalla linea di Brent Burns, Hart respinge e la replica immediata di Ross Colton si infila alle sue spalle (seconda rete della 'post-season' per lui). Pavel Dorofeyev ha la grande occasione per pareggiare i conti, ma Wedgewood devia con sicurezza il puck tirato dalla breve distanza ,a i secondi finali sono ancora di Colorado, alla ricerca del raddoppio.
Il periodo centrale non cambia l'inerzia della partita, Valeri Nichushkin ha sulla stecca il disco del raddoppio, ma a bloccarne l'esultanza ci pensa ancora Hart. La partita si fa dura e le penalità fioccano, fra cui un contestato 2+2 per Martin Necas che fa infuriare il pubblico di casa. Colorado regge però bene gli assalti avversari e, anzi, guadagna a sua volta una penalità a favore (Jack Eichel in panca puniti). Nazem Kadri ha l'occasione del secondo gol ma spara addosso ad Hart. Gli Avalanche entrano così nel terzo periodo in vantaggio, una situazione che finora gli era valso un 45-0-0, di cui 41-0-0 nella 'regular-season' e 4-0 nei playoff.
Succede poco fino alla rete del pareggio, firmata da Jack Eichel, un gran diagonale che sorprende Wedgewood, la sua prima rete in 11 partite e seconda dei playoff. Passano due minuti e arriva anche il raddoppio di Ivan Barbashev, tiro centrale dal basso verso l'alto. Gli Avalanche si trovano completamente spiazzati, non riescono a replicare e così, nel finale, sono obbligati alla classica scelta di togliere il 'goalie': cambio che serve a poco, perché è ancora Barbashev a infilare la rete sguarnita, firmare la propria doppietta e siglare il successo che porta i Golden Knights sul 2-0. Ora, con il doppio vantaggio nella serie, Vegas potrà godere anche del fattore campo per porre la propria candidatura alla finale di Stanley Cup.

