domenica 17 giugno 2018

No all'aborto e alle famiglie 'omo', non l'ha detto Fontana, ma Papa Bergoglio

Ora che anche papa Francesco, quello 'buono' per antonomasia, quello che avrebbe già scomunicato in pectore Matteo Salvini e tutti coloro che non accolgono almeno 12 africani in casa propria, che non condividono le proprie donne con maghrebini spacciatori e altre varie ed eventuali, ora che anche Papa Bergoglio si permette di affermare che la famiglia è costituita da un uomo e una donna (maschio e femmina, non genitore 1 e genitore 2), come reagiranno gli intellettuali della sinistra, i mondialisti dei sentimenti buoni, dell'accoglienza perenne e dell'accoppiamento facile fra portatori di cromosomi identici? Li avevamo lasciati agli insulti 'di fatto' nei confronti del nuovo ministro della Famiglia (e le Disabilità), Lorenzo Fontana, che aveva avuto il 'torto' di affermare le stesse cose promulgate dal Papa osannato dai miserabili. Razzista, omofobo, xenofobo, fascista (che poi sono frasi che nulla hanno a che vedere l'una con l'altra). Attendesi levata di scudi contro l''omino vestito di bianco', pena l'ennesima figura di incoerenza di cui ormai certo pattume politico nazionale si orna da tempo immemore.

martedì 17 aprile 2018

Benatia-Crozza, minacce e deliri censurati dai media

Come la Gazzetta ha posizionato la vicenda sul proprio sito
Lo scambio di battute, definiamole così fra Medhi Benatia e Maurizio Crozza 'censurato' dai principali organi di informazione italiani. A testimonianza che sul calcio non si può scherzare, a maggior ragione se espressione di un 'potentato' come può esserlo quello della famiglia Agnelli. Più che insulti quelli di Benatia verso il comico (grossolano, incerto e maldestro nell'occasione) sono vere e proprie minacce. Non conosco il codice penale a sufficienza per capire se possano essere perseguibili, ma di certo qualche passo al riguardo potevano farlo sia il mondo del calcio che, soprattutto, la Juventus. Ci si sarebbe potuti aspettare una multa pesante, una squalifica. Invece il nulla. Tutto sdoganato.
Le minacce di Benatia a Crozza
Paradossalmente forse potrebbe subire maggiori conseguenze il comico, nell'occasione assai poco comico, ma che nei confronti di Berlusconi o altri politici aveva esibito le medesime espressioni.
I media tacciono: il Corriere della Sera realizza un articolo insipido a firma di Paolo Tomaselli, in cui sostanzialmente non si prende posizione ma si narra una cronaca asciutta dei fatti. La Repubblica, sempre solerte nel realizzare attente analisi di costume, non trova spazio per la vicenda e la cosa paradossale è che invece entrambe le testate sprecano carta e inchiostro per il caso legato all'uscita del video di Gigio Donnarumma che, con un napoletano da sottotitoli, formulava ironiche scuse allo zio per la parata che ha deciso il pareggio di Milan-Napoli. Il sito della Juventus, con involontaria (?) ironia, fa gli auguri di compleanno proprio a Benatia, che pochi minuti dopo la sua 'sparata' avrebbe spento 31 candeline, forse condite da qualche brindisi di troppo.
Ce n'è abbastanza per una seduta psichiatrica collettiva e per un consulto legale onde premunirsi nei confronti di quei tifosi, ovviamente (casualmente) juventini che hanno giustificato e lodato la folle uscita di Benatia, aggiungendo carichi da novanta sul malcapitato Crozza. Si attendono con interesse i prossimi capitoli di questa disgustosa quanto sottaciuta vicenda.

I laconici auguri della Juventus a Benatia

L'articolo del Corriere della Sera

sabato 10 febbraio 2018

Omicidio Pamela, il corteo dell'odio si maschera da antifascista

Il vignettista Vauro, i suoi discorsi sono carichi di odio
Impensabile e offensivo mettere sullo stesso piano la giusta indignazione dei cittadini di Macerata per il massacro di Pamela Mastropietro e la demagogica presa di posizione arrivata in seguito alla 'vendetta' di Luca Traini. Tutti sanno chi andrà a ingrossare le fila della manifestazione cosiddetta 'antifascista' (fra l'altro nel Giorno del Ricordo dedicato alle Foibe), ennesima scusa per prendere possesso con la forza delle piazze con un atteggiamento tanto caro allla sinistra 'movimentista'. Non sarà presente di certo la brava gente di quelle parti (che infatti ha abbassato le saracinesche per non farsi distruggere i negozi), mentre invece risponderà presente tutto il ciarpame dei centri sociali, i veterocomunisti o gli iscritti all'ANPI che ai tempi della Guerra manco erano nati. Chi invece chiede e giustamente pretende l'ordine verrà considerato 'di destra', 'fascista' e 'razzista'. Nell'Italia di oggi, chi chiede giustizia viene emarginato. Pensateci, quando ascolterete l'ennesimo servizio degli scandalizzati 'inviati' del Potere...