venerdì 22 maggio 2026

NHL playoff: Montreal apre la serie a est travolgendo Carolina

L'apertura del sito NHL
I playoff NHL, cominciati con una sorpresa a ovest, concedono la replica con una sorpresa ancora più grande a est. I Carolina Hurricanes, arrivati alla finale della Eastern Conference con un percorso netto (8-0) devono cedere il passo per la prima volta ai Montreal Canadiens. Al Lenovo Center di Raleigh gli ospiti si impongono infatti con un 6-2 che non ammette repliche grazie a una devastante prima metà di primo periodo, in cui hanno prima recuperato e poi letteralmente ribaltato gli avversari.
Partenza a razzo per i padroni di casa, che insaccano la rete del vantaggio dopo appena 33 secondi con Seth Jarvis. Potrebbe essere la rete che spezza subito l'equilibrio, ma Montreal spegne subito gli entusiasmi grazie a una sbandata difensiva dei padroni di casa, che lasciano Frederik Andersen indifeso, lasciando libero Cole Caufield di infilare l'angolino alto sfruttando un grande assist di Juraj Slafkovský da dietro la gabbia. Si capisce subito che gli ospiti non sono venuti a passeggiare al Lenovo Center: gioco aggressivo, furore su ogni disco, Carolina non se l'aspettava. Sean Walker e Nick Suzuki finiscono in panca puniti e, in 4 -contro-4, Phillip Danault parte in contropiede e infila Andersen senza lasciargli scampo (splendido l'assist di Alexandre Carrier). I padroni di casa paiono lontani parenti del 'team' che non aveva lasciato scampo alle avversarie nei primi due turnio dei playoff: arriva così la terza rete dei Canadiens, quando scocca l'8'11", merito di Alexandre Texier, che sfrutta l'ennesima indecisione della difesa di casa: disco perso nel proprio terzo, Phillip Danault e Kaiden Guhle servono al bacio un cioccolatino che Texier scarta infilando Andersen dalla breve distanza. Pubblico allibito, ma non basta. Passano poco più di tre minuti e arriva anche il poker, con Ivan Demidov, lanciato in contropiede da Alex Newhook. Terza rete per il russo, decimo giocatore dei Canadiens ad avere segnato almeno 3 reti in questa 'post-season'. Carolina usufruisce subito di una penalità a favore (Carrier, bastone alto), per rientrare in partita, ma passano 27 secondi e Sebastian Aho rovina tutto prendendosi due minuti pure lui ('roughing' verso Jake Evans).
Così come il primo periodo, anche il secondo si apre con i migliori auspici per Carolina, che riapre la partita grazie alla splendida rete in 'snap shot' di Eric Robinson (che giunge otto secondi dopo un clamoroso palo di Caufield che avrebbe già potuto chiudere il match), lanciato in contropiede da William Carrier. Tutto torna in bilico? Malgrado l'iniziale pressione dei Canes, soprattutto nei primi minuti dopo il passaggio di metà gara, non proprio, perché i Canadiens si difendono con ordine e riescono a evitare inutili penalità. E, quando uno di loro va a sedersi sulla panchina dei 'cattivi' (Mike Matheson nel finale di periodo), decide di farlo in compagnia dell'avversario (Andrei Svechnikov, per reciproche scorrettezze).
Il terzo periodo comincia in 4-contro-4 e l'imperativo per i Canes di rientrare in partita, ma nei primi quattro minuti il reparto offensivo dei padroni di casa produce un solo tiro. A peggiorare le cose arriva poi la penalità per Jordan Martinook per uno sgambetto ai danni di Guhle. Il power-play che ne segue vede solo una bella conclusione di Slafkovský ma, per il resto, Carolina tiene libero con disinvoltura il proprio terzo. Il tempo però passa e a chiudere i conti ci pensa ancora Slafkovský, che supera la blù, salta come un birillo Svechnikov e infila per la quinta volta Andersen. I Canadiens si difendono con ordine, il tempo trascorre e Carolina appare impotente, con il pubblico silente in attesa di qualcosa che possa cambiare l'inerzia di un match che sembra segnato: al 52' arriva però la penalità di Guhle (una inutile 'interference' su Jackson Blake) che potrebbe riaprire le danze, ma la confusione regna sovrana sotto il cielo di Raleigh e il disco perso malamente in difesa da K'Andre Miller ne è la testimonianza. E mentre il pubblico comincia a sciamare con 5'17" ancora da giocare, Carolina tenta la carta dell'uomo di movimento in più sul ghiaccio. Montreal però non si danna più di tanto e, anzi, realizza il sesto gol in 'empty-net' grazie ancora a Slafkovský, che finalizza un bel lavoro in fase di alleggerimento di Nick Suzuki. La partita si chiude qui, con gli Hurricanes che subiscono in una partita più gol di quanti non ne avessero subiti in totale nella serie del primo turno (5 contro Ottawa) che nel secondo (ancora 5 contro Philadelphia). Per Carolina l'obbligo di pareggiare i conti domenica, quando andrà in scena gara-2.

giovedì 21 maggio 2026

NHL playoff: Vegas espugna Denver, Golden Knights avanti a ovest

L'apertura del sito NHL
Va ai Vegas Golden Knights gara-1 della finale della Western Conference contro i Colorado Avalanche. Una vittoria in trasferta e un po' a sorpresa, non tanto perché fosse ritenuta impossibile, ma per il modo e l'autorità con cui la squadra di Joe Tortorella l'ha ottenuta. Finisce 4-2 (0-0, 2-0, 2-2), con gli ospiti che si portano fino al triplo vantaggio per poi contenere il furioso ritorno dei padroni di casa e piazzare la rete a finale a porta sguarnita.
Colorado spinge subito e lo fa con due conclusioni ravvicinate di Brock Nelson e Nazem Kadri, poi in contropiede Keegan Kolesar fa venire i brividi a Scott Wedgewood. Ancora gli ospiti pericolosi con un classico 3-contro-2 concluso sotto rete da Tomas Hertl, ma è ancora attento Wedgewood a deviare. Gli Avalanche, privi di Cale Makar, sostituito da Jack Ahcan, replicano con una bella conclusione di Nelson trattenuta da Carter Hart. A metà del periodo arriva la prima penalità, con Brent Burns in panca puniti puniti per 'hooking' nei confronti di Brandon Saad. La superiorità degli ospiti però non sortisce nulla, Colorado si difende bene e subisce un solo tiro durante il 'penalty killing', peraltro non pericoloso. I 'cavalieri dorati' sembrano decisi a voler dimostrare di non essere le vittime designate dal pronostico e, a cinque minuti dalla prima sirena, doppiano gli avversari nel computo dei tiri (8-4). Nel finale di primo tempo la penalità tocca agli ospiti, a causa di una trattenuta di Ivan Barbashev ai danni di Sam Malinski. Gli Avalanche perdono tempo prezioso nel far girare il disco e solo alla fine ci prova Kadri, ma Hart blocca con sicurezza.
Nel secondo periodo è Noah Hanifin ad avere la buona occasione per portare avanti gli ospiti, ma ancora una volta Wedgewood si fa trovare pronto. Al 32'29" passano i Golden Knights: realizza Dylan Coghlan (prima rete per lui nella post-season), che finalizza da poco oltre la linea blù, in posizione centrale, un'azione impostata da Brandon Saad e Colton Sissons. Gli Avalanche accusano il colpo, Ross Colton raccoglie una penalità per eccessiva durezza su Rasmus Andersson e il raddoppio è servito poco dopo (35'02"), con Pavel Dorofeyev (10.a rete per lui nei playoff) che insacca dalla breve distanza un assist al bacio dalla destra di Mitch Marner, bravo a tagliare la difesa di casa dopo essersi allungato un disco che pareva perso. Colorado preme, cerca di concludere, ma Nathan MacKinnon non sembra in serata e, come il primo periodo, anche il secondo si chiude con una penalità per gli ospiti (Ben Hutton) e un mischione sotto la gabbia di Hart.
Nel periodo conclusivo, appena terminata la penalità di Hutton, arriva il tris ospite, con Brett Howden che, in backhand, infila Wedgewood dopo un tiro dello stesso Hutton appena rientrato, deviato dal 'goalie' di casa, ma non quanto basta per evitare la correzione sotto rete di Howden. Fra gli ospiti brutto colpo per lo stesso Howden, scivolato lungo sulla balaustra, mentre arriva anche il primo gol per Colorado, al 45'53", con Valeri Nichushkin a infilare Hart con una magia fra i gambali sotto rete dopo un passaggio di Colton. Da una magia all'altra, arriva finalmente quella di MacKinnon, che a poco più di due minuti dalla fine decide di seminare gli avversari come birilli e servire Gabriel Landeskog per la rete che vale il 2-3 e la riapertura completa del match. Gli ultimi due minuti sono in 'empty-net', MacKinnon saetta un disco che ballonzola davanti alla gabbia avversaria, ma che Hart riesce a fare suo. Jared Bednar chiama il 'timeout' per l'ultimo assalto, ma su una respinta è Nic Dowd a infilare la 'liberazione' di Jack Eichel dopo che il puck era rimbalzato sulla balaustra.
La partita termina qui, anche se Colorado prosegue senza portiere e puntando tutto su gara-2, che si giocherà ancora a Denver sabato 23 maggio.

martedì 19 maggio 2026

NHL playoff: Montreal segna, soffre, poi passa il turno all'overtime

La vittoria di Montreal dal sito NHL
I Montreal Canadiens conquistano la finale della Eastern Conference battendo i Buffalo Sabres con il punteggio di 3-2 all’overtime in una gara‑7 tesa, fisica e decisa dal guizzo di Alex Newhook dopo 11'22" del primo supplementare. Il suo tiro di polsino dal cerchio sinistro, su assist di Alexandre Carrier, supera il guanto di Ukko-Pekka Luukkonen e chiude una serie combattuta fino all’ultimo cambio.
I canadesi partono meglio e indirizzano il match già nel primo periodo. Phillip Danault apre il punteggio al 4'30", deviando di pattino il passaggio di Kaiden Guhle dopo una battaglia vinta da Josh Anderson dietro la porta. Il raddoppio arriva in power play: Nick Suzuki inventa un assist in 'backhand' dalla linea di fondo e Zachary Bolduc fulmina Luukkonen con una conclusione violenta dal basso verso l'alto.
Buffalo però non crolla. Nel secondo periodo Jordan Greenway riapre la partita deviando il tiro di Mattias Samuelsson davanti a Jakub Dobeš, autore di una prestazione da 37 parate. La rimonta si completa nel terzo periodo con il 2-2 firmato da Rasmus Dahlin: scambio rapido con Owen Power e conclusione secca sul lato corto. I padroni di casa segnano ancora, ma la rete viene annullata.
L’equilibrio regge così fino all’overtime, dove ogni possesso conta. I Sabres spingono, ma Dobeš tiene in piedi Montreal con interventi decisivi. Alla prima vera occasione pulita, i Canadiens colpiscono: Carrier trova Newhook libero sul lato sinistro, gran tiro dalla distanza e disco alle spalle di Ukko-Pekka Luukkonen.
Montreal vola così alla finale di Conference, dove incontrerà, ancora una volta senza partire con i favori del pronostico, i Carolina Hurricanes. Gara‑1 è in programma giovedì a Raleigh. Buffalo, invece, chiude una stagione comunque da grande protagonista.