lunedì 5 febbraio 2018

Super Bowl LII, record di boicottaggio degli americani a favore di Trump

Sono i Philadelphia Eagles a vincere la 52.a edizione del Super Bowl, dopo avere superato per 41-33 i New England Patriots. Decisivo un 'fumble' di Tom Brady nel finale di gara, che ha consentito agli Eagles di vincere il primo Vince Lombardi Trophy della propria storia.
Oltre che per questo, però, il Super Bowl LII verrà ricordato per il boicottaggio record che gli americani hanno deciso di mettere in atto contro l'evento, a causa della decisione di alcuni giocatori, in particolare quelli di colore, di non alzarsi in piedi durante l'esecuzione dell'inno americano, in segno di protesta nei confronti di Donald Trump.
In particolare i più arrabbiati sono i veterani di guerra, che hanno preso posizione ufficialmente con due delle loro principali organizzazioni: American Legion e Veterans of Foreign Wars - VFW.

domenica 31 dicembre 2017

Idealista, la pubblicità cristianofobica dell'app che offende anche chi non è religioso

Giuseppe e Maria nello spot di "Idealista"
Si chiude l'anno e i fari de "L'Urlo del Diavolo" scivolano sulla campagna pubblicitaria natalizia dell'app "idealista", dal titolo "Oh, my God!", in cui viene riproposta, in maniera ironica, la vicenda della nascita di Gesù a Betlemme nella capanna, presenti Giuseppe, Maria, l'asino e il bue.
Direttamente dalla pagina dell'app la campagna viene definita 'multisoggetto d’ispirazione natalizia in sinergia tra web e TV. Tre settimane di programmazione, fino all’Epifania (ahinoi)'. Sempre secondo "idealista" 'la campagna affronta il tema della Natività con grazia, calandolo nella realtà odierna in una sottile tensione surreale tra tecnologia e tradizione'. Questo secondo loro.
A chi scrive appare invece, lungi dal voler apparire il classico professorino moralista, che questi spot, tesi a esaltare l'app che permette di cercare annunci di compravendite edilizie (credo...), scadano in un già visto banale, una cristianofobia ormai scontata, tesa a ridicolizzare una religione su cui ormai sparano cani e porci, e sulla quale perfino una presunta maestra del Friuli si prende la briga di cambiare i nomi dei protagonisti, da Gesù a Perù.
Insomma, il duo di 'creativi' Gibbo&Lori non pare abbia fatto una grande... creazione. Per la ridicolizzazione del cattolicesimo e del mondo occidentale c'è ormai una fila lunga chilometri, a furia di prendere il numerino per fare a gara nell'apparire il più 'dissacrante' si è scaduti nella banalità della presa per i fondelli a senso unico, salvo poi scandalizzarsi se qualcuno disegni Maometto con o senza turbante o, giustamente, si 'permetta' di ironizzare sull'altra grande religione monoteista mondiale, quella di un mondo islamico teso alla 'colonizzazione' dell'Occidente.
La stessa azienda si era del resto segnalata per avere trasformato l'inno di Mameli ribattezzandolo 'inno integrazionale', melassosamente dedicato alla cosiddetta 'integrazione' di stranieri e clandestini vari per, si cita ancora, 'contribuire al dibattito sugli immigrati con una visione umana: persone che aspirano ad avere una vita migliore in un Paese, l’Italia, nel quale sperano di crescere come esseri umani, vivere in famiglia e contribuire alla crescita della nazione e al futuro della società italiana'.
Nell'attesa speranzosa, ma probabilmente vana, di vedere uno spot con un Maometto barbuto a caccia di un appartamento nei pressi della Mecca per andare in adorazione alla Pietra Nera, rimango sorpreso del fatto che nessuno abbia sollevato il problema sugli spot trasmessi da questa app, già colpevole per il solo fatto di avere trasformato un aggettivo così positivo nel vile appellativo di una marca da supermercato. Se questo è il concetto di 'idealismo' di cui si è impossessato il mondo dei media moderni, ecco un motivo in più per tornare al telefono a gettoni.