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domenica 17 maggio 2026

NHL playoff: Buffalo espugna il Bell Centre e porta Montreal a gara-7

Il sito NHL presenta la vittoria di Buffalo
I Buffalo Sabres ricambiano la vittoria subita a domicilio dai Montreal Canadiens e vanno a imporsi al Bell Centre per 8-3 pareggiando la serie del secondo turno della Eastern Conference, ora sul 3-3. Tutto si deciderà quindi nella fatidica 'gara-7', di scena lunedì notte a Buffalo.
E' stata una partita quasi fotocopia di gara-5, ma al contrario, con un risultato a rincorrersi nel primo periodo, e poi gli americani bravi a prendere il largo con ben sette 'unanswered goals'.
Prima della partita è il leggendario Larry Robinson a portare la torcia che 'accende' il Bell centre.
Passano 32 secondi, Montreal non riesce a liberare, i Sabres con una manovra avvolgente da sinistra arrivano sotto la gabbia di Jakub Dobeš e con un tocco di Rasmus Dahlin (1+4 in partita) passano in vantaggio. Come in gara-5, passano pochi secondi, 68 per la precisione, e arriva subito il pareggio: è il primo gol di Arber Xhekaj nei playoff a esaltare la folla del Bell Centre, un forte tiro poco doltre la blù dopo un ingaggio vinto che Alex Lyon tocca ma non trattiene. E' di Josh Norris l'occasione migliore dei Sabres per tornare in vantaggio, ma è bravo Dobeš a bloccare il tiro dalla breve distanza. La prima penalità, per 'roughing' arriva per gli ospiti al 7'43", con Peyton Krebs che paga uno scambio di colpi che vede perdente (anche di casco) Alex Newhook: due minuti pesanti, perché portano i Canadiens al vantaggio (8'12"), grazie a un tiro secco di Ivan Demidov dal cerchio dell'ingaggio di destra. Subito dopo tocca a Phillip Danault sedersi sulla panca puniti, i Sabres sfiorano il vantaggio quindi Dobeš e Dahlin si colpiscono a bastonate e si beccano entrambi due minuti per 'slashing', lasciando inalterati i numeri dei contendenti sul ghiaccio. Ed è mentre Montreal è ancora in inferiorità numerica che i Canadiens trovano il tris, con un contropiede 'shorthanded' 2-contro-1 che vede Jake Evans infilare l'angolino alla destra di Lyon, subito sostituito da coach Lindy Ruff con Ukko-Pekka Luukkonen per scuotere i suoi prima che sia troppo tardi. All'11'47" Mike Matheson viene punito con un 2+2 che potrebbe riaprire la partita, e stavolta Buffalo non si fa sfuggire l'occasione, con Jason Zucker che, è il 13'56", smarcato davanti alla gabbia da Norris infila tra i gambali un incolpevole Dobeš. Montreal replica con un'azione tambureggiante che la vede al tiro più volte, la più clamorosa con Zachary Bolduc che sbaglia il bersaglio a gabbia sguarnita.
Il secondo periodo si apre con una fuga di Zach Benson, che però perde il disco nel momento decisivo. Poco male, perché pochi secondi dopo è lo stesso Benson a riprendere il disco rimbalzato dietro alla gabbia di Dobeš per beffarlo alle spalle. Conor Timmins, poco dopo, potrebbe addirittura firmare il poker. E' il momento di maggior pressione degli americani (18 tiri a 7 quando scossa il 25'), ma Montreal replica con una splendida conclusione di Josh Anderson deviata da Luukkonen. I Sabres vengono 'pescati' con l'uomo in più sul ghiaccio, con conseguente penalità. A metà del secondo periodo è però Alexandre Carrier a doversi sedere tra i 'cattivi' e Buffalo ne approfitta con un gran tiro dalla distanza di Jack Quinn che riporta avanti i suoi. Passano poco più di due minuti e Konsta Helenius firma la quinta rete di Buffalo, frutto di un 2-contro-1 in contropiede da parte degli ospiti. A due minuti dalla fine del periodo, nel più classico contropiede da rientro da una penalità, Alex Tuch sfiora il sesto gol per gli ospiti, con Dobeš ad aprire il guantone per deviare lo snap-shot.
Il terzo periodo scorre veloce senza che la pressione di Montreal trovi sbocchi adeguati. Anderson spreca un 2-contro-1 che grida vendetta, Buffalo controlla e sta attenta a non prendere le troppe penalità prese nei primi due periodi. Ma sono ancora i Sabres a farsi pericolosi: nel giro di pochi secondi, poco prima del 48', prima ancora Tuch impegna Dobeš, quindi Ryan McLeod colpisce la traversa. E' poi Anderson a guadagnarsi due minuti di penalità mentre cerca di ostacolare Benson al tiro. Nella superiorità che ne segue gli ospiti piazzano la sesta rete con Quinn (49'58"), grazie a un violento slap dalla sinistra che lascia impietrito il 'goalie' ceco dei Canadiens. Lo stesso Dobeš, nell'occasione, viene sostituito da Jacob Fowler. Una mossa che non paga, così come non paga togliere Fowler dalla gabbia per l'attaccante in più: Montreal viene subito punita da Tage Thompson (1+3 stanotte per lui), che sigla la settima rete per la formazione di Ruff. Nel finale i soliti 'conti' da regolare (penalità partita  per Xhekaj, Carrier, Evans, Dach, Benson e Krebs) regalano ai Sabres un power-play che Zach Metsa sfrutta per siglare la propria prima rete dei playoff  e l'ottava della partita per Buffalo. 


La partita di stanotte attraverso le foto del sito NHL:

sabato 16 maggio 2026

NHL playoff: la profondità ha fatto la differenza, così Colorado ha piegato Minnesota

Il sito di Colorado riassume la serie contro Minnesota
I Colorado Avalanche hanno vinto il secondo turno della Western Conference contro i Minnesota Wild non solo grazie alle stelle, ma soprattutto per merito della profondità. È questa la chiave che emerge dal percorso con cui la squadra di Denver ha chiuso la serie di playoff NHL, imponendosi grazie a un contributo corale che le ha permesso di reggere l’urto fisico e tattico di una tra le avversarie più ostiche della 'postseason'.
Colorado ha costruito il successo distribuendo minuti, responsabilità e produzione offensiva lungo tutto il 'roster'. Non è un dettaglio: contro Minnesota, capace di logorare gli avversari, gli Avalanche hanno risposto con linee capaci di incidere in ogni momento della partita. Il risultato è stato un equilibrio che ha obbligato i Wild a inseguire un avversario sempre fresco e sempre pericoloso.
Il 'coaching staff' ha sottolineato come le terze e quarte linee abbiano avuto un impatto determinante, sia nel limitare i punti di forza di Minnesota sia nel generare occasioni nei momenti chiave. Colorado ha trovato gol pesanti da elementi non sempre al centro dei riflettori, confermando una struttura che va oltre i suoi nomi più noti.
La serie ha mostrato anche la solidità difensiva del gruppo: cambi rapidi, coperture puntuali e un lavoro collettivo che ha permesso di proteggere il proprio slot e ridurre la qualità dei tiri concessi. Quando Minnesota ha provato ad alzare il ritmo, Colorado ha risposto con disciplina e gestione del disco, evitando quelle fasi di caos in cui i Wild solitamente prosperano.
Il risultato finale non è solo una vittoria, ma la conferma di un’identità: gli Avalanche non dipendono da un singolo uomo, ma da un sistema che valorizza ogni pedina. Ed è proprio questa profondità, più ancora del talento individuale, a proiettarli verso il prossimo turno con la consapevolezza di essere una squadra completa, matura e difficile da scardinare, forse la migliore candidata alla vittoria della Stanley Cup.


La classifica marcatori dei playoff aggiornata (fonte ESPN)

venerdì 15 maggio 2026

NHL playoff: Marner-Dorofeyev, il 'dinamico duo' porta Vegas in finale di Conference

Il sito NHL esalta la prova di Mitch Marner
I Vegas Golden Knights chiudono i conti in casa degli Anaheim Ducks, imponendosi per 5-1, e volano così alla finale della Western Conference (dove affronteranno i Colorado Avalanche) con una prestazione di forza, qualità e sangue freddo nei momenti decisivi.
All'Honda Center, i californiani provano a restare aggrappati alla serie, ma la serata è segnata da un protagonista assoluto: Mitch Marner, ancora una volta determinante con giocate da campione e leadership nei momenti chiave.
La gara ha avuto un copione chiaro fin dai primi minuti: Vegas più rapida, più precisa e capace di colpire nei momenti chiave, mentre Anaheim ha pagato un avvio troppo timido e qualche errore pesante.
A indirizzare subito la serata ci ha pensato Marner, autore di una giocata destinata a finire negli 'highlight' della stagione: dopo il lungo passaggio di William Karlsson, Marner ha protetto il disco, ha mandato fuori tempo Jackson LaCombe e ha infilato il 'goalie' Lukas Dostal con una magia fra i gambali. «Karl mi ha dato un gran passaggio, poi ho provato la giocata e per fortuna ha funzionato», ha raccontato il canadese, sempre più leader tecnico dei Golden Knights. Il raddoppio è arrivato in inferiorità numerica con Brett Howden, servito ancora da Marner dopo una transizione perfetta. «Quando Mitch ha il disco, cerco solo di trovare spazio davanti alla porta», ha spiegato Howden, che ha così firmato il suo terzo gol in inferiorità di questi playoff, eguagliando un record NHL. Il 3-0 di Shea Theodore in power-play ha chiuso un primo periodo dominato da Vegas, mentre Anaheim ha provato a rientrare nel secondo tempo con il 3-1 di Mikael Granlund. «Sapevamo che avremmo spinto nel secondo», ha detto Beckett Sennecke, «ma il loro portiere ha fatto grandi parate». E infatti Carter Hart, con 31 interventi, ha respinto ogni tentativo di rimonta.
Nel terzo periodo Pavel Dorofeyev ha firmato una doppietta, prima su assist di Ivan Barbashev dopo un turnover, poi con un tiro da posizione defilata che ha chiuso definitivamente i conti. Dorofeyev è ora a quota nove gol nei playoff, top-scorer in NHL.
Per Anaheim, una serata che ha riassunto i limiti della serie. «Troppi errori all’inizio, difficile recuperare contro una squadra così», ha ammesso LaCombe. L’allenatore Joel Quenneville ha parlato di “lezione utile per crescere”. Vegas, invece, arriva alla finale di Conference con un Marner in stato di grazia: 18 punti in 12 partite e un impatto totale sul gioco. «Abbiamo lavorato duro per arrivare fin qui, ora dobbiamo ricaricare le energie e farci trovare pronti», ha detto il numero 16 della franchigia del Nevada. I Golden Knights sono in fiducia, hanno trovato equilibrio tra talento e disciplina e si presentano alla sfida con Colorado con la sensazione di essere una squadra completa, capace di colpire in ogni situazione.


NHL playoff: Montreal travolgente, sei reti a Buffalo, ora 'vede' la finale a Est

La gioia di Suzuki dopo il gol (foto sito NHL)
I Montreal Canadiens ottengono un successo fondamentale in gara-5 del 2° turno della Eastern Conference in casa dei Buffalo Sabres, un 6-3 ottenuto in una partita cosiddetta 'pivotal' che consente loro di portarsi sul 3-2 nella serie. E' stato un incontro intenso, che i canadesi hanno gestito fin dall'inizio, ma che Buffalo era riuscito a tenere vivo nei primi venti minuti di gioco, per poi lentamente cedere alla distanza, complice un perfetto 2/2 nel power-play a favore degli ospiti.
Bastano due minuti esatti a Buffalo per passare in vantaggio, un gol che giunge al secondo tiro della squadra di Lindy Ruff (contro ancora nessuno dei Canadiens), una deviazione assai fortunosa sotto rete di Jason Zucker (prima rete della 'post-season' per lui) dopo un bel tiro dalla distanza di Jack Quinn. La risposta di Montreal è però quasi immediata, e arriva grazie a una grave amnesia difensiva dei Sabres: al 6'31" Cole Caufield, quarta rete dei playoff per lui, tocca sotto rete un passaggio di Nick Suzuki, con la difesa di casa totalmente fuori posizione. Buffalo 'sente' il colpo e va in panico, ancora una volta è caos nelle retrovie e i Canadiens quasi ne potrebbero approfittare, mentre i tiri salgono a un 8-2 che la dice lunga sulla partenza di Montreal. Nel momento più sofferto Buffalo ritrova il vantaggio, grazie a Josh Doan, che prosegue nella sua striscia positiva (per lui un gol e cinque assist fino a quel momento nelle cinque partite della serie con i Canadiens, ma anche un altro assist nell'ultima gara di quella con i Bruins), insaccando il disco quando l'orologio 'segna' il 7'45". Potrebbe essere una rete dal valore inestimabile, ma passano appena nove secondi e i Canadiens raggiungono nuovamente il pareggio, grazie a un altro fortunoso tocco di pattino, quello di Alexandre Texier, che devia, non si sa quanto volontariamente, una conclusione di Alexandre Carrier. La partita così è già pazza, ma decide che può esserlo ancora di più: protagonista si erge Konsta Helenius, alla sua prima rete dei playoff, che buca fra i gambali Jakub Dobeš con una conclusione non impossibile. Non certo una prestazione impeccabile per il 'goalie' ceco, fin lì con tre gol subiti a carico su quattro tiri tentati. Gli sguardi sulla panca dei Canadiens sono perplessi. Intanto sono passati 10'15" dal via, e la media è di una rete ogni due minuti di gioco. Nel resto del periodo non succedevano altri fatti clamorosi o, almeno, non così clamorosi da cambiare nuovamente il risultato, mentre si riequilibrava il saldo dei tiri, sebbene ancora a favore di Montreal, per 11-9.
Dopo quasi quattro minuti di gioco arriva la migliore occasione del periodo centrale, protagonista Tage Thompson lanciato verso la gabbia dei Canadiens, in tutti i modi cerca di disorientare Dobeš, che però non abbocca e si riscatta dalle incertezze precedenti: disco bloccato e occasione sfumata. E' il segno di una prevalenza dei Sabres che però non si concretizza. Al contrario, l'inerzia passa velocemente nelle mani, e nelle stecche, dei Canadiens: prima ci provano Joe Veleno in 'backhand' e Alexandre Texier con uno 'snap shot', poi (è il 28'01") Lane Hutson semina il panico sulla sinistra della difesa di Buffalo e serve il proprio nono assist dei playoff a Josh Anderson per il terzo pareggio ospite. Montreal potrebbe addirittura fare poker con Ivan Demidov dalla corta distanza, ma stavolta la barriera opposta dal gambale di Ukko-Pekka Luukkonen fa il suo dovere. Al 33' arriva la prima penalità della partita, con Juraj Slafkovský in panca puniti per bastone alto: Buffalo (5/16 nella serie fino a quel momento riesce a farsi pericolosa in un paio di occasioni, ma nulla di più. Al 36'15" arriva il primo vantaggio degli ospiti, causa un vero e proprio infortunio del 'goalie' di casa Luukkonen, che non trattiene un disco scagliato da Demidov, il puck scivola sulla riga di porta ed è Jake Evans a toccarlo quanto basta per infilarlo in porta. E' il momento dei Canadiens, perché Thompson becca la prima penalità per Buffalo e, appena dieci secondi dal suo ingresso in panca, che Nick Suzuki porta i suoi sul 5-3 con un bel tocco dalla destra in diagonale: è il 37'33" e fra le due reti di Montreal sono passati appena 78 secondi. Per lui, in serata, anche due assist.
Il terzo periodo si apre con una nuova penalità ai danni dei padroni di casa, causa un cross-checking di Rasmus Dahlin su Demidov. Il power-play della squadra di Martin St. Louis non perdona anche stavolta ed è lo stesso Ivan Demidov a insaccare la sesta rete (il quarto 'unanswered goal' della serata) con un tiro a mezza altezza dalla zona centrale del terzo su cui forse Luukkonen poteva fare di più. Buffalo sfiduciata allenta la presa, o meglio, è Montreal che riesce a gestire la gara senza eccessivi patemi. A cinque minuti e mezzo dalla fine i Sabres tolgono il portiere per il sesto uomo di movimento in più sul ghiaccio, senza però ottenere risultati né speranze, almeno fino alla tripla penalità che porta in panca puniti Anderson e Hutson per i canadesi e Byram per gli americani. In 5-contro-3 non succede niente e, alla sirena finale, la fatica maggiore la fanno gli arbitri nel cercare di separare i giocatori rimasti sul ghiaccio intenti a scatenare un incontro di boxe a... squadre.


Qui sotto alcune delle home prima, durante e dopo la partita tratte dal sito NHL